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Content marketing nel 2015: contenuti da creare e da evitare

Content marketing nel 2015Come sempre, all’inizio di ogni anno nella blogosfera piovono post sui pronostici di tutti i tipi. Qui su Penna blu li ho fatti a fine 2012 parlando su cosa scrivere nel 2013 e a fine 2013 su cosa scrivere nei blog nel 2014. Quest’anno ho voluto replicare, ma con qualcosa di diverso.

Ecco quindi una brevissima serie di post, oggi e domani, sui contenuti da scrivere nel 2015. Domani sarà incentrata soltanto sul blogging, mentre oggi si parla di contenuti generici, considerando vari canali di comunicazione e con un occhio anche alla SEO.

Il post di oggi è diviso è in due parti: la prima è mia, la seconda è realizzata con il contributo di alcuni professionisti che conosco – tutti conosciuti tramite il web e quasi tutti anche di persona in varie occasioni.

Google e la guerra contro i contenuti di bassa qualità

Da tempo il signor Google ha lanciato una crociata contro tutti quei contenuti che non offrono valide informazioni all’utente. Purtroppo c’è chi lavora bene e chi invece tenta di scalare i risultati delle ricerche con mezzi poco puliti.

Questo non è il blog adatto per parlare in maniera specifica di questo argomento, ma considerate una cosa: se scrivete per il vostro blog, volete che qualcuno vi legga. Avete mai pensato come faccia a trovarvi? Vi trova anche cercandovi con Google. Quindi, ogni volta che scrivete un post, chiedetevi questo: sarà veramente utile al lettore?

Non è facile creare contenuti di qualità, ma bisogna riuscirci. Ogni cosa che scriviamo deve tornare utile al lettore e allo stesso tempo differenziarsi dal resto, da tutto ciò che altri hanno pubblicato su quell’argomento prima di noi.

Il content marketing come filosofia e non come campagna strategica

Anche se vicino alla parola che indica i contenuti c’è “marketing”, in realtà il content marketing non è l’ultima invenzione di qualche markettaro. Quando scrivete per il vostro blog, state facendo content marketing e allo stesso modo quando scrivete un guest post o quando pubblicate qualcosa sui social media. Se poi vi divertite a pubblicare solo il vostro bel faccino, allora il vostro content marketing sui social sarà di tipo narcisistico. E decisamente monotono, anche.

In realtà il vero significato di questo marketing dei contenuti è offrire qualcosa di valore a chi ci segue nei blog e nei social media e legge le nostre newsletter. Altrimenti perché dovrebbe seguirci? Diamogli un motivo tangibile per farlo.

Si parla sempre di creare una buona strategia di content marketing, ma la prima cosa da fare, secondo me, è essere preparati psicologicamente alla creazione dei contenuti. Creare contenuti per i nostri canali di comunicazione deve diventare una vera filosofia e non limitarsi a una pura e tecnica strategia.

Se dietro c’è questa filosofia, allora ci sarà anche una grande passione, elemento decisivo per scrivere e pubblicare contenuti che facciano storia, che restino nella mente dei lettori, che risolvano veri problemi, che offrano un’esperienza di lettura e formazione, anche, unica.

Come creare contenuti nel 2015: la parola agli esperti

Adesso lascio la parola ai professionisti di alcuni settori, che hanno accettato di intervenire nel post lasciando le loro opinioni. A tutti ho posto una domanda sul loro specifico settore di competenza: si inizia con il copywriting per il blog, passando poi alla SEO e concludendo con i contenuti per i social media.

Creazione di contenuti e copywriting

Creare ottimi articoli per conquistare il pubblico è sempre una sfida che ogni blogger deve vincere. In una rete in cui sembra – e secondo me, in parte, è anche vero – che tutto sia stato già detto, cosa e come dobbiamo scrivere nel 2015? Che cosa dobbiamo considerare nella strategia di creazione di contenuti per il nostro blog?

Riccardo Esposito

Adesso la sfida diventa interessante. Tutto è stato già detto? No, il nostro mondo si evolve quindi sbocciano nuovi argomenti, ma c’è un fattore interessante che rimescola le carte: la concorrenza. Qualche anno fa i blogger si contavano sulle dita di una mano (forse due). Oggi c’è l’imbarazzo della scelta. C’è una sana competizione, e va bene così: per creare ottimi articoli – articoli capaci di conquistare realmente il pubblico – dobbiamo mettere in gioco le nostre capacità.

Questo significa che è finito il tempo delle rendite. Ora dobbiamo sfruttare la nostra esperienza, dobbiamo raccontare quello che facciamo e dobbiamo donare dei contenuti validi. Altrimenti siamo destinati a scomparire. Nella pratica questo significa che dobbiamo ascoltare la voce che i nostri potenziali lettori lasciano online. Essere in grado di leggere esigenze e gusti per creare dei contenuti che siano in linea con le aspettative del pubblico è diventato un dovere.

Attenzione. Seguire le aspettative del pubblico non significa svendersi: la personalità è importante, deve rimanere un punto fermo dell’azione di blogging. Un blog senza personalità, nel 2015, è un blog perso (secondo me). Ecco, dal mio punto di vista è un gioco di equilibri: essere fedeli al proprio stile, alla propria esperienza, e al tempo stesso lasciare dei contenuti realmente interessanti per il lettore.

Obiettivo finale della nuova attività di blogging: mettere il pubblico al centro. Ci sono blogger che non hanno bisogno di lavorare su questo punto, il prodotto aderisce perfettamente alle esigenze e alle aspettative del pubblico. Altri blogger, invece, devono smussare alcuni aspetti della creazione dei contenuti. Ma la polpa non cambia: al centro c’è sempre il lettore.

Riccardo Esposito – BlogTwitterGoogle Plus

Alessandro Scuratti

Grazie di avermi invitato a questa conversazione, Daniele: la domanda è interessante.
Divido la mia risposta in due: prima parlo di strategia, poi di tecnica.

Da un punto di vista strategico, chiediamoci: che cosa sono i contenuti di qualità? Qualità non fa rima con creatività, ma con risultato. Nel 2015 più che mai, dovremo scrivere contenuti capaci di generare risultati, cioè contenuti che portino conversioni, engagement, denaro. Insomma: impegniamoci a scrivere testi che rappresentino un reale valore per i nostri target, e che li smuovano a compiere determinate azioni. Essere strategici significa mirare ai fatti.

Dal punto di vista tecnico, non vedo rotture con il passato. I contenuti scritti bene – cioè quelli che ottengono risultati – continueranno a richiedere ai blogger la capacità di immedesimarsi nel pubblico, la padronanza delle regole del web writing, il talento di scrivere in modo persuasivo.

Alessandro Scuratti – BlogTwitterGoogle Plus

Irene Ferri

È stato già tutto scritto e non si può far altro che citare, qualcuno ha detto. Le strade del pensiero sono circolari: si corre, ci si doppia, ci si perde per tornare sempre al punto in cui altri sono già passati. Non si può attraversare due volte lo stesso fiume, ma il fiume è il medesimo. Tutte le immagini portano scritto “più in là”, ma più forte del movimento è la paura di cambiare.

Come usciamo dalla trappola del déjà-vu? Come possiamo essere distinguibili, creativi, unici? Come riusciamo a governare una massa di idee che si assomigliano e che mutano solo la forma, quasi mai la sostanza?

Io credo che chiunque nel 2015 utilizzi il media web per la propria professionalità artistica debba fermarsi e operare una riflessione. Il blogger è a pieno titolo uno scrittore che ha scelto un canale espressivo immediato e interattivo nel quale operare la sua comunicazione. Rimane pur sempre uno scrittore, un creativo che utilizza il codice linguistico e le potenzialità della lingua per sedurre e per informare, emozionare, recensire, ammansire, infiammare, istruire, raccontare.

Le molteplici sfumature che uno scrittore sa tirare fuori dalla sua penna sono il bagaglio imprescindibile che lo dotano di una professionalità mai scontata, perché con le sue parole egli sa muovere masse.

Ogni blogger che abbia la consapevolezza e la disciplina di essere tale possiede il suo timbro qualitativo, la sua voce impressiva e stilisticamente connotante. La capacità di espressione personale regala qualità e originalità al contenuto. Il blogger è un raccontastorie, uno storyteller – per usare una parola usata e abusata. È il giullare che a corte aveva il compito di intrattenere, raccontare, narrare le gesta di eroi e mantenere vive leggende avvolte nella nebbia dei secoli.

Riscoprire la voce interiore, la espressività artistica, i momenti di verità e di lirismo, la capacità di far trasalire ed emozionare in modo vero e autentico è la chiave d’uso di un media veloce e goloso di novità che offre possibilità nuove di sperimentazione dei contenuti. Pensiamo alla multimedialità, alle occasioni di evoluzione della parola come grafismo, al matrimonio tra arti visive e tecniche scrittorie, al connubio tra la parola scritta e l’emozione trasmessa.
Pensiamo al fatto che quando siamo abili a raccontare una realtà, nostra o di un brand, immaginaria o di cronaca, abbiamo raggiunto il vero scopo della comunicazione: trasmettere un messaggio definito e definibile che costruisca ponti, comunichi sentimenti e scuota animi.

Lavoriamo per evolvere un linguaggio che è ancora vivo, che muove e muta come uno stroboscopio multiforme, regalando vedute sempre nuove e sorprendenti a chi è disposto a lasciarsi emozionare.

Irene Ferri – BlogTwitterGoogle Plus

SEO e contenuti

Le basi della SEO sono ormai note a tutti. L’universo ornitologico di Google, anche: dei suoi algoritmi alati e pennuti si parla in continuazione. Ma quale sarà il modo migliore per ottimizzare i contenuti nel 2015? A cosa dovremo prestare maggiore attenzione?

Benedetto Motisi

Sono convinto che nel 2015, se non è stato fatto prima, bisognerà legare sempre più la SEO al Marketing – cosa che in passato si è dimenticata più di una volta, concentrandosi su tecnicismi vari.

Intendiamoci la Search Engine Optimization è una materia che non può prescindere da una buona preparazione tecnica ma del resto stiamo parlando di una serie di attività che devono portare utenti, quindi persone in carne ed ossa, ad atterrare sulla pagina del nostro sito attraverso il canale Search.

Si tratta di dannatissimo Marketing, e qual è la strada migliore da percorrere? Quella del rispondere a un bisogno che l’utente pone all’Oracolo di Mountain View attraverso quella barra bianca in campo bianco.

Ora, non ripeto incessantemente questa storia apollinea di incontro perfetto fra domanda e offerta perché voglio spingere l’idea che il miglior mezzo per percorrere la strada della Search sia l’Interceptor Marketing (*auto-marketta*).

Davvero, è che non capisco – a livello puramente logico – come si possa emergere dal buzz/rumore di fondo/caciara della Rete con dei contenuti che non siano a tutto GAS, ovvero Gorgeous Asset Sharing, valori tanto meravigliosi che viene spontaneo condividerli.

Si dice che l’ultimo arrivato della voliera di Google, Hummingbird, preferisca i testi corposi e a là Wikipedia come approfondimento e correlazioni.

Fondamentalmente, è dal più pesante Panda che si dice così. E allora, diamine, facciamolo.

Non dimentichiamoci di rispondere a più esigenze specifiche, alle domande inespresse e a intrattenere nel senso più largo del termine.

L’utente utilizza il motore di ricerca per risolvere un problema o un’esigenza. La sua domanda è legittima e mai banale; sono le quattro righe di testo standard a risultare poco utili e quindi poco posizionabili.

Del resto, a decorare il testo con i grassetti, si è tutti buoni dopo un paio di post.

my two cents

Benedetto Motisi – BlogTwitterGoogle Plus

Valerio Notarfrancesco

Peccato avere solo 200 parole.

Innanzitutto permettimi un dubbio: non sono affatto convinto che le basi della SEO siano note a tutti, né a tutti quelli che sul web ci lavorano né ai clienti.

Certo, oggi si parla molto di più di SEO rispetto a 20 anni fa, ma per lo più girano leggende, informazioni false o informazioni “vendibili” ma che spesso non rispecchiano il modo corretto di fare SEO.

Proprio sul tema su come ottimizzare i contenuti nel 2015 ho presentato al Convegno GT lo scorso 19 dicembre un framework operativo SEO. Ovviamente è uno dei tanti modi di fare SEO e non l’unico perché altrimenti sarei arrogante.

Dobbiamo partire sempre dal nostro pubblico e analizzare il viaggio immaginario che una persona compie da quando ha un’idea a come, quando e dove effettua la ricerca, con quale intento, e come si comporta davanti alle informazioni che il motore di ricerca gli mostra.

Questa analisi del customer jorney ci mostra infatti come Google e altri sistemi oggi diano informazioni che arrivano da canali diversi rispetto ai classici siti web. Ecco il modo di fare SEO nel 2015 e di ottimizzare i contenuti, ovvero ottimizzare l’esperienza di ricerca delle persone andando oltre le classiche pagine.

Concludo con una provocazione: L’anno scorso al Convegno C-Come dissi che il blog era morto (spiegando il significato SEO di un’affermazione così forte). Oggi ti dico che i contenuti, isolati dal contesto di ricerca e d’utilizzo (d’utilizzo e non d’uso) stanno per morire e che un contenuto di qualità non è più necessario se non è utile e utilizzabile.

Buon 2015 e buona SEO a tutti.

Valerio Notarfrancesco – SitoTwitterGoogle Plus

Contenuti sui social media

Al di là delle solite raccomandazioni – differenziare i contenuti per le varie piattaforme social, non fare autopromozione, o quantomeno non eccessiva e continuativa, creare una rete di contatti e relazioni – su cosa ci si dovrà maggiormente concentrare per gestire al meglio i propri profili social nel 2015?

Gian Marco Cattini

Per rispondere alla tua domanda Daniele io consiglio i gattini, che come tutti sanno, sono come il mattone, un bene rifugio. A parte gli scherzi il nuovo anno presenterà delle caratteristiche singolari. Con il mutare costante dei social media e la loro reciproca influenza a mio avviso sarà sempre più difficile distinguere una comunicazione per ogni canale sociale, dato che questi canali, per primi, si contaminano uniformandosi, rendendo sempre meno netto il divario che li separa. Per ovviare a questo, a mio avviso, la strada da battere nel futuro sarà quella di creare delle strategie di reduction time cost all’interno delle nostre attività quotidiane. La fase di performance delle nostre attività dovrà essere studiata come una delle strategie per migliorare non solo i nostri risultati in termine di tempo, ma anche di efficacia. Ormai sul mercato sono presenti diverse suite che permettono di ottimizzare alcuni processi delle nostre lavorazioni, il nostro compito nel futuro, sarà supervisionare il flusso dei dati e fornire il carattere e quel pizzico di estro che ogni professionista determina con il suo operato.

Gian Marco Cattini – BlogTwitterGoogle Plus

Francesca Borghi

È sempre difficile fare previsioni: se avessimo la sfera di cristallo probabilmente in questo momento saremmo alle isole Cayman a sorseggiare un cocktail :)

A parte le battute penso che nel 2015, come nell’anno appena passato, il vero valore aggiunto sia il lato umano. Quello vero, reale, fatto di interessi sinceri e non di risposte preconfezionate o costruite a regola d’arte pensando solo al marketing e all’effetto che possono avere sul lettore.

Le persone infatti si emozionano con le storie vere e non con quelle costruite a tavolino; ecco perché far emergere sentimenti sinceri, nelle campagne social e non, avvicina il cliente e lo fa sentire parte del Brand.

L’altro elemento è la capacità di lasciarsi stupire e di saper stupire.

Trovare il bello nelle piccole cose e portarlo alla luce con sapienza.

Per farlo sarà necessario provare, ogni tanto, a non essere frenetici, a non correre ma a fermarsi ad osservare e nel rimanere a bocca aperta di fronte ai messaggi che ogni giorno ci sorprendono.

Probabilmente i video saranno un ottimo canale per far passare questi messaggi, per parlare di sé e della propria azienda: in pochi secondi sei in grado di far immaginare, di trasportare l’utente lontano dai suoi pensieri, di fargli vivere un’esperienza e magari farlo riflettere o divertire.

Come dicevo sopra prima di tutto però dovrai essere in grado di farlo con te stesso e solo in quel caso sarai in grado di ottenere una reazione in chi ti guarda e si aspetta qualcosa. Già, perché tutti si aspettano qualcosa da te, giusto o sbagliato che sia, e dovrai essere in grado di non deluderlo ma bensì di mantenere le promesse fatte.

Io mi sono ripromessa di trovare sempre un motivo per sorridere. Ecco forse questo è il “segreto”.

Francesca Borghi – SitoTwitterGoogle Plus

Contenuti nel 2015

Che ne pensate di quanto detto finora? Come avete previsto la vostra strategia di contenuti per il 2015 sui vostri canali di comunicazione?

34 Commenti

  1. Banshee Miller
    7 gennaio 2015 alle 08:59 Rispondi

    Quando leggo certi post mi scoraggio. Il post è bello, intendiamoci, ma mi fa capire come sia complicato gestire un blog, e la mia idea di aprirne uno, sempre altalenante, tende a scappare. Tranquillo però, meglio un post così che uno dove si dice “ehi ragazzi, fate così e così e avrete un blog di gran successo, garantito”.

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 12:07 Rispondi

      Quale cosa ti preoccupa principalmente?
      Se vuoi aprire un blog, prima di tutto devi capire se davvero ti interessa averne uno. In quel caso delle difficoltà te ne freghi, perché troverai il modo di superarle. Quindi, perché la tua idea è altalenante?

      • Banshee Miller
        7 gennaio 2015 alle 13:45 Rispondi

        Perché credo mi sarebbe utile nel mio tentativo di farmi conoscere come scrittore, come tu spesso dici, ma al contempo le difficoltà tecniche/contenutistiche mi spaventano, tanto da non averlo mai aperto, sto benedetto blog.
        Un esempio? Come posso sperare di postare tutti i giorni, o anche solo ogni due o tre, un articolo originale, che parli di qualcosa di nuovo che non esista già in rete e che sia di qualità e di valore e che approfitti dei vantaggi SEO e tutta quella sfilza di cose?
        Lasciate ogni speranza voi che entrate.

        • Daniele Imperi
          7 gennaio 2015 alle 15:05 Rispondi

          Prima di tutto non è necessario che pubblichi ogni giorno. Secondo me il minimo sindacale è una volta a settimana. Meno non avrebbe senso.
          Riguardo ai contenuti, puoi impostare il tuo blog su come vedi tu la scrittura, sui problemi che incontri e come li risolvi, oltre a parlare anche, magari, delle tematiche che affronti nelle tue storie.
          Lato SEO: ho in programma proprio un post che parli della SEO per blogger principianti :)

  2. Content marketing nel 2015: contenuti da creare...
    7 gennaio 2015 alle 09:06 Rispondi

    […] Come sempre, all'inizio di ogni anno nella blogosfera piovono post sui pronostici di tutti i tipi. Qui su Penna blu li ho fatti a fine 2012 parlando su cosa scrivere nel 2013 e a f  […]

  3. ELENA
    7 gennaio 2015 alle 10:34 Rispondi

    Ciao Daniele,
    in questo articolo hai riassunto tutti gli aspetti di chi crea contenuti affrontando anche lati nuovi.
    Concordo anch’io sul dire “non basta più dire come si fa quello, come si fa quest’altro”, i lettori hanno necessità di sentir raccontarsi storie, storie UTILI perchè navigano nel web cercando il tassello mancante per iniziare il nuovo puzzle oppure portarlo a termine.

    Ripensando a queste ultime righe, mi penso alle “cose pronte” e ti giro una domanda Daniele.. Ma esistono le risposte pronte?
    Elena

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 12:13 Rispondi

      Ciao Elena e benvenuta nel blog.
      I post sul come fare questo e quello sono ancora utili, se davvero offrono guide e tutorial su qualcosa di nuovo o migliorano il già detto.
      Non ho però capito che intendi per risposte pronte.

  4. Luca.Sempre
    7 gennaio 2015 alle 10:51 Rispondi

    Parlo per esperienza diretta, e la mia è solo un’opinione personale. Faccio un discorso generale sullo stato del web marketing in Italia, non necessariamente rivolto alle persone intervistate anche perchė molte di loro non le conosco.

    Ormai da circa due anni sto lavorando dietro le quinte a un progetto sulla micro-imprenditoria che spero partirà a breve, progetto che non ha nulla a che vedere col mio blog personale che è più uno svago che altro.

    In tutto questo tempo mi sono messo in “ascolto”, ho cioè osservato in silenzio quello che fanno e sopratuttto quello che NON fanno i principali Marketer italiani (comprese le grandi agenzie e quindi non solo i blogger) in termini di web marketing appunto, ovviamente mettendo in parallelo le mie osservazioni con ciò che si fa oltreoceano e in giro per il mondo, al fine di poter pianificare una buona strategia che funzioni per il mercato italiano e che soprattutto vada a colmare quelli che secondo me sono i punti deboli e le lacune.

    Dopo aver investito molte migliaia di euro in formazione in questi due anni e dopo essermi confrontato con alcune persone che stimo e di cui ammiro il lavoro (in poche parole, quei pochi professionisti italiani del settore che secondo me sono una spanna sopra gli altri) la convinzione diffusa è che qui nel bel paese siamo ancora all’età della pietra della pietra (due volte) e che dunque c’è ancora un enorme spazio per chi voglia ritagliarsi un angolo di successo in questo mondo iper-affollato che è il web nel 2015.

    Al di là dei trend (e dei luoghi comuni… il che vuol dire che aver dato vita al Rinascimento non significa necessariamente camparci di rendita anche nel 2030, tanto per parlare di “talento italiano”) credo che siamo davvero nell’età dell’oro del web per chi voglia mettersi in proprio e/o promuoversi attraverso internet, e dunque bisogna solo mettersi in moto e FARE.

    E osservare. Attentamente.

    Ciao ;-)

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 12:22 Rispondi

      Dipende dal settore, non trovi? Non dico che proprio tutti i campi siano iperaffollati di contenuti, anche perché in molti le aziende preferiscono fare tutto da sé e quindi non operano bene.

  5. Ferruccio
    7 gennaio 2015 alle 10:52 Rispondi

    Quindi, ogni volta che scrivete un post, chiedetevi questo: sarà veramente utile al lettore?

    Sempre mi faccio questa domanda, tranne quelle volte (come in questo periodo) in cui raggruppo post a fini statistici, ma penso valgano lo stesso. In tutta sincerità di dico che ormai non pubblico più articoli solo per una giornata, ma solo con la speranza di vederli in cima alla Serp e di essere utili a chi li trova. Quando dopo due o tre giorni cominciano a essere letti dopo essere stati trovati con delle chiavi di ricerca mi sento sempre molto soddisfatto

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 12:24 Rispondi

      Quali sono i post che pubblicavi solo per la giornata?
      Anche io osservo come si piazzano i miei post sulle serp, ma non spesso a dire la verità.

  6. Alessandro Scuratti
    7 gennaio 2015 alle 11:28 Rispondi

    Mi piace l’invito alla concretezza che sta emergendo dai commenti.

    Concordo con Luca Sempre. In Italia spesso ci perdiamo a parlare dei massimi sistemi, ma alla fine quanti di noi passano dalle parole ai FATTI, studiando una strategia e realizzandola attraverso tattiche e tecniche efficaci? Contano solo i RISULTATI.

    E concordo con Ferruccio: sarà che mi sento più un tecnico che un creatore di testi, ma per me uno degli apici della libidine è vedere un mio contenuto guadagnare posizioni su Google.

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 12:26 Rispondi

      Su quello hai ragione, non tutti arrivano nel web attraverso una attenta pianificazione, ma si buttano e vanno allo sbaraglio e in quel modo quali risultati avranno?
      Per fortuna non tutte le aziende lo capiscono, per fortuna dei loro concorrenti, dico.
      Perché ti ritieni più un tecnico? (Forse mi hai suggerito un post).

      • Alessandro Scuratti
        7 gennaio 2015 alle 14:03 Rispondi

        Ciao Daniele,

        Alla fine la mia formazione è tecnica (sia alle superiori che all’università). E ho iniziato facendo il technical writer (manuali d’istruzioni di apperecchi elettronici).

        Io sono convinto (ma so di essere impopolare) che la creatività può essere tirata in ballo solo quando si parla di scrittura creativa. Se sei invece un blogger o in generale un content creator (cioè sei un business writer), sei un tecnico a tutti gli effetti. Io la vedo così.

        Quando scrivo qualcosa per il web, non mi sento uno scrittore. Tutt’altro: mi sento un chimico nel suo laboratorio. Penso infatti a dosare bene i reagenti (il contenuto, la SEO, l’efficacia dei concetti, il grado di comprensione e di leggibilità, un titolo accattivante ecc.), affinché la reazione sia il più esplosiva possibile! :-D

        • Daniele Imperi
          7 gennaio 2015 alle 15:08 Rispondi

          Ho capito che intendi.
          E, sì, ci scappa un post proprio su tecnica e creatività nel blogging :)

  7. Francesca Borghi
    7 gennaio 2015 alle 11:48 Rispondi

    Ciao Dany,
    volevo ringraziarti per avermi dato spazio in questo post che è così pragmatico.
    Infatti non si parla d’aria e tanto meno di fuffa ma finalmente si evince che è ora di passare all’azione con creatività e strategia.
    Ottimi i tuoi contenuti e quelli dei miei stimati colleghi.
    Grazie davvero, post da stampare!

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 12:27 Rispondi

      Creatività e strategia: alla fine sono le due chiavi per creare veri contenuti.
      Grazie a te :)

  8. Salvatore
    7 gennaio 2015 alle 14:26 Rispondi

    I contenuti del mio blog offrono informazioni interessanti ai miei lettori, mi chiedi? Sì, credo proprio di sì. E se qualcuno volesse smentirmi… c’è pur sempre un serial killer in grado di fargli cambiare idea, ne sono sicuro. ;)

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 15:09 Rispondi

      Sì, serial killer a parte, anche secondo me sono interessanti i tuoi contenuti. :)
      Parli di scrittura a modo tuo e in base alla tua esperienza.

  9. LiveALive
    7 gennaio 2015 alle 14:37 Rispondi

    Da un lato, penso non ci sia, almeno nel breve periodo, una reale relazione tra qualità e fama. Che poi la qualità finisca comunque per emergere mi pare auspicabile, ma comunque ci sono tanti fattori che contribuiscono: ci vuole del carisma, e a volte vengono fuori blog divenuti famosi solo in virtù della polemica.
    Da un lato (ancora), io riconosco che non ha senso scrivere se poi nessuno mi legge. Dall’altro, io vorrei creare contenuti di qualità senza badare alla visibilità, in quanto non ho tempo di occuparmi di questo aspetto, e perché credo comunque non ne valga la pena per una nicchia davvero stretta (non credo ci siano tanti ad interessarsi alle analisi linguistiche, e neanche ad analisi tecniche del tipo che faccio io).

    P.S.: come mai non metto il link del mio sito, mi chiedevi? Perché per ora è ancora troppo vuoto.

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 15:12 Rispondi

      Neanche secondo me c’è una relazione fra qualità e fama.
      Ha senso però creare contenuti di qualità se poi non sei visibile? Anche se hai scelto una nicchia molto ristretta, come ti trovano i lettori interessati a quella nicchia?

  10. olgica
    7 gennaio 2015 alle 14:49 Rispondi

    Molto interessante questo post,ma non è facile trovare contenuti avvincenti almeno per me che molto spesso mi limito a proporre post altrui.Tutto è stato già detto,lo so,allora chi mi consiglia qualcosa per il mio blog http://olga1212.blogspot.it/. Grazie,accetto consigli e suggerimenti!

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 15:17 Rispondi

      Per il tuo blog devi trovare da te i contenuti in base alle varie sezioni che hai creato. Scrivi riflessioni e opinioni sui vari argomenti.

  11. Fabio Sarcona
    7 gennaio 2015 alle 16:41 Rispondi

    Mi trovo perfettamente d’accordo con Benedetto Motisi e con il parere espresso da Valerio Notarfrancesco.
    Questo nuovo anno, probabilmente, darà un senso più profondo alla frase “creare contenuti pensati per gli utenti”. Ad esempio, leggendo il primo commento scritto da BANSHEE MILLER, si capisce benissimo che in tanti non voglio leggere solo la classica lista di cose da fare o non fare prima di aprire un blog, ma vogliono essere incoraggiati, vogliono qualcuno che gli dia una “pacca sulle spalle”, vogliono leggere di chi ha provato le loro stesse paure ma ha trovato il modo di affrontarle.

    Ecco come sarà per me il content marketing del 2015: Intercettare, creare ed essere più umani.

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 17:05 Rispondi

      Ciao Fabio, hai ragione. Le solite liste sono abbastanza fredde, in effetti. Non dico che non servano, ma oggi bisogna centellinarle e dare loro più senso. Mi piace quello che hai scritto sul fatto che chi vuole aprire un blog ha bisogno di essere incoraggiato e trovare soluzioni più dirette e soprattutto motivazione. Penserò a post del genere, prossimamente. Grazie dell’idea :)

  12. Marina
    7 gennaio 2015 alle 18:22 Rispondi

    Percorro la linea di Banshee Miller, con la differenza che io un blog c’è l’ho, l’ho voluto, l’ho curato, ma forse partendo da presupposti diversi. Leggendo con spirito critico molti dei tuoi articoli e anche altri di analogo tenore mi rendo conto di essere lontana da ritenere il mio blog un raccoglitore di contenuti interessanti da leggere e condividere, forse mi spendo più in rivisitazioni di articoli letti altrove o meglio ancora considero la mia pagina come una sorta di approdo sicuro quando voglio esprimere una mia opinione riguardo a qualcosa che mi ha colpito o quando voglio dare forma e sostanza a pensieri e parole. Credo che la mia idea sia quella di fare del mio blog una sorta di “vetrina” che mostri ciò che so fare, un po’ come la pagina Facebook(che non porta il mio nome bensì quello del laboratorio creativo di cui sono titolare), è un modo per fare conoscere le mie creazioni. Lo so che un blog simile non ha un’utilità e che magari non stimola al dialogo con l’eventuale lettore, però magari può essere una tappa per chi naviga, un biglietto da visita. Ecco, credo sia giusto dire che non tutti i blog hanno la funzione importante di cui parli tu e aggiungo che è un bene che esistano blogger del tuo stampo convinti, attenti, impegnati a fare una cosa a mio avviso difficilissima: mantenere sempre alto il livello di interesse ed attenzione del lettore.

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 18:50 Rispondi

      Perché non dovrebbero essere interessanti i tuoi articoli? Quando parti con un blog, la prima cosa che manca sono i commenti, quindi i lettori. Ora, con tutto quello che c’è in rete, devi andarli a cercare, in altri blog o sui social media. Devi insomma farti notare.

  13. Irene Ferri
    7 gennaio 2015 alle 18:26 Rispondi

    Ciao a tutti, sono molto felice di avere contribuito a dare la mia visione nel senso richiesto da Daniele (che ringrazio di cuore).
    Ho letto anche tutte le riflessioni interessanti che sono nate e che parlano di guardature differenti, tutte davvero importanti. C’è chi sceglie il taglio tecnico, chi il pragmatico, chi quello consulenziale. E vivaddio è così. La magmaticità del web è (per me) uno stimolo assoluto. Un continuo divenire, un continuo confronto, un continuo corso di formazione.
    Che senso avrebbe dare un’opinione se non presentasse un’altra faccia della questione? Daniele è stato intelligente nella scelta dei suoi interlocutori e ha voluto presentare un web multisfaccettato, coinvolgente, rutilante, come sappiamo essere noi che ci siamo dentro con mani, piedi, testa e cuore.
    La passione ci guida, la voglia di dare emozione, di calibrare il messaggio in modo da farlo arrivare a chi ti legge, il desiderio di condividere, di conoscere, di farti conoscere.E quando hai passione, hai da dire e da fare e lo vuoi far sapere al mondo. Un po’ come quando ti innamori. :)

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2015 alle 18:53 Rispondi

      Ciao Irene, grazie a te ancora per aver accettato la proposta :)
      Secondo me bisognerebbe scegliere più metodi insieme, almeno è quello che cerco di fare io. Il web ha davvero molte facce, ma vivono insieme in uno stesso corpo.

      • Irene Ferri
        8 gennaio 2015 alle 09:00 Rispondi

        Lo penso anche io, Daniele. Guardando da una mera angolatura statistica – ho notato che ci sono molti più post che parlano di tecnica rispetto che dell’esplorazione della creatività e della propria voce personale.
        Ognuno nella scrittura ha imprescindibilmente un proprio stile. Penso che l’audience quando arriva da un blogger e decide di seguirlo lo fa perchè trova strumenti che in quel momento gli possono essere utili per la sua esigenza. Ma non deve trattarsi di mera copiatura. “Ah, guarda come è bravo Riccardo, come spiega bene, ora faccio esattamente come fa lui e sono a posto”. No. Non è così. E’ un fallimento assicurato, dato che Riccardo ha il suo stile, come ce lo hanno Alessandro, Francesca, Daniele.
        E’ l’impronta che la personalità del blogger dà al contenuto che le fa acquistare valore. In questo senso dico che siamo comunque scrittori. Ovviamente scriviamo sul media web e lo facciamo con le sue regole. Ma la personalità, lo stile, la capacità di trasmettere un’informazione o un’emozione rimane uno skill personale.

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