Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

5 cose che non sopporto nei blog

Cattive pratiche di blogging

Blog che leggi, blogger che trovi. Ma ci soddisfano tutti i blog che seguiamo? Oggi ho provato a elencare quelle pratiche di blogging che non apprezzo, che proprio non mi piacciono, anzi. È chiaro che ognuno di noi gestisce il suo blog come vuole, ma è chiaro anche che non tutti i lettori saranno poi soddisfatti.

Ogni settimana cʼè qualcuno che si cancella dai feed del mio blog, per esempio. Perché? Forse perché ha trovato altrettante pratiche che non sopporta, chi lo sa? Un paio di volte ho chiesto a questi lettori il motivo della loro cancellazione, ma non hanno risposto, così ora li lascio andare senza disturbarli oltre.

Sarebbe però bello sapere per quale motivo perdiamo lettori, no? Per fortuna il numero degli iscritti continua a salire con una proporzione maggiore.

La mancanza di interazione

Ovvero: chi non risponde ai commenti. È pieno di questi blog e io pian piano ho smesso di seguirli. Che senso ha continuare a leggerli?

Scrivi un post, un lettore commenta e tu non rispondi. È troppo disturbo, forse, non so, oppure non hai tempo. Beh, per come la vedo io, il tempo è sempre una scusa, ma una scusa che non regge più.

Se uno ha tempo di pubblicare la sua faccia venti volte al giorno sui vari social, può trovarlo anche per commentare, giusto?

Ormai ho una teoria mia sul blogging: più diventi conosciuto e meno rispondi ai commenti. Come se rispondere ai tuoi lettori facesse abbassare il livello della fama, dellʼautorevolezza del blogger.

Mi chiedo: che immagine dà un blog con commenti senza risposta? Mi chiedo anche: ma perché continuate a commentare dove nessuno vi risponde?

Lʼeccessiva autopromozione

A me piace lʼidea del blog che pubblica contenuti utili – non ho ancora scritto un post su questo aspetto dei contenuti, ma prima o poi arriverà – lʼidea di articolo come un testo informativo per il lettore.

Quando leggiamo una rivista, che cosa troviamo nei suoi articoli? Troviamo informazioni. Nulla di più. Informazioni nel senso più generico del termine.

Se leggo un articolo nel National Geographic sulle abitudini degli elefanti africani, il lettore si aspetta soltanto questo. Non si aspetta di trovare in mezzo allʼarticolo pubblicità verso libri/corsi/eventi tenuti da chi lo ha scritto. Queste sono informazioni che vanno nella biografia, non nel testo dellʼarticolo.

Dunque perché nei blog trovare tutto questo? Ma allora il blog non va usato come piattaforma per autopromuoversi? Certo, ma io sono per la promozione discreta e soprattutto fatta in aree precise, predisposte per promuovere.

Lo spaccio delle ovvietà

Questa è ormai diventata una mania nel blogging. Scrivere post su come fare questo e quello e ripetere cose già scritte e sentite anni fa. Quindi parliamo di concetti che ormai sono bene impressi nei lettori.

Non è allora possibile dare una propria opinione su certi temi? Certo, cambiare prospettiva è utile, esporre il proprio pensiero su alcune tecniche anche, ma scrivere ciò che ormai tutti conoscono, senza sforzarsi di andare oltre, di offrire il proprio punto di vista, a cosa serve?

Possibile che a metà del 2015 siamo di nuovo qui – nella blogosfera – a parlare ancora di quegli argomenti? Vogliamo scrivere un nuovo post su come ottimizzare una pagina web per i motori di ricerca, ripetendo a pappagallo quello che da anni si è sempre detto e scritto?

Il deragliamento dei contenuti

Ovvero: quando parli dei fatti privati nei blog tematici.

Lo ripeto spesso: a me non piacciono i diari personali online, non ne leggo, ma è giusto che esistano, perché ognuno deve essere libero di scrivere ciò che vuole.

Quello che mi piace ancora meno è quando trovo un blog di nicchia – come questo, per esempio, anche se abbiamo visto che ha una sua orizzontalità – parlare di temi che non cʼentrano assolutamente nulla con gli argomenti che tratta.

Io ne resto spiazzato, lo dico senza problemi. Spiazzato, non schifato. Ma poi dipende dallʼargomento. Spiazzato di sicuro, perché, se seguo un blog – e seguo solo blog di nicchia – è perché voglio leggere di certi temi. Se poi me ne trovo uno completamente fuori dai binari, che viaggia su una sterrata a chilometri di distanza, come ci resto?

Ma questo è un mio problema, non è per forza anche vostro, né possiamo dire con certezza che sia una pratica sbagliata. Lo è per me, è quindi soggettivamente sbagliata.

Predicare bene e razzolare male

Come ci rimarreste se un giorno, dopo aver pubblicato un libro, io cominciassi a scrivervi in privato chiedendovi una recensione e ogni giorno lo pubblicizzassi su tutti i social media?

Non farei una bella figura, visto che di queste pratiche ho sempre scritto peste e corna.

Ho esagerato, ovviamente, portando allʼeccesso il “predicare bene e razzolare male”. Eppure ho visto che alcuni blogger danno consigli su come gestire certe attività, ma poi non seguono i loro stessi consigli. Dunque perché dovrebbe seguirli il lettore?

Io mi metto sempre nei panni di chi legge: se scrivo certe cose, il lettore poi dovrà trovare conferma nei miei atteggiamenti e nelle mie azioni di quanto ha letto nel mio blog. Altrimenti tanto vale candidarsi alle prossime elezioni. E qui non ho esagerato per niente.

Una domanda comoda e una scomoda

  1. Che cosa non sopportate in genere nei blog che seguite o avete seguito?
  2. Che cosa non sopportate di Penna blu?

99 Commenti

  1. Serena
    17 giugno 2015 alle 08:16 Rispondi

    Ciumbia, come si dice a Milano, ma se in Penna Blu ci fosse qualcosa che non sopporto mica lo seguirei! :D
    Quanto a ciò che non sopporto in altri blog: i caratteri troppo piccoli (invecchio pure io, sì, e la visita dall’oculista la faccio una volta all’anno e basta) e gli articoli sulle tecniche della scrittura. Devo averne fatto indigestione, perché non li reggo più. Non mi fanno smettere di seguire il blogger, ovviamente, ma è raro che li apra e ancora più raro che commenti.

    • Ivano Landi
      17 giugno 2015 alle 08:58 Rispondi

      Riguardo la prima domanda, posso dire di aver smesso dopo un po’ di seguire blog che si presentano come dedicati alla letteratura e/o di fantastico ma poi fanno anche opinione politica. Io sono uno che la politica la segue attivamente, ma nel mio blog non ne ho mai fatto cenno perché, pur essendo molto orizzontale nei contenuti, ci sono limiti che considero ovvi e invalicabili. Si può mescolare burro e marmellata, ma non burro e crema di arachidi (se si tiene al proprio fegato). Quando voglio leggere post sulla politica, e lo faccio regolarmente, seguo i blog del settore.
      Allo stesso modo, sempre nei blog dedicati alla scrittura e/o al fantastico, non voglio ritrovarmi a leggere post di tipo diaristico, a meno che non siano in tema.

      Domanda due. Cosa non mi piace in Penna Blu? Alcuni post che hanno l’aria troppo tecnico-progettuale li salto. Diciamo che più o meno la penso come Serena :)

      • Ivano Landi
        17 giugno 2015 alle 09:00 Rispondi

        Urk! Per sbaglio ho risposto a Serena. Hai modo di spostare il commento?

        • Daniele Imperi
          17 giugno 2015 alle 13:32 Rispondi

          No, non è possibile, ma non importa :)

      • Daniele Imperi
        17 giugno 2015 alle 13:39 Rispondi

        L’opinione politica non la sopporto proprio.
        Non ami i post tecnico-progettuali… di preciso quali? Ogni tanto però qualcuno di quelli va scritto :D

    • LiveALive
      17 giugno 2015 alle 09:57 Rispondi

      Anche io mi sono stancato degli articoli di tecnica. Ho letto letteralmente decine e decine di blog da capo a fondo, e centinaia di manuali. Ora basta, se no non ci si smuove, ci si cristallizza su posizioni semplificate senza ragionare. Certo ne parlo più di tutti gli altri argomenti perché rimango anzitutto un tecnico, più che aspirante scrittore. Però, se vuoi davvero capire la tecnica, c’è solo una cosa da fare: leggi James Joyce. I dubliners, almeno. Così vedi che se in un racconto usa un avverbio per frase e in quello dopo zero spaccato c’è un motivo, e ne vedi l’effetto.

      (a proposito: ieri era il bloomsday! Happy bloomsday, anche se in ritardo; e anche a Daniele)

      • Daniele Imperi
        17 giugno 2015 alle 14:10 Rispondi

        Non ho ancora letto Joyce. Qualche articolo di tecnica a me non dispiace da scrivere ogni tanto. Grazie del “bloomsday”, ma neanche sapevo cosa fosse :)

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 13:31 Rispondi

      Va beh, magari c’è qualcosa su cui passi sopra :D
      I caratteri microscopici neanche io. O i font incomprensibili.
      Quale post sulle tecniche di scrittura non sopporti più?

      • Serena
        17 giugno 2015 alle 21:29 Rispondi

        Senza nessuno riferimento a nessuno, parola mia, (neanche mi ricordo chi ha pubblicato cosa), non leggo quelli tipo come si fa la descrizione/dialogo/incipit/showdonttell/scena/prologo e via così. Invece mi piacciono sempre quelli che tendono più alla narratologia.

        • Daniele Imperi
          18 giugno 2015 alle 07:56 Rispondi

          Quel tipo di post io li scrivo dal mio punto di vista, nel senso che mi piace proporre delle soluzioni. Per esempio, ho scritto un post su come scrivere una scena erotica, ma non era un vero post tecnico, anche perché io non scrivo erotico, ma parlavo di due scene erotiche lette in due libri che avevo reputato interessanti.

  2. Briccioledinfo
    17 giugno 2015 alle 08:21 Rispondi

    Ecco perfetto! Mi hai dato il buongiorno contrario… oh me misera!
    Io sono una di quelle che non sopporti :P
    Una di quelle che non segue molto gli schemi. Cerco di suddividere i miei post tra i miei due blog, ma il mio carattere non me lo consente. Che ci posso fare?
    Ma da una che vive la sua vita tra mille cose da fare, inizia la giornata alle 6 di mattina e la finisce alle 3 di notte, non credo poi, si possa pretendere tanto, credo… concedimelo va!
    Come te, non sopporto chi non risponde o risponde in ritardo e, per ritardo intendo dopo mesi.
    In blog, a mio avviso, deve essere comunicativo, uno scambio di opinioni, un modo per conoscere e per crescere da ambo le parti, blogger e lettore.
    Non ho mai creduto che il blogger potesse essere visto come luogo informativo assoluto, dal momento che, nel tempo, ho constatato ce molti blog non sono altro che una vaga traduzione di molti blog stranieri, ma ammeso e non concesso, che questo possa andar bene, dovrebbe alla fine, poter servire per aggiungere esperienza al proprio pensiero.
    Cosa che può avvenire solo se esiste la VERA comunicazione (leggo, commento, rispondi).
    Ma in assoluto non sopporta chi si mostra nel proprio blog come maestro assoluto, come colui che dopo anni di esperienza può permettersi il lusso di considerare gli altri semplici calzette.
    Blogger che si permettono il lusso di dimenticarsi che nella vita non si è mai finito di imparare e che ciò che credevamo risposta assoluta e vera oggi, può diventar l’incertezza del domani.
    Se non fosse così, crederemo ancora che la terra sia piatta e che Plutone sia il pianeta più piccolo della nostra galassia!
    ***
    Cosa non mi piace del tuo blog………
    A volte sei un po’ troppo pungente, critico, troppo legato alle regole. La vita è un soffio, passa troppo velocemente per essere vissuta rispettando eccessivamente le regole.
    Ogni tanto bisogna, si deve sgarrare, per poter dire di averla vissuta appieno!
    Il blog, in fin dei conti è parte della vita della società contemporanea, ma non ne è l’essenza.
    Spesso leggendo il tuo blog ti immagino come un docente universitario d’altri tempi, molto schematizzato, ombroso…. Secondo te perché?

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:13 Rispondi

      Ma buongiorno contrario, allora :D
      I professori non piacciono neanche a me.
      Pungente io? Mmm, forse qualche volta. Per regole, dipende da quali intendi. Le regole ci vogliono.
      No, non ho proprio l’aria del docente universitario d’altri tempi :)
      Ombroso però lo sono senz’altro.

      • Briccioledinfo
        17 giugno 2015 alle 16:54 Rispondi

        Esattamente mi ricordi il mio docente di lingua e letteratura :P paccato, non sgarrava di una virgola, precisino anche con l’orario (sbaglio o tu posti sempre alla stessa ora?).
        Le regole ci vogliono o ti servono? Devono far parte dei nostri criteri di vita o si può anche sgarrarle? Se si quali se no perché?

        PS: trovato ciò che non mi piace del tuo blog, troppi commenti,…naggia mi hai intasato la posta! :P

        • Daniele Imperi
          17 giugno 2015 alle 17:22 Rispondi

          Sì, pubblico sempre alle 5 di mattina, ma perché programmo in anticipo i post e quindi ho deciso fin dall’inizio quell’orario.
          Regole: dipende da quali regole. Spiegami quali intendi. Comunque sia, un blog è comunicazione e per comunicare al meglio alcune regole ci vogliono.
          Commenti: ogni tanto capita :D

      • Briccioledinfo
        17 giugno 2015 alle 18:21 Rispondi

        Forse dovrei entrare troppo sul personale e, non mi pare il posto adatto, anche perché, non seguirei più le tue regole!
        Ma se ogni tanto ti sbilanciassi, non sarebbe male, se non altro, per soddisfare la curiosità di noi lettori che ti seguiamo da un bel po’ di tempo!:D

  3. Ferruccio
    17 giugno 2015 alle 08:25 Rispondi

    Ne ho parlato in un post specifico di queste problematiche. In linea di massima sono gli stessi concetti. Io ho messo anche chi non è presente e non è autocritico.

    Penna blu va bene così

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:14 Rispondi

      L’autocritica ci vuole, hai ragione. Io ne ho tanta :)

  4. animadicarta
    17 giugno 2015 alle 08:59 Rispondi

    Le cose che non sopporto e che dopo un po’ mi fanno abbandonare il blog sono:
    – eccesso di lamentele (riguardo a se stessi o ad altro)
    – eccesso di auto-promozione
    – post di poche righe con un titolo promettente
    – argomenti abusati + idee scopiazzate

    I blogger che non rispondono ai commenti mi danno fastidio, ma non smetto di seguirli, semplicemente non commento più.
    Cosa non mi piace di Pennablu? Uhm… non mi viene in mente nulla, ma non vorrei che ti montassi troppo la testa, quindi ci penso e se trovo qualcosa torno :)

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:18 Rispondi

      Giusto, anche le lamentele dopo un po’ vengono a noia. I post striminziti nemmeno io li apprezzo.
      Pensaci pure, ma non mi monto la testa se non trovi nulla che non vada qui… o forse sì :D

      • animadicarta
        17 giugno 2015 alle 15:18 Rispondi

        Ok, preparo un post intitolato “10 cose che non mi piacciono di Pennablu” :D

  5. Giovanna
    17 giugno 2015 alle 09:21 Rispondi

    Anche se non seguo ogni giorno, per ragioni di lavoro, a me questo blog piace, e mi piace proprio perché privo di tutti i “difetti” elencati nel post.
    Si nota un certo rigore da parte dell’autore, una certa autodisciplina: nel suo continuo documentarsi, nel rispondere sempre a tutti, non solo a chi loda.
    A differenza di chi ha commentato più sopra, penso che la puntigliosità e il rispetto delle regole denotino umiltà e modestia, oltre a un certo perfezionismo necessario – a mio avviso – a trarre il meglio dal tempo che ciascuno di noi ha a disposizione. Così magari la vita è, sì, un soffio, ma con un po’ di senso in più ;-)

    • Briccioledinfo
      17 giugno 2015 alle 09:59 Rispondi

      ;) Tutto è in relazione alla propria esperienza passata e presente. Puntigliosità non è sinonimo di maggior valore e senso!

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:21 Rispondi

      Sì, da parte mia c’è autodisciplina, diciamo che sono “regole” autoimposte.
      È vero anche che sono perfezionista, ma poi dipende sempre da cosa si intenda: o meglio dove si vede questa puntigliosità.

  6. Maria Grazia
    17 giugno 2015 alle 09:31 Rispondi

    La prima cosa che mi piace di Penna blu: e’ facile commentare, non devi passare per forche caudine come facebook o altri social per lasciare due righe. Poi la grafica, bella chiara, pulita, gradevole nel suo ordine come un arredamento giapponese. E ancora: la capacita’ di dare ai lettori affezionati qualche piccolo accenno alla vita personale del suo autore, giusto uno spiraglio ogni tanto (difficilissimo da fare senza debordare) cosa che crea una piacevole atmosfera di comunita’.
    Mi rendo conto di non aver risposto alle domande, ma insomma, e’ ovvio: non mi piacciono quei blog che non hanno gli elementi da me sottolineati nel tuo.
    E di Penna blu cosa non mi piace? La predilezione per un genere letterario, il fantasy, che io detesto. Ma ti devo dare atto che nel corso del tempo hai aumentato le “quote” dedicate ad altri generi, spesso con dei contributi di spessore, equilibrando il tutto in maniera quasi perfetta. Ah, com’e’ difficile farti le pulci…;)

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:23 Rispondi

      Grazie :)
      Uno spiraglio ogni tanto senza debordare: hai detto bene, un po’ perché non amo parlare troppo della mia vita privata (il blog è pur sempre pubblico) e un po’ perché non c’entra nulla col blog.
      Ecco un’altra che non sopporta il fantasy :D
      Ti avviso: ce ne sarà qualcun altro di post sul fantastico, però li ho ridotti, è vero, e proprio oggi ne ho parlato in un post che uscirà a luglio.

  7. Chiara
    17 giugno 2015 alle 09:37 Rispondi

    A volte capita anche a me di parlare di fatti personali, ma questo è sempre funzionale al tema della scrittura. In generale, non mi piacciono per niente i blog puramente autobiografici, specialmente se la persona ha una vita alquanto ordinaria. Non riesco a seguirli, mi annoiano, li considero una succursale Web del “Grande Fratello”. Pertanto, non potrei mai pensare di scriverne uno.

    Gli elementi che hai citato mi infastidiscono tutti quanti, sebbene abbia trovato (forse solo per caso) pochissimi blog che fanno autopromozione. Viceversa ho smesso di seguire tanti blog per la mancanza di risposte ai commenti “My social web” è uno di quelli

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:25 Rispondi

      Sì, da te ho visto che colleghi sempre la vita privata con la scrittura. In quel modo ha un suo perché e una sua giustificazione.
      Riservato come sono, come farei a creare un blog come diario personale? :)

  8. Bruna
    17 giugno 2015 alle 09:40 Rispondi

    Buongiorno! Era da tempo che non passavo di qui :)
    Al pari, non sopporto la mancanza di interazione con chi commenta e l’eccessiva auto-promozione. La ripetizione delle stesse tematiche potrebbe spingermi ad abbandonare il blog.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:26 Rispondi

      Ciao Bruna :)
      Mancanza di interazione e autopromozione sono elementi comuni, vedo.

  9. Roberto Gerosa
    17 giugno 2015 alle 09:49 Rispondi

    Ciao Daniele, post da stampare e tenere conservato. Sono assolutamente d’accordo con te su tutto.
    In particolare sui commenti. Ho notato che un famoso blogger e guru del blogging italiano, non si degna di rispondere manco avesse centinaia di commenti.

    Per quanto riguarda i libri è pazzesco. Anche io ho ricevuto la richiesta di lasciare una recensione a uno dei soliti libri del web marketing (tutti della stessa casa editrice).

    Tuttavia, temo di far parte del paragrafo “lo spaccio delle ovvietà”. Proprio domani esce un mio articolo sulle “introduzioni negli articoli”. Mi rendo conto, l’argomento è trito e ritrito. Però i miei articoli mi servono anche per i corsi che terrò sul social media marketing. In ogni caso cerco di dare ogni volta un tocco di originalità anche quando tratto argomenti già noti.

    Complimenti ancora per l’articolo…ora condivido!

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:29 Rispondi

      Ciao Roberto,
      in qualche caso quelle “ovvietà” non lo sono, perché dai una tua versione del tema, parlando della tua esperienza.

  10. LiveALive
    17 giugno 2015 alle 10:05 Rispondi

    La cosa che sopporto meno è quando il blog punta tutto sulla polemica, sia direttamente con un tono provocatorio, sia indirettamente tenendo un tono generalizzante e impositivo (cioè: se uno ti scrive “è evidente a tutti che non esiste neppure una bella sinfonia scritta prima di Philip Glass” non sembra polemico, ma suscita polemica, perché dice una cosa controversa assolutizzandola). Si passa sopra se a questo si abbina un tratto autoironico e fortemente comico. Ma se ci si prende pure sul serio, allora si crea una atmosfera soffocante, dove si è sempre minacciati, e non ce la si fa.
    PennaBlu, come sai, mi piace proprio per la sua atmosfera distesa e rilassata.
    Cosa non mi piace? …credo che taluni articoli debbano essere meditati più q lungo. Intendo che certi articoli mi sembrano fermarsi alla superficie, limitarsi a esporre cose banali, autoevidenti. Io invece nell’articolo vorrei trovare cose che mi fanno dire “cristo pantocrate, io non sarei mai riuscito a vedere il tutto anche da questo nuovo e sconvolgente punto di vista!”.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:30 Rispondi

      La polemica funziona, perché attira commenti e condivisioni, però la polemica continua rompe…
      Quali sono questi post che ti sono sembrati superficiali?

      • LiveALive
        17 giugno 2015 alle 15:25 Rispondi

        Così su due piedi, non ricordo, dovrei rileggerli. Quando ricapita te lo dico. Però, ecco, anche qui, per dire, quando ho letto di “eccessiva autopromozione” mi è venuto da pensare “per forza!” XD
        Non è però che la reputi una cosa sbagliata in assoluto. Perché, pensavo, può esserci anche un blog “orientato alla discussione”, dove cioè il post presenta una situazione, magari neutrale, tradizionale, e poi ognuno arricchisce.

        • Daniele Imperi
          17 giugno 2015 alle 15:37 Rispondi

          Io faccio eccessiva autopromozione? Non ho capito che intendi, mi sa…

          • LiveALive
            18 giugno 2015 alle 13:00 Rispondi

            Intendo: per forza che l’eccessiva autopromozione dà fastidio, l’abbiamo detto tante volte… Un pensiero così.

  11. Alessandro Pozzetti
    17 giugno 2015 alle 11:05 Rispondi

    Risponderò direttamente alla tua domanda comoda e alla tua domanda scomoda:
    1) Generalmente, se seguo con costanza un blogger è perché apprezzo almeno il 99% di ciò che scrive. Se proprio devo segnalare qualcosa (e qui riprendo il tuo pensiero e quello di Roberto Gerosa), non sopporto chi non risponde ai commenti. Cacchio, almeno un cenno, che male ti fa? Ne parlai anche sul mio blog di questo tema.
    2) vedi prima parte della risposta alla domanda precedente.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:32 Rispondi

      Anche per me è così: seguo blog di cui apprezzo quasi tutti i contenuti, anche se non riesco a commentare su tutti.

  12. pirkaf76
    17 giugno 2015 alle 11:20 Rispondi

    Personalmente a me non piacciono solo i blog pieni di meme, premi, awards ecc.ecc
    Preferisco leggere contenuti, di qualsiasi genere essi siano.
    Odio chi non risponde ai commenti o chi risponde solo agli amici, ma vado oltre e non smetto di seguirli finché trattano argomenti che mi interessano.
    D’altronde io nei blog che leggo cerco più dei contenuti che l’interazione.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:34 Rispondi

      Nemmeno a me piacciono quei blog. Ogni tanto un meme ci sta bene, premi e award non mi piacciono.
      Ho visto anche qualche blogger che preferisce rispondere solo ai lettori fedeli.

  13. Mr Tozzo
    17 giugno 2015 alle 11:36 Rispondi

    Concordo con quello che hai scritto in particolare sul primo punto, la mancanza di interazione è forse il più grave motivo che mi porta ad abbandonare un blog. Questo però è un fenomeno che si manifesta anche in blog di piccola/media importanza.

    “Più diventi conosciuto e meno rispondi ai commenti.” Questo è vero, però bisogna anche considerare che più diventi conosciuto e più aumentano i commenti e non è sempre possibile rispondere a tutti (in alcuni casi diventerebbe un lavoro).

    Quello che odio io? Quelli che passano sul tuo blog e ti lasciano il seguente commento: “Ciao complimenti per il post. Io ho scritto questo (e ti lasciano il link) facci un salto”.

    ODIO PROFONDO per questo vengono bannati questi commenti.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:36 Rispondi

      Sì, la mancanza di interazione c’è anche in piccoli blog. Non è però vero che più sei famoso e più aumentano i commenti.
      Quei lettori non li sopporto nemmeno io. Se lo fa un lettore conosciuto, ogni tanto, non mi dà fastidio, ma che uno nuovo arrivi solo per piazzare il link, allora no. Commento non approvato.

  14. Simona
    17 giugno 2015 alle 12:00 Rispondi

    1. Non sopporto i blog con spazi pubblicitari o foto enormi in mezzo ai post, non riesco a seguire l’articolo se la lettura viene interrotta ogni cinque righe e devo scorrere in basso per riprendere con la frase successiva.
    2. Penna Blu mi piace così.

    Riguardo il non saltare di palo in frasca con i contenuti, sono d’accordo. Da scrittrice e viaggiatrice ho due blog distinti per tenere separate le mie personalità multiple. Quello che interessa chi segue i miei viaggi, non interessa necessariamente chi legge i miei libri. Ci sono i link per passare dall’uno all’altro, ma non mischio gli argomenti.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:38 Rispondi

      Troppa pubblicità dà fastidio. Ecco perché non riesco a leggere Wired.
      Nel tuo caso fai bene ad avere due blog.

  15. Loredana
    17 giugno 2015 alle 12:12 Rispondi

    Personalmente, non amo gli stili fotocopia nei blog e l’enfasi. E io ricorro molto spesso alle iperboli, per cui, quando me ne accorgo, sono la prima a sfrondare. Sono alla ricerca di uno stile di scrittura energico senza risultare pesante o invadente.
    Cosa non mi piace di Penna Blu? Ah, non so rispondere, non ci provo nemmeno.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:39 Rispondi

      Io ogni volta che scrivo sono alla ricerca del mio stile.
      Non viene bannato dal blog chi risponde alla seconda domanda :D

      • Loredana
        18 giugno 2015 alle 11:39 Rispondi

        Sì, lo immagino, però…seriamente, non so pensare a cosa non sopporto di Penna Blu. Evidentemente risponde alle mie…”esigenze”. :-D

  16. LaLeggivendola
    17 giugno 2015 alle 12:29 Rispondi

    Arghhh, io sono colpevolissima mio malgrado per le risposte ai commenti. Saranno due mesi che non riesco a commentare su nessun blog dal mio computer, vai a sapere che diavolo di impostazioni ho pasticciato. Ogni tanto rispondo in massa dal computer di mia madre, come adesso, con questi dannati tasti che non funzionano e devo tornare continuamente a correggermi. HELP T__T
    Però gradisco quando nei post si mescolano questioni personali e argomenti principali. Il blogging come lo intendo io è un po’ quello, il tema d’interesse che passi però attraverso una persona specifica. Ogni tanto esagero da questo punto di vista, però alla fine preferisco così. Piuttosto, non sopporto il blogger-sul-piedistallo da “stateme a sentì” e non credo che capirò mai i blogger-vetrina-pubblicitaria. Mah.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:42 Rispondi

      Questo è proprio strano… non sono un tecnico, ma non vedo come siano legate le cose. Che succede di preciso quando commenti?
      Blogger su piedistallo e blogger-vetrina sono sgradevoli, è vero. Mescolare argomenti personali a quelli principali del blog dipende.

  17. Marina
    17 giugno 2015 alle 12:30 Rispondi

    Io non amo molto i blog dove si discute di tutto, preferisco quelli settoriali, quelli monotematici: se cerco consigli di scrittura non voglio cercare in un blog gli articoli che ne parlano in mezzo a post sull’ultimo modello dell’I-phone o una ricetta di cucina. Non leggo nemmeno i blog monotematici che non mi interessano: viaggi, sport, politica. In pratica frequento solo i blog che parlano di scrittura, lettura e tutto ciò che ruota attorno a essi (quando sono chiari, non si perdono in banalità e non si confondono in mezzo a un mare di banner che pubblicizzano qualsiasi cosa).
    Il tuo blog è coerente con il tuo personaggio o, almeno, quello che viene fuori di te quando esprimi le tue idee nei post; è un blog, forse, troppo professionale, dove ti lasci andare pochissimo e osservi un rigore estremo: niente errori, tutto perfetto, sembri intoccabile! Infatti io ti preferisco di gran lunga quando commenti nei blog altrui: sei più, come dire… spanzato! ;)

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:46 Rispondi

      Anche io frequento solo blog su scrittura e lettura, in generale, o blogging, copywriting e social.
      Non mi lascio andare, è vero, però un conto è scrivere un post e un altro un commento :)
      Gli errori mi danno molto fastidio quando ne trovo nei miei post.

  18. Luz
    17 giugno 2015 alle 12:45 Rispondi

    In generale non apprezzo i blog a tema unico su temi che non suscitano mio interesse, e quelli che si presentano con una sgradevole veste grafica. Riguardo all’ultimo punto, ci sono blog letteralmente illeggibili.
    Fra le cattive abitudini di alcuni blogger c’è quella di lasciare commenti laconici, tipo “interessante!”, che non sono per nulla veri commenti.
    Ho la fortuna di frequentare ottimi blogger, me li sono scelta accuratamente. :-)

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:47 Rispondi

      Ho visto parecchi blog illeggibili proprio a causa della grafica o con accostamenti di colori assurdi.
      Qui i commenti laconici capitano di rado, per fortuna.

  19. MikiMoz
    17 giugno 2015 alle 13:10 Rispondi

    A me non piacciono i blog dove si calpesta la comunicazione, ossia quelli dove il blogger se la tira e non risponde (o risponde solo a certe persone).
    Penna Blu va bene così com’è, altrimenti non lo leggerei :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:49 Rispondi

      Per fortuna non seguo nessun blogger che se la tira, altrimenti non mi vredrebbe più ;)

  20. Alessandro Madeddu
    17 giugno 2015 alle 13:14 Rispondi

    Approvo in blocco. Detesto sopratutto quelli che non rispondono ai commenti, maniera tipicamente italiana – e cafona – per comunicare la propria presunta importanza: il non aver tempo per i comuni mortali. Lo stile “dettata, ma non riletta”.

    Mi permetto di aggiungere un punto in più: quelli che pubblicano a giorni alterni un post – fasullo come una moneta da due euro con su l’effige di Ottaviano Augusto – sulle incredibili vendite del loro ebook autopubblicato, condito con commenti tipo “eh, la forza del passaparola!” Non li reggo più. E poi tanto lo sappiamo tutti che spammano come dannati :D

    • LiveALive
      17 giugno 2015 alle 13:37 Rispondi

      Perché non possono esserci i due euro con Ottaviano Augusto? Sarebbero più strani i sesterzi con Dante XD

      • Alessandro Madeddu
        17 giugno 2015 alle 15:46 Rispondi

        So solo che per ora non ci sono :D Comunque, se ci fossero, sarebbero bellissimi!

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:51 Rispondi

      E io approvo il tuo commento che, chissà perché, era finito in moderazione.
      I dati sulle vendite degli ebook dovrebbero essere una cosa riservata, per quanto mi riguarda.

  21. Erin Wings
    17 giugno 2015 alle 13:19 Rispondi

    Devo dire che questo post è parecchio originale. Non ne ho mai letto uno che tratta questo argomento. Mi ha fatto riflettere sui miei possibili errori, visto che il mio blog su Blogger non lo legge nessuno.
    Solitamente non apprezzo le cose da te citate, soprattutto quella delle non risposte ai commenti.
    Poi non sopporto i blog che trattano troppi temi, che pubblicato un mucchio di post al giorno o quelli che non pubblicano mai.
    Penna blu, mi pare, pubblica più o meno una volta al giorno, no? per me è perfetto.
    Anche la grafica non curata mi dà fastidio (non sopporto i caratteri troppo piccoli o che si vedono male o troppi widget che creano confusione).
    Riguardo la secondo domanda: io ormai seguo questo blog abbastanza regolarmente e non ho nulla da obiettare. Ho imparato moltissime cose grazie ai tuoi post, per cui grazie. Se ci fosse qualcosa che non sopporto, ora non sarei qui ;) .

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:55 Rispondi

      Non pensavo non ci fossero post del genere in giro. Pubblico 4 volte a settimana, da lunedì a giovedì.
      Widget a profusione stancano e appesantiscono le pagine.
      Grazie a te :)

  22. ombretta
    17 giugno 2015 alle 13:55 Rispondi

    Ciao Daniele. Non mi piace chi non risponde ai commenti, chi propone titoli ridondanti ma non ha contenuti, chi pubblica una volta al mese (avere un blog richiede un certo impegno e apprezzo chi se ne prende cura).
    A me Penna blu va bene così ;)

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 14:57 Rispondi

      Abbiamo capito che i lettori del blog vogliono ricevere risposte ai loro commenti :)
      Quasi tutti, se non proprio tutti, avete sollevato questo problema. Ma è giusto.
      Qualche volta ho trovato titoli altisonanti e poi il post non diceva nulla o quasi…
      Una volta al mese è tropppo poco, per me il minimo sindacale è una volta a settimana.

  23. Gloutchov
    17 giugno 2015 alle 14:34 Rispondi

    Di solito io rispondo ai commenti se questi ‘necessitano’ di risposta. Se scrivo una recensione a un film di cui dico A, e uno mi commenta che secondo lui è B, pace e amen, mica voglio litigare… se per te è B, mi sta benissimo. Del resto lavoro, non vivo di rendita, e il tempo di stare sul blog si riduce a quello che riesco a ritagliare tra le molte attività che svolgo.
    Io non credo debba esistere l’obbligo di rispondere ai commenti… un blog è cosa diversa da un forum, o da un social network, o da una chat. Io scrivo qualcosa, delle informazioni, un contenuto. Val la pena commentare e arricchire quel contenuto creando un dibattito solo su commenti costruttivi, quelli fatti per simpatia, o per semplice condivisione, possono anche passare in secondo piano. Perché poi ci sono pure quelli che si offendono se non la pensi come loro, o che si offendono se non rispondi 5 minuti dopo che loro hanno commentato… in quei casi: silenzio assenso, o meglio ‘il silenzio ha senso’.
    Sono cattivo? No, ribadisco… vivessi di rendita, potrei passare la giornata a rispondere ai commenti. A ogni modo, di commenti ne ricevo uno al mese se mi va grassa, qualche volta pure fuori luogo, per cui di solito rispondo sempre.

    Rispondo alle domande?
    1) I post polemici. Soprattutto, i post polemici su argomenti triti e ritriti. Capita stagionalmente su molti blog che parlano di scrittura, sono temi ricorrenti, che mi hanno veramente stancato. Non è un caso che ho proprio smesso di seguire quei blog, anche se magari conoscevo bene l’autore, etc etc.
    2) Alcuni argomenti mi sanno di già sentito… Non perché non siano interessanti, ma le tematiche di questo blog si accomunano a molti blog che parlano di scrittura, a molti di quelli che leggevo, per cui capita sovente che salti fuori un argomento ‘già affrontato’ innumerevoli volte. Capita, è giusto così. C’è chi è nuovo dell’argomento e magari google non gli ha indicato vecchi post di blog letterari storici, e persino sul mio vecchio blog sulla narrativa, che però ho chiuso e fatto sparire perché veniva saccheggiato da blogger poco corretti, e così Penna Blu fa bene a parlarne, e poi Penna Blu ha un modo di affrontare quei temi in modo attuale, per cui ben venga :-)

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 15:04 Rispondi

      Rare volte anche io non ho risposto ad alcuni commenti: a quelli che tu dici che non necessitano di risposte. Ma nel mio caso avevano scritto qualcosa come “sono d’accordo con tutto” o simili.
      Il commento deve arricchire, certo. Io qui ho deciso, per ottimizzare il tempo, di rispondere dopo pranzo ai commenti. Ai nuovi che arrivano quando trovo il tempo durante il pomeriggio.
      È vero che i temi di questo blog sono comuni a quelli di molti altri blog sulla scrittura, quindi, come dici, è naturale che tu possa trovare un argomento che hai già letto altrove. C’è da dire, però, che quando scrivo un post, quando mi viene l’idea, non guardo mai se è già apparsa altrove e per 2 motivi:

      1) se mi interessa parlare di quel tema, ne parlo e basta
      2) posso restare influenzato

      Se ne parlo in modo attuale non lo so, ma mi fa piacere che per te sia così :D

  24. Tenar
    17 giugno 2015 alle 15:42 Rispondi

    Penso che ogni blog debba essere lo specchio della personalità che c’è dietro. C’è chi è più tecnico e riservato, chi più espansivo e più portato a parlare di sé. Trovo che entrambe le modalità possano essere gradevoli. Per me è difficile scindere totalmente ciò che scrivo da ciò che sono. Quindi, senza mettermi troppo in piazza, il mio lavoro e le cose che mi colpiscono entrano di diritto nel blog, come entrano nei miei scritti.
    Quello che non mi piace nei blog sono i giudizi assoluti, dati spesso senza basi tecniche. Un sacco di gente si improvvisa esperta di scrittura e di cinema (che sono gli argomenti su cui più leggo nel web) senza sapere di cosa parla e spara i “si fa così/non si deve fare cosà” confondendo il propio gusto con la perfezione. Mi sembra che sul web sia un po’ troppo facile atteggiarsi a esperti, senza rendersi conto di sfiorare il ridicolo.

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 15:47 Rispondi

      Sono d’accordo sulla questione della personalità. Il blog in quel modo diventa più originale e anche interessante.
      I giudizi assoluti si leggono spesso. Io, al massimo, mi limito a dire che il tale film mi ha annoiato, non posso dire che andava girato in un altro modo, perché non sono un regista. Poi, se è un capolavoro di cinematografia, non so dirlo, ma resta il fatto che a me non sia piaciuto. Stesso discorso con un romanzo. Quando scrivi una recensione è facile mescolare il gusto personale con le competenze tecniche della materia.

  25. Cornetta Maria
    17 giugno 2015 alle 16:39 Rispondi

    Se avessi un blog sarebbe sicuramente seguito perché parto dall’idea che ognuno dovrebbe sentirsi tra amici anche in queste nuove forme di comunicazione perciò, offese a parte, che ovviamente non si possono tollerare perché il rispetto è alla base di qualunque conversazione, consentirei alle persone di parlare di tutto, anche di se stesse. L’amore per gli altri non rientra in ambiti specifici e si dimostra anche con un sorriso complice, con una parola detta al momento giusto o ascoltata al momento giusto. Se avessi un blog…Ma sono troppo vecchia!

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 17:19 Rispondi

      Non si è mai vecchi per aprire un blog. Se ti interessa averne uno, aprilo e scrivici.

  26. Federico
    17 giugno 2015 alle 18:07 Rispondi

    Ciao Daniele :), sono un ragazzo di 16 anni che sta scrivendo un libro Fantasy…
    Cosa dire? Il tuo blog è fantastico! , semplice e geniale. Sei bravissimo a scrivere (be, ovviamente ;) ) … mescoli perfettamente “il complesso” con “il semplice”, facendo nascere una cosa bellissima: la “Scrittura Creativa”.
    Avevo questo da dire, solamente poche righe per esprimere la mia stima nei tuoi confronti…

    • Daniele Imperi
      17 giugno 2015 alle 18:18 Rispondi

      Ciao Federico, grazie e benvenuto nel blog :)

      • Federico
        17 giugno 2015 alle 18:27 Rispondi

        Grazie mille!!
        Quel “ciao” di prima lo vorrei sostituire con un più appropriato “Buona sera”…
        Le volevo dire che “possiedo” un blog, incentrato ovviamente sul libro Fantasy che sto scrivendo :)…

  27. Marco
    18 giugno 2015 alle 08:04 Rispondi

    Non mi piacciono quei blog che svelano segreti e ricette per avere successo. I venditori di acqua calda insomma, e non comprendo il loro successo (o meglio: lo capisco perché hanno re-inventato la catena di San Antonio. Tu parli bene di me, io di te…).
    Qualcuno in precedenza ha scritto della personalità: è quella che rende un blog interessante. La presenza di una persona, di una testa, e non di un imbonitore.

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 08:09 Rispondi

      Quei blog non piacciono nemmeno a me e poi davvero hanno avuto successo? Chi ce lo assicura?

  28. maura
    18 giugno 2015 alle 10:01 Rispondi

    in generale non mi piacciono i blog disordinati, quelli in cui si fa fatica a leggere (fondo nero e testo rosso per esempio, o sfondo troppo ingombrante o caratteri minuscoli).
    non mi piacciono i post lunghissimi, lo trovo inappropriato per lo “strumento blog” e Penna Blu (risposta scomoda) ogni tanto ci casca…

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 10:51 Rispondi

      Sì, ogni tanto qui pubblico post molto lunghi, ma la lunghezza non è inappropriata per un blog, casomai lo è per i social.

      • maura
        18 giugno 2015 alle 11:49 Rispondi

        dici?
        sarà che adoro quelli col dono della sintesi…
        ;-)

        • Daniele Imperi
          18 giugno 2015 alle 11:53 Rispondi

          La sintesi piace anche a me, ma in alcuni casi non è possibile stare al di sotto delle 1000/1500 parole e non sempre si può suddividere il post in due parti.

  29. Mimma Rapicano
    18 giugno 2015 alle 11:15 Rispondi

    Che cosa non sopportate in genere nei blog che seguite o avete seguito?
    Caro Daniele, all’inizio del mio personale viaggio nel mondo dei blogger mi sono molto “affezionata” ai più famosi (i guru, come qualcuno li chiama qui); ho cercato di imparare il più possibile, far miei i consigli che più si avvicinavano al mio modo di essere. Ma ora, ammetto, alcuni mi hanno stancata. Ogni loro post provoca una reazione a catena e giù tutti a scrivere di quell’argomento. Una noia mortale.
    Non rispondere ai commenti è cattiva abitudine, su questo sono pienamente d’accordo con tutti. Ma non trovi che spesso anche chi commenta cerca il suo momento di notorietà?

    Che cosa non sopportate di Penna blu?
    Se non sopportassi il tuo blog non starei qui a commentare. In fondo anche tu sei un “guru” ma i tuoi piedi son ben piantati a terra, affronti sicuro il tuo cammino da blogger perché sai cosa vuoi e cosa cerchi, sulla tua strada non ci sono fronzoli, gli orpelli e i convenevoli li lasci agli altri.
    Posso dirti, invece, cosa mi piace: questa tua capacità di mantenere la distanza, di conservare la freddezza, di scrivere le cose, anche più tremende, ma sempre con garbo e tanto stile.

    Ciao.
    Mimma

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 11:23 Rispondi

      A me è successo lo stesso: mi sono stancato di certi blogger. Finora non credo che qui sia capitato qualcuno che abbia cercato la notorietà, anche perché non totalizzo milioni di visite al giorno :)
      Non sono un guru, però! :D

  30. Enrcio Filippucci
    18 giugno 2015 alle 12:32 Rispondi

    Daniele, non mi sento nella lista dei cattivi, ma non dovrei essere io a dirlo :-)

    Forse pecco di parlare di cose molto diverse, che è quasi come parlare di fatti personali. E’ una di quelle cose che tutti dicono che non si deve fare, ma mi piace fare.

    Non voglio un “pubblico” fedele, mi annoio facilmente anche di me stesso, figuriamoci di un pubblico fedele e prevedibile.

    Del tuo blog non mi piace che è perfetto e ha molto successo, mi procura una forte invidia :-)

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 12:48 Rispondi

      Allora, riguardo al tuo blog, il suo nome è “Job seeker”, quindi il lettore capisce che tratta di temi legati alla ricerca di lavoro. Poi trova post sulla libertà di informazione e sul voto delle regionali, che non hanno niente a che vedere con quei temi :D
      Il motivo per cui tutti dicono che non si deve parlare di cose diverse è questo: tu con quel nome hai dato un’impronta precisa al blog, quindi il tuo pubblico si aspetta un certo tipo di contenuti.
      Sulla noia ti capisco benissimo: anche io sono uno che si annoia molto facilmente.
      Grazie per l’invidia, forse è la prima volta che qualcuno mi invidia per qualcosa :)

      • Enrcio Filippucci
        18 giugno 2015 alle 13:10 Rispondi

        Daniele, sono contento che tu abbia visitato il mio blog. Se la uniformità dei post fosse il solo peccato che hai trovato, sarebbe già un bel risultato :-)
        Se ne hai trovati altri di “peccati” anche tecnici, accetto consigli volentieri.

        A mia parziale discolpa posso dire che ho creato una lista di categorie visibili ovunque e che creano altri blog tematici.

        Chiaramente se faccio un post che fa arrabbiare o irrita un lettore lo perdo quasi sicuramente, anche se ne ho fatti altri che lui giudica buoni.

        Preferisco sperimentare e cerco di divertirmi. Dopo anni di lavoro dipendente, dove le regole le fanno gli altri, il blog, per ora, mi da una sensazione di ritrovata libertà.

      • Enrico Filippucci
        18 giugno 2015 alle 16:33 Rispondi

        Ancora una volta mi hai fatto riflettere, potrei mettere come home page la lista delle categorie in modo da rendere il blog immediatamente suddiviso in diversi blog. Ci penserò.

  31. Federico
    18 giugno 2015 alle 16:30 Rispondi

    Che cosa non mi piace dei blog? Cosa non sopporto?
    Be, principalmente può andare bene tutto (dico “può” perchè ciascun giudizio è differente da un altro)… ovviamente se è scritto nei giusti limiti, senza esagerare. Devo dire, inoltre, che ogni blog è diverso da un altro, anche solo leggermente; è proprio questa caratteristica che rende “speciale”, anzi, può rendere speciale ;)…
    “Penna Blu” non lo conosco sufficientemente per poter esprimere un parere… dico solo la verità: è semplice e perfetto, giusto, scritto in modo impeccabile (sempre mio parere :) )

    Ottimo lavoro Daniele ;) :)

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 16:35 Rispondi

      Sì, è vero che ogni blog è diverso dall’altro, però non tutti i blog sono di qualità o interessano, anche se trattano di argomenti che ci piacciono.
      Grazie per apprezzare il mio :)

  32. Federico
    18 giugno 2015 alle 17:50 Rispondi

    Non c’è di che!!
    Quando desidera o ha tempo, le andrebbe di “passare” sul mio blog? Mi farebbe davvero tanto piacere sapere cosa ne pensa… Ovviamente, se le interessa :).

    • Daniele Imperi
      18 giugno 2015 alle 18:07 Rispondi

      Certo, ma dammi del tu e quando commenti inserisci il link del blog alla voce “Sito” ;)

  33. Federico
    18 giugno 2015 alle 19:00 Rispondi

    Ok, d’accordo…
    Grazie mille Daniele :)

  34. Grazia Gironella
    19 giugno 2015 alle 22:42 Rispondi

    Ho abbandonato subito i blog in cui non ricevevo risposta ai miei commenti. Nemmeno l’argomento più interessante mi trattiene. Se lasci aperti i commenti significa che vuoi interagire, o no? Chiudi tutto, piuttosto. Forse me ne vado ugualmente, ma almeno non ti trovo detestabile.
    Penna Blu va bene così com’è, perché porta la tua impronta. Non sempre sono d’accordo con te, ma il tuo modo di fare blogging mi piace. :)

    • Daniele Imperi
      20 giugno 2015 alle 07:49 Rispondi

      La storia dei commenti è comune a tutti. Preferisco come ha fatto Chris Brogan che li ha tolti.
      Neil Patel è uno dei grandi del web e riceve decine e decine di commenti a post ma risponde a tutti. Da noi in Italia nessuno è famoso come lui, eppure…
      Per quanto riguarda il mio blog è normale non essere sempre d’accordo, neanche io lo sono sempre coi blog che seguo :)
      Ma dipende da come ti poni, alla fine.

  35. Lisa Agosti
    20 giugno 2015 alle 17:14 Rispondi

    Altro post riuscitissimo, purtroppo non ho tempo di leggere tutti gli altri novantuno commenti.
    A me Penna Blu piace, peccato per quel cappellone del suo ideatore ;D
    Se dovessi indovinare perché qualcuno si cancella dal feed direi che si è iscritto pensando che parlasse solo di web writing, o solo di lettura, oppure non ha tempo di seguire il blog e non vuole più ricevere tre mail a settimana. Secondo me ci sono tante persone ogni giorno che decidono di diventare scrittori, e altrettante che decidono di rinunciare. Se dovessi darmi all’uncinetto cancellerei la mia iscrizione da Penna Blu, fino a quel giorno continuerò a starvi tra i piedi. :)

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 08:12 Rispondi

      Capellone e barbone! :D
      Ormai non mi chiedo più perché qualcuno si cancella, pazienza. E continua a scrivere, altro che uncinetto :)

  36. Fabrizio Pieroni
    21 giugno 2015 alle 18:47 Rispondi

    Sul tuo Blog non c’é niente che io non sopporti!
    La cosa che mi da piú fastidio sono i titoli che promettono cose impossibili (‘dopo aver letto questo post la tua vita cambierà’). E, in genere, mi da molto fastidio la presunzione.
    Quello che scrivi circa l’inserire fatti personali in blog tematici, qualche volta lo faccio… Non so, ci devo pensare meglio.
    Comunque grazie per questo post e per il tuo blog!
    Fabrizio

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 08:19 Rispondi

      Ciao Fabrizio, grazie e benvenuto nel blog. Quel genere di titoli non li sopporto neanche io, proprio perché alla fine resto sempre deluso.

  37. Laura Tonus
    24 giugno 2015 alle 23:34 Rispondi

    Ciao Daniele. Non ci conosciamo,non ho mai commentanto nonostante abbia già letto qualche tuo post, quindi mi sembra giusto presentarmi prima di commentare: sono Laura ho 24 e vengo da Pordenone. Rispondendo alla tua domanda mi dà fastidio trovare articoli letti e riletti con temi che sono stati riproposti mille volte in altri blog. Mi piace leggere in Italiano!. Capisco che ogni tanto qualche punteggiatura o coniugazione scappi ma in certi blog scappa un pò troppo. Ogni lingua ha la sua dignità. Non mi piacciono neanche a me titoli esagerati del tipo: le 10 regole per cambiare la tua vita ecc..ma preferisco un tono più delicato e colloquiale. Sono d’accordo con te anche sulle risposte ai commenti anche se in ogni caso non smetto di seguire un blog per questo motivo

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2015 alle 08:21 Rispondi

      Ciao Laura, benvenuta nel blog.
      I temi riproposti mille volte sono duri a morire. Sulla correttezza grammaticale io sono proprio estremista.

  38. Sara
    5 gennaio 2016 alle 09:14 Rispondi

    Arrivo qui grazie ad una mia lettrice che ha condiviso con me questo post; sono assolutamente d’accordo con te, in generale non sopporto lo scambio di commenti che ha come unico scopo lo spam selvaggio di link dei propri social e blog, pratica tristemente molto comune in ambito di fashion blog. Non ne capisco il senso e anzi lo trovo piuttosto fastidioso!
    Sono appena approdata qui quindi non posso criticare nulla di questo blog, che al momento è una piacevolissima scoperta!

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2016 alle 09:50 Rispondi

      Ciao Sara, benvenuta nel blog. Nel tema della moda so che c’è parecchia concorrenza, come nei viaggi, quindi immagino che i blogger se le inventino di tutte per racimolare visite…
      È molto fastidioso, perché quei commenti servono solo a portare acqua al proprio mulino, ma di fatto sono inutili.
      Allora aspetterò eventuali critiche al blog :D

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