Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Chiudiamo i commenti nel blog?

Seth Godin docet. Il suo blog ottiene centinaia e centinaia di condivisioni per ogni post pubblicato, ma nessun commento. Una sua scelta, una precisa strategia di blogging. Seth Godin non ha tempo, quindi scrive e disabilita i commenti. Dopo di lui anche il re del minimalismo, Leo Babauta, scrive senza far commentare.

Recentemente anche il blog sul copywriting Copyblogger.com ha detto addio ai commenti. I blogger concludono il post invitando i lettori a commentare sulla loro community su Google Plus. Questa è davvero la mossa meno intelligente di tutte: fai spostare i lettori, li fai andare su un altro sito per lasciare un commento.

Ad agosto anche Chris Brogan ha deciso di chiudere i commenti su chrisbrogan.com. Ecco, da lui non me lo sarei aspettato mai, vista la sua predisposizione al dialogo. Il motivo? Lo spam che arriva, divenuto ingestibile. Non lo spam che un buon plugin come Akismet – anche se qualche rara volta perde colpi – non possa risolvere, ma quello di veri lettori.

Lo spam è una scusa che non regge

Sapete cosa penso? Che questa dello spam sia davvero una scusa che fa acqua da tutte le parti. Lo spam arriva nei blog in due modi:

  1. spam automatico: ci sono software che sparano nel mucchio, inviando testi pieni di link a tantissimi blog, qualcuno ha i commenti liberi e allora si fa centro
  2. spam ragionato: il lettore ci prova, dice che il post che avete scritto è bello e piazza un link al suo blog

Nel primo caso ci sono plugin antispam adatti. Qui su Penna blu arrivano centinaia di commenti spam al giorno – sì, anche 5-600 o più. Ogni tre o quattro giorni lo cancello, quando il numero supera i 2-3000 commenti spam.

Qualche volta Akismet ne lascia passare qualcuno e così va in coda di moderazione. Ma capiterà una volta ogni 10 giorni. Basta contrassegnarlo come spam e finisce lì.

Per il lettore che spamma ci sono altri sistemi. Io ho impedito, a causa di un paio di lettori che non si sono più visti nel blog, di inserire link nei commenti. In alcuni casi modifico il commento e attivo il link, se lo ritengo opportuno.

I link nei commenti, comunque, sono “nofollow”, questo significa che non concorrono al posizionamento del sito linkato. Non vengono considerati, cioè, dal signor Google. Ma sono sempre link e portano visite.

Ora, posso capire uno come Chris Brogan, che ha decine di migliaia di persone che lo seguono ovunque e che quindi potrebbe ricevere commenti spam in numeri altissimi, ma noi comuni mortali non abbiamo di questi “problemi”.

Ai primordi del blogging non esistevano commenti

Chris ha parlato del journaling, il blogging dei primi tempi, una sorta di diario in cui l’autore portava avanti il proprio monologo. Ma appunto stiamo parlando di tanti anni fa e di journaling e non di blogging.

Non possiamo tornare indietro, come non possiamo fare raffronti col passato. Perché devo leggere il tuo articolo e non commentarlo? Perché non posso lasciare la mia opinione e arricchirmi e arricchire te col confronto?

La gente commenta ovunque

Questa è un’altra frase di Chris. Vero, mi capita di condividere un mio post su Twitter e qualcuno lascia un commento in un tweet e la stessa cosa succede se condivido il post su Google Plus o Linkedin.

Sinceramente mi chiedo come si possa commentare sui social. Mi spiego: leggo un tweet in cui viene condiviso un post, seguo il link e leggo quell’articolo. Che faccio, poi? Torno su Twitter per lasciare la mia opinione? Non ha senso, oltre a essere scomodo. Se leggo il post, lascio il mio commento nel post.

Chiudi i commenti se puoi permettertelo

Tutti gli esempi che ho fatto – Seth Godin, Copyblogger, Leo Babauta, Chris Brogan – riguardano blogger e progetti seguiti da migliaia e migliaia di persone. Sono in inglese, quindi hanno una portata decisamente più ampia dei nostri blog, sono anche gente famosa in rete.

Possono permetterselo, noi no. Quei blog, ne sono certo, non perderanno lettori. Come sono certo di un’altra cosa: se Penna blu dovesse essere seguito da diecimila, ventimila persone o più, i commenti continueranno a essere presenti. Perché io credo nei commenti.

Un blog senza commenti non è un blog

Questo è il mio pensiero. Un blog senza commenti è un monologo, come avveniva un tempo. Che senso ha scrivere un articolo e non sapere come verrà giudicato dai lettori, che cosa scatenerà in loro, cosa li spingerà a fare? Tutto questo non possiamo dedurlo dai numeri delle visite e delle condivisioni, no, quei numeri per me non valgono quasi nulla.

Sono numeri anonimi. Non c’è scritto il nome delle persone, dei lettori, non c’è inciso il loro pensiero, la loro approvazione o la loro critica. Non c’è nessun volto dietro quei numeri.

Chiudiamo i commenti nel blog?

Piuttosto chiudo il blog. E voi? Quanto valgono per voi i commenti nel vostro blog?

Ancora sulla chiusura dei commenti

Ne ha parlato ad agosto Riccardo Esposito in Chiudere i commenti del blog: follia o strategia?, ma in quel periodo non riuscivo a preparare il post per pubblicarlo insieme.

74 Commenti

  1. Seme Nero
    4 settembre 2014 alle 06:15 Rispondi

    Forse la faccio facile ma sono dell’idea che se vuoi trovare il tempo per le cose importanti lo fai. I commenti sono importanti. Scrivere un post o due in meno è questa gran tragedia? Ma, ripeto, sto semplificando, non ho tutti gli elementi per poter giudicare bene.
    Conosco blogger che sia sul sito, sia sui propri social, usano blocchi pesanti come moderazioni e liste d’attesa anche solo per poterli seguire. Ne deduco che gli strumenti per lavorare senza spam (con meno commenti, ma pure mantenendoli) ci siano.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 14:44 Rispondi

      Quello che penso anch’io: se ti interessano i commenti, trovi di sicuro tempo e modo per rispondere e per evitare lo spam.

  2. Fabio Amadei
    4 settembre 2014 alle 07:30 Rispondi

    I commenti per un blog sono come il sale. Basta dosarlo il giusto altrimenti fa male.
    Il blog senza commenti e’ sciapo e non sa di niente.
    Quindi avanti con il sale…

  3. Fabio Amadei
    4 settembre 2014 alle 07:41 Rispondi

    Scusa se metto ancora un po’ di sale…
    Credo inoltre che i commenti aiutino i blogger a trovare spunti e riflessioni per futuri argomenti e a verificare “dal vivo” se il proprio lavoro trova consensi veri.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:06 Rispondi

      A me i commenti infatti hanno spesso dato idee per articoli da scrivere.

  4. Glauco Silvestri
    4 settembre 2014 alle 09:04 Rispondi

    Non chiuderei mai i commenti… e comunque non ricevo commenti da parecchio tempo, probabilmente perché il mio blog è diventato l’ombra del blog che era, e ora pubblico quasi sempre e solamente recensioni di vecchi film presenti nella mia videoteca (è una roba che mi sono imposto, quella di rivedere almeno una volta tutti i film che possiedo… altrimenti cosa li tengo a fare?).

    Più in generale, potrei non considerare così insensata la scelta di chiudere i commenti. Diciamo che… se il blog ha scopi sociali, vuole creare dibattito, vuole far proliferare idee, e magari far crescere gli argomenti trattati stimolando anche la partecipazione altrui, allora i commenti sono fondamentali. Se invece il blog affronta tematiche più intime (tipo la mia sfida cinematografica), appare evidente che i commenti diventano meno importanti, se non addirittura superflui…
    E’ comunque evidente che c’è una differenza fondamentale tra il journaling e il blogging. Il primo ha pretese di informare in modo giornalistico… per cui i commenti poco importano, e per di più finiscono per cadere a sproposito perché 99 volte su 100 arrivano da persone poco addicted sugli argomenti trattati. Il secondo nasce come diario aperto al pubblico, e in quanto tale lo scambio di opinioni acquista una valenza pressoché fondamentale, visto che se questi non ci fossero, allora si perderebbe la socialità, e l’apertura, del diario.
    Tra le due c’è il Tumblog… che sinceramente devo ancora comprenderne lo scopo, e che vedrei come una piattaforma di journaling, ma che invece si auto-definisce blog-minimalista.

    Sono daccordo con te quando affermi che lo spam è un alibi piuttosto debole. Non per via dei sistemi anti-spam, che per altro sono piuttosto efficienti, bensì per il fatto che la ritengo una motivazione pavida… quasi che l’autore del blog non abbia il coraggio di dichiarare al suo pubblico quanto poco loro contino per lui.

    E per concludere, una osservazione: in un epoca in cui anche i quotidiani si aprono ai commenti dei lettori, e quindi rinunciano alla formula del journaling, è curioso incontrare qualcuno che vada in direzione contraria… curioso e interessante. Non è che l’eccesso di socialità virtuale, sta cominciando a spingere le persone a una sorta di rifiuto verso quest’ultima?

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:13 Rispondi

      Le recensioni ho visto anche io che non portano molti commenti, infatti le ho abbandonate.

      Intendi i blog su Tumblr? In quel caso, in un evento a cui ho partecipato, Tumblr Italia, se non ricordo male, lo definiva come un fotoblog, quindi in quel caso i commenti contano ben poco.

      Non so rispondere alla tua domanda finale. Nel caso di Chris Brogan, lui interagisce sui social media e nella newsletter, come Copyblogger fa commentare su Google Plus.

  5. Pier(ef)fect
    4 settembre 2014 alle 09:13 Rispondi

    Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che i commenti sono importanti, sono il responso al nostro “lavoro”, altrimenti scriviamo un diario su una moleskine e lo leggiamo solo noi. Non solo punto di riflessione per argomenti futuri, ma anche per una riflessione personale, perché andiamo a confrontarci con gente anche di molto lontana dal nostro contesto culturale! Anche rispondere almeno al 30% dei commenti secondo me è importante, penso che il tempo per scrivere anche solo un “grazie di essere passato” si trova sempre, e non rispondere a mio avviso non fa “vip”.

    • Pier(ef)fect
      4 settembre 2014 alle 09:17 Rispondi

      Ho scordato: la moderazione? Sì, se necessario.

    • LiveALive
      4 settembre 2014 alle 13:10 Rispondi

      La differenza tra lo scrivere sulla moleskine e il tenere un blog senza commenti credo sia quella che il blog, poiché online, comunica informazioni che non sono personali ma di pubblica utilità. Al contrario, informazioni personali ma aperte al commento spesso si pubblicano solo per ricevere supporto e conforto. In ogni caso, mi chiedo perché aprire un blog e non un sito di altro tipo se non si vogliono i commenti.

      • Pier(ef)fect
        5 settembre 2014 alle 14:39 Rispondi

        Ci sono blog che non forniscono nessuna informazione di pubblica utilità, o di particolare rilievo, e comunque tengono i commenti chiusi o non rispondono, quindi non capisco. Lo fanno per puro piacere voyeuristico?

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:15 Rispondi

      Esatto: ci fanno capire quanto sia stato valido o meno il nostro lavoro di blogger.

      Io mi sono imposto di rispondere a tutti, anche se ogni tanto qualcuno mi sfugge. Se dovessi ricevere 200 commenti a post – che diventano il doppio con le mie risposte – se ne andrebbe via parecchio tempo, ovvio. Ma lo toglierei ai social media, di sicuro.

  6. LaLeggivendola
    4 settembre 2014 alle 09:25 Rispondi

    Onestamente mi pare proprio una boiata °__° Considererei anche il fatto che, per questa mezza manciata di guru del blogging che tolgono i commenti, c’è tutto il resto della blogosfera che non ci pensa manco lontanamente.
    Non riesco a capire che senso abbia il blogging senza discussioni. Sì che per me il blogging è più un allegro hobby che altro – impegnativo e pianificato quanto si vuole, ma sempre un hobby – ma… mah. Le visualizzazioni si manterranno stabili anche così? Sono curiosa.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:16 Rispondi

      Loro lo fanno perché sono guru, appunto :D

      Riguardo alle visite, credo di sì, vedo che comunque ricevono sempre parecchie condivisioni ai post, quindi non penso che perdano visite.

  7. Chiara
    4 settembre 2014 alle 09:31 Rispondi

    I commenti sono fondamentali, nel blog. Sono fonte di stimolo, di riflessione, di dialogo. Ho creato la mia pagina proprio per poter interagire con altri scrittori. Non avrebbe senso per me toglierli.
    Proprio ieri ho avuto la mia prima spammer: è passata da me, ha lodato la pagina e mi ha invitata sul suo blog. Ci sono andata, ma non ho trovato niente di particolarmente interessante.
    Io ho visitato moltissimi blog, e non ho mai invitato nessuno. Solo qui mi è capitato di pubblicare dei link, due o tre volte mi sembra, perché tu avevi proposto un post di argomento affine ad alcuni articoli scritti di recente, a cui vi ho rimandati per approfondire la mia posizione. L’intento però era di condivisione, non pubblicitario. Agisco sempre d’istinto, talvolta ingenuamente. Non amo le strategie e bloggo per divertirmi

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:18 Rispondi

      Non è detto che sia una spammer, magari è solo poco esperta. In genere, però, si capisce se qualcuno agisce in mala fede.

      Neanche io ho mai invitato nessuno. Non mi piace come approccio. Io sono qui, questo è quanto :D

      I link li ricordo e si capiva infatti che non erano per spam ;)

  8. animadicarta
    4 settembre 2014 alle 09:42 Rispondi

    Secondo me i commenti costituiscono un valore aggiunto, non solo per il blogger, ma anche per chi legge. Voglio dire, a noi tutti succede di leggere, oltre all’articolo, anche i commenti, perché in qualche modo forniscono un quadro più ampio sullo stesso argomento, con osservazioni, approfondimenti, pareri a favore o contro. Un post, per quanto interessante e articolato, rappresenta un punto di vista preciso, quindi giova dell’arricchimento che può dargli un commento, anche negativo.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:23 Rispondi

      Vero, sono un valore aggiunto e completano l’articolo.

  9. Salvatore
    4 settembre 2014 alle 09:51 Rispondi

    Sposo in pieno la tua linea. Ne parlavo proprio in questi giorni con altre persone su twitter. Se ho deciso di aprire un blog, l’ho fatto perché cerco il confronto con i lettori. Quello che a me, personalmente, interessa di un blog non è parlare al nulla, ma condividere le mio opinioni e ascoltare quelle degli altri. Questo perché arricchiscono me e tutti i lettori che capitano sul blog. I commenti sono un lato fondamentale. Un articolo senza commenti è qualcosa di sterile, è l’opinione di una sola persona su un dato argomento. Per quanto possa essere attendibile e professionale l’autore dell’articolo viene a mancare tutto l’arricchimento che i commenti portano.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:24 Rispondi

      A me senza commenti dà l’idea di un monologo e basta. Allora tanto vale scrivere un saggio.

  10. wawos
    4 settembre 2014 alle 10:14 Rispondi

    Attribuisco ai commenti (e specialmente in questo blog) il 49% di importanza. Così ho la possibilità di conoscere nuove fonti e di arricchirmi ulteriormente.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:25 Rispondi

      Altre fonti, hai ragione. Io varie volte ho conosciuto blog interessanti grazie a chi commentava.

  11. LiveALive
    4 settembre 2014 alle 10:25 Rispondi

    In sincerità io capisco la decisione, ma non ho idee precise in merito.
    Anzitutto consideriamo la dimensione del blog. Se io ho appena iniziato, anche il singolo commento è una conquista pantagruelica. Se sei Beppe Grillo non riesci neppure a leggerli i commenti. Ma allora per chi ci stanno? Per far confrontare tra loro i lettori? Come simbolo di democrazia? Tanto vale aprire un forum! …ma senza commenti che senso ha il blog? Tanto vale aprire un sito! …insomma, forse il blog così come lo intendiamo ha senso solo se di piccole dimensioni.

    Comunque, dicevo, io capisco la scelta di chiudere i commenti. C’è lo spam, e ci sono utenti che non arrecano che disturbo. Un conto, poi, è un blog come Penna Blu… Qui c’è una buona atmosfera perché gli argomenti sono semplici, si è sempre aperti alle opinioni altrui, e non si parla mai di qualcosa possa scatenare violenze e simili. Ma un blog come quello di Grillo, per dire, è molto più radicale, tratta argomenti di cui si discute con violenza, lo fa con un tono che spinge ancor di più su questo, e si prende sempre una posizione che i commentatori non possono cambiare, o sei d’accordo o sei un troll prezzolato (ricordate? Quando Crozza ha detto che a Grillo non passa nemmeno per la testa che qualcuno possa contestarlo gratuitamente).

    Proprio per questo io non voglio aprire un blog: perché non voglio il confronto su determinati argomenti. Ho ascoltato varie opinioni, e molto spesso, in quei casi, il blogger ci rimette emotivamente. Il blogging dovrebbe essere una esperienza positiva, ma se ogni giorno ti trovi utenti polemici che ti insultano dopo un po’ cedi, e dici: chiudo i commenti.
    D’altro canto, proprio perché non voglio il confronto non apro un blog, ma un sito. Sì, sono convinto che i commenti siano utili perché creano informazioni e ci permettono di vedere nuovi punti di vista, così anche il nostro diventa più completo ed equilibrato… Però umanamente capisco il voler rinunciarci.

    • Salvatore
      4 settembre 2014 alle 12:50 Rispondi

      Perché parti dal presupposto che avresti utenti polemici se aprissi un tuo blog? In un anno, benché non riceva la marea di commenti di Pennablu (figuariamoci dei vari guru), di commenti polemici non ne ho mai ricevuti. A volte, facendolo apposta, ho anche postato cose di cui sinceramente mi sarei aspettanto almeno un: *censurated*! Eppure, niente. Il più delle volte, per quanto polemico puoi essere come blogger, passi ignorato o trovi gente che commenta perché la pensa esattamente come te. Quelli che la pensano diversamente raramente intervengono. Per farlo, i punti di vista devono proprio essere agli antipodi e tu devi avere, come blogger, un tono al limite dell’insulto.

      • LiveALive
        4 settembre 2014 alle 12:55 Rispondi

        Perché conosco l’argomento XD in realtà hai ragione, non è una cosa così diretta: si possono sempre moderare i commenti, o semplicemente si crea un ambiente positivo come quello di PennaBlu.

        • Salvatore
          4 settembre 2014 alle 13:36 Rispondi

          Ah, ho capito. Sì, hai ragione, certi argomenti attirano inevitabilmente un’attenzione poco discreta. Credo sia inevitabile. ;)

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:29 Rispondi

      Il blog di Grillo è un caso a parte. Credo che a moltissimi commenti sia inutile dare una risposta. Poi considera che è un blog di un personaggio famoso, quindi la gente commenta anche per quello.

      Anche il forum però è discussione.

      Se io aprissi un blog su temi come la politica e il sociale, ci sarebbe la guerra ogni giorno :D

      Dipende di cosa vuoi parlare. Alcuni temi non portano che polemica e infatti ho smesso di seguirli.

  12. Alessandro Madeddu
    4 settembre 2014 alle 11:02 Rispondi

    Se chiudessi i commenti suoi miei blog, nessuno se ne accorgerebbe.

  13. Alessandro Cassano
    4 settembre 2014 alle 11:03 Rispondi

    Se non ricevessi commenti mi sentirei demotivato. Adoro il confronto. Più che altro baratterei volentieri i troll con degli spambot (ne prenderei anche cinque in cambio di uno).

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:30 Rispondi

      Mi sa che ho visto qualche troll da te… ma penso che te li aspettavi, no? ;)

      • Alessandro Cassano
        6 settembre 2014 alle 17:33 Rispondi

        Credevo di essere l’unico tizio che trolla il suo stesso blog, e che questa particolarità mi avrebbe tenuto lontane determinate entità. Non ha funzionato.

  14. Maria Grazia
    4 settembre 2014 alle 11:13 Rispondi

    Io un blog ancora non ce l’ho, continuo a rimandare. Ma il tuo blog, che seguo da ormai due anni e che vedo in continuo miglioramento, perderebbe davvero tanto senza la possibilita’ di commentare. Anche perche’ sempre piu’ i commenti dei partecipanti vengono a loro volta commentati, creando

  15. Maria Grazia
    4 settembre 2014 alle 11:19 Rispondi

    Un vero e proprio dibattito in cui si confrontano le opinioni e si approfondisce l’argomento del giorno. Insomma, a mio parere i commenti nel tuo blog costituiscono valore aggiunto, ovviamente perche’ tu ti sobbarchi la fatica di leggerli e rispondere praticamente a tutti, facendo un grosso lavoro di moderazione e accoglienza.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:32 Rispondi

      Sì, vedo che ultimamente i commenti sono commentati.

      Tranquilla, qui i commenti restano :)

  16. Luciano Dal Pont
    4 settembre 2014 alle 11:48 Rispondi

    Sottoscrivo in pieno quanto espresso poco sopra da LiveALive, e contemporaneamente anche l’opinione di Maria Grazia. Verissimo che il tuo blog; Daniele, perderebbe molto del suo valore se fosse chiuso ai commenti, infatti, anche se gli articoli pubblicati sono già di per sé stessi un motivo più che valido per seguirlo, visti i loro contenuti sempre interessanti e istruttivi, specie per chi ha l’ambizione di affermarsi come scrittore, è pur vero che i commenti sono un valore aggiunto e stimolano la discussione e l’approfondimento. Ma LiveALive ha ragione, qui su Penna Blu c’è una bella atmosfera, i commenti sono sempre educati e corretti e la polemica è pressoché inesistente. Diverso invece sarebbe il discorso su un ipotetico blog dove fossero presenti in continuazione commenti sarcastici, irrispettosi, contenenti polemiche estreme e insulti, ecco, questo giustificherebbe in pieno la chiusura dei commenti anche se io, in un ipotetico caso simile, preferirei piuttosto chiudere il blog. Della serie: a mali estremi, estremi rimedi. Comunque, io sono in procinto di aprire un mio blog, o meglio, ho in programma di rinnovare drasticamente il mio sito web, sia nella grafica che nei contenuti, aggiungendovi anche un blog. Il mio scopo è quello di interagire con il maggior numero di persone possibile, così da farmi conoscere e da far conoscere ciò che scrivo, ciò che ho pubblicato e che pubblicherò in futuro. Il tutto rientra in un preciso piano di marketing editoriale di cui ho appreso i fondamenti proprio seguendo Penna Blu. Non nego che lo spam mi preoccupa, anche se le indicazioni contenute in questo articolo per neutralizzarlo mi saranno certamente utili, ma penso in ogni caso di impostare il mio blog in maniera che i commenti siano liberi e non ci sia bisogno di loggarsi per poterli inserire, proprio nell’ottica di quanto sopra espresso. Poi vedremo i risultati, e nasceranno dei problemi vedrò di volta in volta come risolverli.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:34 Rispondi

      Allora auguri per il prossimo blog :)

      Per i commenti liberi, se userai WordPress, puoi scegliere che solo chi commenta la prima volta avrà il commento in approvazione. Altrimenti farai un lavoraccio per cancellare lo spam, ma quello vero, in inglese, cinese e russo pieno zeppo di link :D

      Per farti un esempio: in 2 settimane di agosto ho ricevuto oltre 14.000 commenti spam qui. Pensa se avessi lasciato liberi i commenti…

  17. enri
    4 settembre 2014 alle 12:03 Rispondi

    Senza commenti è solo pollice su o giù, quello che serve per far soldi. Tutte le piattaforme web vendono spazi adds, che aumentano di valore e di interesse quarto più sono gli iscritti ed i click, e questo lo si sa.
    Per me non esiste blog senza commento. Il blog (serio – scrivevo giorni fa in un altro post, che PennaBlu ne è l’esempio ed è un piacere leggere e scriverci) è la piattaforma di condivisione per l’eccellenza.
    Faccio un esempio: EBay. Lo so, non è un blog. Un Ebayer di informatica con più di 100.000 transazioni ha un feedback del 99,5%, ma se non ci fossero i commenti potrebbero essere 5000 feedback negativi nelle ultime 5000 transazioni e lui essersi dileguato con un bel gruzzolo da parte. O fallito da mesi.
    Ci sono blog e blog. Finchè resta in dimensioni gestibili, il blogger (il Daniele della situazione) non solo riesce a postare, a organizzare e a scremare la cosa, ma riesce a partecipare e a ravvivare il post da lui postato con ulteriori post. Pant pant. Post post :-)
    Altri, di cui ne è chiaro esempio attuale il blog del M5S, soffrono dei troll (troll ormai in gergo è sinonimo di “falso profilo”, di persona fasulla che si inserisce in una discussione solo per creare depistaggio e disturbo) che approfittano del “collegati con Feisbuk” per “spammare” nei blog con link e post al solo fine di manovrare in una certa direzione (politica, ad esempio, ma anche economica). Già gestirne 600-700 al giorno – ammazzateò – è un lavoro, figuriamoci migliaia.
    Il web da questo senso è uno schifo, e non dà neanche segni di inversione di tendenza. Alcuni social all’apice cominciano a perdere colpi e sempre più internauti seri ci si allontanano. Per fortuna. E’ forse l’inizio di un’inversione di tendenza? Mi sono contraddetto lo so e sono pronto per la lapidazione pubblica.
    Per me il web è soprattutto condivisione, confronto e ricerca. Una forma molto pratica di comunicazione. Quindi un bel ciao a tutti non ve lo toglie nessuno :-)

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:38 Rispondi

      La penso come sul web e purtroppo vedo anche io che in certi blog e anche sui social c’è la mania di insultare e polemizzare, tanto sono anonimo e non puoi trovarmi né farmi nulla.

  18. Franco Battaglia
    4 settembre 2014 alle 12:11 Rispondi

    Chiudere i commenti mai!!! Io manco modero.. ;)

  19. Noemi
    4 settembre 2014 alle 12:45 Rispondi

    Anche io fatico a capire la scelta di chiudere i commenti: per me il bello di scrivere un blog è quello di poter creare un dialogo. Sono felice quando qualcuno commenta: significa che quello che ho scritto ha fatto riflettere il lettore, gli ha trasmesso qualcosa. Personalmente non rinuncerei mai ai commenti, anche se capisco che per un blog con un traffico immenso proveniente da tutto il mondo possa diventare difficile gestire la situazione.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:40 Rispondi

      Certo, è senz’altro difficile gestire la situazione. Ma, molto egoisticamente, io dico: problemi suoi. Hai voluto il blog? Pedala :)

  20. Carlo A.
    4 settembre 2014 alle 13:22 Rispondi

    Personalmente considero vitali i commenti per un blog. Scrivere un post senza avere dei riscontri di altre persone, sinceramente non ha senso, è un po’ come parlare da soli davanti allo specchio… senza dubbio: più ampio spazio possibile ai “commentatori”!!!

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 15:46 Rispondi

      Sì, è parlarsi da soli. La mia prima preoccupazione, ogni volta che ho aperto un blog, è stata quella dei commenti: arriveranno? E quando?

  21. Grazia Gironella
    4 settembre 2014 alle 14:47 Rispondi

    Sono d’accordo con te su tutti i fronti. Se avrò la fortuna di essere seguita da migliaia di lettori, spero porteranno pazienza quando non risponderò a tutti, ma la possibilità di interagire va salvata.

  22. Salvatore Capolupo
    4 settembre 2014 alle 15:02 Rispondi

    Io sul mio blog li ho lasciati, alla fine, ma ho anche adottato la politica di moderarli tutti, più che altro per colpa dell’inevitabile troll che periodicamente, direi, viene a dare fastidio. Serve anche ad evitare che a qualcuno venga la tentazione di considerare una link-farm il mio blog, per cui ho lavorato per anni e raccolgo i primi frutti solo da qualche tempo.

    Altrove sono stato costretto, per così dire, a togliere di mezzo i commenti a prescindere, non fosse altro che la moderazione è un lavoro ulteriore enorme e ricevevo esclusivamente commenti a scopo di link building, quindi fondamentalmente falsi, tendenziosi e markettari. Ci sta usare questo strumento per la SEO ma bisogna saperlo fare, non è da tutti :)

    Una piccola precisazione infine: non è vero in generale che i link nofollow “non concorrono al posizionamento del sito linkato”, si tratta di un’affermazione piuttosto categorica e priva di reale fondamento, dovuta ad anni di campagne mediatiche para-terroristiche di Google. In generale il link nofollow ti porta traffico se ben piazzato e, soprattutto, non c’è modo di provare che sia inutile al posizionamento.

    In questi casi consiglio sempre (scusami per l’OT) di leggere questo articolo di Moz: http://moz.com/blog/the-hidden-power-of-nofollow-links

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 16:48 Rispondi

      Il troll non lo puoi mettere in black list, con l’ip?

      Il link comunque porta traffico, certo. Ma a che scopo Google ha diffuso il nofollow? Se in realtà concorre al posizionamento, c’è o non c’è non fa differenza.

      Grazie per il link, leggerò il post.

  23. mk66
    4 settembre 2014 alle 15:22 Rispondi

    Non chiuderei mai i commenti!
    Ho avuto discussioni e dialoghi interessantissimi con i miei lettori, spunti degni di nota, anche qualche episodio “polemico” ma nessun problema che non possa essere chiarito proprio grazie al “botta & risposta” che nasce con i commenti.
    Per lo spam devo dire che gli strumenti della piattaforma funzionano davvero bene. Purtroppo non valgono per i troll, per i quali l’unica soluzione che ho trovato finora (e purtroppo usato un paio di volte) è darci un taglio drastico, ma pare che anche questo faccia parte della “vita virtuale”

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 16:50 Rispondi

      I trolli puoi sempre bloccarli dall’ip, no? O dichiarandoli spam col plugin che usi.

  24. Francesco
    4 settembre 2014 alle 15:45 Rispondi

    Capita anche a me di ricevere commenti alle condivisioni fatte sui social, soprattutto su Google Plus.

    Per me sono molto importanti, preferisco qualche condivisione in meno, ma un post senza alcun commento mi fa riflettere. I commenti contribuiscono ad arricchire i contenuti.

    Non chiuderò mai i commenti, lo scopo del blog è proprio quello di stuzzicare il lettore ad interagire.

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 16:51 Rispondi

      Anche per me valgono più delle condivisioni. Guarda questo post: 50 commenti e appena 7 condivisioni :D

  25. Gloria Vanni
    4 settembre 2014 alle 17:35 Rispondi

    Ciao Daniele, grazie per questo tuo post perché come al solito affronti il problema con semplicità e chiarezza! Condivido la tua posizione e anche io non chiuderei mai i commenti di un blog. Le persone a volte arrivano a distanza di tempo e fare trovare loro una porta chiusa, un limite, e’ l’antitesi della condivisione!

  26. Lisa Agosti
    4 settembre 2014 alle 20:09 Rispondi

    Non sapevo che mettere link nei commenti fosse da evitare, non ci si dovrebbe aiutare tra blogger facendosi pubblicità a vicenda? In fondo nei post capita spesso di mettere link a post da cui abbiamo preso spunto o romanzi che consigliamo di leggere. Perché nel post va bene e nei commenti no?

    Daniele, ne approfitto per chiederti una cosa di cui sono sempre stata curiosa. Tu che ricevi così tanti commenti ogni giorno, come gestisci il tempo che passi a leggerli e rispondere? Ti capita di rimpiangere le ore che dedichi ai commenti e che invece potresti dedicare alla scrittura (o a far altro)?
    E anche: hai followers che preferiresti non commentassero? Come gestisci i rompiscatole?

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2014 alle 21:05 Rispondi

      Non ho detto che è sbagliato inserire link nei commenti, ma alcuni lo fanno per farsi pubblicità e basta. Io ho impedito l’attivazione dei link per quel motivo. Non ricordo più chi lasciava spesso commenti con il link al suo post.

      Ora cerco di rispondere a orari prestabiliti. Non rimpiango il tempo speso a rispondere.

      Non ho follower che vorrei non commentassero… e i rompiscatole li faccio fuori :D

  27. Severance
    5 settembre 2014 alle 00:50 Rispondi

    Forse sarò io e basta, ma quando leggo un buon commento e il nome è un link, ci clicco sopra. Ho conosciuto quasi tutti online con questo sistema! Si genera community e se vedo un post o un intero blog senza commenti difficilmente penso che sia un luogo autorevole, perché non ho riscontri.
    Ed è da notare che i GRANDI del web (Patel e altri) lo mettono giallo fosforescente lampeggiante: rispondere ai commenti anche solo con un ciao fa piacere e fidelizza. Se no è leggere un quotidiano, e ne ho fin troppi sotto casa da poter comprare!

    • Daniele Imperi
      5 settembre 2014 alle 11:49 Rispondi

      Una cosa che apprezzo è il nome o un nickname nei commenti, ma non il nome del servizio che offri o della qualifica che hai.

      • Severance
        5 settembre 2014 alle 14:20 Rispondi

        E’ davvero una forma di spam (e di cafonaggine XD), quella!

  28. Bruna Athena
    5 settembre 2014 alle 09:11 Rispondi

    Capisco pure che in certi casi rispondere a tutti è quasi impossibile, però anche a me un blog senza commenti non sembra affatto un blog. Inoltre, anche sui social si commenta, quindi mi pare che in fondo la situazione non cambi. NO ai blog senza commenti! Ciao Daniele!

    • Daniele Imperi
      5 settembre 2014 alle 11:50 Rispondi

      Ciao Bruna,
      in effetti il problema dello spam o del gran numero di commenti si pone anche sui social. Che faranno in quei casi? Lì non è casa loro e non possono disabilitare i commenti.

  29. Luca Sempre
    5 settembre 2014 alle 13:46 Rispondi

    E poi c’è una cosa da non sottovalutare, in termini di posizionamento: ogni commento fa “contenuto”, per un articolo. E quindi per il blog.

    Un post molto commentato è indicizzato meglio su Google.
    Basta?

    • Daniele Imperi
      5 settembre 2014 alle 14:30 Rispondi

      Sai che non sono sicuro di questo?

      • Luca
        5 settembre 2014 alle 17:56 Rispondi

        L’ho letto da qualche parte.
        Tempo di ritrovare l’articolo ;-)

  30. MikiMoz
    5 settembre 2014 alle 14:12 Rispondi

    Senza commenti… che senso ha?
    Viene a mancare lo scambio, la comunicazione.
    E verranno a mancare spunti, dialoghi e anche nuove conoscenze.

    Moz-

  31. Kinsy
    6 settembre 2014 alle 17:17 Rispondi

    Come al solito condivido: il bello del blog sono i commenti. I commenti aiutano a capire cosa funzione e cosa no nel tuo blog, ti permettono di aprire dibattiti e, tu insegni, a creare altri post. Il dialogo aperto è sempre un’arma vincente a proprio beneficio.
    Secondo me chi chiude i commenti si pone da solo su un piedistallo ritenendosi superiore ai propri lettori. Non è che temono un po’ le critiche?

  32. Chiudiamo i commenti nel blog? | Marketing on l...
    8 settembre 2014 alle 10:02 Rispondi

    […]   […]

  33. Giordana
    8 settembre 2014 alle 15:43 Rispondi

    Sono d’accordo con te. Senza i commenti un blog perde gran parte della sua utilità e viene totalmente meno il rapporto con il lettore, che alla fine è il consumatore finale di un prodotto.

    • Daniele Imperi
      8 settembre 2014 alle 16:33 Rispondi

      Giusta osservazione sul prodotto: stiamo commentando un prodotto, alla fine.

  34. Loredana
    3 settembre 2015 alle 16:22 Rispondi

    Sinceramente, pensare di chiudere i commenti ad un blog…mi riesce difficile da capire. Perché? Per scrivere un diario, non è necessario andare in Rete. Un blog dovrebbe permetterti di rivolgerti a qualcuno, alle persone, instaurare un dialogo, una discussione, un confronto. Altrimenti, rimarrebbe l’equivalente del vecchio diario cartaceo nel comodino…

    • Daniele Imperi
      3 settembre 2015 alle 16:51 Rispondi

      Infatti è così. Ma arrivati a un certo “livello”, pare che sia naturale toglierli. Speriamo di non arrivarci :)

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