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La casa nel bosco

Un racconto di 1800 caratteri

Camminava nel bosco da ore, il sentiero ormai svanito nel nulla. Le ombre della sera l’avevano colto di sorpresa, calate dagli alberi come cupi sudari. Si fermò, cercando di individuare la strada, ma nulla gli era familiare.

Aveva deciso di abbandonare l’asfalto per prendere una scorciatoia. Tirare dritto su per il bosco, anziché aggirare il versante della collina. Dopo due ore di marcia, s’era accorto di aver smarrito il sentiero. Non sarebbe arrivato a casa in tempo per cena. Non senza una strada a guidarlo fra i tronchi silenti e scuri. Non con il buio che stringeva la campagna in una morsa di tenebra.

Poi apparve il fumo, assieme all’odore di carne arrostita. Annusò l’aria, come un animale in cerca della preda. Avanzò, cauto, seguendo la scia del cibo cotto sul fuoco. Non ricordava che ci fosse una casa in mezzo al bosco, ma non sapeva esattamente dove si trovasse. Avrebbe potuto aver deviato di parecchio dalla sua direzione.

Dopo alcuni minuti vide la costruzione, fatiscente, grigia nell’umidità della sera. Nessun rumore. Porte e finestre chiuse. Muri di sasso delimitavano il terreno, senza un cancello. Il camino, da cui usciva un filo di fumo, unico testimone di una presenza umana all’interno.

Entrò nella proprietà.

In terra, vide abiti strappati sparsi ovunque. La scarpa di un bambino. Più in là, una sagoma tonda avvolta in un panno sporco.

Sangue.

Qualcosa lo gelò, ma non seppe spiegarsi il motivo. Incuriosito, s’abbassò a raccoglierla. Poi la porta si spalancò e una figura enorme gli fu addosso.

Avvertì il puzzo di sudore stantio. L’ascia che vibrò veloce, spaccandogli in due il cranio, fu solo un’immagine rapida nella sua mente. Nessun grido.

In terra, più tardi, altri abiti strappati.

E un oggetto tondo avvolto in uno straccio che s’andava arrossando.

4 Commenti

  1. Romina Tamerici
    29 luglio 2012 alle 10:24 Rispondi

    Io ho gridato: “Non entrare in quella casa!”. Perché i tuoi personaggi non mi danno mai retta? Ecco cosa succede a non ascoltare saggi consigli…

  2. Recenso
    29 luglio 2012 alle 14:33 Rispondi

    Ecco, questa storia è l’ideale per sconfessare ciò che ho letto in giro: che il personaggio che ci offre il punto di vista non potrebbe morire durante il racconto, a meno di non usare un narratore onnisciente, che però sembra che agli editori non piaccia molto.

    Che ne dici di affrontare la questione in un post futuro?

  3. Daniele Imperi
    14 agosto 2012 alle 09:58 Rispondi

    Romina Tamerici,

    I miei personaggi agiscono da soli :)

  4. Daniele Imperi
    14 agosto 2012 alle 09:59 Rispondi

    Recenso,

    Mi studio bene la questione e uscirà un post, grazie dell’idea :)

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