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Buone pratiche di blogging

Buone pratiche di blogging

Come gestite il vostro blog?

Posso darvi io la risposta: male. Anche io lo gestisco male. Anzi, non credo che esista un blog ben gestito. Tutti hanno qualcosa che non va.

Ci sono diverse pratiche da evitare in un blog, di cui ho già parlato. Oggi invece parliamo di quelle corrette, che ci permettono di vivere al meglio l’avventura del blogging.

Migliorare la gestione del blog

Ovvero non restare senza idee. Ma come si fa? Ci sono tanti modi per sapere cosa scrivere nel blog, tempo fa ho parlato di strumenti per me inutili, dimostrando che nessuno dei 10 segnalati mi ha permesso di creare contenuti per il mio blog. Ma usateli pure, se a voi daranno buoni risultati.

In un file ho raccolto 85 nuove idee per post, divise per le varie categorie del blog, ma ogni volta che le leggo mi metto a cercarne altre, ché quelle non mi convincono più. Un paio sono state in parte sviluppate, ma continuano a non convincermi e così la caccia alle idee prosegue.

Giorni fa mi era venuto in mente un articolo intitolato “Scrivere nel blog: il mio metodo”, ma non so che scrivere. Strano, no? Il blog continua a pubblicare, ma io non so spiegare come.

Bisognerebbe inventare un sistema per generare contenuti nel blog (questa è un’idea che ho iniziato a sviluppare l’anno scorso, ma ha bisogno di svariati mesi per essere completata e diventare un post).

La gestione del blog si migliora rispettandone la periodicità, perché senza periodicità non ci sarà un buon traffico né una comunità forte di lettori. Periodicità implica però contenuti da pubblicare periodicamente, quindi sempre nuove idee.

Avete ancora idee per il vostro blog?

Scrivere un post al giorno

Da qualche mese mi sono imposto di scrivere un articolo al giorno per il blog. Non fraintendete: ho detto scrivere, non pubblicare. La frequenza qui resta di quattro post settimanali. Ma io sto cercando di scrivere un post al giorno.

Non sempre ci riesco, per svariati motivi. Possono accadere imprevisti familiari che ti fanno perdere la concentrazione e la voglia di scrivere, arriva il fine settimana e te ne vai in giro a ricaricarti e così quegli ipotetici post giornalieri si accumulano.

Qual è l’utilità di scrivere un post al giorno?

Quella di avvantaggiarsi con le pubblicazioni. Vi pare poco? A me non piace leggere nei blog le solite scuse per non aver potuto pubblicare, perché i motivi poi sono uno più banale dell’altro, a meno che il blogger non sia finito in ospedale o in carcere.

Con un metodo del genere non resterete mai senza contenuti da pubblicare. E farete esercizio di scrittura ogni giorno.

Leggere altri blog, non solo in italiano

Ho perso il conto delle newsletter a cui sono abbonato in italiano e in inglese. Sono decine e decine. Riesco a leggere tutto? No, come potrei? Ho più di 100 post arretrati da leggere in inglese.

Dalla lettura di altri blog si possono trovare idee per scrivere, si può migliorare il proprio blog, ingrandire la propria cerchia di lettori.

Migliorare l’esperienza di lettura

Sono soddisfatti i vostri lettori di come presentate i post? Riescono a leggere bene? La velocità di caricamento del blog e delle sue pagine è buona? Il blog è responsive?

Sapete che Google comincia a mandare messaggi ai vari utenti? Almeno a quelli iscritti agli Strumenti per webmaster. Proprio qualche giorno fa mi è arrivata la segnalazione per un mio sito: “Risoluzione dei problemi di usabilità sui dispositivi mobili rilevati su http://www.svalbard2009.it/”. Ma quel sito resta così, non mi interessa che sia responsive.

Il blog però è un’altra cosa. Mi ero accorto che il 25-30% del traffico mi arrivava da dispositivi mobili e ho dovuto passare a una struttura responsive.

Il problema non è solo quello, però. Se continuate a far leggere i vostri testi in nero su sfondo blu scuro, dubito che avrete lettori. La leggibilità dei vostri articoli è un fattore indispensabile per avere un pubblico affezionato.

Esaltare la personalità del blogger

Non è mica facile. Io non ci sono ancora riuscito, perché sono molto restio a concedere troppo di me, sono molto riservato e forse questo rende difficile far emergere la mia personalità quando scrivo. Ma qualcosa esce fuori.

Quando scriviamo un post, non vogliamo soltanto essere letti, ma anche capiti e apprezzati. Buttare lì qualche informazione senza scatenare una certa passione nel lettore è come scrivere un foglietto delle istruzioni.

Ma noi siamo blogger, siamo scrittori. Molti di voi scrivono narrativa oltre ad articoli per il blog: non ci mettete qualcosa di vostro nelle storie?

Uno degli elementi più importanti nel blogging è proprio la voce del blogger: perché lo rende riconoscibile fra molti, unico come persona.

Rileggere sempre prima di pubblicare

Quanti lo fanno veramente? Io preferisco leggere dopo l’impaginazione del post: mi accorgo meglio di eventuali refusi, errori qui e là, perfino qualche lacuna. E allora correggo, taglio o aggiungo.

A me gli errori danno fastidio, parecchio anche. E quando ne scopro nel mio blog, specialmente dopo qualche anno, mi girano parecchio. Ma se capita raramente, ci può stare. Il problema è quando capito in blog in cui sempre, in ogni post, c’è qualche refuso. Come si spiega?

Commentare in altri blog

Un blog è dialogo. Se non commentiamo, che dialogo è? Se non commentiamo, come possiamo sperare o pretendere che gli altri commentino da noi?

Avete un’idea vaga di quanti blog seguo: non posso commentare in tutti. Ho deciso di non commentare mai in quelli in inglese: non mi interessa avere traffico dall’estero, scrivo in italiano. E il mio inglese non è così buono da poter dialogare con quei blogger. Ma raramente lascio un commento, se proprio sono invogliato a farlo.

Anche in quelli italiani non riesco sempre. Sono tanti, però cerco di lasciare un commento, se ovviamente ho qualcosa da dire. Commentare rappresenta la parte relazione del blogging: è il momento in cui si sta costruendo una relazione con il blogger e i suoi lettori, il momento in cui stiamo entrando in una comunità di persone accomunate da un’unica passione.

Invogliare il lettore a tornare nel blog

Perché i lettori tornano a leggere e a commentare nel vostro blog (e nel mio)? Se riuscite a trovare la risposta, il vostro blog sarà al sicuro per sempre.

Ci sono tanti modi per stimolare il lettore, si possono escogitare trucchi di vario genere – non ne conosco e non mi interessano, non faccio il prestigiatore, ma basta fare una ricerca in inglese e ne trovate di tutti i colori.

Però, alla fine, l’unico modo che conta per far tornare i lettori a leggere e a commentare sono i contenuti che offrite. E devono essere contenuti di qualità. Ma come crearli?

Pensando soprattutto ai lettori e poco a voi.

Se ne parla tanto in giro, bisogna ascoltare il lettore, bisogna capire le sue esigenze, ma alla fine scrivere per un blog non è tanto diverso dalla scrittura di un romanzo: c’è una storia e quella storia deve stare in piedi e deve interessare ai lettori.

Stanno in piedi i vostri post?

Valutare i propri contenuti

Io ho la mania di controllare i post usciti e ogni volta mi chiedo se ho fatto bene a pubblicare quel post, anche se conta magari 30 commenti. Per ogni articolo scritto andrebbe fatto un test di qualità per scoprire se effettivamente è il caso di pubblicarlo o meno.

Ma un controllo qualità va fatto anche a posteriori: ossia non riproporre mai ciò che non è piaciuto. È questo uno dei motivi per cui ho eliminato alcune rubriche dal blog. Anzi, le ho eliminate tutte. Le rubriche non piacciono. Non riscuotevano successo e a lungo andare sanno di già visto. Qui non appariranno più.

È giusto che un blogger faccia degli esperimenti, ma poi deve analizzarne i risultati: è andato bene? Posso ripeterlo? Continuare a sbagliare è un pessimo modo di lavorare.

Le vostre tendenze?

Quante di queste buone pratiche usate nel vostro blog? Quale vi ha aiutato di più?

84 Commenti

  1. Giordana
    4 marzo 2015 alle 06:31 Rispondi

    Io non utilizzo nessuna buona pratica di blogging e sono molto, molto, molto lontana dal concetto di periodicità.
    Nonostante questo, devo anche ammettere di essere migliorata nel tempo. Quest’anno sto mantenendo la media imposta di ben 2 post al mese – non ridere! –
    Si può fare di meglio?
    Certamente. Ho notato che tenendo delle rubriche ho la tendenza a essere più puntuale. Ora il punto è come trovare rubriche nuove. E visto che alla fine ci mettiamo in gioco per migliorarci, spero entro la fine dell’anno di arrivare a tre pubblicazioni mensili.

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 13:41 Rispondi

      Molto, molto, molto male :D
      [Modalità riso disattivata]
      Tu hai una casa editrice, Giordana, potresti pubblicare svariate rubriche per dare risorse a scrittori e colleghi.

      • Giordana
        4 marzo 2015 alle 20:09 Rispondi

        Lo so, lo so, almeno teoricamente. Poi in realtà ogni idea mi sembra troppo banale :(

        • Daniele Imperi
          5 marzo 2015 alle 08:07 Rispondi

          Perché banale? Chiediti se sarà veramente utile ai lettori, se esiste online qualcosa del genere e soprattutto se ciò che esiste è esauriente.

        • Ryo
          5 marzo 2015 alle 09:19 Rispondi

          Ciao Giordana, visto che hai una casa editrice potresti ospitare (sfruttare :D ) i tuoi autori: interviste, guest-post, recensioni… due post al mese sembrano pochini anche a me che mi lamento sempre di pubblicare poco :-)

  2. LiveALive
    4 marzo 2015 alle 07:17 Rispondi

    Stavo pensando una cosa… Che in fondo la differenza tra un blog e un siti è che il sito è statico, mentre il blog è immerso nel tempo, viene aggiornato con alta frequenza. Si possono quindi avere sempre nuove idee perché il tempo stesso cambia le cose, ma appunto, allora, bisogna tenersi costantemente informati. Ogni blog è anche blog di attualità, anche un blog sulle guerre mondiali, perché comunque si può parlare di quello studio uscito l’altro giorno, di quella nuova scoperta sui movimenti di mussolini, eccetera. Dove deve informarsi il blogger di un blog letterario? Naturalmente sulle riviste di fascia A. Per esempio, hai dato una letta all’Enthymema appena uscita?

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 13:42 Rispondi

      Mantenersi informati fa parte del gioco, ma non solo nel blogging. Un blog letterario si informa in base a ciò che pubblica.
      Non conosco Enthymema, non leggo riviste.

      • LiveALive
        4 marzo 2015 alle 14:06 Rispondi

        Rivista online, eh: non devi andare dal giornalaio XD e poi pubblica una volta ogni sei mesi credo.

  3. Serena
    4 marzo 2015 alle 07:34 Rispondi

    Buongiorno, sono l’esempio di come NON si tiene un blog

  4. Serena
    4 marzo 2015 alle 07:36 Rispondi

    E IL TELEFONO SI È MANGIATO IL MIO COMMENTO! ARGH!

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 13:43 Rispondi

      Ah, stavolta io non c’entro, allora :D

  5. Roberto
    4 marzo 2015 alle 08:02 Rispondi

    Un ottimo promemoria Daniele da tenere sempre davanti agli occhi. Ti dico la mia esperienza di blogging. Ho puntato su tre dei punti che hai elencato:
    – leggiblità dei post. Seguendo un tuo consiglio cerco di costruire brevi capitoli alternando frasi brevi e lunghe cecando di dare ritmo alla lettura.
    – La personalità del blogger. Alcuni post sono in parte scritti in parte corredati da miei video, non è stato semplice ma ora ti dirò ci provo gusto :-)
    Contenuti di qualità. Ho tre agendine su cui prendo continuamente appunti da tutto ciò che leggo e per ogni nota dò sempre un titolo come se fosse un post.

    Il refuso fa imbestialire anche me, ma sembra che abbia il potere di rigenerarsi anche dopo mille revisioni…
    p.s. bellissimo il tuo schema per il controllo di qualità. Grazie

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 13:46 Rispondi

      Grazie.
      Ho visto i tuoi post, sono ben strutturati.
      Divertirsi fa parte del lavoro :)
      Io per prendere appunti ho due pile di carta riciclata sulla scrivania.

  6. Roberto Gerosa
    4 marzo 2015 alle 08:56 Rispondi

    Daniele, complimenti per l’articolo. Mi sono ritrovato in tutte le tue considerazioni.
    Ti confesso la mia pratica da blogger che resta poco sviluppata, il mio tallone d’Achille.
    Faccio fatica a lasciare commenti agli articoli degli altri.

    Non so perchè. Solitamente dopo il classico “complimenti per l’articolo” non so cosa aggiungere. Però mi sembra banale lasciare solo il “complimenti per l’articolo” senza argomentare meglio perchè mi sia piaciuto.

    Preferisco relazionarmi con gli altri blogger comunicando con loro via tweet, via mail o via Skype. Conversando di persona ancora meglio.

    A presto e…complimenti ancora ;-)
    Roberto

    • Ryo
      4 marzo 2015 alle 12:28 Rispondi

      Spesso rispondo a un post per domandare qualcosa che non ho capito bene o per contestare qualcosa che non approvo. In effetti quando un post è completo e ben scritto commentare per scrivere “bel post” mi sembra inutile (in verità l’ho fatto giusto dieci minuti fa :D )

      • Daniele Imperi
        4 marzo 2015 alle 13:47 Rispondi

        Faccio lo stesso anche io: chiedo o critico :)
        Ma anche quello è commentare.

        • Ryo
          4 marzo 2015 alle 15:36 Rispondi

          Così giustifico anche i pochi commenti ai miei post: evidentemente sono così perfetti da non necessitare interventi :-P

          • Daniele Imperi
            4 marzo 2015 alle 15:51

            Ah, se vuoi metterla così, allora va bene :D

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 13:47 Rispondi

      Grazie Roberto :)
      Riguardo ai commenti: i blog che segui chiudono con una domanda? Sei sempre d’accordo su tutto quello che hanno scritto?

  7. Gloutchov
    4 marzo 2015 alle 09:17 Rispondi

    Boh, tutto giusto, e concordo in tutto.
    Però ho notato una cosa, navigando tra blog in giro per la rete: I blog che hanno maggiore successo sono quelli che hanno uno scopo. Famoso è il blog di quella donna che voleva imparare tutte le ricette di una nota cuoca americana, e così ogni giorno provava una ricetta, e raccontava la sua esperienza sul post della sera (ci hanno pure fatto un film sopra… ma il blog esiste davvero). Di blog di questo tipo ce ne sono molti… e io stesso iniziai così: 31 Ottobre nacque per raccontare le mie esperienze con la pubblicazione dell’omonimo libro. Finita quell’esperienza, provai a dirottarlo verso un blog dedicato agli esordienti, ma alla lunga mi è venuto a noia (anche se non è quello il motivo ufficiale per cui lo chiusi) perché mi pareva un blog come tanti altri, e senza uno scopo preciso.
    Credo inoltre, anche se immagino sia auspicabile per ogni blogger, che ci si debba legare troppo al numero di lettori. Poi diventa una malattia, una ossessione, e si finisce per perdere il fine per cui si era aperto un blog. Non è un caso che molti blogger, ogni tanto, scrivono post in cui si rammaricano per il poco traffico che ha il loro blog, per il fatto che il cambio di engine di un noto motore di ricerca ha penalizzato gli accessi al blog, in cui domandano addirittura a chi li segue se gli argomenti piacciono o meno. In quei casi, a mio parere, si è persa la bussola, e si naviga a vista. Un blog ben fatto è un blog che risponde esattamente alle esigenze di chi lo realizza, i risultati prima o poi arrivano, e magari pure senza commenti. Il blog non è una chat, e neppure una piattaforma social. La sua natura è quella del diario (B-Log = Broadcast Log).
    Non voglio insegnare nulla a nessuno, ma c’è una cosa che a me piaceva molto dei blog quando si era nel periodo in cui i blog nacquero: I blog erano tutti diversi, nessuno aveva ricette per fare un ‘buon blog’, e la varietà era davvero divertente da leggere e seguire. Oggi tutti quanti seguono delle linee guida per il ‘buon blogghing’ e i blog si sono trasformati in una sorta di riviste online, con articoli tutti uguali e omologati. Certo, la differente personalità di un blogger fa ancora la differenza, ma ormai è difficile trovare un blog che non segua la corrente, e sia davvero originale.
    Il mio attuale blog? E’ tutt’altro che anticonformista. Nel 2013 mi son dato “l’obbligo” di vedere almeno una volta tutti i film della mia videoteca, e di recensirli sul blog, e questo faccio. I commenti si contano sulla punta delle dita ma non mi preoccupo. Il mio è un diario, ho uno scopo, e in quella direzione vado. Ha successo? Questa è una cosa personale, ma son soddisfatto di ciò che sto facendo e di quel che produce. Forse potrei fare qualcosina di più, ma non ho più il tempo di una volta da dedicare a questo tipo di attività.

    • Giordana
      4 marzo 2015 alle 10:48 Rispondi

      Trovo ottima anch’io la condivisione di uno scopo. In effetti tra i blog che seguo qualcuno è costruito in questo modo, e seguire le vicende personali dell’autore risulta sempre piacevole.

      • Daniele Imperi
        4 marzo 2015 alle 13:58 Rispondi

        Stai dicendo velatamente che devo parlare di più delle mie vicende personali? :D

        • Giordana
          4 marzo 2015 alle 20:13 Rispondi

          No, no, intendevo solo che seguire un percorso personale è stimolante, ma non è detto che vada bene per qualsiasi tipo di blog! Se però hai un argomento su cui vorresti informarti maggiormente e trovi un blogger che spiega la sua avventura giorno dopo giorno, di certo oltre che appassionarti all’avventura ti immedesimi e hai la possibilità di sentire l’opinione di chi c’è già passato, leggendo dei suoi successi e anche dei suoi insuccessi.

          • Daniele Imperi
            5 marzo 2015 alle 08:08

            No, non va bene per ogni blog, certo. Ma non va bene neanche parlare di sé sempre. Le storie personali servono a quello che hai detto: coinvolgono e aiutano.

          • Gloutchov
            5 marzo 2015 alle 11:39

            In realtà non intedevo parlare di sé stessi, bensì di un percorso che si è intrapreso. Faccio alcuni esempi: il blog della Cristoforetti è incentrato sulla sua attività sulla ISS, non sulla sua vita privata. Il mio blog su 31 Ottobre parlava della mia esperienza di pubblicazione, e quindi il rapporto con l’editore, il primo assegno ricevuto dopo le vendite, la tremarella alle prime presentazioni, eccetera eccetera.
            E’ evidente che questi blog sono personali, ma allo stesso tempo parlano di esperienze che anche altri (ok, andare sulla ISS non è da tutti) potrebbero vivere e magari stanno per vivere, ma non sanno cosa aspettarsi, per cui si sentono intimoriti, o cercano consiglio, o ancora linee guida ecc ecc.
            In passato seguivo il blog di un tizio che era stato costretto a diventare una partita iva perché la sua azienda voleva esternalizzare certi compiti. O così, o a casa senza lavoro. Il tizio spiegò per filo e per segno problemi, e vantaggi, eccetera eccetera… Era interessante per ‘mettersi in proprio’, e poi un giorno ha smesso di scrivere… chissà che fine ha fatto. :-)

        • Giordana
          4 marzo 2015 alle 20:14 Rispondi

          Oddio, mi è venuta un’idea!

          • Daniele Imperi
            5 marzo 2015 alle 08:09

            Vedi? :)
            Quando la leggeremo?

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 13:57 Rispondi

      Lo scopo non può essere semplicemente la passione di parlare di qualcosa che ti piace?
      Se un blog è stato pensalizzato, significa che ha lavorato male.
      Il blog non è una chat né un social, è vero, ma è qualcosa a metà.
      “B-Log = Broadcast Log” mi giunge nuovo. Blog proviene da “web log”. La natura è quella del diario, ma un diario che si è evoluto nel tempo.
      Concordo che a quel tempo i blog erano tutti diversi. E come te ho notato molti blog omologati. Non so se qui sia riuscito a creare qualcosa di non visto e originale, mi impegno in quel senso, però.
      Io avevo un blog di recensioni di libri (ancora esistente, ma abbandonato in attesa di trasformarlo) e anche lì i commenti erano molto pochi. Secondo me le recensioni non ne portano molti.

      • Gloutchov
        5 marzo 2015 alle 10:26 Rispondi

        Beh, certo… se cerchi commenti, le recensioni non li portanto. Uno che è interessato a un libro, magari, cerca la recensione, la legge, e poi decide se comprare o meno il libro. Non è detto che una recensione generi un dibattito… a meno che non si facciano recensioni pepate alla massima potenza.
        Però… se hai un blog affiliato a un book store, magari la rece può portare all’acquisto, e a qualche cent per il recensore. E da lì vedi che il blog funziona. Rimane da sottolineare che le recensioni non devono essere finalizzate agli acquisti, devono essere oneste! :-)

        • Daniele Imperi
          5 marzo 2015 alle 10:38 Rispondi

          Le recensioni pepate creano discussioni, hai detto bene, ma non puoi trasformare il tuo blog in un’arena.
          Sulle affiliazioni hai ragione, non c’è altro modo, credo, per spingere all’acquisto un lettore che invogliarlo con una recensione. Considera che nel mio blog sui libri mi è arrivato da poco il pagamento di 45 euro dopo svariati anni che avevo le affiliazioni…

          • Gloutchov
            5 marzo 2015 alle 11:33

            Sul mio, tra film e libri, ho entrate dell’ordine di 10 euro ogni mese (a volte un po’ meno, altre un po’ di più). Sono abbastanza soddisfatto :-)

            PS.
            Hai ragione sul Blog… è weB-Log. Quando ho commentato l’altro giorno avevo i neuroni un po’ fritti. Son giù di ferro e son sempre stanco in questo periodo :-/

        • Daniele Imperi
          5 marzo 2015 alle 11:43 Rispondi

          10 euro al mese non solo male per niente, infatti :)
          Ecco perché voglio trasformare quel mio vecchio blog.

  8. Serena
    4 marzo 2015 alle 09:21 Rispondi

    …e siccome a questo punto è diventata una questione di principio, rieccomi.
    Stavo dicendo che io sono l’esempio di come NON si tiene un blog. Non sono finita in ospedale (c’è finito mio padre, però. Vale lo stesso?) e neanche in galera, anche se alcuni spiriti liberi così definirebbero la vita che faccio; però il tempo non lo trovo lo stesso. Se mi capita di trovare 30 minuti uno di seguito all’altro, si presenta l’annoso dilemma: “Scrivo un post per il blog o edito un altro pezzo?” Di solito vince l’editing, e anche così ho calcolato che se continuo di questo passo mi ci vorranno 1,6 anni per finire. Ma poi, una mezz’oretta è sufficiente per un articolo di blog? A me non basta, accidenti. È da prima di Natale che lavoro ad un post sulla situazione del self publishing, che conterrà numeri e diversi riferimenti; verifico tutto, quindi mi porta via un sacco di tempo, e ogni volta che mi ci rimetto faccio una fatica bestiale perché devo riprendere il filo del discorso.
    Le idee per i post non mi mancano. Ho un progetto Scrivener che si chiama “Post per il blog” e contiene 41 bozze in diversi stadi. Ho i materiali del laboratorio di scrittura, che ho preparato io, ma anche quelli: un conto è usarli dal vivo, un conto trasformarli in un post che non sia la solita roba ritrita e scolastica su “come si scrive”.
    Ieri in macchina ascoltavo un podcast di Leslie Samuel, non so se lo conosci, e anche lui raccomandava di avere sempre almeno tre-quattro post in coda di pubblicazione, per i momenti bui e gli imprevisti. La prima volta che avrò una giornata libera l’idea sarebbe di fare solo quello, sistemare gli articoli in fase più avanzata (di decomposizione? XD) e caricarli in coda, per poter vivere di rendita per un po’.
    Due parole sul comment marketing. Quello francamente non sapevo che esistesse, l’ho scoperto qui da te. Io ti commento per due ragioni: la prima è che mi piace il tuo blog e il tuo modo magari burbero ma sempre autentico di scrivere. La seconda è che posti di mattina presto, nel momento in cui io sono a letto con il solito umano di piccola taglia addosso. Lui si prende le coccole prescolastiche e io ti leggo e commento da cellulare. Dovrei pagarti la royalty anche per questo, perché ci sono giorni in cui riesco a leggere solo te e sei il mio solo aggancio con la comunità dei bloggoscrittori (o scrittoblogger?). Se non mi facesse piacere leggere e commentare, non ci sarebbe comment marketing che tenesse.
    E adesso, come al solito, fuggo nel mio laboratorio mobile di scrittura ;-)

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 14:07 Rispondi

      Beh, conta anche se ci finisce un familiare in ospedale…
      Mezz’ora per un post? Dipende da cosa devi scrivere. Per alcuni post a me partono due ore.
      Per i post come quello che stai preparando da prima di Natale ci vogliono giorni, ovvio, devi documentarti e verificare fonti e dati. Per quei post io non mi do una scadenza, lavoro con calma.
      41 bozze di post non sono niente male :)
      Non conosco Leslie Samuel, ma ho sentito dire ad altri la stessa cosa. Intende post già completi? Poi mi viene la tentazione di pubblicarli subito…
      Io ho un modo burbero di scrivere? O.O
      I post escono da sempre alle 5 di mattina :)
      Ho visto che fra le 18 e le 20 il blog viene praticamente ignorato.
      Sto monopolizzando le tue letture? Grazie del complimento :)

  9. Giorgia
    4 marzo 2015 alle 10:01 Rispondi

    Amo i tuoi post, Penna Blu è il mio “manuale per blogger” ed il mio blog principale. Questo post si potrebbe dire che sia il riassunto del manuale.

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 14:07 Rispondi

      Grazie Giorgia :)

  10. animadicarta
    4 marzo 2015 alle 10:02 Rispondi

    Tu hai ragione su tutti i fronti. Il problema è che un blog di qualità (non dico perfetto) può trasformarsi in un lavoro a tempo pieno, seguendo tutti i punti che hai citato. Ci vuole tempo e impegno, due cose che a volte vengono meno per svariati motivi.
    Per quanto mi riguarda, ho molti punti deboli e ne sono consapevole. E forse ne ho anche altri, di cui non so nulla… Di certo non riesco a scrivere un post al giorno e qualche settimana faccio i salti mortali per pubblicare i due che mi sono riproposta, proprio perché non ho un magazzino a cui attingere. Il mio magazzino è strapieno di idee e appunti, ma poi tradurli in post è un’altra faccenda.

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 14:10 Rispondi

      Sì, tempo e impegno ci vogliono per forza. Credo che ogni blogger debba trovare il suo ritmo e organizzarsi.
      Il mio magazzino è come il tuo: ci sono solo idee, e non sempre riesco a tradurle in post. Ecco perché continuo sempre a cercare.

  11. Salvatore
    4 marzo 2015 alle 10:20 Rispondi

    Concordo con Maria Teresa, il blog, fatto a dovere, è un lavoro a tempo pieno e ultimamente mi sto chiedendo se ne valga la pena. Non tanto per i riscontri di cui sono soddisfatto e neanche per l’esercizio, o per l’affiatamento che si viene a creare con altre persone, quando, invece, per il tempo che è necessario spenderci. Tempo che devi sottrarre ad altro, ad esempio a un romanzo… Secondo te ne vale ancora la pena? Se invece di scrivere un post al giorno ti dedicassi tutti i giorni, con lo stesso impegno, alla stesura del tuo romanzo, lo avresti finito a quest’ora?

    • Ryo
      4 marzo 2015 alle 12:36 Rispondi

      Credo che la concentrazione per scrivere sul blog e quella per scrivere un romanzo o due cose diverse. Anche io cerco di riservarmi spazi per l’una e per l’altra cosa (e procedo a rilento in tutte e due :D )

      • Salvatore
        4 marzo 2015 alle 13:32 Rispondi

        Sì, è vero. Sono due scritture diverse. Però scrivere gli articoli, rispondere ai commenti, leggere i blog di altri blogger e commentare, interagire (poco) con i social-network… a me parte una mezza giornata solo per questo. Mezza giornata per tre quattro giorni alla settimana. Un part-time praticamente…!

        • Daniele Imperi
          4 marzo 2015 alle 14:13 Rispondi

          Per leggere e commentare puoi sfruttare i tempi morti della giornata, per esempio viaggi in autobus e treno, pausa pranzo, ecc.

          • Ryo
            4 marzo 2015 alle 15:35

            Concordo, non ce la farei a scrivere un racconto breve avendo cinque minuti per volta, mentre per un commento o una sbirciata ai social/mail/news sono adattissimi.
            Sul fatto che così facendo se ne vada comunque un sacco di tempo è vero… purtroppo (io almeno) non sono ancora padrone al 100% del mio tempo , quindi si fa quel che si può ;-)

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 14:12 Rispondi

      Sì, il mio romanzo sarebbe finito da un pezzo e ne avrei finiti anche altri. Nel mio caso, però, mi riesce più facile scrivere un post, perché sta già dentro la mia testa. Una storia, invece, sta più o meno nella mia testa, ci vive come idea, ma poi va costruita bene.

  12. Chiara
    4 marzo 2015 alle 10:30 Rispondi

    Spero che fra i blog pieni di refusi non ci sia il mio! Rileggo sempre ogni post, ma a volte qualcosa mi sfugge, e quando me ne accorgo a posteriori mi arrabbio tantissimo! :D

    Finora mi è capitato raramente di avere problemi di idee, perché ogni volta che ho uno spunto apro un post in bozza e lo lascio decantare, finché non mi sento pronta per redigerlo. Tante volte la passione si spegne. Rimane lì anche mesi, poi lo cancello.

    Scrivere un post al giorno mi piacerebbe molto, ma con il ritmo di vita che ho ultimamente sarebbe impensabile, perché mi troverei a trascurare completamente il mio romanzo (che già procede lentamente). In tutti questi mesi non mi è mai capitato di saltare una pubblicazione e, sol due volte, di posticiparla dal giovedì al venerdì o dal lunedì al martedì. Non ne ho risentito in termini di visite e credo che il lettore non ne sia stato offeso. Un pizzico di volubilità rende tutto più naturale e vero… e io preferisco un post in ritardo ma ben fatto che un semplice riempitivo.

    Inoltre credo che il mio blog tragga la sua forza proprio dall’improvvisazione e sulla spontaneità. La scrittura di getto (seppur con le opportune riletture) accentua la particolarità della mia voce e mi rende piuttosto riconoscibile. Questo è ciò che conta, perché cerco di differenziarmi il più possibile dai blog simili. La mia personalità credo che sia valorizzata, per il semplice motivo che cerco di essere me stessa. :)

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 14:16 Rispondi

      Sì, mi riferivo al tuo sui refusi :D
      No, nel tuo non ne ho mai trovati, a dire la verità.
      Non credo che la personalità del blogger emerga solo se scrivi di getto e non progetti il post. Anche se non improvvisi puoi essere autentica, puoi riconoscerti in quello che scrivi.

      • Chiara
        4 marzo 2015 alle 15:05 Rispondi

        Meno male che non ne hai trovati. ;)
        É vero quello che dici sul fatto che anche una scrittura più ponderata possa essere autentica, però se faccio troppe strategie impoverisco il testo. Credo sia soggettivo :)

  13. Ferruccio
    4 marzo 2015 alle 10:36 Rispondi

    Anche io rileggo sempre dopo la pubblicazione, male

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 14:16 Rispondi

      Rileggi male? Quindi confessi che pubblichi post con errori :)

  14. Grazia Gironella
    4 marzo 2015 alle 10:36 Rispondi

    La domanda che mi pongo io sui contenuti è: dove mi posso intrufolare nell’argomento scrittura per evitare i soliti argomenti triti e ritriti? E’ il caso della rubrica sulla emozioni, che approfondisce un aspetto molto circoscritto. Mi piace come idea, perciò batterò questa strada. In aggiunta a questo, c’è il fatto di mostrarsi in prima persona, entro certi limiti (del tutto personali). Adesso che non ho più la sensazione di parlare da sola mi riesce molto più facile, ma non parlerei mai sul blog di questioni private, anche se sento diversi blogger come amici più che come colleghi. Comunque ho l’impressione che tu ti mostri di più nei post ultimamente. A modo tuo, certo, quindi riservato, ma in fondo è questo il punto, no? Essere quello che sei, e che si senta. :)

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 14:19 Rispondi

      Quella è una domanda che mi faccio anche io. Il rischio c’è sempre e qualche volta me ne frego. Se davvero voglio dire la mia, la dico e basta.
      La rubrica sulle emozioni infatti è unica, non si vede altrove. Come i chakra e la scrittura nel blog di Chiara :D
      Parlare di cose private nel blog non piace neanche a me, anche perché è come dirle al mondo intero. Dici che mi mostro di più? Non so, ma sono sempre i lettori che notano queste cose :)

  15. MikiMoz
    4 marzo 2015 alle 12:11 Rispondi

    Sempre troppi calcoli (o non calcoli), secondo me bisogna scrivere. Il metodo giusto -giusto per noi, ovviamente- arriva strada facendo.
    Il metodo giusto è quello che ti permette di divertirti sempre, senza sentire che stai sprecando del tempo.

    Moz-

    • Ryo
      4 marzo 2015 alle 12:37 Rispondi

      Purtroppo invece l’unico metodo per capire se stai facendo bene è quello di misurarti, scrivere e basta è sicuramente più appagante, ma se stai conseguendo un obiettivo procedere “alla cieca” è pericoloso ;-)

      • Salvatore
        4 marzo 2015 alle 13:35 Rispondi

        Concordo con Ryo, solo che bisogna anche aver la capacità, confrontandosi, di capire a posteriori dove stai sbagliando e dove stai facendo bene. Mica facile… :P

      • MikiMoz
        4 marzo 2015 alle 13:39 Rispondi

        Scrivendo e basta, noterai tu stesso se e quali risultati ottieni. E in base a quello modifichi. Ma calcolare troppo è come restare sempre sullo scheletro di qualcosa che non prenderà mai piede.

        Moz-

        • Daniele Imperi
          4 marzo 2015 alle 14:22 Rispondi

          Io non ho parlato di calcolare qualcosa a priori. Ma alcune cose devi stabilirle a priori nel blog. Non puoi aprire un blog alla cieca e scrivere. Dipende sempre dai tuoi obiettivi.

        • Ryo
          4 marzo 2015 alle 15:46 Rispondi

          Però se non ti poni nessun obiettivo non potrai capire come stai procedendo. Dire “vediamo quanto scrivo in un anno” è molto diverso da dire “in un anno devo finire un romanzo”

          • Daniele Imperi
            4 marzo 2015 alle 15:53

            Se apri un blog solo per divertirti, perché ti piace comunicare, scrivere, quello alla fine diventa il tuo obiettivo. Migliorare, in quel caso, secondo me è più difficile, perché non hai pianificato nulla dall’inizio.

          • MikiMoz
            4 marzo 2015 alle 18:13

            Rispondo anche a Daniele: si migliora la comunicazione, in quel caso. Cerchi di essere più mirato, cerchi di ampliare la nicchia ecc ecc

            Moz-

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 14:21 Rispondi

      Quali calcoli, Moz? :)
      Divertirsi va bene, ma per ottenere certi risultati ci vogliono anche certi metodi. Se hai un blog aziendale, per esempio, quei calcoli devi farteli.

      • MikiMoz
        4 marzo 2015 alle 14:30 Rispondi

        Ovvio che non parlavo di un blog aziendale (che comunque nemmeno considero blog “puro”).
        I calcoli li faccio anche io, ad esempio nel calendario editoriale, ma intanto scrivo. Ho iniziato scrivendo, a c****, pure più articoli al giorno. Si impara strada facendo, interagendo con la gente. Il resto vien da sé, è un continuo migliorarsi^^

        Moz-

        • Daniele Imperi
          4 marzo 2015 alle 14:51 Rispondi

          Molti blog aziendali non sono puri, hai ragione. Ma lì sono le aziende a sbagliare, non hanno capito il concetto di content marketing, ossia di regalare per conquistare.
          Certo, si migliora, ma resta pur vero che ci vuole anche tecnica in un blog. Non c’è solo scrittura.

          • MikiMoz
            4 marzo 2015 alle 18:12

            Ma su questo siamo d’accordo.
            E’ che per imparare la tecnica, la TUA tecnica, devi semplicemente bloggare (bada: non solo scrivere, ma bloggare). La cosa vien da sé, poi, no?

            Moz-

        • Daniele Imperi
          4 marzo 2015 alle 19:02 Rispondi

          Rispondo qui, che all’altro commento non posso :)
          Non parlo della mia tecnica, parlo di tecnica in generale. Il blog è una forma di comunicazione nel web, quindi risponde a certe regole. Nella comunicazione online non puoi andare a caso, ma devi sapere ciò che stai facendo. Non rinunci alla spontaneità se pianifichi o segui tutte le pratiche che ho elencato io qui,

          • MikiMoz
            5 marzo 2015 alle 01:27

            Ripeto: secondo me troppe pippe mentali rischiano di tarpare le ali al blogging in sé. Bloggate, il resto vien da sé :)

            Moz-

    • Michè
      4 marzo 2015 alle 18:36 Rispondi

      “Scrivendo e basta, noterai tu stesso se e quali risultati ottieni. E in base a quello modifichi. Ma calcolare troppo è come restare sempre sullo scheletro di qualcosa che non prenderà mai piede.”

      In altre parole segui la strategia suggerita da Nassim Nicholas Taleb: 1. procedere per tentativi, sbagliare e usare l’errore come fonte d’informazione per migliorarsi(nulla di nuovo, ma spesso per comodità preferiamo metterci sulla scia degli altri). 2. Non pianificare mai. Ripromettersi di non infrangere per nessun motivo il proprio Nindō e, come sopra, muoversi col metodo per tentativi. Così procedendo “si evita” il rischio di eliminare, a priori, tutto ciò che cozza con quanto pianificato, e di convergere là dove molti blogger convergono: la conformità.

      • Daniele Imperi
        4 marzo 2015 alle 19:00 Rispondi

        Secondo me se vuoi raggiungere determinati obiettivi, se il blog ti serve per lavoro, devi pianificare, non puoi procedere per tentativi.

        • Michè
          4 marzo 2015 alle 20:53 Rispondi

          Ciao Daniele. : )
          Però è anche vero che la pianificazione a lungo andare limita. O peggio, nuoce gravemente al portafogli. Es.: ogni mese devi recarti in Cina.
          Come tutti acquisti il biglietto aereo online, prenoti l’hotel, organizzi le tappe del soggiorno, parti, prendi un volo diretto Roma-Pechino. Arrivi. Metti tutte le tue belle X alle voci della check-list e, una volta fatto tutto ciò che avevi pianificato, ritorni a casa sul volo Pechino-Roma. E così per il resto della vita.

          E’ vero, raggiungi sempre gli obbiettivi che ti imponi, prosegui pervaso da quella bellissima sensazione che solo la sicurezza può per l’appunto assicurarti, ma metti alla porta la serendipità, la sola capace di regalarti qualcosa di ancora più portentoso.

          Ti neghi esperienze che potrebbero renderti lo scrittore, blogger, giornalista, etc. tra i più interessanti nel panorama.
          Chi pensi abbia più da raccontare, e possibilità d’incantare, tra l’ipotetico blogger descritto sopra e il blogger filibustiere(passamela) che, per percorrere la medesima tratta, decide che il modo migliore è quello di affidarsi a mezzi di fortuna, ad alloggi di fortuna, al caso?

          Darsi un obbiettivo(raggiungere Pechino, fare del proprio blog una carta moschicida, etc) ci sta, ma è proprio necessario mettere il freno a mano al caso e alla propria creatività?
          1.000.000 prendono l’aereo e raggiungono l’obbiettivo del mese o dell’anno seguendo a menadito il business plan, il marketing plan, il cocco plan;
          1 solo però percorre a piedi la Via della Seta, raggiunge l’obbiettivo del secolo e scrive pure Il Milione.

          • Daniele Imperi
            5 marzo 2015 alle 08:15

            Ciao Michè :)
            Ho capito che vuoi dire, ma pianificare nel blog non significa creare contenuti senza sperimentare qualcosa di nuovo o innovare o altro.
            Quello che voglio dire è che un blog professionale e aziendale, ma anche un blog personale, se vuoi raggiungere certi risultati, vanno progettati, non puoi aprirli a caso e iniziare a scrivere e andare per tentativi. Il rischio, enorme, è che tu debba tornare indietro a correggere la rotta.
            Insomma, la comunicazione online non si improvvisa.
            Poi potrai anche fare il Marco Polo della situazione, ma devi prima conoscere le regole per poterle aggirare.

      • MikiMoz
        5 marzo 2015 alle 01:29 Rispondi

        Ciao Michele, piacere di conoscerti.
        Io non ho seguito alcuna strategia, la strategia me la sto facendo io da nove anni…
        Nel 2006/07 bloggavo (tecnicamente) in modo diversissimo da oggi ma anche dal 2010, 2012 o 2014. Spero invece che sia rimasta la voglia di divertimento degli esordi^^

        Moz-

  16. Marina
    4 marzo 2015 alle 15:17 Rispondi

    La gestione di un blog è un’esperienza stimolante; adesso, poi, che ne ho riscoperto il gusto, mi piace l’idea di scrivere qualcosa che possa attirare l’attenzione di un potenziale pubblico; la voglia e la buona volontà, dunque, non mi mancano; i risultati richiedono pazienza ed impegno. Per la pazienza vado alla grande, per l’impegno mi sto attrezzando: sono testarda, so che riuscirò ad avere il blog che ho immaginato da quando ho capito cosa fare e cosa evitare per averne uno di qualità. Un blog di qualità, per me, non è solo quello pieno di commenti, cioè non credo che la quantità di interventi misuri la bontà di un blog; lo dico perché anch’io ho sempre commentato poco, pur visitando con costanza molti spazi interessanti. Penso sia giusto dire quando si ha qualcosa da dire e questo non capita sempre e per forza. Ultimamente, verificando le statistiche, noto che il mio blog è perlomeno visitato da molte più persone di qualche tempo fa e questo mi fa ben sperare di essere sulla buona strada. Sto, comunque, lavorando per rendere efficace il cambiamento anche da un punto di vista strutturale: l’impostazione che avevo dato al mio blog non mi soddisfa più.
    Per quanto riguarda i contenuti, penso che se l’interesse è condiviso, gli argomenti è facile che ruotino attorno alle stesse problematiche, ciò che, però, fa la differenza è il modo in cui trattiamo questi argomenti, gli accenti diversi che poniamo sulle questioni. Io ho un rapporto empatico con i blogger che seguo: devono conquistarmi a pelle e se non provo questa “attrazione fatale”, possono anche dire le cose più belle e più giuste, io me la do a gambe! Non dipende dal carattere: pensa, tu che potresti a volte risultare scostante, non sei respingente, anzi! la tua autenticità si legge chiaramente dal modo in cui scrivi e dici le cose e questo è il tuo punto di forza (ovviamente a parere mio!).
    Adesso sto puntando sulla costanza: cerco di pubblicare due post a settimana, che per me è un traguardo impensabile, visto i salti mortali che faccio per organizzarmi. Ma ho capito che ci tengo e … l’ho già detto che sono testarda?

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 15:25 Rispondi

      Sì, per i risultati ci vuole tempo, ma se già parti con la voglia di scrivere, arriveranno presto.
      Sono tanti i fattori che fanno la qualità di un blog, non solo il numero di commenti, anzi, più che quantità bisogna vedere la qualità dei commenti. Se lasci i commenti senza moderazione, per esempio, ne avrai centinaia per post grazie allo spam…
      Se riesci a rispettare una frequenza di pubblicazione, le visite aumenteranno di certo. Anche se il traffico non è solo legato a quello.
      L’argomento generale del blog è difficile trovarlo unico, i temi sono quelli alla fine. Come dici, conta anche il modo in cui scrivi e ti rapporti con gli altri.
      Insomma, oggi sono stato dipinto burbero e scostante, bene bene :D

      • Marina
        4 marzo 2015 alle 15:37 Rispondi

        …ma in entrambi i casi i due aggettivi sono serviti per farti un gran complimento! :D

        • Daniele Imperi
          4 marzo 2015 alle 15:51 Rispondi

          Sì, vero :)

  17. Tenar
    4 marzo 2015 alle 15:25 Rispondi

    Sono d’accordo su tutto (anche se nei miei post spesso rimangono gli svarioni che non vedo manco dopo 100 riletture), tranne che sul non riproporre ciò che non è piaciuto.
    Ad eccezione di un unico post, le recensioni di libri sono i miei post meno letti. Dovrei eliminarle? Sono un’autrice, la lettura è ciò che mi nutre! Magari siamo in quattro gatti a discutere di libri, mentre a centinaia vengono a cercare una ricetta per pubblicare (che per altro non ho), ma che importa? Mi rifiuto di rinunciare a un argomento che mi dà gioia solo perché le recensioni di libri ricevono circa 1/3 delle visite degli altri post. Magari ne accorpo più di una, scelgo solo i libri di cui davvero mi preme parlare, cerco di agganciarmi anche a discorsi a più ampio raggio su editoria e scrittura, ma mi rifiuto di eliminarle.

    • Daniele Imperi
      4 marzo 2015 alle 15:28 Rispondi

      Non ricordo svarioni da te, ma non mancherò di farteli notare :D
      Non dico di eliminare le recensioni, ma ho visto anche io che portano pochi apprezzamenti. Potresti però trasformarle, renderle più originali, fai qualche esperimento e vedi che succede.
      Non sono d’accordo sull’accorparle, a meno che non siano due libri o due film o un film e un libro che abbiano qualcosa in comune.

  18. Lisa Agosti
    5 marzo 2015 alle 00:13 Rispondi

    Scrivere un articolo al giorno distruggerebbe il senso del blogging come lo vivo io, per me bisogna scrivere solo quando si ha qualcosa di nuovo, personale e originale da dire, e vivo con trepidazione l’attesa della pubblicazione e dei commenti. Non ho abbastanza esperienza e idee da poter sfornare contenuti interessanti ogni giorno, e pubblicare ogni giorno diventerebbe un dovere anziché un piacere.
    Come si fa a vedere se le visualizzazioni arrivano da computer o da telefono?
    Parli di 30 commenti come se fossero tanti, invece di solito ne hai ben di più, anzi al momento questo post ne ha 64! Ottimo risultato. È un bel post, li merita tutti.
    Pian piano si scopre anche qualcosa di te, la tua personalità si intravede nei post, anche se non la sbatti in faccia al lettore come altri. Il giusto mezzo è sempre un’ottima scelta.

    • Daniele Imperi
      5 marzo 2015 alle 08:21 Rispondi

      Sono sicuramente d’accordo che bisogna scrivere se hai qualcosa di valido. Questa di scrivere un post al giorno è una mia imposizione, che non può certo funzionare per tutti. Però attenzione: ho scritto di avere un file con oltre 80 idee, ma anche che ne cerco altre in continuazione, prendendo sempre appunti, per scegliere solo quelle che reputo valide da trasformare in un post.
      Per vedere le visite da computer e da cellulare devi usare le statistiche di accesso. Che usi? Io Google Analytics, che mi dice da quali dispositivi leggono il mio blog.
      Io considero un post buono quando vedo che ci sono almeno 30 commenti, ma questa è una mia valutazione personale :)
      Questo ne ha tanti, è vero, e non me l’aspettavo. Pensa che non ero nemmeno sicuro di volerlo pubblicare.
      Non mi piace esternare troppo di me, in effetti, ma neanche riesco a vedere come si noti la mia personalità nei post: penso che solo dall’esterno si possa capire :)

  19. Roberto Corio
    8 marzo 2015 alle 21:02 Rispondi

    Buongiorno, come sempre apprezzo i post di Daniele e Pennablu per me è fonte di approfondimento, scuola e stimolo per nutrire la mia passione.
    Il mio blog ha pochi giorni di vita con soli 6 articoli pubblicati. Il mio problema è che non riesco a pianificare, progettare nulla nella scrittura, così tutto ciò che scrivo non mi soddisfa e non faccio che revisionare e ritardare la pubblicazione, non riesco a dare un impronta personale ai post, mi sembra di essere di una banalità sconcertante e lo studio di libri del settore non migliora la mia situazione. Manca l’esperienza? É così difficile scrivere nel proprio blog?

    • Daniele Imperi
      9 marzo 2015 alle 08:17 Rispondi

      Ciao Roberto, grazie e benvenuto nel blog.
      Revisionare troppo è un errore per me, lo dico sempre, perché rischi di non pubblicare mai. Devi revisionare a priori, ossia revisionare l’idea.
      Per l’impronta personale al blog, ho scritto questo post: http://pennablu.it/voce-blog/
      Magari può esserti utile.
      Leggere troppi libri di settore ti permette solo di avere una cultura personale per la tua professione e per i tuoi interessi. Ma i veri contenuti li scrivi partendo dalla tua esperienza, non da quella degli altri.
      Proverò comunque a rispondere alla tua ultima domanda a breve: “è così difficile scrivere nel proprio blog?”

  20. maurap
    10 marzo 2015 alle 23:07 Rispondi

    Grazie Daniele, un ottimo approfondimento che mi aiuterà a gestire il mio blog. Io sono alle prime armi e ne ho bisogno. :)

    • Daniele Imperi
      11 marzo 2015 alle 09:50 Rispondi

      Perfetto, fammi sapere se ci sono argomenti che vorresti approfondire.

  21. delia
    26 maggio 2015 alle 23:15 Rispondi

    Le mie buone pratiche per ora sono un paio( ho un blog sulla genitorialità):
    1- cerco di scrivere articoli che avrei voluto leggere io da neomamma: informativi, precisi e rassicuranti
    2- cerco di alternare post più “pesanti” e studiati, a post più istintivi e dal contenuto più scorrevole

    Il mio blog è in pratica neonato, ma ho passato diversi mesi a studiare la concorrenza per capire a fondo che tipo di blog volessi impostare…è stato un progetto molto meditato, porterà buoni frutti? Lo spero.

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 08:17 Rispondi

      Ciao Delia, benvenuta nel blog.
      1: ottima scelta.
      2: approvo anche questo, faccio così anche io, meglio alternare.
      La concorrenza secondo me è tanta, ne vedo parecchi di blog sulle mamme in giro :)

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