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Come sto imparando a scrivere nel blog

Come sto imparando a scrivere nel blog

Avrei dovuto parlare oggi di blogger prolifici, come tempo fa ho parlato degli scrittori prolifici, ma alla fine ho cambiato punto di vista e ho voluto affrontare l’argomento dal di fuori. Così, in questo giorno speciale, ho deciso di raccontare una storia. La mia.

Una lunga serie di blog – Capitolo 1

Dal 2005 a oggi ho aperto 20 blog, uno diverso dall’altro, e soltanto adesso, all’avvicinarsi dell’ottavo anno nel blogging, posso dire che sto finalmente imparando come si scrive in un blog. Meglio tardi che mai, no?

“Che cosa hai scritto, allora, in tutti quei blog?”

Una domanda lecita, che mi faccio da solo nella speranza che me la facciate voi. Forse, però, la domanda andrebbe posta diversamente:

“Come hai scritto, allora, in tutti quei blog?”

Ecco, questa è la domanda giusta da porre e la risposta è solo una:

Male.

  1. Piano editoriale: questo sconosciuto.
  2. Calendario editoriale: quest’altro sconosciuto.
  3. Periodicità di pubblicazione: quest’altra sconosciuta.

Questa, in sostanza, l’essenza dei miei blog. Scrivevo quando mi andava, quando avevo in mente un post, scrivevo senza stabilire quando pubblicare. Soprattutto, non esisteva un progetto alla base dei blog.

Poi si arriva a Penna blu, l’ultima creazione, in cui finalmente avevo stabilito una periodicità e un calendario editoriale: 2 post a settimana, martedì e giovedì. Progetto consumatosi dopo due settimane, quando i post divennero 4 o 5, per arrivare infine a 7.

Questa è la prima parte della storia, che ha un seguito e una conclusione, che però non coincide con la chiusura del blog.

Chi o cosa è Penna blu? – Capitolo 2

Per tanti mesi non ho solo scritto in modo prolifico, ma anche freddo, tecnico, accademico. Perché? Perché sempre così ho scritto e ho anche capito il motivo, o almeno uno dei motivi.

Il blog è una piattaforma di pubblicazione, da cui accedo da un computer e ciò che scrivo finisce in una realtà virtuale. Stiamo parlando di fili elettrici, di byte, di pezzi di plastica e metallo, di reti e connessioni. Ed ecco che il blogger si trasforma in una specie di robot, macchina produttrice di post.

Se però guardiamo il tutto da un altro punto di vista, quello interiore, la situazione ci appare differente: il blog è un’estensione virtuale del blogger, il computer è solo il mezzo che ci permette di entrare in contatto con altre persone, la rete, la realtà virtuale, è un altro mezzo con cui altre persone possono interagire.

Come e quanto scrivere in un blog? – Capitolo 3

Un tempo pensavo che in qualsiasi blog bisognasse pubblicare ogni giorno. Non so il perché di quest’idea, forse, anzi sicuramente, perché io scrivevo e pubblicavo ogni giorno e quindi la mia visione del blogging doveva essere quella universale. Ma le idee cambiano, i pensieri si evolvono. E si arriva alla nascita di un prossimo mio blog.

Sto lavorando a un nuovo progetto nel web, in realtà esistente, ma sarà completamente rinnovato in grafica, contenuti, servizi e quel progetto avrà un blog annesso. Quanto pubblicare nel mio nuovo blog? La risposta mi arrivò senza neanche pensarci: 3 volte a settimana. Ma questa volta senza ripensamenti né cambiamenti di rotta.

Ecco che le vecchie idee sulla scrittura nel blogging si modificano, adattandosi a nuove realtà e nuove situazioni. Ecco che nuovi approcci e nuovi, insoliti, inaspettati atteggiamenti giungono, prendendoti per mano proprio nel momento in cui non sai più chi sei e cosa vuoi.

La scrittura è un mondo sconosciuto e, se non sai dove andare, rischi di perderti: di sbattere contro un muro.

Scrivendo s’impara – Capitolo 4

L’unica, la più grande e inconfutabile legge della scrittura è proprio questa: scrivi e imparerai a scrivere. Otto anni di blogging e ancora qui a imparare, a cambiare metodi, a cercare, a ritrovare me stesso, che finora chissà dov’era, ma di sicuro non qui, non nel blog né in quelli passati.

Scrivi nel tuo blog, in fondo, per dire al mondo che ci sei anche tu. Appena installi WordPress c’è già pronto un post di prova che dice “Hello, World!”. Sì, “Ciao, Mondo!”, ma quando saluti qualcuno c’è un perché, giusto? Non stai per rifilargli l’enciclopedia Treccani o un manuale di programmazione per satelliti.

Forse è questo che a me è sfuggito, quello che è poi il vero blogging. Un tempo, quando nacquero, i blog erano diari virtuali. Un tempo c’erano le persone che ci scrivevano, i guru nemmeno esistevano e nessuno ne sentiva il bisogno. I professori stavano a scuola e bastavano quelli.

Ecco, credo che bisogna fare un passo indietro, ché qualcuno s’è fatto prendere troppo la mano e rischia di finire oltre i binari. Non parlo di me, ma anche di me. Pure voi che leggete correte questo rischio, il deragliamento è sempre in agguato.

Come sto imparando a scrivere nel blog – Capitolo 5

Grazie al confronto. All’ascolto. Al dialogo. Non c’è da aggiungere altro, questo capitolo è breve. Devo ringraziare però Cristiana Tumedei, che nelle tante discussioni avute confrontandoci sui nostri rispettivi progetti mi ha fatto capire come andava impostata la scrittura in un blog.

Una fine e un inizio

La mia storia è finita, per oggi. Ora però voglio leggere la vostra: come state imparando a scrivere nel blog? Perché, datemi retta, non avete ancora imparato, nessuno di voi. Scrivete la vostra storia nei commenti.

32 Commenti

  1. Stefano Bresciani
    5 ottobre 2013 alle 08:55 Rispondi

    Ciao Daniele,
    rinnovo qui i miei complimenti per l’utilissimo blog. Ho letteralmente divorato l’ebook “compendio di articoli” e d’ora in poi lo applicherò, anche per imparare a scrivere ;-)

    Dopo un paio di blog, iniziati 5 e 3 anni fa, pubblicando post “quando avevo tempo e idee”, lo scorso anno ho iniziato con un progetto concreto, a lungo termine, su ciò che mi appassiona, le arti marziali del budo giapponese.

    Il primo mese abbiamo pubblicato ogni giorno, poi. 3 volte a settimana, poi 2… Un sacco di idee ma poco tempo, o meglio ho scelto di impiegarlo gradualmente, per scriverle. Prima è meglio che impari a scriverle, come si deve, giusto?

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2013 alle 13:18 Rispondi

      Ciao Stefano, benvenuto nel blog e grazie per i complimenti e per aver letto l’ebook.

      Si impara scrivendo, alla fine, anche se qualche regoletta serve :)

  2. Alessandro
    5 ottobre 2013 alle 11:31 Rispondi

    Ciao Daniele,

    Hai scritto un post di una bellezza e di una verità immense. Andrebbe stampato e appiccicato al monitor di qualsiasi blogger, principiante o esperto che sia.

    Concordo su tutto, da alfa a omega.

    La mia esperienza di blogger ha solo due anni e mezzo, ma ho notato anch’io che la scrittura si evolve. Eccome se si evolve. Se leggo i miei primi post, mi vergogno.

    Penso d’altro canto che avere il pieno controllo del proprio blog sia una cosa difficile, per qualsiasi blogger. Mi spiego meglio. Tolstoj in un’intervista disse che, a un certo punto, Anna Karenina si era impadronita del romanzo e che era stata lei a scriverlo da lì in poi. Ecco, questo per me può succedere anche a un blogger. Il rischio che la “creatura” si animi e prenda metaforicamente autocoscienza lo vedo reale. Beato il blogger che sa metterle il guinzaglio.

    Grande post, ancora complimenti!

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2013 alle 13:20 Rispondi

      Grazie mille Alessandro.

      Curiosa questa cosa del controllo, chissà, magari può succedere anche al blogger. Staremo a vedere :)

  3. Glauco
    5 ottobre 2013 alle 11:39 Rispondi

    Ciao Daniele. Io, come si può ben vedere, mi arrabatto con la scrittura. Mettici il mezzo secolo alle spalle, mettici che la nevrosi si annida tra le mie povere meningi, mettici ciò che vuoi ma sono qua. Chiaro che gioco la carta dell’ironia, non mi prenderei sul serio nemmeno se mi chiamassi Proust. Una cosa però mi sembra di averla capita. Il mezzo è virtuale certo, ma spesso trovo pensieri più reali su questa astronave che non sulla mia. Nella mia galassia ad esempio pare essersi estinto il pensiero, tranne quello utilitaristico naturalmente, come se, ho letto di recente, il non aver più bisogno dell’intelligenza (procacciare il cibo e origine della specie…) sia diventata una regola. Per intelligenza però non intendo scienze astruse ne biotecnologie molecolari su parapendii transattitudinali…
    Chiaro no? (se non si capisce nulla di ciò che ho scritto allora sono un genio)
    Umilmente vorrei scomodare Giorgio Gaber – “E pensare che c’era il pensiero”

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2013 alle 13:22 Rispondi

      Perché dici che da te, quindi nel tuo blog, immagino, si è estinto il pensiero? Ti sembra che non scrivi più come prima?

      • Glauco
        5 ottobre 2013 alle 14:27 Rispondi

        Sorry! Intendevo nel mio mondo reale, quotidiano…

  4. Francesco
    5 ottobre 2013 alle 11:44 Rispondi

    Ciao Daniele. Anche io ho dato la vita a diversi blog. 3 blog per essere esatti. 2 li ho chiusi poco dopo averli aperti. Avevo cambiato idea tutte e due le volte di nuovo. Ora sono al terzo e faccio quello di cui parli nel capitolo 4 del tuo post di oggi. Niente di tecnico, ma mi racconto finalmente. Come mi potrei raccontare se scrivessi una lettera ad un amico/a. Sono solo all’inizio. Nemmeno un mese ancora. Però sono già andato molto più avanti di quanto ho fatto con i miei blog precedenti. Wish me good luck!

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2013 alle 13:25 Rispondi

      Ottimo, allora, Francesco, hai iniziato al meglio. Buon lavoro, dunque ;)

  5. Alessandro C.
    5 ottobre 2013 alle 12:16 Rispondi

    VENTI blog. E io che faccio fatica a star dietro a “obbrobbrio”.

  6. franco zoccheddu
    5 ottobre 2013 alle 15:29 Rispondi

    Ho le idee molto chiare su cosa voglio scrivere, sul livello, sul genere di persone (o dovrei dire di “menti”) con cui voglio comunicare. Un po’ meno sul formato attraverso il quale voglio veicolare il mio pensiero. Devo essere un po’ più umile e dedicare del tempo anche all’aspetto, alla grafica, al layout, cose che per mia natura trascuro, ma che capisco benissimo sono invece molto importanti.

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2013 alle 15:38 Rispondi

      Ma intendi se vuoi pubblicare un libro e non sai se proporlo a un editore o farne un ebook?

  7. franco zoccheddu
    5 ottobre 2013 alle 19:10 Rispondi

    Ahi, Daniele, mi scuso: è saltata la coppia di parole “nel blog” dopo “cosa voglio scrivere”. Parlo quindi del blog.

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2013 alle 19:55 Rispondi

      Ok, sì, quei dettagli sono ugualmente importanti. Ma se hai bisogno, chiedi.

  8. Romina Tamerici
    5 ottobre 2013 alle 19:14 Rispondi

    Leggere delle tue esperienze è sempre prezioso. La cosa più bella che si evince, a mio avviso, è che non ti senti mai arrivato ma sempre in crescita ed è qualcosa che condivido a pieno, anche se i miei anni di blogging sulle spalle sono molti meno dei tuoi.

    Ho aperto il mio blog il 16 luglio 2011 con l’idea di creare qualche post di promozione dei miei libri e basta. Nessuno però mi dava retta: ero dispersa nel web. Ho cominciato poi a seguire vari blog partendo proprio da “Penna blu” per poi aggiungerne altri (ora sono oltre 50 quelli ch e). Ho cominciato a imparare e ho scoperto che volevo bloggare sul serio. Ci sono voluti alcuni mesi di assestamento ma poi con l’avvento delle rubriche e il resto i post sono diventati vari e anche più numerosi (a uno al giorno credo non arriverò mai, purtroppo, al momento sono 14 al mese fissi più varie aggiunte).
    Il mondo dei blog mi ha concesso di incontrare tantissime persone e crescere molto, per questo ho intenzione di continuare. A distanza di due anni qualche piccola soddisfazione l’ho raggiunta, ma sento di avere ancora tanto da fare. E non esagero quando dico che non sarei la stessa persona senza questa esperienza.

    Diversa è la vicenda del mio secondo blog, nato il 15 agosto 2013… essendo un blog di scrittura collettiva, per quanto possa crederci, non decollerà senza l’aiuto degli altri. Staremo a vedere.

    Mi sono dilungata, scusa.

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2013 alle 20:00 Rispondi

      Non ti sei dilgungata, ho chiesto io di raccontare la vostra storia. Ci vuole sempre un po’ di tempo all’inizio per far partire un blog.

      Un blog sulla scrittura collettiva, lo dice il nome, ha bisogno della collaborazione degli altri, per forza. Ora che sei su Twitter potresti coinvolgere altri a partecipare.

    • franco zoccheddu
      5 ottobre 2013 alle 20:02 Rispondi

      Ciao Romina, si può raggiungere il tuo blog di scrittura collettiva partendo dal tuo “solito”? Comunque ora provo.

  9. Fabrizio Urdis
    6 ottobre 2013 alle 10:24 Rispondi

    Ciao Daniele,
    Grazie per il bell’articolo.
    Ancora non scrivo un blog, ma sappi che se comincerò sarà anche colpa tua. :-)

  10. Alessia
    6 ottobre 2013 alle 11:03 Rispondi

    Ciao Daniele,
    leggendoti in questo post, e in molti altri, ho capito una cosa.
    La ricerca che stai attuando non credo sia legata alla tecnica, quanto al contenuto.
    Ho notato un po’ di nostalgia (o sbaglio?) di quel periodo in cui i blogger scrivevano i fatti loro sui propri blog, in cui c’era molta intimità (a volte ridicola, a volte ricca di sentimento) di chi metteva nero su bianco la vita di tutti i giorni. Quando nacquero avevo diciotto anni, ero sul finire delle scuole superiori e lì riversai un mucchio di paure, pensieri, parole.
    Un blog personale, un diario di bordo che ho ancora.
    Ma privato.
    Perché è un diario, non un blog.
    Con il tempo dai blog si è richiesto altro, molto altro, e ci siamo adeguati tutti alla richiesta. Ma è stata davvero la scelta giusta?

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2013 alle 18:46 Rispondi

      No, nel mio caso non è ricerca del contenuto, o meglio lo è in minima parte.

      Riguardo ai blog del passato hai ragione: erano appunto diari. Poi i blog sono diventati diari tematici. In un blog come questo non mi metterò mai a parlare di fatti miei personali, se non sono strettamente legati alla scrittura e alla narrativa.

      La scelta non è certo stata sbagliata, perché il blog si è evoluto. O meglio si è diversificato. Blog in forma di diario personale esistono ancora e ancora vengono aperti. Gli altri sono diari tematici.

      Ecco, credo che sia opportuno chiamarli così, ora: diari tematici. In questo modo possiamo scrivere dei temi che ci appassionano, ma non un linguaggio più umano e vicino al lettore.

      Che ne pensi?

      • Alessia
        7 ottobre 2013 alle 13:37 Rispondi

        Mi piace il nome che gli hai dato: diari tematici. E’ un po’ come avere un diario di viaggio, un diario di letture, un diario di ricette sperimentali… quanti diari abbiamo iniziato a scrivere nella nostra vita, convinti che fossero altro? Moltissimi credo. Il diario tematico è vicino al lettore, parla la sua stessa lingua. Non usa tecnicismi e spesso si colloca alla portata di tutti. Condivido quando dici che è un rapporto umano, quello tra un blog e il suo lettore.

        Torno a quella che ho definito la “ricerca del contenuto”. Leggendoti si capisce che c’è qualcosa che ti preme dentro, come se cercassi di scrivere restando chiuso in gabbia. La tigre riuscirai a domarla all’infinito? Spero per te che riesca a mostrarsi in tutta la sua fierezza, perché qualcosa mi dice che c’è molto altro oltre Daniele, oltre pennablu. Il mio contenuto era riferito a questo: a quello che vorresti esprimere ma non esprimi. O che esprimi in minima parte.

  11. Fabrizio Urdis
    6 ottobre 2013 alle 21:22 Rispondi

    Non preoccuparti, ho studiato a memoria tutti i tuoi post. ;-)

  12. animadicarta
    7 ottobre 2013 alle 11:08 Rispondi

    Belle queste tue riflessioni, penso diano molto da pensare per chi ha un blog o vorrebbe averne uno.
    Sicuramente il modo in cui ci si rapporta con i blog dipende da un’evoluzione in senso ampio, come hai rilevato anche tu. E accanto a questo c’è un’evoluzione più personale, che si riflette sempre in quello che scrivi e nel modo in cui ti poni nei confronti dei lettori.
    Anche il mio approccio è parecchio cambiato. La cosa più bella è forse che grazie al mio blog ho potuto scoprire un piccolo mondo incredibilmente ricco di cui non avevo la minima idea.
    Un tempo mi tenevo molto alla larga dai blog, oggi non riesco a fare a meno di leggerli, anche se i blog-diario restano ancora il modello che meno preferisco.
    Grazie di questo post :)

    • animadicarta
      7 ottobre 2013 alle 11:09 Rispondi

      Dimenticavo… 20 blog!!! Ma sei umano?!

    • Daniele Imperi
      7 ottobre 2013 alle 12:38 Rispondi

      Grazie :)
      Il bello del blogging è che comunque noti un’evoluzione, sia nella scrittura sia nell’approccio ai contenuti.

      20 blog, già… ma come hai visto ne resta soltanto uno :D

  13. MikiMoz
    7 ottobre 2013 alle 12:07 Rispondi

    Eccomi, Dani!
    Tornato dal mio weekend reatino tutto uva e ottime magnate!
    Sono d’accordo con te, non si smette mai di imparare a scrivere, e a scrivere per un blog.
    La mia storia bene o male la conosci, ti aggiungo solo che io cerco di essere sempre in movimento, anche ascoltando i lettori. L’ultimo post inserito è stato messo ora, ad esempio, proprio perché mi avevano richiesto un ritorno ai post più “cattivi” dopo tre mesi di vacanze e articoli light :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      7 ottobre 2013 alle 12:39 Rispondi

      Eccoti, Milki!

      Allora devo andare subito a leggere il tuo post cattivo :D

      • MikiMoz
        7 ottobre 2013 alle 12:45 Rispondi

        Ahaha fammi sapere se sono stato abbastanza… otteznorts, per dirla come il nano di Twin Peaks :p
        In ogni caso, tornando al discorso, credo che l’importante è non stare mai fermi! Sperimentare, trovare e provare nuove rubriche, decidere i giorni di pubblicazione… cose che forse con la scrittura in sé c’entran poco, ma c’entrano con il blogging, credo^^

        Moz-

  14. Francesco Magnani
    13 novembre 2013 alle 00:38 Rispondi

    Questo post mi è piaciuto tantissimo!
    Il mio primo ed unico blog (che ben conosci) è online da neanche un anno, eppure anche se la strada è ancora lunga ho già imparato diverse cose.
    È importante leggere e scrivere costantemente per acquisire sicurezza ed è altrettanto importante confrontarsi con i lettori.
    Grazie a twitter poi ho conosciuto persone come te che mi hanno insegnato tantissimo.

    Continua così, grande Daniele!

    • Daniele Imperi
      13 novembre 2013 alle 07:42 Rispondi

      Grazie Francesco, ha ragione: basta scrivere e informarsi con costanza per accelerare i propri miglioramenti.

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