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Cambiare direzione nel blog

Dove sta andando il vostro blog?
Cambiare direzione nel blog

Conosciamo tutti la storia del blogging: i primi blog erano una sorta di diari personali, ma poi si sono evoluti diventando il mezzo di comunicazione di professionisti e appassionati. Se ancora oggi possiamo definirli diari non ha importanza. Per qualcuno non lo sono più, per me la cosa è indifferente.

Un diario subisce comunque un’evoluzione, come una storia da raccontare: c’è un incipit, una serie di avvenimenti che mostrano l’arco di trasformazione del protagonista e infine una conclusione. Significa forse che un blog può chiudere? A questo penseremo più avanti.

Oggi voglio parlare di come un blog cambia la direzione stabilita in partenza. Il motivo del cambiamento a noi non interessa, perché è legato essenzialmente a due fattori:

  1. al blogger, che sente nuovi bisogni e nuovi stimoli e cerca nuove strade che lo soddisfino di più
  2. ai lettori, che con la loro presenza (commenti, interazioni, condivisioni) spingono il blog verso una certa direzione.

Non voglio dire che i lettori sono gli artefici della trasformazione di un blog, ma di sicuro giocano una loro parte, anche se inconsapevolmente.

Ricordate il ciclo di vita di Penna blu? Ne avevo parlato mesi fa, dopo aver letto un articolo di Cristiana Tumedei che ne aveva discusso su QuiCopy. Penna blu è ancora in fase di riproduzione e lontano dalla vecchiaia. Quanto non so, ma è lontano. Credo, anzi, che fra la riproduzione e la vecchiaia si possa inserire una fase intermedia, che è poi quella che il mio blog sta vivendo.

Ma andiamo con ordine. Per parlare del cambio di direzione ho deciso di raccontare una storia, quella di Penna blu, perché forse è una storia comune a molti. E come tutte le storie si comincia dall’incipit.

Dall’incertezza iniziale a una bozza di piano editoriale

Come ho detto altre volte, quando ho aperto Penna blu volevo semplicemente parlare di scrittura. Perché? Perché la gente scrive male, tutto qui. Scrive male ovunque, nei blog, nei racconti che pubblica, nei tweet perfino, nelle biografie dei profili sui social. Ovunque ti giri vedi una pessima scrittura.

Questo è stato il motivo per cui ho aperto il blog. E, come qualcuno sa, non avevo un piano editoriale definito. Ho cominciato anzi ad abbozzarlo dopo due, tre mesi, quando il blog cambiò anche frequenza di pubblicazione.

Una strada che sembra segnata

Nei mesi successivi il progetto iniziò a delinearsi nella mia testa, ma ne passarono altri prima che il blog individuasse una sua identità e io mi rendessi conto di cosa scrivere. Le idee erano tante, tantissime anzi, e arrivai perfino a pubblicare 17 post in una settimana. Troppi, mi rendo conto ora.

Però vedevo una strada e questo è importante in un blog, perché sai cosa scrivere e cosa vuoi ottenere dal tuo blog.

Un nuovo percorso inaspettato

Fu proprio Cristiana a dirmi in qualche commento che Penna blu stava prendendo un nuovo percorso, più interessante. Percorso che io non vedevo, ero convinto di scrivere i soliti post di sempre.

In realtà iniziarono ad apparire articoli riflessivi e che spingevano a pensare. Come sia arrivato a questo nuovo cambiamento è un mistero, ma non credo sia importante. Come ho detto prima, il blogger sente l’esigenza di scrivere qualcosa di diverso, ma è una necessità latente, secondo me, non manifesta.

Penna blu era dunque giunto alla sua fase di riproduzione. Sono nati diversi esperimenti, che hanno continuato ad apparire nel blog fino a qualche settimana fa e altri sono in lavorazione.

Poi è accaduto qualcosa. Dal mio calendario editoriale ho eliminato 170 idee di articoli da scrivere. Non sono poche, lo so, ma non mi stimolavano, non le ritenevo più valide. Così ho iniziato a pensare ad altre e ho creato un nuovo elenco, ma anche da quello ne ho cancellate diverse e ancora oggi continuo a inserire nuove idee e a cancellare le precedenti.

C’è qualcosa che non va

Nelle ultime settimane ho sentito una certa insoddisfazione, anche in concomitanza con il mio nuovo progetto lavorativo, che avrà un blog annesso e a cui sto lavorando da qualche mese. C’è stato un breve periodo in cui ho improvvisato, scrivendo quasi giorno per giorno e in realtà ho continuato poi a farlo fino a questo mese.

Ho visto quindi che c’era qualcosa che non andava nel blog, anche se non so cosa di preciso. Cambiare frequenza di pubblicazione? Chiudere il blog? Le domande nascevano e morivano e nessuna risposta arrivava, né è arrivata tuttora.

C’è qualcosa che non va. In un commento al post sul ciclo di vita del blog Kentral disse che la morte di un blog avviene:

  • Quando scrivere anche un solo post diventa un peso.
  • Quando andare avanti lo senti come un dovere.
  • Quando non c’è più la passione, la carica iniziale, l’impulso di vera e propria necessità.

Io sento tutte queste cose? Sì, le sento tutte e tre. E, allo stesso tempo, scrivere un post non è un peso, portare avanti il blog non lo vedo come un dovere, perché mi interessa ancora, la passione, la carica iniziale, l’impulso di vera e propria necessità ci sono ancora.

Ma c’è sempre quel qualcosa che non va.

Ridefinire il piano editoriale

Per poter arrivare alla vecchiaia il blog ha bisogno di un nuovo piano editoriale. È a questo che dovrò lavorare in questi giorni di fine anno, affinché col 2014 io sappia bene quale direzione far prendere a Penna blu.

Carta e penna ci sono. Si rispolvera l’archivio e si ridefiniscono gli obiettivi. Il resto si vedrà.

Vi lascio con una risposta, questa volta, non con le solite domande. Prima di chiudere o abbandonare il vostro blog, pensate alla fatica fatta per farlo nascere e ai sogni che avevate mentre cresceva. E a quanto, soprattutto, vi siete messi in gioco.

17 Commenti

  1. Salvatore
    19 dicembre 2013 alle 09:23 Rispondi

    Secondo me è più una questione di saturazione. Chiaramente hai ancora la voglia di scrivere, di comunicare attraverso un blog e probabilmente hai ancora la passione per gli argomenti toccati da questo blog. Tuttavia potresti non avere più nulla da dire, oppure aver bisogno di una pausa in cui scrivere di altro. In fondo da quanti anni parli di scrittura creativa e di scrittura per il web, tutti i giorni?

    Una pausa, lo sai, non è possibile prendersela; perderesti buona parte dei “seguaci”. Quindi? Beh, visto che il tuo blog mi è stato d’aiuto, provo per una volta ad esserlo io per te: prova a pensare alla scrittura in termini diversi da quanto hai fatto finora e fai virare il blog in quella direzione.

    Sicuro che la scrittura creativa e la scrittura per il web possano essere circoscritti solamente all’interno dei confini da te delineati? Secondo me non esistono confini, tranne quelli delimitati dai limiti della propria fantasia.

    In bocca al lupo per il futuro.

    • Daniele Imperi
      19 dicembre 2013 alle 11:02 Rispondi

      Grazie Salvatore.

      Sono quasi 3 anni che ne parlo.

      Provo a pensare a quanto hai scritto e vediamo che esce fuori :)

  2. MikiMoz
    19 dicembre 2013 alle 13:12 Rispondi

    Non è che magari senti l’ “impegno” che ti sei preso? Ne avverti il suo peso?
    Per me è un peso piacevole, nel senso che ieri sera non sono uscito per scrivere tutti i post che mi occorrono, data anche la preparazione del blogpanettone, ma non mi è pesato: ho voluto farlo, e comunque poi è venuto un amico a casa.
    Se mi pesasse, lascerei subito: penso che i lettori se ne accorgerebbero.

    Non credo che a te pesi. Forse sei solo preso da altro (vedi come ricorrono le radici pes- e il verbo prendere?)

    Puoi intanto ridurre la frequenza di pubblicazione: due-tre post a settimana sarebbero ideali, riusciresti a starci dietro e avrai più tempo per il resto.
    Una pausa no, a meno di necessità incombenti.
    Ma rallentare, a volte, potrebbe servire.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      19 dicembre 2013 alle 16:09 Rispondi

      Sulla frequenza di pubblicazione ci avevo pensato, ma se rallento poi me ne pento, lo so. La pausa non ha senso, per me, come nell’amore :)

      • MikiMoz
        19 dicembre 2013 alle 19:16 Rispondi

        Perché te ne penti? Se è una cosa che farà bene a Penna Blu non devi pentirtene!! :D

        Moz-

  3. Roberto Gerosa
    19 dicembre 2013 alle 14:33 Rispondi

    Questo post arriva dritto dritto a me, ho aperto e chiuso un sacco di blog, per poi pentirmene dopo qualche mese e anno. Dovrei avere imparato la lezione con il blog attuale…lo spero, perchè troppe volte in passato sono stato impulsivo ;-)

    • Daniele Imperi
      19 dicembre 2013 alle 16:11 Rispondi

      Anche tu col vizio di aprire e chiudere? :)
      Social daily mi pare ben fatto, quindi miglioralo e non chiuderlo.

  4. Tenar
    19 dicembre 2013 alle 15:05 Rispondi

    Penna Blu è un gran bel blog e fare le cose bene ha un costo non indifferente come tempo, impegno e fatica. Spero che ancora per un bel po’ il bilancio tra la soddisfazione, il piacere di comunicare e la fatica sia in attivo!

    • Daniele Imperi
      19 dicembre 2013 alle 16:15 Rispondi

      Grazie Antonella :)
      Sì, la fatica si sente, se devo esser sincero. Speriamo di restare in attivo ancora per un bel po’, allora.

  5. ferruccio
    19 dicembre 2013 alle 18:38 Rispondi

    Vedrai che non ti fermi… un blog come questo è come una fenice

  6. Laura Tentolini
    19 dicembre 2013 alle 20:09 Rispondi

    Capisco cosa vuoi dire.
    Però, andare sempre avanti, con immutata energia, senza mai fermarti a riflettere, sarebbe inumano, finto, artificiale.
    Pensa il blog come una casa vissuta, di quelle vere. Le esigenze cambiano e con esse la destinazione dei locali, si spostano mobili e pareti, si dà una rinfrescata.
    Tutto in funzione di chi abita la casa, di chi la frequenta e del mondo fuori che non si ferma mai.
    Un blog non è statico ma sempre in movimento.
    Crea delle stanze nuove, chiudile, sperimenta.
    Forse è ora di ristrutturare!

    • Daniele Imperi
      20 dicembre 2013 alle 08:18 Rispondi

      Grazie Laura, penserò senz’altro anche a quanto hai detto. Non una vera ristrutturazione, anche se sto pensando a un restyling del blog, ma comunque una qualche rinfrescata.

  7. Giuliana
    21 dicembre 2013 alle 23:24 Rispondi

    Secondo me potrebbe darsi che in questo momento tu sia abbastanza preso da altri progetti che richiedono e assorbono la tua attenzione, lasciandone di conseguenza meno per questo blog.
    Potresti considerare l’idea di optare per un compromesso come quello di pubblicare un po’ meno spesso qui, per lo meno finché ti dedichi ad altro e finché hai modo di capire qual è la giusta direzione da prendere. Chi ti legge ora continuerà a leggerti anche se pubblichi due-tre volte a settimana anziché sette, poco ma sicuro.
    A volte prendersi del tempo aiuta davvero, con me è stato proprio così e oggi ho più chiarezza e consapevolezza delle strade che voglio percorrere. Spero che anche per te sarà così :)

    • Giuliana
      21 dicembre 2013 alle 23:29 Rispondi

      Oops, leggo solo ora che MikiMoz ti ha dato lo stesso consiglio ;P
      In questo caso, condivido e – vedendo la tua risposta – non credo si tratti di una pausa, quanto piuttosto di una leggera decelerazione in vista di un possibile bivio o cambio di direzione :)

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