Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Non create personaggi cloni di voi stessi

Non create personaggi cloni di voi stessi

Quando iniziai a scrivere il mio primo romanzo fantasy, fui influenzato fortemente da La Spada di Shannara, in pratica unico grande romanzo del genere che avevo letto. Dopo la lettura de Il Signore degli Anelli creai una storia fortemente ispirata a quest’opera, anche se devo dire che introdussi parecchi elementi interessanti.

Il problema, oltre che nella storia – per nulla originale e troppo “ispirata” al romanzo di Tolkien – stava anche nei personaggi. La protagonista era la mia fidanzata dell’epoca e il protagonista un suo amico, guarda caso io. Erano simili perfino le descrizioni dei due personaggi e anche i nomi.

Poi per fortuna le mie letture sono aumentate e di tutto quel progetto non ho fatto più nulla. Non reggeva la storia – in realtà forse non esisteva neanche una storia di fondo – né reggevano i personaggi principali – cloni di persone reali o di altri personaggi.

Come creare un personaggio

Lasciando perdere le simpatie personali e i legami affettivi. Considerando la realtà quotidiana, ma con distacco. Ma prima di ogni altra cosa, tenere a mente la storia. È la storia che conta e sulla base della storia va creato il personaggio.

Il mio errore dell’epoca fu quello di perdere tempo con dei personaggi e solo dopo pensare alla storia. Errore che non ho commesso nell’ultimo progetto di storia fantasy su cui sto lavorando. In quel caso avevo la storia in mente e mi mancava da delineare un personaggio adatto.

Leggere molto

I due errori fondamentali da me commessi nel mio tentativo di scrivere un romanzo fantasy erano colpa delle mie scarse letture di quegli anni. In realtà avevo una manciata di libri letti alle spalle e questo è decisamente troppo poco per poter solo avere l’idea di scrivere un romanzo.

Da qui sia il clone di romanzi esistenti sia il clone di personaggi identici a me. Il mio alter ego continuò a sopravvivere durante le numerose versioni del mio fantasy, finché è finalmente deceduto, e nel nuovo progetto non ne è rimasta traccia alcuna. Ma da quel giorno c’è qualche centinaio di libri letti, che hanno fatto la differenza.

Personaggi realistici

Credo che in una storia che funzioni bisogna riuscire a creare un personaggio realistico, credibile. Ho detto poco prima che nel mio nuovo fantasy avevo la storia in testa e dovevo trovare un protagonista adatto. Questa è la parola chiave: i personaggi, specialmente quelli principali, devono essere adatti alla storia.

Nella mia storia – fantasy sì, ma ambientata in un passato reale – mi serviva un personaggio con determinate caratteristiche e ho quindi pensato a chi potesse essere. Ho capito quale lavoro avrebbe dovuto svolgere e questo mi ha permesso di delinearlo bene.

Avete mai creato personaggi cloni di voi stessi?

C’è mai stato anche un pizzico di voi nei protagonisti delle vostre storie?

27 Commenti

  1. franco zoccheddu
    19 marzo 2013 alle 10:51 Rispondi

    Credo che nessuno potrebbe capire che i fisici di cui parlo nella mia storia altro non sono che me stesso in dieci differenti declinazioni. Voglio dire: metti pure te stesso nel tuo romanzo, ma ben “nascosto” dietro le tue invenzioni narrative. Quindi concordo: niente cloni!

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2013 alle 12:40 Rispondi

      Anche la tua idea non è male: l’autore c’è ma non si vede.

  2. Lorenzo
    19 marzo 2013 alle 11:07 Rispondi

    Concordo con Franco. IN un modo o nell’altro inseriamo sempre un po’ di noi o di persone che conosciamo nella storia, penso che più o meno lofaccia ogni scrittore. Infatti leggendo vari romanzi dello stesso autore riconosceremo sempre un po’ i personaggi tra di loro, anche se sono diversi. Quello è il suo modo di caratterizzare un personaggio vivente… E fare riferimento alla realtà a volte può essere utile per non distaccarsi troppo e creare personaggi poco credibili e irreali.

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2013 alle 12:42 Rispondi

      Sì, inserire qualcosa va bene. Nel mio protagonista ci saranno elementi in comune con me: ma nessuno potrà mai dire “quello è Daniele”. In fondo, anche se non siamo tutti uguali, con qualcuno abbiamo qualcosa in comune.

  3. Salomon Xeno
    19 marzo 2013 alle 12:03 Rispondi

    Il mio protagonista era inizialmente un mio alter ego in questo reame fantastico, con elfi e nani e parecchia roba alla Tolkien. Ora esiste un personaggio dallo stesso nome ma radicalmente diverso… e non è nemmeno lo stesso nome, ora che ci penso. La ragione per cui è bene non pubblicare romanzi fantasy a 18 anni è che altrimenti si rischia di presentare un protagonista da RPG, non particolarmente entusiasmanti se non per chi li interpreta. L’errore comunue è proiettare se stessi sul protagonista. Come dici tu, leggere molti romanzi, magari diversi, aiuta ad ampliare le prospettive e capire che, soprattutto nel fantasy, il panorama è più variegato di quanto credi.

    • Salomon Xeno
      19 marzo 2013 alle 12:04 Rispondi

      Dico “soprattutto nel fantasy” perché purtroppo molti credono si possa scrivere solo un romanzo simil-Tolkien o simil-Brooks. Lunghe ore a discuterne…

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2013 alle 12:56 Rispondi

      Concordo sul fantasy e sul non scrivere a 18 anni: anche perché a quell’età hai poche letture alle spalle e poco esercizio di scrittura.

  4. KINGO
    19 marzo 2013 alle 12:33 Rispondi

    Non ho mai creato un protagonista che mi somigliasse perché sarebbe stato noioso: i personaggi troppo forti, simpatici, intelligenti e vincenti non piacciono ai lettori…

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2013 alle 12:42 Rispondi

      La modestia e l’umiltà sono l’arma più forte per lo scrittore :D

  5. Lorenzo
    19 marzo 2013 alle 12:48 Rispondi

    Ahaha giusto Daniele :D
    Io ad esempio nel mio ultimo lavoro che sto scrivendo, per non creare un personaggio che mi somigliasse troppo (o troppo ad alcuni miei amici) li sto “mixando”. Ossia ho pensato a tutte le caratteristiche di determinate persone e sparpagliate in personaggi diversi. Ho creato dei tanti piccoli Frankenstein, per intenderci.. :P

  6. Lorenzo
    19 marzo 2013 alle 13:15 Rispondi

    Sì sì, ma il dottore. Anche se ormai nella visione popolare, per Frankenstein intendiamo tutti quel mostro costruito con tanti pezzetti di altri esseri.. (Maledette leggende popolari/film.. )

  7. Tenar
    19 marzo 2013 alle 15:27 Rispondi

    Io cerco sempre personaggi diversissimi da me, perché il mio principale desiderio, scrivendo, è poter vivere vite diverse e osservare il mondo con occhi differenti. Poi, inevitabilmente, qualcosa di me c’è sempre, persino quando il protagonista è un prete quarantenne…

  8. Daniele Imperi
    19 marzo 2013 alle 15:50 Rispondi

    Mi piace la tua idea di personaggio: in fondo è davvero così, in personaggio serve allo scrittore per vivere altre vite. Il prete quarantenne sa che un po’ di te è in lui? :)

    • Tenar
      20 marzo 2013 alle 10:30 Rispondi

      Nei prossimi giorni lo intervisterò, vediamo cosa risponde…

  9. Annaluisa
    19 marzo 2013 alle 17:33 Rispondi

    La primissima storia che ho buttato giù era molto influenzata (o clone) da Il Signore degli Anelli (non a caso il mio libro preferito) con protagonista me stessa in versione machile. Il bello è che quando la scrissi anni fa pensai fosse una pietra miliare della letteratura; solo di recente mi sono resa conto di quanto fosse un clone (sia della storia, che di me) e che non fosse propriamente una storia: non era molto credibile, faceva acqua un po’ da tutte le parti.
    Allargare il mio orizzonte di letture mi ha decisamente aiutato parecchio.

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2013 alle 18:19 Rispondi

      Ah, anche tu hai clonato l’opera di Tolkien? :)
      Leggere tanto evita proprio questo tipo di problemi.

  10. Cristiana Tumedei
    19 marzo 2013 alle 18:32 Rispondi

    Sono d’accordo con te sul fatto che i personaggi di una storia dovrebbero essere funzionali ad essa. Credo, tuttavia, che si finisca spesso per essere influenzati – anche minimamente – da se stessi o da conoscenti.
    Nei racconti che scrivo, per esempio, mi capita di inserire personaggi che si ispirano a persone a me note.
    Fortunatamente, però, non ho mai creato nessun clone di me stessa. Ti pare? La storia si complicherebbe all’istante!

    • Daniele Imperi
      19 marzo 2013 alle 18:54 Rispondi

      Siamo d’accordo sul fatto che la storia si complicherebbe :D
      Per me resta l’idea di inserire qualcosa, ma non tutto dell’autore.

      • Cristiana Tumedei
        19 marzo 2013 alle 18:58 Rispondi

        Sono d’accordo con te. Il punto è che bisognerebbe rapportarsi in modo del tutto distaccato rispetto ai propri personaggi, anche se non è così facile.

  11. Marcello
    25 marzo 2013 alle 13:32 Rispondi

    Eh raga, anche il mio primo “romanzo” (avevo 16 anni) è stato un clone dei lavori di Tolkien. C’erano ‘ste due guardie gondoriane, ossia io e il mio amico Francesco.
    Eh, descrivere i personaggi come il proprio alter ego credo sia l’errore più comune. Poi si accumula esperienza e si cerca di far diversamente.
    Io non credo di esserci riuscito … vedremo ;)

    Saludos!

  12. Monia
    26 marzo 2013 alle 17:25 Rispondi

    “La protagonista era la mia fidanzata dell’epoca e il protagonista un suo amico, guarda caso io”: io l’ho sempre detto che le/i fidanzate/i sono un po’ la rovina degli scrittori e che, soprattutto, nessuno dovrebbe uscire con uno scrittore se non vuole rischiare di finire in un racconto o, peggio ancora, in un romanzo :-)

    “È la storia che conta e sulla base della storia va creato il personaggio.” Sai che non credo di aver colto appieno questa frase? O forse, semplicemente, non concordo completamente. Credo che, qualche volta, si possa anche partire da un personaggio: potrebbe essere lui stesso a raccontarci la sua storia.

    Sono invece d’accordo con la tua affermazione “i personaggi, specialmente quelli principali, devono essere adatti alla storia.” Anche se, a volte, certi avvenimenti accadono a personaggi apparentemente “inverosimili” calati in quelle vicende. Pirandello mi ha messo in testa che spesso la realtà è più assurda della fantasia.

    Ecco infine la domanda del secolo “c’è mai stato anche un pizzico di voi nei protagonisti delle vostre storie?”: sai che non è facile rispondere? A bruciapelo direi di sì ma, a ben pensarci, ti dico che nei miei personaggi più che la “vera me stessa” c’è solitamente “la me stessa che vorrei essere”. E poi io ho un trucco geniale: per non far notare quanto un mio protagonista abbia i miei lineamenti basta scegliere un protagonista di sesso maschile! :-)

    Caro Daniele ti leggo da un po’ e, dopo aver spulciato per bene il tuo blog, (che trovo davvero ricchissimo di spunti estremamente interessanti) ho finalmente deciso di prendere una manciata di Coraggio e commentarti.

    Vorrei usare questo mio commento anche per raggiungere un duplice scopo: voglio ringraziarti per lo scossone che sei riuscito a darmi con il tuo progetto “scrivere per il 2013” ma voglio anche farti sapere che se alla fine mi deciderò ad aprire un blog e a imbrattare il web con i miei racconti sarà un po’ anche colpa tua! :-)

    • Daniele Imperi
      26 marzo 2013 alle 17:38 Rispondi

      Ciao Monia, benvenuta nel blog. Vediamo di rispondere a tutto.
      – Quindi nessuna uscirebbe con me per questa paura di finire in un romanzo? :|
      – Intendo che non si può costruire una storia partendo dalla figura del personaggio. Per esempio: voglio scrivere un racconto su un avventuriero che scopre un nuovo continente. La storia è la scoperta del continente nuovo. Posso scrivere la storia della vita di Galileo, certo: è un personaggio, ma c’è già una storia da raccontare, perché è un personaggio che ha fatto storia.
      – Pirandello aveva ragione.
      – Io non ho mai creato un personaggio femminile uguale a me, sarebbe troppo impossibile come donna :D No, non c’è per fortuna un mio personaggio identico a me, ma con un piccolo elemento sì.
      – E ci voleva coraggio per commentare qui? Metto paura? :D
      – Mi fa piacere di aver scosso anche te con quel programma. Presto ne arriverà uno simile. E non mi prendo la responsabilità per i racconti che pubblicherai :D

  13. Monia
    26 marzo 2013 alle 19:39 Rispondi

    1) Meglio che pensare che se non escono con te è perché non ci sai fare, no? :)
    2) Ripasserò per motivarti meglio il mio dissenso.
    3) Pirandello, decisamente, ci piace!
    4) Secondo me dovresti provare. Magari sarebbe la donna giusta per i miei personaggi maschili…
    5) Sono profondamente atterrita dalla prospettiva di ritrovarmi con un segno di penna blu addosso.
    6) Effettivamente sono stati diversi i post del tuo blog che mi hanno scossa. Perché si sente che credi in ciò che fai e questo ti porta a riflettere fino a capire che, se non dai praticamente modo alla tua scrittura di esprimerti, forse credi davvero poco nella tua scrittura. (A questo punto si inizia con un discorso banale del tipo “se tu, per primo, non ti ami, come puoi pretendere che gli altri ti amino?”). L’unico modo che hai per scrollarti di dosso ogni responsabilità è giurare solennemente che criticherai impietosamente tutto quello che di mio ti capiterà di leggere :)

    • Daniele Imperi
      27 marzo 2013 alle 08:58 Rispondi

      1: hai ragione :)
      2: ok.
      4: oddio, sarebbe difficile crearla, non ne sono proprio capace :D
      5: finora non li ho lasciati a nessuno :)
      6: grazie :) Certo, se capiterà leggerò e criticherò impietosamente :)

  14. Romina Tamerici
    2 aprile 2013 alle 00:09 Rispondi

    Parlerò del tema in uno dei prossimi post sul mio blog… metterò una citazione a questo tuo bel discorso!

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.