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Blogging: la differenza fra pubblico e comunità

Comunità nel blogging

Qual è la prima preoccupazione di ogni blogger quando inizia a pubblicare i suoi primi post?

“Nessuno legge il mio blog”.

Si sente spesso una frase del genere. Le visite sono poche e il blogger si convince di non essere interessante. È normale agli inizi avere poche visite, a meno che ad aprire un blog non sia un personaggio famoso. Ma per noi la strada è quella consueta: lunga e faticosa.

Che cosa spinge il blogger a pensare che nessuno legga i suoi articoli?

Soltanto una cosa, secondo me.

La mancanza di commenti.

Le metriche confutabili per misurare il successo di un blog

Se vogliamo dare retta alle regole del web marketing, allora dobbiamo usare certi parametri per sapere se stiamo lavorando bene con il nostro blog. Agli inizi mi preoccupavo anche io di quei parametri, specialmente secoli fa quando si parlava di pagerank e numero di backlink.

Poi i tempi sono cambiati, sono entrate in gioco strategie differenti per farsi conoscere nella blogosfera, i blog stanno diventando più umani, comʼerano un tempo, agli inizi. Ormai, per me, non cʼè più posto per i blog accademici, ma per quelli narrativi e colloquiali.

Ma dovevamo parlare di metriche e parametri. Credo siano tre.

  • Visitatori unici al mese: non visite, ma proprio visitatori, che è diverso. È un fattore più potente. Un conto è essere visitato cento volte ma su un totale di 4 persone e un altro è esserlo cento volte su un totale di 50 persone. Devo confessare che non ho mai badato a questo. Guardo soltanto, una o due volte a settimana al massimo, il numero di viste al giorno.
  • Posizionamento sui motori con le parole chiave principali: una delle ossessioni più comuni, affannarsi per scoprire quanto stiamo salendo di posizione. Il rischio, in cui si incorre facilmente, è creare contenuti-spazzatura per “spingere” determinate parole chiave. Non mi preoccupo neanche più del posizionamento e il motivo è semplice: le visite al mio blog arrivano per almeno lʼ85% dalle ricerche organiche, quindi dai motori di ricerca, e il restante fra newsletter, social, link in qualche blog e visite dirette.
  • Numero di condivisioni sui social media: ci sono blog che “fatturano” un numero impressionante di condivisioni. Qualsiasi post pubblichino, viene condiviso sui vari social centinaia di volte. Non so quanto siano condivisi i miei post perché, come vedete, i bottoni social non mostrano più il numero delle condivisioni.

Tutto questo ci riporta a un solo concetto, a un pensiero fisso.

Numeri.

A me però piace andare sempre controcorrente e affidarmi ad altri parametri, osservare altre metriche. Non più numeri, ma un concetto totalmente diverso.

Persone.

Le metriche corrette per misurare il successo di un blog

Un blog non è un programma televisivo, che ha bisogno dellʼaudience, del suo pubblico espresso in numeri. Un blog non ha neanche la giornalista che la sera elenca quei numeri dicendo cose (per me incomprensibili) tipo: “ha avuto uno share del 79%”.

Un blog è un luogo di discussione e dibattito. È una stanza virtuale in cui parlare degli argomenti che ci appassionano. Ecco la differenza annunciata dal titolo, lʼho introdotta con due parole:

  1. persone
  2. parlare

Noi dobbiamo creare una nostra comunità di lettori, che è ben diverso dallʼavere un pubblico. Il pubblico sta bene in televisione, al teatro e al cinema, a uno spettacolo.

Per un blog conta invece avere una comunità. Un gruppo di persone affezionate, che non si limitano a leggere, ma lasciano la loro traccia. Che ritornano volentieri nel blog, perché hanno trovato un ambiente piacevole.

Su Penna blu queste tracce spesso sono molto evidenti, perché grazie ad alcuni lettori ho potuto scrivere post ispirati dai commenti lasciati o da articoli letti nei loro blog. E altre volte è successo il contrario, un mio post ha ispirato articoli altrove.

Non è forse questo il concetto di comunità? Non è forse più importante e solido di centinaia di individui invisibili che condividono?

Quanto vale il pubblico fantasma?

Non il lettore che si limita a leggere e non ha voglia di commentare – ce ne sono molti che fanno così. Qualcuno, qui, commentando per la prima volta, confessa di aver seguito da tempo il blog ma solo adesso sʼè deciso a commentare.

Io parlo di quel pubblico che di frequente si vede in molti blog, anche esteri, che non ha lo stimolo a uscire dallʼanonimato, a commentare, a lasciare un suo pensiero, ma si limita alla mera condivisione. Perché succede questo? Che cosa frena quei lettori?

Possiamo parlare di pubblico in quei casi? Sì, ma non certo di comunità.

Questa è la differenza nel blogging fra un pubblico di lettori e una comunità di persone.

A voi cosa interessa avere?

37 Commenti

  1. Chiara
    27 agosto 2015 alle 08:34 Rispondi

    Anche io ho molti lettori fantasma, ma la cosa non mi infastidisce, anzi: mi fa piacere che mi seguano. Ciò nonostante, anch’io punto molto sull’interazione. Per questo ho ridotto il numero di recensioni: spesso, chi le legge, non ha molto da dire al riguardo.
    Devo confessare però che alcuni lettori si limitano a rispondere alla domanda di chiusura, al punto che avevo pensato di eliminarla: a volte mi chiedo se abbiano davvero letto il post…
    Comunque sono felice della bella comunità che è andata creandosi! :)

    • Daniele Imperi
      27 agosto 2015 alle 18:42 Rispondi

      Ora mi hai fatto venire il dubbio sulla domanda di chiusura :D

  2. Salvatore
    27 agosto 2015 alle 09:45 Rispondi

    Di recente diverse persone mi hanno scritto per ringraziarmi di alcuni miei articoli su cui sono incappati partendo da una ricerca Google. Dopo aver letto l’articolo, mi hanno trovato su facebook (facile, perché il blog e i social sono strettamente connessi), hanno messo “mi piace” alla pagina FB dedicata al blog e poi, non contenti, mi hanno anche cercato come persona fisica, finendo per chiedermi l’amicizia pure lì. A quel punto mi hanno scritto per ringraziarmi e chiedermi ulteriori consigli. La cosa che mi impressiona di più, è che queste persone non hanno commentato sul blog, ma si sono sbattute parecchio per trovarmi e parlarmi (virtualmente) di persona. Alcuni mi hanno anche scritto via mail, ma l’impressione è che la chat sui social renda più “umano”, forse empatico, il contatto.

    • Chiara
      27 agosto 2015 alle 14:46 Rispondi

      Anche a me è successo!!! :D :D :D

    • Daniele Imperi
      27 agosto 2015 alle 18:44 Rispondi

      Sui social il contatto è più veloce, ecco perché molti preferiscono scrivere lì.

  3. LiveALive
    27 agosto 2015 alle 09:55 Rispondi

    Se seguo un blog regolarmente, non commento solo se non mi trovo con ciò che dicono su tutta la linea (perché dovrei seguirli allora? Mah, magari hanno argomentazioni ragionevoli, per completezza, eccetera). Di norma però non seguo nessuno, solo pennablu. Con gli altri, capito, di tanto un tanto, e commento se trovo qualcosa di interessante. Condividere su Facebook, solo quello che scrivo io XD

    • Daniele Imperi
      27 agosto 2015 alle 18:46 Rispondi

      Beh ma puoi anche commentare se dissenti in tutto :)

  4. Ferruccio
    27 agosto 2015 alle 10:35 Rispondi

    Io più che altro mi sto accorgendo che le prime considerazioni che il blog sta diventando più umano è vero. E per me è un vantaggio perché è sempre quello che mi ha spinto a fare blogging. Ti dico che nei primi anni cercavo anche di usare aggregatori, gruppi, cricche… tutto quello che era possibile per aumentare il numero di lettori. Ho abbandonato tutto, un po’ perché diventi un marchettaro e un po’ perché toglieva qualità al proprio blogging e sopratutto perché ti portava ad assumere un atteggiamento falso. Penso di avere molte affinità con te anche se il modo di scrivere e di comunicare che abbiamo è molto diverso

    • Daniele Imperi
      27 agosto 2015 alle 18:48 Rispondi

      Agli inizi anche io usavo aggregatori e tutto quello che c’era. Poi ho smesso come te.
      D’accordo sulle nostre affinità :)

  5. massimiliano riccardi
    27 agosto 2015 alle 16:07 Rispondi

    Per me è ancora tutto in divenire, diciamo work in progress senza una vera e propria strategia. Diciamo che mando avanti un blog “generalista”. Mi piace scrivere di quello che mi va senza preoccuparmi troppo dell’appeal sui potenziali lettori, lascio che chiunque possa commentare con critiche ai miei “pezzi” e infatti è già accaduto, amo interagire con altri blogger, che poi è lo scopo di tutto, mi diverto e ho conosciuto persone molto interessanti. Spezzo la tensione della vita quotidiana giocando con il blog. Non ho interessi economici, non prendo denaro, non guadagno con la pubblicità, non aspiro a lavorare con chicchessia o per chicchessia. E’ ovvio che mi fa molto piacere se il mio nome incomincia a circolare, scagli la prima pietra chi è immune da questo desiderio. Sono troppo calato (per fortuna o purtroppo) con i problemi reali da assumere atteggiamenti da guru, le mie soddisfazioni e i triboli mi vengono dal lavoro e dalla famiglia oltre che dalle relazioni sociali. Cosa è per me il blog? Conoscere, scambiare, giocare, comunicare. Devo dire che sono stato abbastanza fortunato in questo, in effetti ci sono alcuni blogger che avrei piacere di conoscere personalmente. Ho anche capito che esiste una sorta di gerarchia formale che è data non solo dal seguito del pubblico ma anche dall’impostazione del blog, che se è strutturato in modo da dare risalto ad aspetti pseudo culturali, entra nel paradiso degli “eletti”, dei “colti”. Salvo poi constatare che tutto si smonta quando si affrontano tematiche che attengono alle relazioni umane. Come nella vita del resto, non è possibile fare “accademia” per sempre, le mani bisogna sporcarsele e scendere dal piedistallo. Alcuni blogger hanno la grande capacità di relazionarsi a livelli colloquiali semplici e diretti, dimostrano grande preparazione, un cultura non da poco e la capacità di interagire a livello profondo con gli interlocutori. Questa è per me la comunicazione efficace, questi sono i blogger che seguo. I siparietti di quelli che vogliono farti vedere quanto sono bravi e intelligenti mi fanno sorridere. Cento volte meglio un blogger come Ivano Landi che tratta argomenti complessi oggi e sciocchezzuole divertenti domani, che discute di massimi sistemi e la volta dopo scherza da buon toscanaccio quale è piuttosto che gli eterni maestrini e maestrine che tanto appesantiscono didimo ed epididimo, dove alla fine di umano c’è ben poco, se non coltissime disquisizioni lessicalmente perfette e con le giuste interpunzioni, ma che non ti lasciano nulla. Sono pochi per fortuna, ma ci sono. Li lascio volentieri nella loro torre d’avorio. Al loro pubblico.
    Chiedo scusa per la pippotto, perdonatemi se potete. Crisi di mezza età, tutto lì.

    • Daniele Imperi
      27 agosto 2015 alle 18:52 Rispondi

      Concordo. Nel blogging più sei alla mano, divertente, senza fare il professore e più vinci.

  6. Rodolfo
    27 agosto 2015 alle 19:48 Rispondi

    Condivido molto lo “spirito” di questo post Daniele. Si deve passare dal pubblico alla Comunità. E direi anche di più: dalle visite e i visitatori unici alle “conversioni”. Non mi interessa di avere centomillemila visitatori quando arrivano, guardano, se ne vanno subito e non interagiscono. Preferisco averne 200 che “convertono”. Quando per conversioni non si intende solo una vendita, ma qualunque azione sia la “mission” del tuo blog, come appunto i commenti.

    • Daniele Imperi
      28 agosto 2015 alle 18:02 Rispondi

      Sì possiamo parlare di conversioni come termine tecnico. Un pubblico che partecipa e fa crescere il blog.

  7. Monia
    28 agosto 2015 alle 10:02 Rispondi

    Ecco, io, per esempio, ogni volta che passo da Penna non vedo l’ora di leggere i commenti perché so già che leggere cose interessanti capaci di arricchire il post come più lucciole arricchiscono un lago.
    Per questo lasciare il proprio contributo è ancora più stimolante, ci si sente parte di un gruppo affiatato che dà il meglio di sé per lasciare una traccia significativa.
    Questo è essere reputati interessanti dai propri ospiti: quando qualcuno non solo ha voglia di mettersi in contatto con te ma ha per giunta voglia di farlo dando il meglio, non di certo semplicemente per pubblicizzarsi, allora sì, con quel qualcuno hai creato qualcosa.
    Il padrone di casa sa bene che a me interessano le persone, sono loro il vero metro e leggendo i commenti a questo post non si può che notare come le persone che passano di qui siano persone che a loro volta lasciano qualcosa in chi passa da loro.
    Sarà che tra membri di una comunità ci si scambia la magia come se fosse ossigeno.

    • Daniele Imperi
      28 agosto 2015 alle 18:06 Rispondi

      Brava Monia :)
      Qui infatti, ma anche da te e in altri blog che seguo, i lettori creano sempre discussioni interessanti.

  8. patricia moll
    28 agosto 2015 alle 16:37 Rispondi

    Ciao Daniele, arrivo da te tramite Ivano Landi ( e altri che seguo e seguono te).
    Questo post mi ha fatto pensare. Ho un blogghino piccolo, relativamente giovane. Ultimamente ho notato molte visite in più però i commenti sono in genere quelli dei soliti amici. Pochi di lettori nuovi.
    Pazienza! La cosa che mi piace veramente è quel “club” che si è formato tra i miei lettori che commentano e me. Le risposte ai miei post e le chiacchierate che a volte vengono fuori. Il fatto che a volte uno di loro mi dica, come ho detto anche io a loro, questo post mi ha fatto pensare ed ho scritto…
    E’ questo l’importante per me. La chiacchierata che prosegue oltre il post, scambio di idee, pareri, battute ironiche. E’ questo club che vale.
    Certo… se vedessi che costantemente ogni giorno ho tre/quattro mila lettori, farei i salti di gioia ma non credo che capiterà mai.
    La Comunità come la chiami tu è decisamente più importante e soddisfacente del numero complessivo delle visite silenziose.
    Ciao!

    • Daniele Imperi
      28 agosto 2015 alle 18:10 Rispondi

      Ciao Patricia, benvenuta nel blog.
      Il fatto che i commenti non aumentino dipende da vari motivi e non sempre si può capire il perché. Appena rientro darò uno sguardo al tuo blog.

    • massimiliano riccardi
      28 agosto 2015 alle 18:49 Rispondi

      Patriciaaaa è per il discorso che ho fatto qui sopra che anche io mi sono unito al “club”, si scherza, si ride, si parla di cose serie ma con la giusta leggerezza che è ben lungi dall’essere superficialità.

      • patricia moll
        31 agosto 2015 alle 17:18 Rispondi

        Lo so! :)) Massimiliano
        Come dice Daniele è questq comunità la parte piacevole e redditizia in fatto di soddisfazione!

  9. Poli72
    29 agosto 2015 alle 00:48 Rispondi

    Sapete qual’e’ il colmo?
    Spesso vedo piu’ commenti e scambi su di un forum dove si parla magari di come cambiare il filtro di tale lavatrice ,piuttosto che su blog che parlano di cose di ben piu’ elevata statura.
    Perche’ ?
    Forse perche’ il mondo e’ talmente vario e multiforme che va oltre la nostra comprensione . Tizia che parla di make up e cellulite al sedere di Kim Kardashian attira folle enormi .
    Caio che parla di propulsione spaziale e relativita’ ristretta non se lo fila nessuno.
    Al di la’ della complessita’ dell’argomento ,bisogna considerare quello che con termine anglosassone viene definito il:” target”. Tutti hanno un target,tutti coloro che intendono condividere una passione ,un argomento ,un interesse ,un prodotto da vendere,delle sensazioni .L’uomo e’ un animale sociale.
    Chi fa blogging credo abbia piacere che le proprie passioni ,impressioni,sensazioni,impegni vengano recepite e convissute da altri . Sicuramente interessati alle stesse cose,dico io.E’ matematico no’! Se non me ne frega una beata mazza di come si imposta un incipit nel romanzo ,ma rodo dalla voglia di sapere quale cosmetico usa per lisciar le rughe Sharon Stone o quale verme usa Tubertini per tirar su orate una dopo l’altra, non verro’ mai su “pennablu'” ad esempio.
    Nel caso dei blog di scrittura quale “target” recettivo potrebbe esserci?
    E chi lo sa’ con precisione.Coloro che amano la scrittura?Si dice tanto che in Italia pochi leggono e tutti scrivono.C****** colossale.I blog sulla scrittura creativa dovrebbero essere intasati dai commenti.
    Allora il target potrebbero essere coloro che amano leggere .Puo’ darsi ,ma allora devo impostare il blog sulle recensioni di opere letterarie e articoli riguardanti gli autori e le opere . Ma girando in rete anche questo tipo di blog non e’ che sia sommerso da commenti ,like o visite .Se la matematica non e’ un’opinione allora credo che blog di scrittura come pennablu'(attenzione: il mio e’ solo un esempio) possa interessare persone che hanno interesse vero e profondo per l’attivita’ di scrittura ed una certa formazione adeguata .Vero e profondo perche’ un blog professionale che affronta argomenti specifici e tecnici come Incipit,ritmo ,stile ,tecniche di scrittura ,blogging e’ a tutti gli effetti un blog cosidetto di nicchia.Mia cugina che divora Harmony a ritmi industriali ,mio figlio di dieci anni che legge Geronimo Stilton se gli parli di incipit ti guardano con occhi sgranati e bocca aperta.

  10. Gloria Vanni
    31 agosto 2015 alle 06:31 Rispondi

    Ciao Daniele, grazie perché trovare un’altra persona, tu, che condivide la mia scelta di bottoni social senza numeri fa canterellare il mio cuore di buon mattino! Emozione! Ho sempre sentito più importante la condivisione umana di quella numerica! E mi piace molto il tuo andare sempre più verso le persone. Perché, in fondo, cerchiamo tutti punti di contatto o no? Buona settimana!

    • Daniele Imperi
      1 settembre 2015 alle 13:51 Rispondi

      Ciao Gloria,
      mi sono stancato di tutti questi numeri che sfoggiano i blog. Quello che conta è ciò che scrivi e ciò che ti commentano i lettori.

  11. Francesco Magnani
    31 agosto 2015 alle 15:12 Rispondi

    Il mio obiettivo è quello di creare una comunità: lettori fedeli che partecipano costantemente alla crescita del blog e lasciano un loro segno attraverso i commenti.

    Il fatto di restare nell’anonimato credo dipenda da una vocina che dice: “a cosa mi serve lasciare un commento?”, se vogliamo dargli un nome, possiamo parlare di pigrizia, superficialità oppure egoismo? Sono troppo cattivo?

    • Andrea Torti
      1 settembre 2015 alle 12:28 Rispondi

      Forse è anche un ragionamento del tipo “che contributo potrei mai dare alla discussione?” a produrre questa inerzia… ma a me non importa se i miei lettori sono in disaccordo, se la questione che sto trattando pare loro irrilevante… lo scrivano, melo facciano sapere, sarei felice di discutere con loro!

      • patricia moll
        1 settembre 2015 alle 13:58 Rispondi

        Ciao Andrea, la penso come te.
        Non si può sempre essere d’accordo con quanto scrivono o dicono gli altri. Può sempre però nascere una bella chiacchierata con condivisione di idee o con pareri contrastanti.
        Se nessuno ti dice nulla, che signnifica? Che hanno letto? Apprezzato? Disprezzato? E chi lo sa!

        • Francesco Magnani
          1 settembre 2015 alle 14:55 Rispondi

          Anche io la penso come voi: ben vengano le critiche, sono aperto al confronto.

          • patricia moll
            1 settembre 2015 alle 16:37 Rispondi

            Credo che se non si vuole il confronto sia inutile aprire e rendere pubblico un blog. O sbaglio?

    • Daniele Imperi
      1 settembre 2015 alle 13:52 Rispondi

      Forse è pigrizia, non saprei dirti.

  12. Esse Emme
    1 settembre 2015 alle 12:07 Rispondi

    Vediamo se è vero quello che fin qui è stato affermato. Continuo a seguirti.

    • Daniele Imperi
      1 settembre 2015 alle 13:53 Rispondi

      Ciao, benvenuto nel blog.
      Continui a seguirmi per vedere se nel blog troverai quanto ho affermato in questo post?

  13. Andrea Torti
    1 settembre 2015 alle 12:25 Rispondi

    Bersaglio centrato in pieno!
    Pensando alla mia esperienza personale, non posso che concordare: un paio di post hanno avuto una certa visibilità, e considerando che il mio blog esiste da poche settimane, non è un risultato da poco! Purtroppo però il mio sogno di creare una piccola agorà virtuale, un laboratorio per idee innovative, è ancora molto lontano, e questo proprio per mancanza di commenti… E dire che cerco sempre di sollecitarli! Preferirei due like in meno e un commento in più.

    • Daniele Imperi
      1 settembre 2015 alle 13:54 Rispondi

      Ciao Andrea, benvenuto nel blog.
      Se il blog è così giovane, allora è normale. Pian piano costruirai la tua comunità.

      • Andrea Torti
        8 settembre 2015 alle 11:02 Rispondi

        Grazie mille per l’incoraggiamento, alla prossima!

  14. Gianni Galli
    1 settembre 2015 alle 22:32 Rispondi

    Ciao Daniele,
    da un pò non ti rispondo. Sono molto impegnato con il mio primo lavoro: promotore mutualistico. E con la mia passione: lo sport dilettantistico, in particolare quello di base e giovanile. Una volta mi hai risposto e, in un certo senso, incoraggiato, perchè il tema ti sembrava interessante. E lo credo pure io. A breve, uscirà il mio sito e anche il mio blog, voglio farmi conoscere, perchè ho scritto tre ebook. Un blog, fatto di post colloquiali, che cercano di andare dritti ai problemi dei dirigeni sportivi, con soluzioni possibili. Sono d’accordo con te, cosa c’entrano i numeri, freddi e calcolatori? Se li confrontiamo con le persone, che possono esprimere passione, entusiasmo ed emozioni? Non sono un esperto informatico, anzi. E nella costruzione del sito mi sono affidato a una persona più esperta. Spero di avere, nel tempo, dei commenti a quello che scrivo. Un modo di scrivere vero, sincero, che viene da dentro: questo per me, è quello che conta. Il massimo: avere un gruppo affezzionato di persone e interagire con loro. Per dare e ricevere spunti e, quindi, crescere insieme. La scelta è facile e semplice, dal mio punto di vista: una comunità di persone. Del resto il mio slogan del sito è questo. Nello sport tutto dipende solo dalle persone: il Leader nell’organizzazione e in campo è sempre e comunque la Squadra. Complimenti sei bravo! Alla prossima, insieme saremo rock!
    Saluti
    Gianni

    • Daniele Imperi
      2 settembre 2015 alle 07:47 Rispondi

      Ciao Gianni,
      auguri per il tuo sito e il blog. Per quanto riguarda i commenti, non perdere il post di domani ;)

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