Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

4 modi errati di fare content marketing

Content marketing scadente

C’è un proverbio che dice “Sbagliando s’impara”, ma potremmo cambiarlo per l’occasione in “Navigando s’impara”. Perché frequentando la rete ci facciamo un’idea di come gli altri creano contenuti e di come dovremmo crearli noi.

Quanti sono davvero i contenuti originali e utili che si leggono in rete? Sono mesi che non imparo più nulla leggendo altri blog, neanche in quelli esteri che frequentavo di più. Alcuni colossi della comunicazione, come Problogger e Copyblogger, hanno perso la qualità che avevano un tempo.

C’è un continuo ripetersi che sembra non aver fine, c’è un continuo creare post sulla base di articoli scritti da altri, c’è anche un continuo parlarsi addosso, senza ascoltare altre voci.

Seo content marketing

Un blog e un sito vivono di contenuti. Esattamente come Google. Devono nutrirsene per esistere, altrimenti tanto vale chiudere bottega. Fare content marketing in ottica SEO non significa – e non deve significare – creare contenuti al solo scopo di migliorare il posizionamento – che non dipende solo dalla quantità di pagine web pubblicate – e di ottenere link – che oggi sono sotto il bersaglio di Google.

Fare seo content marketing significa creare contenuti validi considerando ciò che cercano gli utenti e quanto si parla già di quell’argomento.

#1 – Ignorare il contenuto chiave in serp

Quanti contenuti sono stati indicizzati da Google? Ogni volta che facciamo una ricerca, Google ci restituisce un certo numero di risultati. Prima di creare contenuti, prima di trasformare un’idea in un articolo per il nostro blog, dovremmo controllare le serp.

Esiste già? E se esiste, quanti risultati vedo nelle serp? Posso ancora parlare di quanto costi un sito web? Posso ancora parlare di cosa significhi SEO? O di come creare una fan page su Facebook? Non ce n’è già abbastanza di tutti questi contenuti?

La soluzione: personalizzare, sempre, i propri contenuti. Usare l’esperienza personale per renderli originali, autentici.

#2 – Ignorare il volume di ricerca di un contenuto chiave

In alcuni casi dobbiamo considerare quanto è cercato quell’argomento in rete. Se voglio aprire un blog per monetizzarlo, devo prima capire se i temi che affronterò sono cercati nel web, altrimenti nessuno leggerà i miei post.

Ma questo discorso vale anche per un blog avviato. Se stiamo pianificando una serie di articoli da scrivere, dobbiamo essere sicuri che qualcuno li leggerà e ne sarà interessato. Il traffico di ricerca ci suggerisce se i contenuti che vogliamo sviluppare possono portare visite o meno al nostro blog.

La soluzione: scrivere contenuti di approfondimento o articoli granulari, ma sempre tenendo conto del reale interesse che un potranno suscitare nei lettori.

Youtility

Youtility is marketing so useful, people would pay for it. It’s a new marketing model for the age of information overload. Jay Baer

È questo il modello che dovremmo adottare quando creiamo contenuti online. Il “tu” unito alla “utilità”, fuso in unico concetto che mette il lettore, il potenziale cliente, al centro del contenuto.

#3 – Creare contenuti fotocopia

Vogliamo parlare ancora delle statistiche di Twitter? Ma questo è solo un esempio, perché è recente. Ho letto un post in cui veniva segnalato che Twitter avesse messo a disposizione di tutte le statistiche e subito dopo c’è stata un’epidemia di articoli su questo argomento.

Come tempo fa nacquero post su post sulle nuove copertine delle fan page di Facebook, sulle immagini sui tweet, ecc. Si sfrutta l’onda, ma in questo caso non si fa che creare contenuti fotocopia.

La soluzione: contestualizzare il contenuto. Sempre. Un post sulle statistiche di Twitter? Bene, contestualizziamolo sulla sua reale utilità per gli utenti. “Come sfruttare le statistiche di Twitter per ottenere più interazioni”: ecco un post che manca.

#4 – Abusare del newsjacking

Una nuova tecnica di marketing: sfruttare le tendenze del momento, le notizie più fresche e di grande risonanza, per creare contenuti istantanei e attirare l’attenzione dei lettori. Non so quanto sia etico, in alcuni casi, servirsi del newsjacking nel content marketing.

L’abuso va sempre evitato, anche perché, spesso, è facile usare la politica per confezionare contenuti ironici, ma quale può essere il risultato? Da un lato attirare l’attenzione e l’approvazione di una parte dei clienti potenziali, dall’altro allontanarne la parte avversa. Ma un’azienda non può permettersi, secondo me, di mescolarsi con la politica. Un’azienda deve rivolgersi a tutti.

La soluzione: originalità+etica+utilità. Una somma che porterà a risultati soddisfacenti.

Avete notate in rete questi 4 metodi di fare content marketing? Quali soluzioni vi vengono in mente per evitarli?

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.