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Come scegliere una citazione

Come scegliere una citazione

Uno dei posti peggiori per cercare citazioni è Goodreads. Internet in generale è anzi uno dei posti peggiori per cercare la citazione che fa per noi. Ho provato a cercarne qualcuna in quel sito e sia in inglese sia in italiano ho trovato diverse versioni della stessa citazione.

Questo mi ha insospettito. Se un personaggio storico ha scritto o pronunciato una frase, quella frase è unica, al limite presenterà lievi differenze quando viene tradotta da una lingua a unʼaltra.

Ma questo potrebbe essere il male minore – dico “potrebbe” perché un autore deve curare la sua opera in ogni dettaglio, quindi documentarsi bene e soprattutto verificare le fonti cui attinge.

Il vero problema è quando si trovano citazioni inesistenti. Sì, frasi e aforismi mai appartenuti a un personaggio.

Chi lʼha detto?

I personaggi morti non scrivono aforismi

Non so chi abbia iniziato. Mettere in bocca a un defunto frasi non sue è facile, in fondo, perché non potrà certo tornare in vita per smentirle. In alcuni casi non è stato neanche intenzionale, credo, magari è stata una svista, un fraintendimento.

Il problema del web è la velocità impensabile a cui si diffondono le notizie, anche quelle false. Una bugia e unʼinformazione non corretta si espandono come una macchia di petrolio in un oceano e inquinano la storia.

Ma facciamo qualche esempio che rende bene lʼidea.

Ricordate la frase di Gandhi?

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Ebbene, Gandhi non ha mai pronunciato quella frase (fonte: Falser Words Were Never Spoken di Brian Morton, The New York Times).

Quello che Gandhi disse in realtà fu altro:

If we could change ourselves, the tendencies in the world would also change. As a man changes his own nature, so does the attitude of the world change towards him. … We need not wait to see what others do.

Dʼaccordo, lʼaforisma che gli attribuiscono può suonare come un surrogato di questo brano. Ma non sono le sue parole.

Ricordate il pensiero di Darwin sullʼevoluzione?

Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.

Ebbene, Darwin non ha mai scritto quelle parole. Online è disponibile il testo originale della sua opera Origin of Species e in quellʼopera non troverete quellʼaforisma (fonte: Six things Darwin never said – and one he did, Darwin Correspondence Project).

Tempo fa mi serviva quella citazione e, vedendone varie versioni, lʼho cercata nellʼopera da cui si sostiene sia presa, non trovandola.

La citazione è personale

È a quel punto che ho deciso di non utilizzare mai citazioni scelte da altri. Una citazione è personale: è un pensiero che ci ha colpito, che ci ha lasciato qualcosa dentro, che mai dimenticheremo.

Usare citazioni comuni è come usare frasi fatte, come far parte di un enorme gregge di pecore tutte uguali. Uno scrittore deve distinguersi, deve pubblicare ciò che proviene da lui.

Ecco perché non scegliere citazioni in una bancarella: perché quelle stesse citazioni sono state usate da tantissime altre persone.

Non possiamo spersonalizzare una citazione.

La citazione è unica

È nostra. Vogliamo inserirne una allʼinizio del nostro romanzo o di un capitolo? O anche in un post? Perché rifarci a cose dette da tanti altri? Perché renderci uguali?

Nel mio file “Citazioni dai libri” ce ne sono per ora 67. Poche, in realtà, ma preferisco inserirle quando trovo una frase che mi blocca la lettura, come è avvenuto finora.

In quel caso rileggo la frase alcune volte, altre sorrido, altre sento qualcosa dentro. Ecco: ho trovato la mia citazione, anche se non so quando potrò usarla. Intanto farà parte del mio Magazzino delle citazioni e prima o poi mi tornerà utile.

Scegliete la citazione più adatta

Usare citazioni famose causa un altro inconveniente: potrebbe non essere contestualizzata.

Quando prendete un aforisma conosciuto, vi state semplicemente accontentando di “quello che passa il convento”. Avete adattato la vostra storia alla citazione, quando invece deve avvenire lʼesatto contrario.

È la citazione che deve adattarsi a una storia.

Siete sicuri che quella frase scelta sia la più adatta al vostro capitolo? Certo, anche un aforisma famoso potrebbe esserlo, non dico di no, ma non sarà mai una scelta originale.

Quale citazione scegliere?

Il metodo che seguo io è semplice e lo avrete capito benissimo leggendo il post. Per me la citazione deve rispondere a 3 requisiti:

  1. essere personale
  2. essere unica
  3. essere adatta

E la vostra? Come scegliete una citazione?

36 Commenti

  1. LiveALive
    18 febbraio 2015 alle 06:14 Rispondi

    Come disse Ralph Waldo Emerson, “odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.” …vabbè (sì, ok: la bustina di Minerva XD). E comunque vorrei ricordare che il modo in cui ci si pone nei confronti delle citazioni varia nel corso dei secoli. Nel medioevo per esempio era pratica comune dire di citare un autore, ma modificare un poco le sue frasi per far trasparire il pensiero proprio di chi cita, e non del citato. Un uso molto “libero” delle fonti insomma: cito ma non cito, uso il nome dell’autore famoso solo per dare più peso alle mie idee. Vi pare abominevole? Be’, lo faceva pure Dante! È famoso il caso, per esempio, in cui Stazio cita Virgilio nel purgatorio, però traducendolo volontariamente male, con un significato diverso dall’originale.
    Nei saggi le citazioni abbondano sempre: teoricamente ogni affermazione dovrebbe essere supportata da fonti e prove. “Dante è stato un poeta italiano di alto livello”. Stop: e chi lo dice? Nota uno, “vedi” e un titolo di critica a caso XD però non bisogna finire per abusare. Non bisogna entrare in un circolo che porti a dire sempre le stesse cose all’infinito. La citazione è un ottimo mezzo per persuadere e rendere lo scritto più interessante. Il rimando ugualmente è fondamentale per non Dover ri-dimostrare cose ormai assodate. Ma la citazione non è una prova, non dimostra nulla in sé. Purtroppo spesso la si usa come elemento di argomentazione, quando invece dovrebbe essere solo un supporto.
    Ultimo pensiero sulle citazioni… Un tempo era cosa comune mettere una citazione all’inizio di ogni capitolo (quella all’inizio del libro si mette ancora). Sembra un vezzo puramente letterario, e invece anche i film hanno iniziato a farlo. Ls funzione di tale citazione è un po’ come quella dell’incipit “aforismatico” o “argomentativo” (definizioni tutte mie eh, nulla di ufficiale…) a la Anna Karenina: “le famiglie felici lo sono tutte allo stesso modo; quelle disgraziate lo sono ognuna a modo suo”: affermazione, e seguono le 800 pagine di dimostrazione e argomentazione, cioè tutto il romanzo. La citazione però si porta dietro anche un sapore da “antica saggezza” e “verità assoluta”. In più, la citazione iniziale crea una aspettativa sul contenuto e sul tono, nonché, magari, su tutta la filosofia di fondo del testo.

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 14:29 Rispondi

      Certo, una citazione non è una prova, non si usa per quello. Per me è solo un modo per decorare un’opera letteraria.
      La citazione a inizio di ogni capitolo a me piace e in quello che sto scrivendo le sto usando.

  2. Salvatore
    18 febbraio 2015 alle 06:22 Rispondi

    Si potrebbe ovviare al problema inventando la citazione “adatta” da mettere in bocca all’autore che più ci ha colpito, diventando così molto, molto personale. Soprattutto, unica. Le citazioni non mi piacciono. Non le leggo mai all’inizio di un libro o di un capitolo. Non sono parole dell’autore che sto leggendo e, anche se fossero contestualizzate e corrette (…), non vedo perché dovrei leggerle visto che non fanno parte del testo a cui ho scelto di dedicarmi.
    Il problema dell’esattezza delle fonti, soprattutto quando cercate su internet, è così diffuso da aver assunto il ruolo di piaga nazionale. Ma che dico: mondiale. Quando si tratta ci citazioni però, è ancora più fastidioso. Gli esempi che hai fatto possono essere considerati dei “riassunti” del pensiero dell’autore. Darwin, in fondo, ha impiegato un intero libro (corposo tra l’altro) per dire poi ciò che è espresso in quell’aforisma e, anche se non sono le esatte parole pronunciate da lui, in fondo un po’ lo sono.
    Diversa invece è la situazione in cui palesemente si sbaglia del tutto o si attribuisce la citazione di uno a un altro… Come fare a verificare? Si dovrebbe leggere l’intera produzione del “citato” per capire se ha davvero mai espresso quelle parole? Difficile… Niente citazioni per me. E se mai dovessi sentire la necessità di metterne una nell’introduzione di un mio libro… be’, come te, la sceglierei direttamente dalla fonte.

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 14:31 Rispondi

      Una citazione inventata non è più una citazione, però. Ma in un romanzo umoristico starebbe bene.
      Le riflessioni che fai sono corrette, appunto è bene appuntarsi le frasi che ci colpiscono e usare solo quelle come citazioni.

  3. Ferruccio
    18 febbraio 2015 alle 07:56 Rispondi

    sono un po’ contrario alla citazioni, anche se colgo quelle dei miei scrittori preferiti leggendo i loro romanzi o le loro biografie. In generale quando ne leggo qualcuna in rete che mi incuriosisce la controllo. Però insomma che gusto c’è a usare una qualcosa che non è farina del proprio sacco?

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 14:32 Rispondi

      Ma la citazione non la usi per scrivere l’opera. Resta comunque al di fuori dell’opera stessa.

  4. Bernard
    18 febbraio 2015 alle 08:13 Rispondi

    Io cerco sempre di non usarle perché bloccano il testo e ti costringono a ricominciare, magari quando hai trovato il ritmo. Su internet si trovano un sacco di baggianate e Oscar Wilde, Hermann Hesse e Gandhi sono i più sfruttati in questo!

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 14:33 Rispondi

      Ciao Bernard, benvenuto nel blog.
      In che senso bloccano il testo? In fondo le trovi o a inizio libro o a inizio di un capitolo. E sono brevi, poi.

  5. Chiara
    18 febbraio 2015 alle 09:09 Rispondi

    Io sono un’appassionata di citazioni.
    Non le scelgo su internet, bensì su alcuni quaderni che conservo da quando ero ragazzina. Prima scrivo il post e poi scartabello alla ricerca della citazione, pertanto è quest’ultima che si adatta ad un testo già fatto, non il contrario.
    Perché lo faccio?
    Innanzi tutto perché mi piace portare sulla pagina pensieri di grandi del passato.
    Secondo (e ti sembrerà un motivo stupido) perché mi piace la resa grafica di un aforisma in apertura di post. Ormai quello è il formato del mio blog: perché rinunciarvi?

    Certo, a volte potrebbero esserci alcune imprecisioni. Pertanto esorto i follower a segnalarmi eventuali sviste, senza remore. La professionalità prima di tutto.

    Altri aforismi fraintesi?
    Machiavelli non ha mai detto “il fine giustifica i mezzi”.
    Ma, soprattutto: “Siediti sulla riva del fiume e aspetta: prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico”… Conosco anche una che se l’è fatta tatuare!!
    Non riesco a trovare l’originale online, ma ce l’ho su un libro: la persona seduta ad aspettare il cadavere ad un certo punto si specchia nell’acqua e comprende chi è il vero nemico. Tutto il resto è un’illusione.

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 14:36 Rispondi

      Le appunti a margine? :D
      Anche la resa grafica ha il suo perché. E visto, appunto, che ormai è il formato distintivo dei tuoi post, vai avanti così.
      Quella di Machiavelli non la sapevo… L’altra è attribuita a Confucio, falsa pure quella?

      • Chiara
        19 febbraio 2015 alle 08:35 Rispondi

        Pare che sia in realtà di un anonimo cinese. Mi riservo di pubblicare il testo integrale non appena mi è possibile. :)
        La frase di Machiavelli se non ricordo male è frutto dell’interpretazione di alcuni contenuti de “il principe”. Appena possibile mi documento anche su quello e ti do riscontro.

  6. Alessandro Madeddu
    18 febbraio 2015 alle 09:27 Rispondi

    Girava un bel meme su Facebook con Abramo Lincoln che diceva “Il problema delle citazioni che leggiamo su Facebook è che a volte sono false”. O qualcosa del genere. Ops, sto citando male :D

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 14:37 Rispondi

      Quella frase di Lincoln la conosco :)

  7. Serena
    18 febbraio 2015 alle 09:34 Rispondi

    2 velocissimi grazie: a Daniele per l’idea del “magazzino delle citazioni” e a Chiara per la spiegazione del fiume&cadavere: bellissima, molto più bella così. Posso sapere che testo è? Grazie

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 14:37 Rispondi

      Quindi ora anche tu aprirai il magazzino delle citazioni?

      • Serena
        20 febbraio 2015 alle 21:30 Rispondi

        Già fatto. Ho aperto una nota in Evernote che si chiama “Magazzino delle Citazioni”. ;-) Però, per non metterci montagne e montagne di brani, ho deciso di metterci solo quelle che mi scatenano la voglia di scrivere un pezzo, post o narrativa che sia.

        • Daniele Imperi
          21 febbraio 2015 alle 07:50 Rispondi

          E se Evernote smettesse di funzionare? ;)
          Non mi fido della tecnologia, meglio la carta per me.

  8. Tenar
    18 febbraio 2015 alle 14:07 Rispondi

    Non uso molto le citazioni e quindi mi sono posta raramente i problemi di cui parli. Quando mi capita di usarne, le cerco dai testi originali.
    Quella che utilizzo come sottotitolo del mio blog è una mia traduzione, dato che non avevo sotto mano l’edizione italiana del romanzo.

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 14:38 Rispondi

      Se è una tua traduzione, è ancora meglio, secondo me.

  9. Marina I
    18 febbraio 2015 alle 15:57 Rispondi

    Ottimo, grazie :)
    A me le citazioni piacciono e confesso che ultimamente mi ero fissata a cercarle in giro per il web, ma sempre con la sensazione che fossero sbagliate o banali.
    Tutte le frasi attribuite a Einstein, per esempio? Mamma mia! Saranno tutte fake. Povero Einstein!
    Anche la storia dell’aspettare il cadavere del proprio nemico… grazie per la spiegazione!
    Non avevo pensato di farmi il mio archivio di frasi. Sarà che sono disordinata e difficilmente riesco a darmi un metodo. Però lo voglio fare. Tante volte leggendo un romanzo o un saggio capita di saltare sulla sedia e pensare: “uh che bella questa frase!”. Non capisco perché non ho mai pensato di appuntarmele da qualche parte :(
    A quest’ora avrei un bel patrimonio da cui attingere. Vabbe’, comincerò ora, meglio tardi che mai!

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 16:00 Rispondi

      Di Einstein non so, ma ho un suo libro e quindi, in caso, le prenderò lì :)
      Anche io in passato ho trovato belle frasi, ma ancora non avevo pensato di segnarle.

  10. Mara Cristina Dall'Asen
    18 febbraio 2015 alle 16:09 Rispondi

    No problem… mi aiuta la musica, ci sono testi e frasi stupende! Inoltre, ho il mio quaderno dove annoto le cose che mi colpiscono dai libri che leggo… penso abbia più di 30 anni ormai ed è lievitato nel tempo. Ciao

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2015 alle 16:23 Rispondi

      Giusto, anche la musica: ovviamente i libri non sono l’unica fonte per le citazioni.

  11. Lisa Agosti
    19 febbraio 2015 alle 20:00 Rispondi

    La mia opinione è praticamente identica a quella di Chiara, adoro le citazioni, uso quelle che trovo sui diari che tengo da sempre, e controllo online la correttezza dell’attribuzione prima di postarle. Ho trovato anch’io errori e false attribuzioni, non sapevo che la frase di Gandhi fosse incorretta, un po’ mi dispiace perché mi piaceva molto.

    • Daniele Imperi
      20 febbraio 2015 alle 07:48 Rispondi

      Se cerchi online, però, devi stare attenta che la fonte sia ufficiale. Nel mio file io segno il titolo del libro e sotto le frasi da cui sono tratte.

  12. Grazia Gironella
    19 febbraio 2015 alle 21:17 Rispondi

    Argomento originale e interessante. Scelgo le citazioni tra le tante frasi che mi capitano sott’occhio, da newsletter o da libri, in base a quel “sentire qualcosa” che citi anche tu, e/o in base all’argomento che sto trattando. Non avevo mai considerato l’ipotesi di scrivere una citazione falsa o sbagliata, perciò ti ringrazio di avere sollevato il problema. D’ora in poi verificherò meglio.

    • Daniele Imperi
      20 febbraio 2015 alle 07:50 Rispondi

      Il post mi è venuto in mente proprio perché ho scoperto che c’erano parecchie versioni della stessa citazione e facendo ricerche più accurate ho trovato due articoli che ne parlavano. Altrimenti avrei rischiato anche io di usarne qualcuna sbagliata.

  13. maurap
    20 febbraio 2015 alle 14:55 Rispondi

    Ciao Daniele. Le citazioni talvolta hanno il sapore scontato delle frasi fatte, come dici tu, altre invece sono dei piccoli capolavori di perfezione. Sono quelle che racchiudono nello spazio di una frase un concetto immenso. Non mi risparmio per scovarne una del secondo tipo e quando per caso mi imbatto in quelle del primo, vado oltre. Ma non rinuncio alla ricerca. Se trovo una perla, mi ripaga di tutta la fatica. Dove le cerco? Dovunque: online, nei libri, negli articoli e le appunto subito per non dimenticarle.
    Nel mio blog ho un angolino, denominato “Personal Trainer”, dove le scrivo per i lettori. Trovo che siano utili. Ciao, ciao

    • Daniele Imperi
      20 febbraio 2015 alle 16:16 Rispondi

      Ciao Maura. Fai bene a non risparmiarti, anche io dedico del tempo a trovare quella che mi serve. E quando leggo sto attento a segnare subito la pagina del libro, altrimenti me ne dimentico.

  14. Leonardo
    22 febbraio 2015 alle 10:34 Rispondi

    Citazione personale, unica e adatta: ottimi criteri di scelta! :)

  15. Giovanni Capotorto
    22 febbraio 2015 alle 13:37 Rispondi

    In genere non amo le citazioni e al limite preferisco mettere una breve frase scritta da me come premessa a un articolo o a un libro.
    In un mio libro avevo riportato la frase come se fosse una citazione, mettendo il mio nome in coda perché ne fosse chiara l’origine.
    Nei libri successivi ho scelto di togliere la firma, che mi sembrava un po’ pretenziosa, dando per scontato che si capisse che la frase fosse mia, mancando l’indicazione di un autore diverso.
    Invece un amico, sfogliando il libro e leggendo la frase mi ha chiesto candidamente chi fosse l’autore di quella “citazione”, meravigliandosi quasi che l’avessi scritta io. ;-)
    Premesso questo e dato per scontato che nelle citazioni vada sempre indicato il nome dell’autore (e possibilmente anche il testo da cui è tratta) mi chiedo se sia preferibile firmare sempre anche le proprie citazioni oppure venga percepito dal lettore come una forzatura.
    Voi come vi comportereste?

    • Daniele Imperi
      22 febbraio 2015 alle 15:50 Rispondi

      Anche una frase propria va bene come citazione. Riguardo alla tua domanda, io agirei in un altro modo: scriverei a inizio libro o in una postfazione che tutte le citazioni sono dell’autore.

  16. Alessia Savi
    26 febbraio 2015 alle 21:21 Rispondi

    Per fortuna ho smesso!
    A parte gli scherzi, ho realmente cessato di inserire citazioni all’interno delle mie storie. A volte capita soltanto ne esista una all’inizio della storia, un cammeo che può dire moltissimo della vicenda che sto per raccontare. Non ho mai utilizzato, invece, citazioni all’interno del testo stesso. Non mi piace farlo e non mi piace nemmeno da leggere all’interno di un romanzo.
    Internet è pericoloso: ti ritrovi le citazioni delle opere di Wilde in bocca Jim Morrison!

    • Daniele Imperi
      27 febbraio 2015 alle 08:10 Rispondi

      Io non le uso sempre, specialmente nei racconti. Che intendi in mezzo al testo?

      • Alessia Savi
        28 febbraio 2015 alle 10:05 Rispondi

        Trasformarle in parole dei protagonisti, anche nei dialoghi. Ho visto diversi autori farlo, ma io non lo trovo affatto congeniale, o utile. Anzi, lo trovo… stonato.

        • Daniele Imperi
          28 febbraio 2015 alle 11:36 Rispondi

          Citazioni nei dialoghi? No, non mi piace, ma a che scopo, poi? Non mi sembra di averne mai trovate.

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