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Come scrivere un romanzo?

Il mio metodo per la scrittura di un libro

Come scrivere un romanzo

Il titolo ha il punto interrogativo per un motivo preciso: io non ho mai scritto un romanzo. Anni fa in realtà ne scrissi uno, un romanzo breve in forma di diario, riletto di recente. Spazzatura. Neanche a revisionarlo si salverebbe. Fu però un bell’esercizio di scrittura.

In questo articolo, quindi, parlo di come io scriverei un romanzo, anzi dei passi che sto compiendo per scriverlo, il famoso pseudo-fantasy di cui spesso ho parlato. Alcuni passi sono da compiere per primi, alcuni invece parallelamente ad altri. Alcuni sono propedeutici di altri, alcuni no. Qui leggerete quindi 9 passi per scrivere un libro, ma rappresentano il mio personale percorso.

Idea del romanzo

L’idea per scrivere un romanzo fantastico – perché comunque ricade nel fantastico, all’interno di un contesto storico – è arrivata per caso, in seguito a due brevissimi racconti che avevo scritto e pubblicato su un sito. I racconti piacquero ai pochi che li lessero, e un lettore mi fece notare che ciò che avevo scritto poteva andar bene per un romanzo di più ampio respiro.

Ci pensai su – è passato qualche anno da allora – e mi venne un’idea, ma non era un romanzo, piuttosto una serie di racconti favolistici uniti uno all’altro. Sviluppai uno dei personaggi di quei primi due racconti brevi e posi le basi per altre storie.

Questa idea della raccolta di racconti, però, non mi convinse troppo e così pensai a una storia unitaria, a un vero romanzo, e introdussi un altro personaggio, un protagonista. L’idea adesso c’era e aveva le carte in regola per trasformarsi in un abbozzo di trama.

Bozza di una trama

Lavorai a quell’idea, basandomi su una serie di appunti presi per la raccolta di racconti. Avevo anche scritto alcuni passi di introduzione a quelle storie e quella introduzione mi servì come bozza per creare una trama più completa.

Avevo inquadrato il protagonista, che poi sviluppai meglio, e anche alcuni personaggi. Avevo creato uno sfondo storico-geografico del mio mondo, avevo introdotto animali immaginari e posto le basi per una lingua inventata.

Trama del romanzo

Sulla trama vera e propria ho lavorato parecchio. Alla fine avevo riempito tre pagine e non era ancora completa. Però era densa di avvenimenti, colpi di scena, sorprese, misteri, avventure e tutto ciò che un lettore si aspetta da un romanzo fantastico.

Scrivere la trama del romanzo mi ha dato le idee per sviluppare altri punti della stessa e soprattutto per segnarmi quei punti su cui dovevo documentarmi bene. C’era una specie di scaletta che ho seguito, in realtà più nella mia mente che su carta. Su carta avevo segnato qualche appunto su come dovesse svilupparsi la storia, ma è stato scrivendo la trama che sono nate nuove idee sulla stessa.

Documentazione

Come ho più volte accennato in altri post, la documentazione per il romanzo è vasta. Ho iniziato a segnarmi alcuni libri da leggere, relativi allo stato in cui si svolgono le vicende, e di uno dei quali avevo già cominciato la lettura.

Pian piano ho segnato tutto ciò che mi era utile conoscere:

  1. come si chiamava lo stato all’epoca della mia storia;
  2. se potevano entrare stranieri e con quali modalità;
  3. com’erano gli abiti tradizionali;
  4. la grafia dei nomi;
  5. i mezzi di trasporto;
  6. piante e animali endemici;
  7. conformazione del territorio;
  8. realtà storica all’epoca della mia storia;
  9. usi e costumi;
  10. mitologia e folclore;
  11. mappe storiche dello stato;
  12. ecc.

Man mano che andavo avanti con la stesura della trama, trovavo punti su cui dovevo informarmi, affinché tutta l’ambientazione risultasse completa.

Schede dei personaggi

Parallelamente a questo lavoro – trama e documentazione – ho iniziato a creare le schede dei personaggi. Sono utili non certo per descriverli al lettore al loro ingresso nella storia, ma per avere bene in mente com’è fatto un personaggio, cosa pensa, qual è il suo passato e quali sono le sue aspettative.

Il nome e cognome, come veste, che ruolo ha nella storia, anche una descrizione fisica che può ovviamente tornare utile: una serie di informazioni che farebbero invidia ai servizi segreti, ma che sono utilissime allo scrittore.

Suddivisione della materia del romanzo

Questo è uno dei lavori più difficili, secondo me. Come suddividere la materia? O, più chiaramente: dividerla in parti di tot capitoli ciascuna? Dividerla solo in capitoli? Come numerarli? Dargli un titolo? Inserire o meno una sorta di sommario in ogni capitolo? Aggiungere delle citazioni prese da altri libri o no?

Al momento in cui scrivo questo articolo non ho ancora preso una decisione in merito, ma è anche vero che è prematuro. Secondo me la suddivisione della materia è in funzione della storia stessa, la storia, cioè, suggerisce come suddividere la materia.

Dovrò trovare il metodo migliore per dividere la mia trama in capitoli. Il modo più appropriato alla storia. Letture di classici, in questo senso, mi saranno di aiuto, non perché il mio romanzo dovrà diventare un classico, ma perché come storia richiama alcune avventure dei tempi passati e vedere come i grandi autori hanno risolto il problema della suddivisione della materia mi fornirà idee e suggerimenti.

Schizzi e mappa dei luoghi del romanzo

Un altro lavoro che ho in mente di fare è disegnare schizzi del mondo che ho inventato, quindi abiti dei personaggi, oggetti più comuni, animali da me creati, mezzi di trasporto, ecc. Non serviranno per illustrare il romanzo, ma solo a me per avere un quadro più chiaro della situazione.

Ho da tempo disegnato una prima bozza della mappa dei luoghi del romanzo e ho trovato immagini di mappe antiche per avere una guida su come realizzarla. La mappa sarà poi ampliata e vorrei introdurla nell’opera.

Stesura: iniziare a scrivere il romanzo

Quando tutto questo lavoro sarà concluso, inizierà la parte più sofferente e lunga: la scrittura del romanzo. Questo passo mi preoccupa e non poco. Con che stile lo scriverò? Come sarà l’incipit? E il finale? Riuscirò a mantenere viva l’attenzione del lettore?

Sopra a ogni altra cosa c’è lo stile di scrittura. Ho già detto in un articolo che secondo me per ogni tipo di storia c’è il suo stile. Non mi piace narrare ogni genere letterario – e, all’interno di questo, ogni storia – con lo stesso stile. Quale sarà, dunque, quello più consono alla mia storia?

In un primo tempo l’idea era di scriverla in prima persona e per il tipo di vicenda che ho in mente andrebbe pure bene. Ma non so quanto possa essere bene accolto dal lettore. Quindi ho preferito abbandonare quell’idea e affidarmi alla terza persona. Insomma, ci sono tante domande da porsi su come scrivere il romanzo: rispondere a ognuna mi darà indicazioni su come procedere per il meglio.

Revisione del romanzo

Dopo che l’immane lavoro sarà terminato, attenderò un paio di mesi in cui non guarderò neanche il file che contiene il mio romanzo. La storia deve riposare e anche la mia mente. A freddo si ragiona meglio. Trascorsi quei due mesi lo riprenderò in mano e lo rileggerò, segnandomi ciò che dovrò modificare.

C’è anche l’idea di farlo leggere a due o tre persone fidate, perché occhi esterni vedono meglio e potrò ricevere utili consigli.

Ma come fai a chiedere a un amico di leggere magari 5-600 pagine del tuo malloppo manoscritto?

Come scrivete i vostri romanzi?

Avete letto le mie regole per scrivere un libro: quali sono le vostre? Che metodo usate la scrittura di un romanzo?

31 Commenti

  1. Lucia Donati
    13 novembre 2012 alle 11:23 Rispondi

    Se vuoi, te lo leggo io il romanzo finito (davvero!). Oggi c’è un mio post che ti potrebbe interessare e nei prossimi giorni altri che parlano di molti argomenti da te trattati qui: lascio a loro il mio commento.

    • Daniele Imperi
      13 novembre 2012 alle 17:47 Rispondi

      Grazie, ma chissà quando se ne parlerà :D
      Leggerò i post.

      • Lucia Donati
        13 novembre 2012 alle 20:38 Rispondi

        Prego, in ogni caso, non c’è problema. Per i post:ok.

  2. Salomon Xeno
    13 novembre 2012 alle 11:59 Rispondi

    Io sono un po’ deboluccio sulla trama, devo ammetterlo. Ce l’ho per circa 1/3 di libro, poi si fa meno dettagliata e ho solo i principali accadimenti. Anche le schede personaggio devo finirle, e questa è una di quelle cose a cui volevo lavorare a dicembre. Anche le mappe regionali saranno la mia rovina… perché lì dovrò rispolverare le mie nozioni di geografia e morfologia!

    • Daniele Imperi
      13 novembre 2012 alle 17:48 Rispondi

      Procedi per gradi. Così sto facendo io. La sviluppo pian piano. Non so se posso chiamarla trama la mia, ormai è di 3 pagine e non ho ancora finito :D

  3. Alessandro C.
    13 novembre 2012 alle 15:30 Rispondi

    Anni fa, dopo aver studiato nei minimi particolari la trama e realizzato una “scaletta” del romanzo che avevo intenzione di scrivere, sedetti davanti alla macchina da scrivere e… mi arenai dopo il secondo capitolo. La prima dura lezione di scrittura che ho dovuto imparare è che per non perdere entusiasmo e voglia di fare devo essere in primis il lettore di ciò che scrivo… e sapere già come il tutto si snoderà e andrà a finire mi annoia a morte.
    Dopo l’esperienza negativa, ho scritto di getto e senza alcuna pianificazione un romanzo umoristico-distopico. Ha funzionato, ma c’erano dei buchi così grandi che ci ho messo due anni per la riscrittura, e a dire il vero devo ancora dare qualche sistemata.
    Lezione due: l’editing di una storia poco pianificata è un bagno di sangue.

    Come si dice dalle mie parti, “sint a’ nu’ scem” (ascolta i consigli di un fesso): a meno che tu (scrittore) non sia una cintura nera di automotivazione, un vero e proprio stakanovista pronto a farsi legare a una sedia pur di completare il lavoro sulle sudate carte, prova questo iter:

    a- PREMESSA – che è ben diversa dalla trama. Chiamiamola volgarmente la “morale della favola” di ciò che vogliamo raccontare
    b- CONTESTUALIZZAZIONE e DOCUMENTAZIONE – ti sconsiglio di ambientare un racconto nel Medioevo fino a quando non saprai come faceva la gente a sapere che ora fosse, a lavarsi i denti, a cucinare pasta e patate. Ah, dimenticavo: nel Medioevo in Europa non c’erano le patate!
    c- PREPARAZIONE DEI PERSONAGGI – scheda i personaggi, intervistali, decidi persino il loro segno zodiacale e cosa farebbero nel caso di una catastrofe atomica o se un’avvenente pin-up gli facesse delle proposte oscene. “Convoca” i migliori tra i personaggi che la tua mente è capace di partorire dopo un vero e proprio casting, e assegnagli un ruolo consono alle loro caratteristiche. Lavora a fondo sulle peculiarità, dal mordersi le labbra quando si è concentrati al grattarsi le parti basse quando passa un carro da morto. Renderanno i personaggi molto più vivi di quanto farebbe la più dettagliata delle descrizioni.
    d- SCRIVERE – una volta preparati i personaggi, non c’è cosa più avvincente che vederli vivere nel contesto che gli abbiamo creato intorno. Li conosciamo a fondo e siamo ben consci della premessa del nostro romanzo, quindi è ora di dare avvio alle danze e scoprire come si comporteranno.

    e- RISCRIVERE – una riscrittura e una revisione finale sono più che sufficienti. Riscrittura per correggere le frasi scritte da cani, cesellare i periodi inutili, migliorare la retorica e inserire anticipazioni e digressioni che amalgamino al meglio la storia. Revisione finale per cambiare il colore dell’auto del protagonista o il nome della sua amante.

    Scusami per il commento logorroico, Daniele :)))

    • Daniele Imperi
      13 novembre 2012 alle 17:54 Rispondi

      Insomma hai scritto un comment-post :D
      La documentazione è fondamentale, è una delle prime cose da studiare. Ma secondo me dura per tutta la scrittura del romanzo, perché a ogni punto può uscir fuori qualcosa su cui documentarsi.

    • Lucia Donati
      13 novembre 2012 alle 20:39 Rispondi

      Il romanzo umoristico-distopico lo pubblichi o ce lo fai leggere sul tuo blog?

    • Marco B.
      24 dicembre 2012 alle 21:23 Rispondi

      PREMESSA, è la parola magica delle belle storie. Cosa voglio dire?, Cosa o di chi voglio parlare?. La premessa è una vera guida alla mente che guida la mano che scrive. Potrebbe anche essere intesa come un INIZIO ed una FINE con cui divertirsi a scrivere per unire i due punti.
      Convengo anche che la stesura di una storia programmata nei minimi particolari è noiosissima, quindi molto meglio avere solo concetti da toccare e poi navigazione libera.
      Altro passo fondamentale RILEGGERE e RISCRIVERE/tagliare e per esperienza posso dire che è impossibile farlo senza l’aiuto di qualcuno capace o ben addestrato.

      • Daniele Imperi
        25 dicembre 2012 alle 08:48 Rispondi

        Non ho ben chiaro che intendi con Premessa, ma sull’aiuto di qualcuno, cioè un editor professionista, siamo d’accordo.

        • Marco B.
          25 dicembre 2012 alle 09:04 Rispondi

          Per la PREMESSA mi riferivo al post di Alessandro C.: una morale della favola.

          • Daniele Imperi
            25 dicembre 2012 alle 09:07

            Ok, sì, direi che una premessa del genere aiuti molto lo sviluppo della storia.

  4. franco zoccheddu
    13 novembre 2012 alle 17:12 Rispondi

    La “pre-produzione” del mio romanzo scientifico è durata più o meno dieci anni. Aggiungi i nove di scrittura (finora…) e hai il conto esatto. Dopo un così lungo periodo di elaborazione e interiorizzazione, dovuto alla grande passione per quella materia, ormai quando scrivo non devo più programmare, ho già tutto in testa. E’ solo una questione di voglia, convinzione e tempo. Piuttosto ho ancora qualche dubbio sul titolo: “The Branching Group”, o forse “Inflation”, o non so che altro.

  5. franco zoccheddu
    13 novembre 2012 alle 19:48 Rispondi

    Daniele, mi credi se ti dico che dopo i primi anni, in cui soffri e le insicurezze hanno quasi sempre il sopravvento, arriva una sorta di atarassia? Prima oscillavi tra “okay, è buonissimo”, “noo, farà schifo a chiunque”. Ma dopo quattro o cinque anni, l’ansia dell’innamoramento finisce e inizia il tuo matrimonio col tuo romanzo: ci convivi, vi parlate, ti ossessiona e poi tu ossessioni lui. Lo molli. Perdi interesse per una stagione. Insomma, vivi. Lui sta lì, nelle tue belle copie di sicurezza, ognuno di voi due accetta la nuova situazione di equilibrio. Il punto è che se il tuo romanzo è sopravvissuto a win98, a winNT, a XP, Vista, Linux, etc etc, e a tre o quattro PC tower e portatili vuol dire che vale comunque più di un semplice fenomeno effimero.
    Quasi ti basta così.
    Ora chiudo davvero perchè vi ho alloriati oltre l’accettabile coi fatti miei. Ne chiedo scusa a tutti.
    [dalle mie parti “alloriare” = parlare, parlare, parlare, senza fine].

  6. Come scrivere un romanzo secondo Daniele Imperi | Scrivere e leggere libri | Scoop.it
    15 novembre 2012 alle 11:24 Rispondi

    […] In questo articolo Danile Imperi ci parla di come lui scriverebbe un romanzo, anzi dei passi che sta compiendo per scriverlo. Alcuni passi sono da compiere per primi, alcuni invece parallelamente ad altri. Alcuni sono propedeutici di altri, alcuni no.   Eccoli tutti, suddivisi per categoria:   – Idea – Bozza di una trama – Trama – Documentazione – Schede dei personaggi – Suddivisione della materia – Schizzi e mappa – Stesura – Revisione     Leggi tutto: pennablu.it/come-scrivere-romanzo/ […]

  7. Romina Tamerici
    16 novembre 2012 alle 22:15 Rispondi

    Diciamo che nei libri precedenti mi sono persa qualche fase di queste forse. Con quelli che sto scrivendo ora cercherò di fare tutto questo. In compenso io di solito faccio la revisione della revisione una decina di volte! Ah!
    Amici disposti a leggere il tuo manoscritto ne troverai di sicuro, vedrai! D’estate per esempio mi potrei candidare anch’io, sempre che tu possa essere utile! Ma diamo tempo al tempo…

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2012 alle 17:48 Rispondi

      Grazie, ma non credo che la prossima estate io abbia finito il romanzo che ancora devo cominciare :D

      • Romina Tamerici
        18 novembre 2012 alle 13:28 Rispondi

        Ho detto “d’estate”, non intendevo certo la prossima! Fai pure con calma…

  8. Come scrivere un romanzo secondo Daniele Imperi | Carlo Mocci | Scoop.it
    17 novembre 2012 alle 14:53 Rispondi

    […] In questo articolo Danile Imperi ci parla di come lui scriverebbe un romanzo, anzi dei passi che sta compiendo per scriverlo. Alcuni passi sono da compiere per primi, alcuni invece parallelamente ad altri. Alcuni sono propedeutici di altri, alcuni no.   Eccoli tutti, suddivisi per categoria:   – Idea – Bozza di una trama – Trama – Documentazione – Schede dei personaggi – Suddivisione della materia – Schizzi e mappa – Stesura – Revisione     Leggi tutto: pennablu.it/come-scrivere-romanzo/ […]

  9. Pianifica la tua scrittura
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  11. Come vincere il blocco del blogger
    1 maggio 2013 alle 07:52 Rispondi

    […] ho mai scritto un romanzo, eppure ho pubblicato un post su come scrivere un romanzo. Nel titolo c’è un punto interrogativo. Ho quindi trasformato una mia lacuna in un post […]

  12. Angelo
    24 febbraio 2014 alle 22:47 Rispondi

    Ciao Daniele, ti volevo chiedere se dopo aver scritto riferendomi al protagonista, posso inserire un pensiero rivolto al lettore o devo forza far passare il messaggio riferendomi sempre al protagonista?

    • Daniele Imperi
      25 febbraio 2014 alle 07:48 Rispondi

      Ciao Angelo,
      non ho capito bene che pensiero vuoi rivolgere al lettore. Di solito si chiama “intromissione” del narratore della storia e non è ben vista. Murakami ne ha fatto uso un paio di volte in 1Q84, si vedeva chiaramente che era un’intromissione, ma a quanto pare era voluta.

      Quindi dipende da vari fattori: è davvero necessario? È una cosa voluta, sarà ben inserito nella storia questo pensiero?

  13. Raffaele
    22 maggio 2014 alle 15:46 Rispondi

    Ciao,
    sono uno scrittore neofita e scrivo per lo più per diletto.
    Stavo leggendo gli articoli su questo sito e li ho trovati molto uitli ed interessanti,ma ho un dubbio sulla “fase” della documentazione.
    Mi spiego meglio, sto scrivendo un libro fantasy(visto che sono un appassionato del genere) e diciamo che per la trama e per le ambientazioni non ho avuto grandi difficoltà visto che ho una fervida immaginazione.Il mio scopo era scrivere un libro unico nel suo genere,un misto tra fantasy,sette segrete,intrecci politici e un pizzico di metafisica.
    Visto che ciò che andrò a trattare nel libro non è ripreso da nessuna parte,ovvero ho inventato(o meglio ci sto provando) tutto di mio pugno(una lingua antica,una società e un sistema politico inediti,creature e razze mai viste) vorrei sapere come potrei documentarmi per avere più dettagli da inserire nel libro,ovvero la mia domanda è questa:Scrivendo un libro in queste circostanze è necessaria una documentazine di qualche tipo?E se si di che tipologia si parla?
    Grazie mille in anticipo,

    Raffaele Del Vecchio

  14. Antonio
    23 gennaio 2016 alle 01:02 Rispondi

    Mi hanno regalato un libro preziosissimo.
    Ho letto nella mia vita sia On Writing di King, sia La Grammatica della Fantasia di Rodari, sia Il Mestiere di Scrivere di Carver, ma nessuno di questi ha battuto Scrivere un Romanzo di Donna Levin.
    C’è tutto. Un’immensa raccolta di dettagli tecnici sulla scrittura, dalla creazione del personaggio, alla trama, ai punti di vista, alle parole e al loro uso, alla narrazione e i meccanismi, con tanto di sezioni base e approfondimenti.
    Ve lo consiglio! Lì c’è tutto quello di cui si parla brevemente qui!

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 08:35 Rispondi

      Ciao Antonio, benvenuto nel blog. Ho letto i primi 3 libri citati, ma non quello della Levin.

  15. Andrew Next
    6 maggio 2016 alle 19:12 Rispondi

    Ma che bello, quanti appassionati di fantasy che leggo!
    Anche io ne ho scritto uno… che pubblicherò appena finisce il mio periodo di aspettativa.
    Io ho usato un’approccio differente, basato su GURPS, in parte, in parte su Role-Master, un po’ di WhiteWolf, un po’ di d20 system e tanti sentiti ringraziamenti a Gary Gigax e Peter Jackson.
    Fondamentalmente è stato come giocare ad una “campagna” di role-play con tanto di tiri di dado per determinare alcuni esiti.
    Il risultato… be’ pesa circa 350 cartelle e mi sta portando via un bel po’ di tempo per la revisione.
    Per la stesura ho creato un’ambientazione (vedi il link al mio blog) le schede dei personaggi (sistema GURPS), per i combattimenti “un tanto al chilo” ho usato le regole del d20 system che sono descrittive, ma molto veloci, mentre per quelli che coinvolgono uno dei protagonisti ho usato Role-Master che richiede circa 20 minuti per calcolare l’esito di un turno di combattimento.l
    Entrambe i sistemi permettono l’uso della magia e… non faccio mistero del fatto che a me piace assai.
    Anche GURPS permette la magia, ma utilizza un sistema basato sulle skill che trovo molto limitante, da una parte, e troppo sgravato dall’altra: si rischia la creazione di pericolosissimi tank-mage capaci di risolvere una storia al primo capitolo.

    Usare questo metodo richiede, tuttavia, la presenza di altre persone per fargli interpretare i ruoli oppure la capacità di interpretare, uno alla volta, tutti i personaggi… ci vuole un po’ di allenamento.

    A.

    • Daniele Imperi
      7 maggio 2016 alle 05:32 Rispondi

      Non ho capito nulla di quello che hai scritto (GURPS, d20 system, Gary Gigax, ecc.), ma va bene lo stesso :D
      Lunedì ti scrivo in privato per chiederti una cosa al riguardo.

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