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Come il content marketing migliora i tuoi affari

Content marketing e business

Quanti siti aziendali o di liberi professionisti avete visitato che presentavano 3 o 4 paginette scarse? Vi hanno dato affidabilità? A me no. Ho l’impressione di aziende e imprenditori con poca considerazione per l’utente, quindi per il potenziale cliente.

Che cosa manca a questi brand? In realtà proprio questo: lo status di brand. Sono solo minuscole presenze online che svaniscono al confronto della concorrenza, che non riescono a emergere.

Perché?

Perché non hanno considerato il content marketing per migliorare il proprio fatturato.

Perché il content marketing funziona

La produzione di contenuti va vista non soltanto come scrittura di post per riempire il proprio blog, bensì come una vera operazione di marketing, intesa però a beneficio diretto del lettore e indiretto del blogger.

Perché il content marketing funziona?

Perché i contenuti sono pagine informative, educative, formative per i lettori. Perché aumentano la diffusione del nome del professionista o dell’azienda e attirano lettori, quindi potenziali clienti.

La fine dell’era dei minisiti

C’è stato un tempo in cui creare minisiti per spingere alcune parole chiave e rafforzare il sito principale funzionava. Ora Google non vede più di buon occhio queste tecniche, giustamente, a parer mio. Erano siti per nulla utili agli utenti e diluivano la presenza del sito principale (quindi del professionista e del brand) in più siti.

Io stesso, per migliorare un sito di vignette e illustrazioni, avevo creato un piccolo network. Un sito di satira, che offriva le stesse vignette presenti nella sezione Satira del sito principale, e uno sulle illustrazioni, che offriva le stesse illustrazioni presenti nella sezione apposita del sito principale. Ho preferito eliminare quel network.

Se proprio volete aumentare la vostra presenza online con altri domini, secondo me le soluzioni sono due:

  1. landing page
  2. siti satellite

Landing page

  • Acquistare un dominio che contenga parole chiave (per esempio: scrivereunromanzo.it)
  • Creare una landing page professionale mirata a vendere un ebook, un corso o un webinar
  • Lanciare una campagna su Adwords per piazzare la landing page o linkarla sul proprio sito

Siti satellite

Non intendo un minisito, ma un sito o un blog che faccia da comprimario al sito principale. Se Penna blu è il mio blog principale, potrei decidere di creare un giorno (non lo farò, è solo un esempio) un blog in cui dare spazio ad autori emergenti con consigli, interviste, casi studio.

Creare autorevolezza online e costruire un proprio pubblico

Il pubblico cerca informazioni di ogni genere in rete. Anche sul vostro prodotto o sui servizi che offrite. Prima di acquistare prodotti e servizi, oggi gli utenti preferiscono informarsi. Vogliono conoscere il prodotto, capire perché gli sarà utile, perché quel servizio risolverà i loro problemi.

E se non trova il vostro sito o se entra nel vostro blog e non trova ciò che sta cercando, sapete dove andrà? Dal concorrente.

Creare autorevolezza online

Con il content marketing un’azienda e un professionista creeranno col tempo una propria autorevolezza in rete. Saranno riconosciuti come esperti e affidabili. E i clienti hanno bisogno di gente esperta e affidabile.

Scrivere contenuti che offrano ai clienti ciò di cui hanno bisogno, ciò che cercano, le soluzioni che desiderano, farà apprezzare l’azienda e il professionista.

Costruire un proprio pubblico

Sono i contenuti che attirano gli utenti. Scrivere ciò che vogliono sapere, ciò che gli semplificherà parte della loro vita significa creare una sorta di calamita che li catturerà. Col trascorrere del tempo e con sempre più contenuti nel sito avrete costruito un vostro pubblico personale, lettori fidati e affezionati che vi leggeranno.

E per un’azienda e un professionista è fin troppo chiaro cosa significhi avere un proprio pubblico che li ascolta. Significa avere potenziali clienti. Se azienda e professionista avranno lavorato bene col content marketing, il passo per trasformarli da lettori in clienti non sarà difficile.

Offrire benefici

Prima di affidarsi a un’azienda o a un professionista l’utente si pone delle domande:

  • Perché devo acquistare da te?
  • Cosa puoi fare per me?
  • Come puoi risolvermi i problemi?
  • Perché devo leggerti?
  • Chi sei?
  • Sei davvero un esperto?
  • Sei affidabile?

Sapete rispondere a queste domande? Perché sono inespresse, sono mute, restano dentro l’utente che ha trovato il vostro sito online. Ma ci sono e voi dovete saper dare una risposta.

Come?

Con il content marketing. Offrendo benefici a chi legge. Scrivendo articoli che restino nella storia della rete, articoli che nessuno ha mai scritto, articoli che generino decine di condivisioni.

Conclusione

Il content marketing è un’arma molto potente nelle mani di aziende e professionisti, perché può trasformare un semplice lettore, un utente capitato nel blog o nel profilo sociale, in un cliente affezionato e soddisfatto.

E un cliente come questo parlerà dell’azienda e del professionista. Dove? Online, sul suo blog o sui suoi profili sociali.

Non è anche questa una forma di content marketing?

Risorse

Nel blog di Pennamontata si parla di content marketing che conversa e converte. Francesca Mattia ci dà la sua personale ricetta di una copywriter. Una serie di strategie e buone e cattive pratiche da leggere.

Ditemi la vostra

Siete convinti anche voi che non basti più un semplice sito e ci voglia invece una strategia di contenuti che convertano?

5 Commenti

  1. Alessandro Pozzetti | APclick
    21 febbraio 2014 alle 10:50 Rispondi

    Ciao Daniele!

    Ho una domanda, che capita proprio a fagiolo: quali strumenti utilizzi, per la monitorazione di determinate parole chiave, per il tuo content marketing?

    • Daniele
      21 febbraio 2014 alle 11:02 Rispondi

      Ciao Alessandro,
      con la tua domanda hai anticipato, in un certo senso, un mio prossimo post :)

      Prima su Google Analytics potevamo leggere come i lettori arrivavano nei nostri blog. Ora non più. Su Penna blu diverse volte ho scritto articoli in base alle ricerche degli utenti, sia con Google sia nel motore interno al blog.

      E adesso cosa cambia? Per qualcuno quel “not provided” è una fortuna per chi crea contenuti, perché scriverà direttamente per gli utenti e non per i motori di ricerca.

      Risponderò alla tua domanda nel mio post. Se riesco a finirlo – in realtà sto prendendo appunti, per adesso – lo leggerai fra un paio di settimane. Mi hai dato comunque un’idea in più su cui riflettere nel post ;)

  2. Alessandro Pozzetti | APclick
    21 febbraio 2014 alle 11:14 Rispondi

    Allora attendo…sarà un piacere leggerlo, commentarlo e condividerlo ;)
    Ciao!!

  3. Ivano
    2 marzo 2014 alle 11:31 Rispondi

    Ottimo articolo, come sempre.
    In Italia ancora non si è ben compreso il valore del Content Marketing, ma sono fiducioso per il futuro.
    Quando tutte le aziende capiranno il cambiamento in atto nel marketing, capiranno anche l’importanza di buoni contenuti.
    Teniamoci pronti! :)

    • Daniele
      3 marzo 2014 alle 07:33 Rispondi

      Grazie, Ivano.

      Sei ottimista, allora :)

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