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Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Proposte di collaborazione per scrittori esordienti

Autori che aiutano altri autori

Proposte di collaborazione per scrittori esordienti

Ho sempre visto la scrittura creativa come un’arte e non come un’industria per fare soldi. Gli scrittori per me sono colleghi e non concorrenti. In fondo uno scrittore non vende un prodotto nel vero senso del termine, ma storie, e le storie sono tutte diverse.

Un romanzo non è un cellulare o un’autovettura o un computer o un elettrodomestico: questi sono prodotti che per ogni marca offrono caratteristiche differenti e possono accontentare chiunque: chi non è mai passato da una marca all’altra?

Ma le storie? Le storie sono qualcosa di più personale. Due autori possono vendere le loro storie a uno stesso lettore. Io, però, come cliente, è difficile che abbia due cellulari o due lavatrici di marche diverse in casa.

Detto questo, mi pare logico che fra colleghi ci si aiuti a vicenda. Come può un autore aiutare altri autori? Be’, un modo c’è, anzi ce ne sono 4.

Condivisione di esperienze

Più che i consigli di scrittura, a un autore esordiente servono i fatti. Serve sapere come arrivare alla pubblicazione, come muoversi nel mondo editoriale, come sviluppare una trama e riuscire a concludere un romanzo.

L’esperienza insegna. L’esperienza altrui può essere un valido aiuto per chi ignora certi meccanismi.

Oggi, grazie al web, possiamo aprire un blog e parlare di ciò che vogliamo. E qui specialmente ci sono parecchi autori che leggono e commentano e quasi tutti loro hanno un proprio blog in cui raccontano se stessi, in cui parlano delle loro esperienze editoriali, dei loro lavori, di come scrivono e dei traguardi raggiunti.

Abbiamo disquisito molto su come debba essere il blog di uno scrittore e c’è chi la pensa in un modo e chi in un altro. Per me resta sempre valida l’idea che uno scrittore nel proprio blog parli della sua arte. È ciò che fanno tutti gli artisti.

Ho visitato moltissimi blog di illustratori e fumettisti. Cosa pubblicavano? I propri lavori, ciò che disegnavano, i loro bozzetti, le tecniche usate, le loro opere pubblicate. Non parlavano dei temi che illustravano.

Il blog perfetto per uno scrittore è un blog che parla dell’esperienza narrativa di quello scrittore.

Gruppi di lettura

Tempo fa avevo parlato dell’importanza dei gruppi di lettura. Ma che cosa sono in realtà? Io li intendo come gruppi di autori fidati e affidabili che si leggono l’un l’altro le storie, dando consigli su come migliorarle.

Sono lettori beta particolari, perché sono tutti scrittori e non solo semplici lettori. Non so se questo possa essere giusto o sbagliato. Ma mi chiedo: cosa ci guadagna un semplice lettore a leggere ciò che scrivo e darmi consigli? Se c’è amicizia, la risposta è ovvia.

Ma a parte questo discorso, un gruppo di lettura aiuta molto gli autori, perché possono contare su un primo pubblico e ricevere le prime critiche sulle loro storie.

Progetti di scrittura

Diversi anni fa, più o meno agli albori del mio blog, ho partecipato a un progetto di scrittura collettiva. Fu una bella esperienza, fu anche il momento in cui iniziai a pubblicare racconti nel blog. E in quell’occasione pubblicai anche il mio primo ebook, che raccoglieva i 7 racconti di quel progetto.

In questo caso fu appunto un progetto di scrittura collettiva: ossia un tema fisso, delle regole da rispettare e in genere una data di scadenza.

Ma è chiaro che ogni scrittore possa creare progetti di scrittura come vuole, per esempio anche storie scritte e quattro mani. La fantasia non ha limiti.

Ho accennato, in occasione del sesto compleanno del blog, di aver ideato un progetto di scrittura collettiva. Spero di lanciarlo quanto prima.

Scambio di competenze

Ognuno di noi è esperto in qualche settore. Ognuno di noi – okay, qualcuno di noi – è anche appassionato di scrittura (o scrittore, che dir si voglia). Fare due più due è un risultato abbastanza facile.

In che modo possono aiutarsi a vicenda gli scrittori scambiandosi le proprie competenze?

  • Editing: se un autore è anche editor (e parlo di un vero editor), può editare una storia a un altro autore, ricevendo in cambio un altro favore.
  • Correzione di bozze: c’è qualche autore che è anche un correttore di bozze? Ecco che può offrire questo servizio ad altri autori.
  • Grafica per la copertina: agli autori che pubblicano in self-publishing serve una copertina. Una copertina professionale.
  • Illustrazioni per un libro: avete scritto un libro per bambini e vorreste illustrarlo? O comunque avete scritto un libro che necessita di disegni? Richiedete questo scambio di competenze.
  • Creazione di un ebook: sapete come impaginare un ebook e creare un .ePub e un .mobi? Sono servizi che si pagano, di solito.
  • Impostazione di un blog: vi intendete di blogging? Sapete come installare e personalizzare WordPress? A un autore 2.0 serve un blog.
  • Documentazione per un libro: siete esperti di certi argomenti? Potete dare validi consigli a un autore.

Queste sono le prime idee a cui ho pensato, ma la pubblicazione di un libro e di un ebook è un’operazione che richiede più di queste competenze.

E adesso ditemi voi: avete altre idee su come possano collaborare fra loro gli autori del terzo millennio? O preferite fare tutto da voi e tenervi stretti i segreti del mestiere?

59 Commenti

  1. Chiara
    13 settembre 2016 alle 08:48 Rispondi

    Le idee per collaborare sono le stesse che hai menzionato tu, non me ne vengono altre se non, anche se può rientrare nello “scambio di competenze”, creare un rapporto di amicizia che, seppur virtuale, possa offrire rifugio e conforto. Forse questo presupposto non vale per te, che hai un carattere più orso del mio, ma negli ultimi anni ho trovato un ottimo dialogo con gli altri blog-scrittori, al punto da considerare colleghi più loro delle persone che vedo ogni giorno in ufficio. Quando si condivide una passione, ci sono infatti ottimi presupposti per creare un rapporto umano di valore. :)

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 12:52 Rispondi

      Hai ragione sul rapporto di amicizia, anche se, come hai dedotto, non riuscirei molto in questo, visto il mio carattere ursino :D

  2. Romina Tamerici
    13 settembre 2016 alle 08:58 Rispondi

    Ho fatto più o meno tutte queste cose nel corso della mia “carriera” (?) letteraria e sono d’accordo che sono molto utili.
    Anche se ormai non scrivo da molto, aspetto con grande curiosità il tuo progetto di scrittura collettiva… Chissà che non sia una buona occasione per fare di nuovo qualcosa nel campo!

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 12:53 Rispondi

      Bene, vedremo se il mio progetto ti stimolerà :)

  3. hesham
    13 settembre 2016 alle 09:35 Rispondi

    sono ormai un ascoltatore quasi silenzioso del tuo blog; ogni tanto approfitto dei tuoi consigli: oggi ho bisogno proprio di un consiglio; devo raccontari, però, una premessa: avevo lasciato l’esperienza dell’ebook alle spalle: un fallimento completo, allora nel tuo blog si discuteva della efficacia e adeguatezza di questo modo di pubblicare. avevo partecipato a tre concorsi letterari di cui due mi avevano pubblicato un racconto ciascuno in una antologia, cosa che i ha reso molto orgoglioso, ma adesso affronto il problema più grande: un concorso letterario dove si chiede di pubblicare una serie di racconti, un libro cartaceo tutto per me, se ci riuscirò, e fino a qui tutto bene, ma vista l’esperienza fallimentare dell’ebook dove avevo, bruciato per così dire, 17 racconti sono timoroso di mandare gli altri 8 racconti inediti. So che ingenuo chiederti oppure chiedere a tuttu quelli che frequentano il tuo blog una opinione al riguardo ma nonstante ciò vorrei superare la mia resistenza di chiedere consiglio lo stesso. grazie.

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 12:55 Rispondi

      Hesham, se non provi mai, non saprai mai se i racconti vanno bene o no. E se non provi a inviarli a qualcuno, non sarai mai pubblicato.

      • hesham
        17 settembre 2016 alle 18:55 Rispondi

        Allora mi butto, il concorso scade il 31 ottobre: manderò 8 racconti inediti, e che Dio e il suo Profet mi li manda buone.

  4. Salvatore
    13 settembre 2016 alle 09:37 Rispondi

    In un bacino limitato, dove l’abitudine alla lettura non è sufficiente ad appagare le ambizioni di tutti, gli altri scrittori non sono colleghi ma concorrenti. Se vendi di più tu, vendo meno io. Nonostante questo la letteratura è un animale strano. Strano, perché si comporta in modo anomale. Se tu, ad esempio, scrivi una storia bellissima che piace moltissimo ai lettori, magari i lettori leggeranno un po’ di più. Magari leggeranno anche il mio libro. Quindi da concorrenti si diventa collaboratori. La morale, se c’è, è che scrivere bene storie bellissime fa il bene di tutti.

    • Chiara
      13 settembre 2016 alle 11:49 Rispondi

      Un libro non è una lavatrice: quando ne hai una, basta. Se un lettore compra il mio, niente esclude che comprino anche il tuo. Per questo secondo me è importantissimo fare rete. In Italia i lettori sono pochi, ma sono forti, quindi più si collabora maggiore è il vantaggio per tutti, come scrivi alla fine del tuo commento. :)

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 11:53 Rispondi

      Ti sbagli, secondo me.
      ” Se vendi di più tu, vendo meno io.” No, perché quello che scrivi tu non è quello che scrivo io. Tu scrivi storie per Confidenze, che non fanno parte del mio genere. Io scrivo in prevalenza di fantastico, che non credo sia il tuo genere. Quindi se vendessi tanto io, potresti vendere tanto anche tu, perché potremmo avere lettori in comune.
      Ma per me lo stesso discorso vale anche se scrivessimo dello stesso genere. Non scriviamo le stesse storie.

    • Miché Miché
      13 settembre 2016 alle 13:11 Rispondi

      Ma la competizione porta a uniformarsi alla ”concorrenza”. Considerare gli altri scrittori(o ristoratori o architetti o attori, etc) dei rivali equivale ad ammettere che si gioca secondo le regole e vince chi le rispetta o le ottimizza il più possibile.
      Come ti hanno già risposto c’è sempre posto per le opere creative e distinguibili, anche nello stesso genere.
      Poco fa stavo leggendo alcune lezioni tratte da Il mestiere dello scrittore di John Gardner e tra queste vi erano:
      a) ”Per fare lo scrittore è necessario un particolare profilo di personalità, particolarmente tollerante le frustrazioni. Il successo giunge, in genere, tardi, e l’aspirante scrittore non deve demoralizzarsi, mentre vede gli altri, magari meno brillanti di lui, salire nella scala sociale.”

      b) ”Se scrivere comporta potersi isolare in solitudine per creare, è molto importante mantenere anche i contatti con l’esterno e in particolare con altri scrittori o aspiranti scrittori. Per Gardner, molti grandi scrittori facevano e fanno, in realtà, parte di un gruppo o di un movimento.”

      A mio parere coltivare la propria unicità, ripudiare la competizione e collaborare coi propri compagni di disavventure per venirne marginalmente contaminati è un imperativo; prima se ne prende coscienza e meglio è. La competizione lasciamola a chi vuol prendere parte al gioco del massacro. xD

  5. hesham
    13 settembre 2016 alle 09:38 Rispondi

    Scusate per gli errori di battitura, ho fatto l’errore di non correggere il testo prima di postarlo.

  6. Fiamma
    13 settembre 2016 alle 10:03 Rispondi

    Mi associo a quanto scrive Chiara e aggiungo che, secondo me, occorrerebbe anche individuare la tendenza del ‘mercato’ attuale, altrimenti si potrebbero bruciare storie bellissime solo perchè non si è stati in grado di azzeccare il momento giusto di pubblicazione. Ad esempio, a me piacciono molto i fantasy, pare tuttavia che siano in calo le pubblicazioni di questo genere. Gli agenti letterari con cui collaboro, stimano che questo genere tornerà “di moda” tra cinque/sette anni. Da questa tremenda sentenza, sono esonerate le storie per bambini e ragazzi che a quanto pare hanno ancora quota.
    Direi che anche queto è un ottimo modo di collaborare e dare consigli ai quali magari nessun esordiente può aver pensato semplicemente; sono sicura che leggendo, se si tratta di un buon lettore-scrittore, non esiterà ad informarsi meglio sui molti argomenti trattati o anche solo toccati no?
    Personalmente aspetto con curiosità il progetto di scrittura collettiva!
    Grazie

    • Chiara
      13 settembre 2016 alle 11:52 Rispondi

      Grazie, sono contenta che il mio commento sia in linea con il tuo pensiero. Una domanda: ma tu davvero rinunceresti a scrivere una storia solo perché “fuori moda”? Io forse ho una visione ancora troppo romantica e poco commerciale della scrittura, ma penso che non riuscirei a tarpare le ali alla mia ispirazione in questo modo. :)

      P.S. Daniele, scusami se oggi ti sto rubando un po’ di spazio, ma ci sono tanti contribuiti interessanti. :D

      • Daniele Imperi
        13 settembre 2016 alle 12:57 Rispondi

        Abbiamo la stessa visione della scrittura :)
        Lo spazio te lo metto in fattura :D

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 12:57 Rispondi

      E se uno ha scritto una storia bellissima e quella tendenza del mercato non arriva mai, che fa? Muore senza aver provato a pubblicarla?
      Sono contrario alle tendenze.
      Ci sono autori fantasy stranieri che continuano a pubblicare fantasy, però.

  7. Mala Spina
    13 settembre 2016 alle 12:11 Rispondi

    A volte succede che più autori indipendenti si “mettano insieme” per dividere le spese di uno stand a una delle molte fiere sull’editoria. Normalmente comprare un banchetto sarebbe una spesa troppo grossa per il singolo ma diviso in più persone diventa fattibilissimo.

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 12:59 Rispondi

      Anche questa mi pare una buona collaborazione.

  8. Elena
    13 settembre 2016 alle 14:04 Rispondi

    Ciao Daniele,
    trovo molto lodevole la tua iniziativa. In sostanza proponi di lanciare un “mutuo-aiuto” tra di noi Ci sto.
    Io so maneggiare lo strumento wordpress. Ho un blog da più di un anno e ho imparato tutto da sola, dedicando molte ore e togliendole al sonno.
    Non mi interessa nel mio blog parlare di tecnologie ma se serve io ci sono su questo.

    Hai dimenticato però una cosa fondamentale che serve agli scrittori esordienti: la visibilità.
    Perciò aggiungo alla lista: – aiutare lo scrittore a far conoscere se stesso e i suoi lavori.
    Ho un’idea che da tempo mi frulla nella testa…. Se mi decido…..

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 14:17 Rispondi

      Ciao Elena, anche la visibilità conta, ci sono blogger, come Ferruccio, per esempio, che hanno creato una vetrina per gli autori nel loro blog.

      • Ferruccio
        16 settembre 2016 alle 14:23 Rispondi

        Vero ho creato la vetrina e questa tua citazione è l’esempio di collaborazione. Collaborazione che però è mancata in larga parte per la mia vetrian il che mi ha portato a fare una selezione su chi dare spazio.
        Agli inizi ho fatto spazio a chiunque. Poi però mi sono reso conto che era molto fraintesa. Per qualcuno è stato una comodità e qualcuno si è addirittura offeso perché dopo essermi accorto che mi stava usando per i suoi scopi non ho più voluto parlare delle sue cose.

        • Daniele Imperi
          16 settembre 2016 alle 15:50 Rispondi

          A questo punto hai fatto bene a fare una selezione.

  9. francesco
    13 settembre 2016 alle 14:29 Rispondi

    Ho imparato a crearmi copertine per i miei ebook , creo anche musica con il pc, credo però che l’unione faccia la forza. A proposito, essendo un appassionato di storia alternativa , specie quando si tratta di sviluppi alternativi di macchine civili o militari o progetti vari , credo che documentarsi su progetti incompiuti o futuri su vari ambiti sia un modo per lasciarsi ispirare.

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 14:43 Rispondi

      Progetti incompiuti propri, intendi?

      • francesco
        20 settembre 2016 alle 18:27 Rispondi

        Intendevo quelli incompiuti di macchine , aerei : modelli mai entrati in produzione o cancellati per diverse ragioni. Sui propri progetti incompiuti ?! Vabbè anche quelli !

  10. Barbara
    13 settembre 2016 alle 16:58 Rispondi

    Sharing is caring! dice un motto che campeggia su molti plugin per la condivisione nei social ;)
    Il problema però è l’atteggiamento mentale delle persone. Come dice Salvatore, molti vedono la concorrenza con gli altri scrittori, anche se scrivono cose completamente diverse, e rischiano di sviluppare un’avversione per qualsiasi consiglio/aiuto, sentendosi “minacciati” nelle precedenti scelte. D’altro canto, c’è chi si dice disponibile alla collaborazione, soppesandola al byte: per ogni retweet, un retweet; per ogni commento, un commento; per ogni lettura, una lettura…e così via.
    Infine, e questo mi ha toccato personalmente, c’è chi per collaborazione intende la TUA collaborazione, ma non la SUA, “che tu lo sai fare meglio di me”, “lo sai che io non sono capace in queste cose”. Se poi, dopo anni (non ho conteggiato al byte), ti azzardi a chiedere una condivisione in cambio, almeno una, spariscono. Capisci bene che nemmeno così non va. Quindi, come ci si regola? Non è semplice.

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 17:30 Rispondi

      Conosco quel motto :)
      Pesare la collaborazione mi sembra assurdo, non siamo al mercato.
      E la collaborazione (cum+labor=lavoro in comune) prevede appunto uno scambio di lavori.
      Ci si regola fra persone fidate, secondo me.

  11. Grilloz
    13 settembre 2016 alle 17:34 Rispondi

    Vedo spesso, purtroppo, scrittori emergenti accapigliarsi tra di loro per stupide piccole invidie, invece dovrebbero fare rete e aiutrsi come dici tu.
    In teoria ci sarebbero anche i forum, ma molto spesso ci si imbatte negli autori invidiosi o in quelli superficiali che sanno solo dire “tutto bellissimo”.
    Sullo scambio di competenze l’ultimo punto è forse il più importante ;)

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 17:37 Rispondi

      I forum infatti possono essere un buon punto di partenza per delle collaborazioni.
      Intendi la documentazione per un libro? Anche per me lo è, puoi anche cercarteli da solo certi libri, ma uno esperto in materia saprà consigliarti meglio quali leggere.

      • Grilloz
        15 settembre 2016 alle 09:01 Rispondi

        Non solo per i libri da leggere, un esperto può dirti piccole cose che magari nei libri non trovi, un chirurgo potrebbe raccontarti dei piccoli rituali che avvengono prima di entrare in sala, uno scalatore parlarti dei gesti scaramantici, ecc. e poi un esperto potrebe dare una lettura (almeno alle parti interessate) per dirti se non ci sono grosse cavolate ;)

  12. Elisabetta
    13 settembre 2016 alle 17:36 Rispondi

    Ciao Daniele, leggo il tuo blog da pochissimo tempo ma quel poco che ho letto è sempre molto interessante.
    Tra le cose che hai proposto mi piace molto l’idea del gruppo di lettura ma soprattutto quella del progetto di scrittura.
    Io scrivo, ma fino ad ora non ho fatto uscire quasi nulla perché fondamentalmente non so come si fa… non so quali sono i passi giusti, non so chi e in che modo devo contattare… Ho mandato (pochi) racconti a concorsi letterari e per un paio di racconti ho avuto un riconoscimento con pubblicazione in antologie
    I miei racconti avrebbero bisogno di un editor e io non riesco a farlo con me stessa. In realtà neanche con quello che scrivono gli altri perché quando leggo qualcosa, indipendentemente dal fatto che mi piaccia o no, “toccare” il testo di qualcuno mi da quasi l’idea di profanare quello che l’autore voleva dire, ma forse solo perché ho visto esempi di editing che hanno completamente stravolto sia lo stile che il contenuto dello scritto originale. Per quanto mi riguarda mi limito a dare dei suggerimenti se una cosa non mi convince o se lo scritto non scorre bene, non si capisce, etc. Sono invece abbastanza brava a trovare refusi ma solo con quello che scrivono gli altri – i miei non li vedo mai :)

    • Daniele Imperi
      13 settembre 2016 alle 17:40 Rispondi

      Ciao Elisabetta, non puoi fare da te l’editing. Ma ti serve solo se devi autopubblicarti.
      Non ho però capito che intendi quando dici che non sai come far uscire i tuoi scritti. Intendi come contattare un editore?
      Il vero editing, per me, non è riscrivere e modificare da parte dell’editor (che usa parole sue e non dell’autore), ma consigliare.

      • Elisabetta
        13 settembre 2016 alle 20:24 Rispondi

        Ecco, quello che dici tu a proposito dell’editing è quello che penso io, ma in un corso ho visto fare diversamente e la cosa mi ha molto disturbato…
        Come fare uscire i miei scritti… con la scrittura ho un rapporto un po’ particolare: ero bravissima da bambina e le mie cose venivano lette a tutti come esempio, poi alle medie mi è capitata un’insegnante che ha, come dire, ammazzato la mia creatività cercando di impormi il suo modo di scrivere. Per moltissimi anni non sono stata più capace di mettere su carta le mie fantasie e poi invece mi sono liberata. Scrivo soprattutto per me ma
        alcune cose, a detta dei miei amici che le leggono, potrebbero essere vendibili.
        Allora ho pensato: proviamo! Ma come si fa? Non essendo pratica del mestiere non ne ho idea…
        Ho cominciato a fare dei giri nelle librerie per capire quali case editrici propongono cose simili a quelle che scrivo io.
        Ma, una volta risolto il problema delle case editrici, che potrebbe essere relativamente facile, che si fa?
        Si presentano ad una persona specifica o direttamente alla casa editrice? Come si trova questa eventuale persona? Posta ordinaria o posta elettronica? E soprattutto… cosa mandare? L’opera completa? Un incipit con un riassunto? E nel caso (di uno dei miei progetti) di una raccolta di racconti molto brevi?
        E’ consigliabile andare ad una fiera del libro?
        E mille altre domande… :)

        • Daniele Imperi
          14 settembre 2016 alle 08:35 Rispondi

          Ci sono editor che consigliano e editor che riscrivono, purtroppo.
          Una volta che hai pronto un romanzo o un’antologia di racconti o un racconto lungo, non fai altro che spedirlo :)
          Le modalità di invio le trovi nei loro siti.

  13. Fabio Amadei
    13 settembre 2016 alle 19:03 Rispondi

    Mi è piaciuto questo post. Collaborare e scambiarci opinioni, sensazioni, e contribuire con le proprie “specialità” è una cosa positiva e davvero stimolante e l’idea della scrittura collettiva è molto interessante. Tempo fa in un lavoro di scrittura creativa abbiamo scelto dei temi o proposto un incipit. Ognuno di noi pescava un bigliettino (tutti anonimi) e si partiva a sviluppare la storia, di un argomento scelto da altri. È stata un’esperienza molto intrigante dove la fantasia galoppava a mille.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2016 alle 08:36 Rispondi

      Grazie. Nel mio progetto non c’è un tema, ma un luogo preciso.

  14. Aurelio
    13 settembre 2016 alle 19:28 Rispondi

    Io sono perfettamente d’accordo con tutto quello che è stato detto sinora ed aggiungerei anche il supporto nella creazione di booktrailer ed eventualmente l’offerta della propria voce per la lettura di audiolibri e/o citazioni durante i booktrailers

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2016 alle 08:37 Rispondi

      Anche questi servizi vanno bene. Sono un po’ scettico sulla voce, nel senso che secondo me bisogna saper leggere bene e anche recitare. Ma non ho mai ascoltato un audiolibro, non so quindi come venga letto.

  15. Donatella
    13 settembre 2016 alle 20:26 Rispondi

    Caro Daniele, sono disponibile o meglio lo sarò fra qualche mese, (adesso sto preparando una tesi di laurea) a fare il correttore di bozze o a fare editing. Queste due cose non le può fare colui che ha scritto il romanzo o i racconti e questo vale per tutti.
    Fatemi sapere.
    Grazie

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2016 alle 08:37 Rispondi

      Ciao Donatella, grazie per la disponibilità.

  16. Luisa
    13 settembre 2016 alle 22:53 Rispondi

    Buona sera a tutti, ciao Daniele ho letto tutti i tuoi post e in ognuno dai suggerimenti utili ,forse ci vorrebbe un post che riassume i vari step?Interessa anche me come per Elisabetta, sapere: mandare un incipit con un riassunto, o il manoscritto completo ?
    Mi piace ” l’idea” della collaborazione ma non ho capito se è uno scambio di competenze (senza retribuzione) o una disponibilità a dare aiuto (con retribuzione)
    Come scrittrice esordiente…ho più da chiedere che da dare…come potrei rendermi utile per la realizzazione di un libro? Disegno e dipingo potrei mettere a disposizione questa qualità?
    Ogni cosa passa dalle relazioni interpersonali e queste necessitano anche della frequentazione reale o no?
    ps. In occasione della presentazione di un libro ho chiesto all’autore (già affermato) un consiglio e lui mi ha risposto di non far leggere ad un altro scrittore il manoscritto perchè se è bello ruba l’idea, la cosa migliore secondo lui è di rivolgersi ad un’agenzia editoriale.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2016 alle 08:39 Rispondi

      Luisa, le modalità, come ho scritto a Elisabetta, le trovi nei vari siti, ogni editore fa a modo suo.
      Io parlavo di scambio gratuito di competenze. Ma se uno non ha competenze utili per l’editoria, allora ovvio che cerchi servizi a pagamento. Insomma, gratis non si lavora :)

      • Luisa
        15 settembre 2016 alle 00:16 Rispondi

        Ovvio, volevo avere la conferma

  17. Federico
    14 settembre 2016 alle 10:49 Rispondi

    Premetto che non ho ancora letto con attenzione tutti i commenti e quindi magari è già stato detto. Un esperimento di collaborazione non potrebbe consistere in una raccolta di racconti brevi, uno per ciascun autore? Condivisione dei racconti, critiche costruttive, raccolta in un singolo libro e sua auto-pubblicazione?

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2016 alle 11:00 Rispondi

      Un’antologia di vari autori, dici? Certo, anche questo va bene come collaborazione, ma tenendo presente che servirà solo come autopromozione, perché autopubblicando una raccolta di vari dovrai dividere i guadagni magari per 10, quindi ti entrerà ben poco nelle tasche.

      • Federico
        14 settembre 2016 alle 13:02 Rispondi

        Sì, assolutamente non si pensa certo al guadagno. Ma è così importante in un progetto del genere? ;)

  18. Federico
    14 settembre 2016 alle 13:03 Rispondi

    Dimenticavo: se parte una collaborazione del genere io sono della partita.

  19. Simona
    14 settembre 2016 alle 18:50 Rispondi

    Ciao Daniele, post interessante, come sempre.
    Anch’io penso che gli scrittori non siano in concorrenza tra loro, anche se magari rosicano per i successi altrui.

    • Nani
      15 settembre 2016 alle 01:05 Rispondi

      Trovo ottima l’idea di Federico.
      Tempo fa lo fecero degli scrittori n erba per Halloween: una raccolta di racconti a tema distribuiti gratuitamente.

    • Daniele Imperi
      15 settembre 2016 alle 08:12 Rispondi

      Ciao Simona, grazie. Se rosicano, per me, significa che hanno poca autostima o sanno che non potranno arrivare a quei successi.

  20. ludovica
    15 settembre 2016 alle 09:01 Rispondi

    condivido le sue idee e mi piacerebbe collaborare con lei.

  21. Giorgia
    16 settembre 2016 alle 11:02 Rispondi

    Io sono d’accordo su tutto. La collaborazione non deve essere vista come nociva. Arricchisce sicuramente tutti perché nessuno è in grado di fare qualsiasi cosa al meglio.
    Se parte un progetto del genere, io vorrei esserci.

    • Daniele Imperi
      16 settembre 2016 alle 11:23 Rispondi

      Ciao Giorgia, benvenuta nel blog. Per ora nessun progetto, almeno da parte mia, ma mi interessava parlare della questione e vedere quanti fossero disposti a collaborare.

  22. Ferruccio
    16 settembre 2016 alle 15:05 Rispondi

    Se trovo perfetto uno scambio di competenze professionali devo dire che con gli anni mi hanno deluso i gruppi di lettura e sopratutto i progetti scrittura dove per poter funzionare occorre una visione culturale e una preparazione molto simile.

    Per farti un esempio, il mese di agosto sono andato a rileggere i commenti che alcune mie storie avevano ricevuto una mezza dozzina di anni fa. Riletti a freddo devo confessare che ho trovato ridicoli e adolescenziali i commenti ricevuti e tolto qualche vantaggio su qualche errore grammaticale o di sintassi (che in ogni caso avrei trovato dopo) mi sono domandato come sia stato così stupido da perdere tempo in situazioni del genere.

    • Daniele Imperi
      16 settembre 2016 alle 15:54 Rispondi

      Forse dipende dal progetto di scrittura. Riguardo alla preparazione, penso che il problema ci sia sempre, altrimenti dovresti fare una selezione e accettare solo alcuni racconti, ma poi non ne esci più con le polemiche :)

  23. Francesca
    23 settembre 2016 alle 20:42 Rispondi

    D’accordo su tutto. Questo blog, ad esempio, per me è un libro d’istruzione. 💕 Credo sia il migliore sia a livello istruttivo che a livello sociale. C’è tutto un mondo di consigli e di stratagemmi da non sottovalutare se vuoi mettere su carta il tuo IO. Fonte inesauribile di informazioni. 💕Di questo non finirò mai di ringraziarti abbastanza.
    Su facebook invece ho una cerchia abbastanza ristretta di scrittori emergenti, con i quali si conversa di qualsiasi cosa e ci si fa forza reciprocamente. Il mondo degli scrittori (celebri o dilettanti che siano) è una dimensione a parte, spesso infestata da soggetti pieni di superbia e cattiveria, e quando si riesce a trovare collaborazione e lealtà l’un l’altro ti sembra di essere finito per caso in un circolo letterario di fine 800. In breve, non si finisce più di imparare. Buona serata a tutti! 💕

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 08:09 Rispondi

      Grazie :)
      Confermo che in questo mondo ci siano parecchi autori, specie emergenti, pieni di boria e simili. Ma per fortuna c’è anche gente seria.

  24. filomena
    6 ottobre 2016 alle 06:49 Rispondi

    Vorrei essere della partita, mettendo a disposizione le competenze ed esperienze che ho. Interessante idea

    • Daniele Imperi
      6 ottobre 2016 alle 08:26 Rispondi

      Ciao Filomena, benvenuta nel blog. In realtà non c’è nessuna partita, qui parlavo solo che fra autori ci si possono scambiare competenze. Occorre però tempo, nel senso che bisogna prima frequentare i vari autori, per ottenere una reciproca stima e anche fiducia.

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