Centrare o c’entrare?

Grammatica

Ecco due verbi che spesso, troppo spesso, vengono scambiati uno per l’altro, eppure hanno significati completamente differenti. Sebbene la pronuncia sia la stessa, l’uso dei due verbi ha scopi diversi.

Verbo centrare

Deriva dal sostantivo centro, è un verbo transitivo e significa far corrispondere il centro di un oggetto o di una figura col centro di un altro oggetto o figura. Il significato si estende anche a capire, indovinare.

Esempi col verbo centrare

  • Ho centrato l’immagine nel televisore: ho impostato il televisore in modo che il centro dell’area delle immagini corrisponda perfettamente al centro dello schermo.
  • Lo studente ha centrato l’argomento: lo studente, interrogato all’esame, ha capito benissimo, ha inquadrato l’argomento della domanda che gli è stata posta.

Verbo entrare

È un verbo intransitivo e significa andare dentro, ma anche avere spazio. Unito all’avverbio di luogo “ci”, che significa qui, in questo luogo, ha spesso un uso figurato nel significato di avere a che fare.

Esempi col verbo entrare + l’avverbio “ci”

  • Questo non c’entra niente col mio discorso: l’argomento che hai proposto, la risposta che hai dato non ha niente a che vedere con il discorso che ho fatto.
  • Io non c’entro niente: io sono estraneo ai fatti che hai raccontato, non ho commesso alcuna azione che mi implica negli avvenimenti citati.

Pronuncia ed esempi di centrare ed entrarci

  • Tu non centri niente: tu non sei in grado di far combaciare due immagini o due oggetti in alcun modo.
  • Tu non c’entri niente: tu sei innocente e non hai nulla a che fare con quanto accaduto.

Scomposizione di entrarci

Entrarci” significa “entrare in un luogo”, anche figurato, quindi in un fatto, in un avvenimento, in un contesto.

  • Io non c’entro niente: in questo caso “niente” è avverbio e la frase significa che io non entro per niente nel contesto di cui parli. Sono fuori, in senso figurato, dai fatti, dagli eventi.
Categoria postPublicato in Scrittura - Data post13 giugno 2013 - Commenti8 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Maria Todesco 13 giugno 2013 at 11:26

    Ottimo post. Pure quando lo si sa talvolta viene complesso scriverli corretti. Troppa fretta? Abitudini erronee? Chi lo sa. Un ripasso non fa mai male!

  • KINGO 13 giugno 2013 at 11:30

    Capisco l’universalità di Pennablu, ma spero proprio che nessuno abbia davvero bisogno di questo post…

    • Daniele Imperi 13 giugno 2013 at 11:41

      Eh, sbagli, ho scritto questo post proprio per le decine di volte in cui ho visto usare quei verbi nel modo sbagliato…

  • Lucia Donati 13 giugno 2013 at 11:53

    In un mio post di neanche un mese fa ho proprio affrontato gli aspetti centrali della scrittura, in generale. Mentre scrivevo l’articoletto ho individuato molti sinonimi e aspetti legati proprio al “centro”, il concetto di centrare, e l’equilibrio che il centro richiama. Hai fatto bene a scrivere questo post: l’ignoranza è veramente infinita… :)

  • franco zoccheddu 13 giugno 2013 at 19:12

    Le cose non sono semplici e ovvie come potrebbe apparire. Per esempio: “come potrebbe non averci a che fare dal momento che se ne è sempre occupata lei?”, si dovrebbe rendere con: “come potrebbe non entrarci dal momento che se ne è sempre occupata lei?” e non con l’errato ma che sembra suonare più naturale: “come potrebbe non c’entrare dal momento che se ne è sempre occupata lei?”. Io userei di certo la prima, e voi?

    • Daniele Imperi 13 giugno 2013 at 19:15

      Non so, la prima mi sembra poco appropriata, cioè sembra quasi che il verbo entrare sia usato nel suo primo significato.

  • Romina Tamerici 16 luglio 2013 at 22:29

    C’è sempre una gran confusione tra questi due verbi, ottimo post!

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