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Il Connettivismo nella scrittura creativa

Come scrivere storie connettiviste
Connettivismo

Riprendiamo il discorso sul Connettivismo iniziato la settimana scorsa, con la prima parte dell’intervista a Sandro Battisti, in cui si è discusso del Connettivismo come genere letterario e in cui abbiamo cercato di dare una spiegazione semplice a questo movimento.

In questa seconda parte si parla di Connettivismo nell’ambito della scrittura creativa.

Dal punto di vista della scrittura, che cosa deve conoscere uno scrittore per poter scrivere storie connettiviste? A parte leggere storie di questo genere, quali letture credi siano fondamentali per una sua “formazione letteraria”?

Sandro Battisti – Posso parlarti delle mie esperienze personali, sappi che ogni connettivista userà un approccio diverso. La mia formazione “artistica” è data da due scrittori fondamentalmente: Algernon Blackwood e Bruce Sterling; sono diversissimi tra loro, certo, ma le loro sensibilità coesistono e danno vita a vertiginosi voli psichici in cui il Fantastico la fa da padrone. Ma io adoro certa musica, anche, psichedelica (primissimi Pink Floyd) e gothic, elettronica, dark & ritual ambient, noise, postpunk. Film: Stati di allucinazione, Hardware, The Wall. Amo anche le suggestioni dell’occulto che sento vivermi dentro.Ecco, questa è un po’ la mia base da cui sono partito, per elaborarci sopra ogni mio pensiero. Sarebbe interessante sapere gli altri aderenti al collettivo cosa pensano, e sentono.

Il Connettivismo è anche attento a un certo stile e a un certo linguaggio. Come avete forgiato il vostro linguaggio? E perché c’è questa attenzione a un linguaggio sperimentale?

SB – Perché il Connettivismo è sperimentazione. Personalmente mi tengo lontano dal pop per cui perseguo sistematicamente ogni rivolo che si discosti dalle masse. Ovvio quindi che il linguaggio che uso è quasi da iniziati, ha una sua poetica e quello che invito a fare è soltanto lasciarsi avvolgere dalle parole (immagini) e farsi trasportare altrove. Quell’altrove esiste, è forte, e costituisce un continuum a sé stante, in cui vivere cerebralmente e psichicamente.

Connettivismo: una scrittura d’élite o per tutti? Si parla di una certa sensibilità nel Connettivismo: pensi che solo in pochi potranno riuscire a scrivere storie connettiviste o questa sensibilità è alla portata di tutti?

SB – Chiunque può scrivere connettivismo. Ripeto, il mio canone estetico è criptico, ma non tutti la pensano (per fortuna) come me, per cui se si sente del fascino proveniente dalle nostre tematiche, che si scriva, si componga, si filmi, ognuno a suo modo.

Prontuario dello scrittore connettivista: quali sono gli elementi base a cui deve fare riferimento uno scrittore connettivista?

SB – Saper scrivere, o conoscere la grammatica dei movie, o delle immagini, della musica. Qualsiasi arte può avere il suo risvolto connettivista, non c’è altro da dire. O forse sì: avere la consapevolezza di essere affascinati dalle suggestioni del Manifesto connettivista, che per molti è stata la porta di accesso al nostro multiverso.

La parola magica, la chiave forse, del Connettivismo è “connessione”. Uno scrittore che volesse avvicinarsi a questo movimento deve riuscire a stabilire connessioni a lui prima sconosciute, scovare sentieri nascosti, percorrere strade percettive mai immaginate. Sei d’accordo?

SB – Perfettamente. L’istinto (almeno per quanto mi riguarda) è fondamentale, perché sentendolo forte in me so se la strada che percorrerò o sto già percorrendo è giusta o meno. La razionalità segue invece altre direttive: se tu ascolti la materia e l’energia parlare, sai che ti porterà su strade tutt’altro che difficoltose e povere, potrai andare empaticamente su Alfa Centauri senza impiegare la velocità della luce.

Se la risposta è sì: prima di tutto lo scrittore deve possedere un’immaginazione superiore alla media o deve riuscire a nutrire la sua immaginazione per arrivare là dove prima non era mai stato e dove prima altri scrittori non s’erano mai avventurati. È, dunque, il Connettivismo un movimento che, restando nel tema della scrittura creativa, consente allo scrittore di sviluppare abilità stilistiche e narrative che non pensava di possedere?

SB – Non credo che il nostro sia il caso di cervelloni superintelligenti. Sfruttiamo soltanto la nostra intelligenza in modo diverso, usando una strada diversa. Più che di immaginazione io parlerei di sensibilità, ecco.

Due domande provocatorie.

Perché consiglieresti a uno scrittore di scrivere storie connettiviste?

SB – Perché è il futuro.

Perché, invece, lo sconsiglieresti?

SB – Devo proprio? :)

Grazie, Sandro. Il Connettivismo torna la settimana prossima, con la terza parte dell’intervista, in cui si parlerà di lettura connettivista.

10 Commenti

  1. Cristiana Tumedei
    16 gennaio 2013 alle 17:20 Rispondi

    Con questa seconda parte dell’intervista, credo che il Connettivismo appaia ancora più comprensibile. Una serie di post davvero interessante, che mi permette di scoprire una realtà stimolante ed affascinante. Grazie! :)

  2. Salomon Xeno
    17 gennaio 2013 alle 19:48 Rispondi

    Vediamo come andrà a finire. Queste interviste aiutano a chiarire un po’ il loro approccio, anche se forse leggere qualcosa sarebbe l’ideale. Mi interesserebbe anche capire qual è la dimensione (nazionale/internazionale) del connettivismo.

    • Daniele Imperi
      17 gennaio 2013 alle 20:16 Rispondi

      Le letture senz’altro aiutano e presto ne inzierò qualcuna. Che intendi con dimensione (nazionale/internazionale) del connettivismo?

  3. Il Connettivismo nella scrittura creativa – p.2 « HyperHouse
    18 gennaio 2013 alle 14:21 Rispondi

    […] puntata di quattro dell’intervista che Daniele Imperi sta pubblicando su PennaBlu nell’ambito del Connettivismo spiegato a un bambino. Questa volta si parla di scrittura […]

  4. Salomon Xeno
    18 gennaio 2013 alle 15:14 Rispondi

    Sono stato un po’ troppo sintetico. Intendevo dire: il movimento ha voci o un po’ di risonanza al di fuori dell’Italia?

    • Daniele Imperi
      18 gennaio 2013 alle 17:31 Rispondi

      Se ne parla anche al di fuori dell’Italia, ho visto qualcosa. A livello di opere connettiviste in altre lingue non saprei.

  5. Il Connettivismo nella lettura
    23 gennaio 2013 alle 08:50 Rispondi

    […] Terza parte dell’intervista a Sandro Battisti sul Connettivismo. Nella prima parte abbiamo parlato di definizione e classificazione del Connettivismo in ambito letterario e nella seconda parte di scrittura connettivista. […]

  6. Approfondire il Connettivismo
    30 gennaio 2013 alle 08:28 Rispondi

    […] sul Connettivismo. La prima parte verteva sulla definizione di Connettivismo, la seconda sulla scrittura connettivista e la terza sulla lettura di storie connettiviste. Oggi si approfondisce e si conclude il discorso […]

  7. Il meglio di Penna Blu – Gennaio 2013
    1 febbraio 2013 alle 15:01 Rispondi

    […] Continua a leggere Il Connettivismo nella scrittura creativa. […]

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