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Come scrivere il titolo di un post

Come scrivere il titolo di un post

Quando ho lanciato il breve corso sulla scrittura online ho parlato abbondantemente di quanto fosse importante il titolo di una pagina web e di come scriverlo in modo corretto. Ora ne parlo in un’ottica differente, puntando al blogging e considerando alcuni aspetti del titolo che di norma sono sottovalutati.

Perché è importante il titolo?

Dal punto di vista accademico il titolo di un post ha importanza sia per la SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) sia per il SEM (Search Engine Marketing).

  • SEO: il titolo è uno dei fattori on page che concorre al posizionamento della pagina sui motori di ricerca. Contiene parole chiave attinenti al tema del blog, che devono però essere contestuali all’argomento trattato dal post.
  • SEM: il titolo, assieme anche alla descrizione, può convincere l’utente a cliccare sul risultato nelle serp (search engine results pages: pagine dei risultati dei motori di ricerca). Grazie a un buon titolo, quindi, potrete attirare lettori nei vostri post.

Dal punto di vista narrativo il titolo di un post riveste una sua importanza perché:

  • rappresenta un collegamento diretto fra noi e l’informazione che stiamo cercando, permettendoci di capire in pochi attimi se vale la pena leggere quel post o meno;
  • stimola la curiosità, spingendoci a proseguire la lettura, poiché riassume l’argomento del post in poche parole.

Scrivere un buon titolo per i nostri post diventa un’operazione strategica, perché ci permette di avere più lettori e più condivisioni.

Usare le parole chiave principali

Ogni post è caratterizzato da parole chiave principali e secondarie. In questo caso le parole chiave, anzi la frase chiave principale è “scrivere il titolo di un post”, quelle secondarie sono “blogging”, “SEO”, “SEM”, perché contestuali.

Nel titolo del post dobbiamo sempre inserire le parole chiave principali, quelle che definiscono il tema dell’articolo. È grazie a quelle parole che il lettore capisce immediatamente di cosa parlerà il post.

Se avessi intitolato questo articolo “Un consiglio importante sul blogging”, avrei usato una parola chiave secondaria, troppo generica per comprendere l’argomento del post, e una frase altrettanto generica. Sono molti i blogger che usano titoli così generici per i loro post, titoli che non incuriosiscono e riducono le possibilità di lettura.

Brevità del titolo

Non esiste una lunghezza ottimale, anche se nei risultati delle ricerche Google taglia i titoli che superano i 69 caratteri, Yahoo quelli oltre i 72 e Bing oltre i 65. Il titolo di questo post ne ha 34, considerando anche gli spazi, che vengono calcolati nel conteggio.

Se da una parte dobbiamo quindi stare attenti a non superare quei valori – un titolo tagliato nelle serp riesce a comunicare ben poco al lettore, oltre a dare un senso di incompletezza – dall’altra dobbiamo pensare al lettore, che non ha tempo.

Chi legge online vuole imparare, conoscere, memorizzare nel più breve tempo possibile. Ecco perché un titolo, per essere veramente efficace, deve saper comunicare subito l’argomento al lettore.

Considerare la direzione di lettura

Noi leggiamo da sinistra verso destra. Cosa significa questo? Come può esserci utile la nostra direzione di lettura per scrivere un buon titolo per i nostri post?

La risposta è semplice: dobbiamo riuscire a inserire le parole chiave il più vicino possibile a sinistra. Facciamo alcuni esempi. Supponiamo che il titolo di questo articolo fosse stato:

Adesso ti spiego come devi scrivere il titolo di un post

il lettore avrebbe trovato la frase chiave dopo ben 27 caratteri. Troppi. Senza contare che nei risultati delle ricerche un titolo del genere avrebbe faticato a emergere, combattendo un’impari lotta contro un più efficace “Come scrivere il titolo di un post”.

Supponiamo quest’altro titolo:

Come riuscire a scrivere buoni contenuti che generano conversioni

Un titolo molto lungo, con le parole chiave spalmate in tutta la sua lunghezza. Ecco che possiamo semplificare con:

Scrivere contenuti che convertono

Inserire le parole chiave nella metà di sinistra del titolo ne facilita e velocizza la comprensione e ne migliora l’ottimizzazione.

Suggerire soluzioni

Gli utenti cercano informazioni e soluzioni online e un titolo deve dargliele. Deve stimolare, come ho detto, la loro curiosità. Deve spingerli al click sul link, a leggere il nostro post.

Il segreto sta nell’usare i verbi giusti, perché un verbo è sinonimo di azione. Esempi:

  1. Trovare idee per scrivere una storia
  2. Diventare web copywriter oggi
  3. Creare un laboratorio di scrittura creativa

Un altro elemento del titolo che spinge alla lettura è l’avverbio. Il “come” che suggerisce soluzioni a problemi di ogni genere. Un esempio di titolo perfetto:

Come diventare scrittori in 10 mosse

L’avverbio offre una soluzione al lettore, il verbo e il sostantivo sono le parole chiave che fanno comprendere l’argomento e “in 10 mosse” suggerisce facilità.

Revisionare il titolo per aumentarne l’efficacia

Rileggere sempre il titolo prima della pubblicazione vi permette di migliorarlo. Non è detto che un titolo vada sempre revisionato, il più delle volte io lascio la prima idea che ho avuto, se la ritengo buona. Ma una rilettura non fa male.

Facciamo alcuni esempi per mostrare come revisionare un titolo. Nel nostro articolo dobbiamo parlare di quanto guadagna un web writer. Ecco le possibili alternative:

  • Qual è lo stipendio di un web writer in Italia? Stimola la lettura, ma il titolo può essere accorciato e le parole chiave si trovano diluite in tutta la lunghezza.
  • Il guadagno di un web writer: troppo freddo, non produce emozioni.
  • Quanto guadagna un web writer in Italia? Meglio del precedente, ma migliorabile.
  • Quanto guadagna un web writer? Adesso può andare, ho tolto le due ultime parole, che possono essere omesse senza nulla togliere al significato del titolo.

Conclusione

Da tutto questo si evince quanto sia fondamentale scrivere un buon titolo per i nostri post. La differenza fra un titolo scritto in modo comunicativo e uno scritto senza alcun accorgimento sta nell’ottenere letture o passare inosservati.

Quali accorgimenti adottate, di norma, per scrivere i titoli dei vostri post?

21 Commenti

  1. Fabrizio Urdis
    23 settembre 2013 alle 08:56 Rispondi

    Quante cose si scopono leggendo Pennablu!
    Confermo che mettere parole chiave sulla sinistra funziona molto meglio.
    È incredibile quanto possa cambiare l’impatto di un titolo semplicemente spostando o eliminando una parola.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2013 alle 09:19 Rispondi

      Grazie, Fabrizio.

      Vero, io cerco sempre di puntare sull’immediatezza del titolo.

      • Fabrizio Urdis
        23 settembre 2013 alle 09:52 Rispondi

        Penso che funzioni molto bene anche perchè, e questa è una delle cose che più apprezzo di Pennablu, riesci a usare titoli interessanti e al contempo i tuoi post mantengono le aspettative.

        Per spiegarmi meglio su internet trovi post del tipo:
        “Come cambiare la tua vita in sette giorni”
        e la prima cosa che leggi è
        “Ovviamente questo post non cambierà la tua vita… ”

        Tu invece no, se ad esempio scrivi 150+ idee… non ti passa neppure per la testa di metterne 147, tu ne metti 152!

        • Daniele Imperi
          23 settembre 2013 alle 10:02 Rispondi

          Ahah, ho letto anche io post di quel genere :D

          Sì, molti usano i titoli per attrarre utenti. Un titolo deve sì attirare il lettore, ma poi deve mantenere le aspettative.

          Al di là delle regole, puoi usare un titolo particolare, come ha detto in un commento Miki-Moz, ma mantenere comunque una connessione col post.

  2. animadicarta
    23 settembre 2013 alle 10:42 Rispondi

    Nulla da dire sulla giustezza e fondatezza di queste “regole” per scrivere un titolo: funzionano.
    Eppure la mia impressione è che in nome di tutto ciò si stia verificando un certo appiattimento dei titoli (ma anche dei contenuti), al punto che trovi cento titoli tutti uguali, senza alcuna creatività o orginalità.
    Certo, mi dirai che la creatività non deve entrare in questi casi (come d’altra parte hai sottolineato in un post sulle differenze tra scrittura online e creativa), però secondo me sarà necessaria prima o poi un’inversione di tendenza. Anche perché quando trovi cento post intitolati “quanto guadagna un web writer”, diventa un po’ difficile stabilire quale ti attrae di più e forse decidi di averne abbastanza di titoli sensazionalistici e ne scegli uno del tutto controcorrente.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2013 alle 10:53 Rispondi

      Hai ragione su questo. Ne leggo anch’io parecchi e ne ho scritti anche io uguali agli altri, anche se inconsapevolmente.

      Mi hai dato modo di riflettere su questo aspetto. Quindi presto uscirà un post in cui sarai citata in guidizio :D
      Grazie per l’idea, va sfruttata ;)

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2013 alle 10:57 Rispondi

      Il post esce la prossima settimana ;)
      Titolo provvisorio: “Usare creatività per scrivere titoli nel blog”.

      • animadicarta
        23 settembre 2013 alle 15:07 Rispondi

        Wow, sono felice che le mie riflessioni siano state utili. Sono curiosa del post ;)

  3. Concetta
    23 settembre 2013 alle 11:46 Rispondi

    Bellissimo post,prendo sempre nota dai tuoi suggerimenti.Chissà,magari sarai tu a scrivere i miei post.
    Concetta.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2013 alle 11:51 Rispondi

      Grazie, Concetta :)

      In che senso sarà io a scrivere i tuoi post? :|

  4. Gioia
    23 settembre 2013 alle 13:04 Rispondi

    Veramente interessante, in particolar modo gli esempi. Il problema però, spesso, nel limitare i caratteri è trovare un titolo unico, o quanto meno, che non sembri copiato di sana pianta.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2013 alle 13:05 Rispondi

      Grazie :)

      Come diceva Animadicarta? Sto scrivendo un altro post sul titolo, nato proprio dalle sue riflessioni.

  5. MikiMoz
    23 settembre 2013 alle 13:27 Rispondi

    Come sempre, ottimo articolo.
    Alla domanda che poni non so risponderti, perché vado a momenti o al taglio stesso del mio post… come ti ho detto ieri, ho messo anche titoli strambi o che contenessero giochi di parole.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2013 alle 13:49 Rispondi

      Grazie.

      Sì, mi ricordo, ma hai anche detto che comunque esisteva un legame fra titolo e post.

      • MikiMoz
        23 settembre 2013 alle 15:54 Rispondi

        Sì certo, non ho mai scritto -ad esempio- “donne sexy a caccia di uccelli” e poi il post trattava di religione :D

        Moz-

  6. Greta
    23 settembre 2013 alle 16:55 Rispondi

    Molto utili gli esempi di questo post. Mi trovo sempre in difficoltà con la scelta del titolo e generalmente scelgo sempre titoli che i realtà mi convincono poco.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2013 alle 17:58 Rispondi

      Grazie Greta, la prossima settimana esce un altro post sui titoli, che spero ti faccia più chiarezza.

  7. Massimo Vaj
    23 settembre 2013 alle 21:30 Rispondi

    Sinai

    — Che ne dice, Signore, di “Dieci modi per farla franca”?—

    —Mmmm… dal suo silenzio deduco che sia forse meglio “Dieci consigli per allungarsi la vita”—

    — Okkey! E se facessimo “Dieci facili regolette per non finire all’inferno”?—

    — Eh be’… Non le va proprio bene niente allora…—

    — Non vorremmo metterla giù dura dandoli al volgo come se fossero dei comandamenti, vero?—

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