Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Comunicare con i giovani attraverso la scrittura

Post-it

Questo è un guest post scritto da Antonella Sgueglia.

Scrivere per ragazzi è un’attività che richiede talento; occorre avere una predisposizione per gli argomenti che interessano i giovani. Ogni autore è portato per un certo genere di scrittura, sono pochi quelli versatili.

Di recente è nato un vero boom per lo stile fantasy; molti autori e lettori amanti del genere si sono innamorati di questa parte della narrativa ed è un dato dimostrabile non solo dal fatto che ogni casa editrice ne abbia dedicato una collana nel suo catalogo – mentre la maggior parte non prevede racconti per ragazzi – ma anche dai numerosi blog che si sono aperti e che continueranno a proliferare.

Ma chi sono questi “ragazzi” a cui dobbiamo rivolgerci nelle nostre opere a loro indirizzate? Sono ragazzi comuni? Vivono un disagio particolare? Qual è la storia che vogliamo raccontare?

E ancora, qual è il vero motivo per cui stiamo scrivendo? Per soldi? Perché lo riteniamo un mercato di guadagno o perché ci stanno a cuore i giovani e vogliamo stimolare un interesse nella lettura?

Queste ed altre domande sono fondamentali per coloro che intraprendono, o hanno già intrapreso, questo tipo di percorso.

Innanzitutto, mi piacerebbe dare per scontato che la priorità degli scrittori per ragazzi sia infondere una morale che risulti a loro utile nel cammino della vita. Ma come fare affinché i giovani si avvicinino ad un libro, leggendolo fino in fondo con attenzione, e allo stesso tempo riuscire a dare consigli senza risultare noiosi?

La risposta è semplice quanto complessa da realizzare. Occorre tornare ragazzi. E com’è possibile ciò? È possibile attraverso un grande lavoro. Ebbene sì, scrivere per ragazzi può risultare più arduo che scrivere per un pubblico adulto. Dunque, chi si addentra in questo campo con la convinzione di rivolgersi ad un pubblico di minor cultura e meno attento alle forme grammaticali si sbaglia di grosso. I giovani pretendono molto e hanno svariati interessi ed è nostro compito far rientrare la lettura tra i loro passatempi.

Di seguito propongo dei consigli utili che io stessa mi prefiggo di seguire ogni volta che mi confronto con gli adolescenti:

  • chiarezza: usare parole che rientrano nel loro modo di esprimersi. Aboliamo i termini ricercati perché non dobbiamo stupirli con il nostro dizionario bensì con la trama;
  • rapidità: evitare periodi troppo lunghi e contorti e descrizioni infinite con rischio di noia e abbandono della lettura per non riprenderla nemmeno sotto tortura;
  • pensare come un adolescente: per un adulto è complicato ma basta eliminare gli strati esterni di ipocrisia, egocentrismo, arrivismo e tutto ciò che abbiamo accumulato con gli anni per arrivare al cuore di noi stessi, com’eravamo da giovani (esempio: consideriamoci come una cipolla, più strati togliamo e più arriviamo verso il centro);
  • inventiva: trattare nuovi argomenti e non ripetere sempre le stesse storie, altrimenti i ragazzi si sentono bloccati in un cliché in cui non si rispecchiano, come la classica storia d’amore tra un uomo più grande e una liceale. Voglio dire, ci sono tanti argomenti da trattare, proviamo a stupire prima di tutto noi stessi e poi i nostri ragazzi, magari inserendo un elemento che li appassiona;
  • interesse (qui mi riporto al punto precedente): documentarsi, perché no?, chiedere al pubblico coinvolto quali siano i propri interessi e cosa amano leggere. Inserire uno sport o altra attività stuzzica e coinvolge la mente dei giovani;
  • impegno: rendere interessante un libro allo stesso modo con cui si lavorerebbe se fosse indirizzato ad un pubblico adulto. Essere giovani non è sinonimo di inesperienza e sono soprattutto i giovani ad essere i più critici riguardo all’estetica di un lavoro;
  • concentrazione (e qui mi allaccio al punto di sopra): per la narrativa rivolta ai ragazzi valgono le stesse regole per gli altri generi. Dedicarsi ad un pubblico giovane non vuol dire scrivere per un pubblico meno colto e quindi “violare” le regole basi della stesura di un buon prodotto.

Lungi da me stilare un vademecum; piuttosto ho scritto questo post per rilasciare dei piccoli suggerimenti, forse anche scontati, ma che spesso tendiamo ad ignorare pur sapendo che sono fondamentali per iniziare un’opera di un certo spessore.

Scrivere per un pubblico adolescente vuol dire avvicinarsi ad una fascia d’età molto chiusa e vulnerabile; è necessario sapersi destreggiare tra le difficoltà e riuscire a lasciare loro un messaggio che non dimenticheranno mai. Dovrebbe essere questo il senso di ogni scrittore; saper meravigliare i lettori a tal punto che quando un libro viene chiuso, una lacrima di malinconia scende perché la storia si è conclusa. In questo modo la nostra opera avrà un sapore “immortale” e continuativo e potremo essere orgogliosi di aver dato il nostro contributo.

La guest blogger

Antonella Sgueglia, di Napoli, è una traduttrice freelance di lingua inglese. Vincitrice del concorso “Verrà il mattino e avrà un tuo verso” indetto da Aletti editore con la poesia “Seppur nascessi cento volte”. Ha scritto un romanzo di narrativa per ragazzi intitolato A scuola con portamento pubblicato come ebook tramite Kindle Direct Publishing, attualmente in distribuzione su amazon.it. In attivo ha due romanzi di narrativa femminile (uno in uscita in Aprile e l’altro in valutazione). Si interessa alla lettura, soprattutto di narrativa, e adora cucinare.

10 Commenti

  1. KINGO
    13 febbraio 2013 alle 09:48 Rispondi

    Cito
    “inventiva: trattare nuovi argomenti e non ripetere sempre le stesse storie”

    In effetti, Antonella, il tuo libro d’esordio è completamente originale e del tutto privo di stereotipi! Non avevo mai letto, e soprattutto mai visto in televisione, nulla di simile!!

    Scherzo, ovviamente, ma ti consiglio di non farlo mai recensire dal creatore del bolg obbrobbrio, né tanto meno dalla sua simpatica collaboratrice…

    In ogni caso concordo appieno con tutto quel che hai detto in questo post, e vorrei aggiungere che scrivere per i bambini è ancora più difficile che per gli adolescenti, perché esigono più semplicità, più attenzione ai contenuti… e quasi sempre, al contempo, il libro deve essere approvato anche dai genitori!

    Ciao, e complimenti per il post.

  2. Antonella Sgueglia
    13 febbraio 2013 alle 13:00 Rispondi

    Ciao Kingo grazie del commento. Per inventiva non intendo solo trattare un argomento usato fin troppo ma anche saperlo sviluppare in modo da consigliare i ragazzi e non limitandosi ad una mera successione di frasi gettate lì per fare numero. Chiunque volesse recensire il romanzo di sua spontanea volontà non potrebbe farmi più piacere in quanto un autore scrivendo un libro si mette in gioco completamente, non sceglie le persone più delicate e malleabili (se intende ricavarne dei benefici professionali e non solo riguardo al marketing). Saluti :)

  3. Cristiana Tumedei
    13 febbraio 2013 alle 18:30 Rispondi

    Un post interessante! :)
    Credo non sia affatto semplice rivolgersi ad un pubblico di lettori adolescenti. I giovani, infatti, sono piuttosto selettivi ed esigenti. Credo che quando si scrivono libri per ragazzi si debba cercare la chiave d’accesso per entrare in contatto con loro, comunicare un messaggio senza forzarli a condividerlo.
    Oggi penso che i giovani avvertano l’esigenza di crearsi una propria opinione critica dei fatti che li riguardano ed è questo uno degli aspetti più complicati da considerare.
    I tuoi mi sembrano dei suggerimenti più che validi, complimenti!

  4. antonella sgueglia
    13 febbraio 2013 alle 19:09 Rispondi

    Ti ringrazio Cristiana ;)

  5. Valentina Bertani
    22 febbraio 2013 alle 13:53 Rispondi

    Molto interessante. Ho provato a scrivere qualcosa, per questo pubblico, ma mi sono accorta che è una scrittura davvero difficile e che bisogna documentarsi molto. Anche se io stessa non sono poi così lontana dalla mia adolescenza, mi sono accorta che riesco a mettermi meglio nei panni del lettore adulto, che di quello adolescente. Non basta mettere nello scritto protagonisti adolescenti per farne un romanzo per adolescenti.
    Ottimi consigli! Me li annoto.

  6. antonella sgueglia
    22 febbraio 2013 alle 14:08 Rispondi

    Eh sì Valentina, è molto difficile scrivere per i ragazzi anche perché il linguaggio e gli interessi cambiano continuamente ed è difficile stare al passo. Grazie per i complimenti ;)

  7. Romina Tamerici
    1 marzo 2013 alle 23:24 Rispondi

    Io scrivo anche per bambini e ragazzi e questo post mi ha colpita. Ottima riflessione.

  8. antonella sgueglia
    2 marzo 2013 alle 09:04 Rispondi

    Grazie Romina :)

  9. Elisabetta
    23 febbraio 2014 alle 15:47 Rispondi

    L’ho letto solo ora, anch’io scrivo per ragazzi e condivido tutto quello che hai scritto! Grazie!

  10. antonella
    23 febbraio 2014 alle 16:03 Rispondi

    Grazie Elisabetta :)

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