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Campagna elettorale

Un racconto di 300 parole

Arrivò con qualche minuto di ritardo nella piazza del comizio. Mentre scendeva dall’auto e raggiungeva il palco, si domandò se avesse fatto bene a indossare quella cravatta. Forse non era intonata col completo blu. Forse avrebbe fatto più figura l’altra.

Era immerso in queste riflessioni quando una ragazza gli sbarrò quasi la strada. La sua guardia del corpo fu pronta a intervenire, ma l’uomo fece segno di lasciar stare. Forse era una giornalista e avrebbe dovuto mostrarsi cortese con la stampa. «Dica pure, signorina» la esortò, col suo sorriso ormai collaudato.

«Mi chiamo Carla, signore. Sono la figlia del signor Giusti, ricorda? Mio padre ha lavorato per anni per lei, prima che entrasse in politica».

«Sì, ricordo vagamente. Ma ora non posso trattenermi, signorina…»

«Il suo segretario mi ha detto al telefono che potevo consegnarle il mio curriculum, signore. Mi ha detto di attenderla vicino al palco, prima del comizio. Che lei sapeva già…»

«Mi scusi, signorina, ma proprio non posso ora. Richiami e si faccia dare un appuntamento».

Poi volò via, in direzione delle scale e della piccola platea. Il gorilla freddò la ragazza con lo sguardo. «Non sai che devi chiamarlo onorevole?» Poi raggiunse il politico, intrufolandosi fra la folla che gli si stava chiudendo addosso.

L’uomo salì di corsa le scale, maledicendo quella stupida che gli aveva fatto perdere altro tempo. Davanti a lui il leggio lo attendeva e, oltre, una folla di gente che l’avrebbe acclamato. Il pavimento di legno scricchiolò sotto i suoi piedi, ma non ci fece caso. Accelerò il passo, salutando i compagni di partito, poi le immagini rotearono e un fracasso assordante lo avvolse. Un dolore tremendo alla schiena e sapore di sangue in bocca.

L’ultima cosa che vide fu quella ragazza col curriculum in mano. Nei suoi occhi non lesse dolore.

7 Commenti

  1. luigi leonardi
    18 dicembre 2011 alle 10:15 Rispondi

    Già, come si possono avere sentimenti nobili per un politico? E non mi riferisco solo all’attuale situazione.

  2. franco zoccheddu
    18 dicembre 2011 alle 12:25 Rispondi

    La politica: l’impossibilità che i pochi abbiano a cuore il destino dei molti, a loro del tutto sconosciuti. Come si può pretendere di credere in questa assurdità?

  3. luigi leonardi
    18 dicembre 2011 alle 14:56 Rispondi

    Infatti non è credibile. A parte per coloro che si sparano gli spettacoli di Fiorello, e sono abbonati al calcio; dunque alla stragrande maggioranza. Siamo un popolo di credenti, non ribelli.

  4. McNab
    18 dicembre 2011 alle 19:03 Rispondi

    Bello, mi è piaciuto proprio. Fulminante e asciutto, perfetto per la tematica.

  5. Daniele Imperi
    18 dicembre 2011 alle 19:15 Rispondi

    @Luigi: il racconto è dedicato alla figura del politico in generale, infatti :)

    @Franco: hai ragione.

    @McNab: grazie, non pensavo piacesse, a dire il vero non ero sicuro nemmeno di volerlo pubblicare :D

  6. Romina
    20 dicembre 2011 alle 15:30 Rispondi

    Ho passato tutto il racconto chiedendomi: chissà come Daniele farà morire il politico? Bene… sei riuscito a sorprendermi anche questa volta! Bel testo… però, peccato che non ci sia mai un lieto fine… una volta provaci, almeno nel periodo natalizio… Dai, lo sai che scherzo… e poi anche i miei racconti finiscono quasi tutti in tragedia, quindi non sono nella condizione di parlare! Continua così!

  7. Daniele Imperi
    20 dicembre 2011 alle 21:32 Rispondi

    A Natale mi limito, dai. Ma non troppo :)

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