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Il ciclo di vita di Penna blu

Ciclo di vita

Questo articolo fuori programma è stato ispirato da un interessante post sul blog QuiCopy, dove Cristiana Tumedei riflette sulle fasi di vita di un blog, individuandone 5 come nelle specie viventi.

Il blog, come ogni creazione umana, può essere inteso alla stregua di un organismo vivente. Esso, infatti, nasce, cresce, si riproduce, invecchia e muore.

Mi sento di condividere questo pensiero. Scrivere per un blog implica la nascita di idee, la crescita della scrittura, la sua maturità, l’apice e infine la sua capitolazione, anche se questo termine può sconvolgere, ma a tutto c’è una fine.

Così ho voluto individuare anche io le fasi del ciclo di vita del mio blog.

La nascita di Penna blu

Il blog è nato, come idea, prima dell’estate 2010, forse a primavera. Sentivo l’esigenza di aprire un blog sulla scrittura, anche se non avevo idee precise in mente. Ho anche scritto che, inizialmente, non avevo un calendario editoriale corposo, anche perché la mia decisione a quel tempo era di dare al blog una periodicità di due post a settimana.

Questa fase è durata circa un mese: la programmazione di 2 articoli a settimana c’è stata solo per le prime due, poi ho agito secondo l’istinto.

La crescita di Penna blu

Dopo poco più di un mese ho avuto una nuova consapevolezza del blog: i post sono aumentati e ne sono usciti almeno 5 a settimana e ho inserito nuove categorie, ma ancora non c’era un calendario editoriale definito, con una programmazione ragionata.

Era chiaro, però, che Penna blu stava crescendo e che dovevo lavorare per migliorare il blog.

La riproduzione di Penna blu

Questa è una fase di sviluppo, l’attuale per il mio blog, come viene chiamata nel post di QuiCopy, la fase in cui Penna blu ha iniziato a migliorare – secondo me, ovvio – e a farmi capire quale strada dovevo seguire. Scrivere nel blog è diventato per me un modo per riflettere sulla scrittura, la narrativa, l’editoria.

La parola d’ordine in questa fase è sperimentazione.

Vero. E più di una volta ho sperimentato post, serie di articoli, rubriche. Non tutti hanno avuto il successo che speravo, qualche idea è stata abbandonata, ma subito sostituita da un’altra. Mi sono imposto da tempo di sperimentare su Penna blu, di lanciare iniziative – la prossima ci sarà lunedì o martedì prossimi.

Una volta ottenuta la fiducia dei lettori e la credibilità necessaria ai loro occhi, quello che dobbiamo fare è metterci in gioco sul serio.

Ci sono lettori affezionati su Penna blu, qualcuno dei vecchi s’è perso per strada e nuovi altri sono giunti, com’è naturale in ogni blog. Però è vero che ho deciso di mettermi in gioco e di fare di Penna blu un blog autorevole, voglio che sia visto come una risorsa sulla scrittura. Questi sono almeno gli intenti.

L’invecchiamento di Penna blu

Non sono ancora in questa fase e credo sia la più difficile da raggiungere.

Anzi, la vecchiaia di un blog penso rappresenti quella fase in cui l’autore ha ormai compreso e acquisito tutta una serie di nozioni ed esperienze che gli permettono di fare un ulteriore salto di qualità.

Penna blu non è ancora maturo, mi piacerebbe pensarlo, ma non è così. Ci vuole ancora tempo, ma scrivo ogni giorno affinché il blog possa invecchiare e fare quel salto di qualità che vorrei.

La morte di Penna blu

Niente dura per sempre e, come ho anche commentato nel post di QuiCopy, non mi vedo all’età di 90 anni a prendere ancora appunti per scrivere un post, a riempire e seguire un calendario editoriale e a preoccuparmi di cosa pubblicare fra due mesi.

Quindi Penna blu morirà, un giorno. Ma anche io, del resto. Forse, però, se un blog lavora bene, se riesce davvero nella sua missione, quello che ha pubblicato, quello che ha potuto insegnare, resterà ancora in vita perché sarà parte di chi l’ha seguito con piacere e di chi ha appreso ciò che ha letto.

Ecco, mi piace dunque pensare che Penna blu sarà eterno. Ma non spetta a me dirlo.

13 Commenti

  1. Cristiana Tumedei
    11 aprile 2013 alle 15:23 Rispondi

    Un’analisi interessante :)
    Mi fa piacere che il post sia servito a qualcosa. In realtà, mentre lo scrivevo, ero convinta che non sarebbe stato capito. E’ bello scoprire che non è così.

    Grazie per la citazione :)

    • Daniele Imperi
      11 aprile 2013 alle 15:27 Rispondi

      Sì è capito benissimo, invece. La citazione era doverosa :D

  2. KINGO
    12 aprile 2013 alle 11:26 Rispondi

    Ma che dici, pennablu non deve morire mai!

  3. KINGO
    12 aprile 2013 alle 11:37 Rispondi

    Potresti un giorno avere un figlio che prenda il blog in eredita’!

  4. Kentral
    12 aprile 2013 alle 13:00 Rispondi

    Argomento triste quanto vero.

    Credo che la morte di un blog non sia soltanto quando si chiude. Spesso avviene già prima.
    Quando scrivere anche un solo post diventa un peso.
    Quando andare avanti lo senti come un dovere.
    Quando non c’è più la passione, la carica iniziale, l’impulso di vera e propria necessità.

    Per fortuna la morte fisica del blog non avviene del tutto. Anche Penna Blu verrà preservato come memoria del web su archive.org
    http://web.archive.org/web/*/http://pennablu.it

    Su Archive praticamente non vive più, difficilmente verrà più consultato. Sarà in una fase di “stasi” chissà per chi e chissà per quanto tempo. Ma ci sarà ancora.

    Alla fin fine come per le vicissitudine umane di un blog può restare quello che Leonardo da Vinci scrisse in uno dei suoi appunti:
    “Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire.”

    Ecco, un blog ben fatto, curato ed organizzato come il tuo Daniele (il migliore in Italia nell’argomento a mio vedere) darà spero a te, e comunque ai tuoi lettori, la bellezza di quello che hai fatto con tanta passione.

    • Daniele Imperi
      12 aprile 2013 alle 14:24 Rispondi

      Addirittura il migliore in Italia? Grazie mille :D
      Vero, c’è Archive… in pratica il cimitero dei siti. Conoscevo la frase di Leonardo e mi piace.

  5. Lucia Donati
    12 aprile 2013 alle 14:44 Rispondi

    Ho letto il post di Cristiana e mi è piaciuta la sua idea. Un blog può anche morire, ma sicuramente rimane quello che di buono ha fatto per le persone per le quali magari è servito da spunto o ha fatto vedere loro qualcosa in modo diverso o, ancora, è stato di una qualche generale utilità: quelle persone si ricorderanno di cosa il blog (chi lo cura) ha fatto per loro. Chi scrive ha tanti figli in giro (gli scritti) e chissà dove sono adesso. Magari qualcuno starà leggendo un articolo che ha ricevuto forse poche visite e zero commenti, dicendo: questa cosa non l’avevo considerata e mi fa vedere un mondo nuovo… Chissà! Insomma il blog può morire ma la sua energia non si disperde. Le cose fatte per bene sono un esempio potente per gli altri; le persone seguono volentieri e più naturalmente le cose fatte bene con buone intenzioni: questa può essere la forza di un blog quasi “immortale”…

    • Daniele Imperi
      12 aprile 2013 alle 16:11 Rispondi

      Vero, possiamo vedere la morte del blog così: come un’eredità di conoscenza lasciata ai lettori.

  6. Kinsy
    12 aprile 2013 alle 20:26 Rispondi

    Speriamo davvero che non muoia mai!!!

  7. Romina Tamerici
    8 maggio 2013 alle 00:15 Rispondi

    “Penna blu” sarà eterno! Credo che nel web i tuoi contenuti avranno una lunghissima vita. L’eternità poi non è di questo mondo, ma meglio puntare in alto, no?

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