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Il Bosco delle Talpe

Un racconto di 300 parole

Il Bosco delle Talpe

Conosceva la leggenda del Bosco delle Talpe, era antica quanto il mondo. Al suo villaggio, nella Valle del Fiume Lungo, si raccontava spesso la sera ai ragazzi come lui, o nelle locande a qualche forestiero che voleva attraversare il bosco dopo il tramonto.

Non ci aveva mai badato, a dire il vero, anche se ora, con le ombre che s’allungavano sinistre sul terreno, avvertiva un brivido sconosciuto serpeggiargli lungo la schiena.

Le storie parlavano degli Gnomi Talpa. Vivevano sottoterra, in cunicoli scavati con le mani artigliate. Erano quasi ciechi e si nutrivano di tutto ciò che camminava sopra le loro gallerie. Uscivano la notte per individuare la preda e dirigerla nei buchi che avevano praticato nella terra cosparsa di foglie cadute.

Molti, al villaggio, non avevano fatto più ritorno dal bosco. Si vociferava che fossero caduti nelle buche degli gnomi e poi divorati con tutti i vestiti addosso.

Un fruscio lo distolse da quei cupi pensieri. Ormai la sera era calata e per proseguire dovette affidarsi alla fioca luce d’una luna morente. Accelerò il passo, accompagnato da una civetta che se ne stava appollaiata su un ramo chissà dove, ignara delle leggende e dei pericoli del bosco.

Fu allora che sentì il richiamo.

Gli anziani lo chiamavano il Canto della Morte. Secondo la leggenda, era l’ultimo suono udito dai viandanti notturni prima di finire nella trappola mortale degli gnomi.

Si mise a correre, mentre quel fischio insolito, gutturale, si faceva più intenso. Ansimava, la leggenda improvvisamente divenuta realtà nella sua mente.

Poi fu la volta delle ombre.

Gnomi.

Si volse e corse nella direzione opposta, terrorizzato, ma dopo pochi metri cadde in una stretta buca. Tentò di sollevarsi sui gomiti, ma era incastrato. Si sentì afferrare le gambe e i primi denti affondarono nella sua carne.

Poi tutto fu buio.

Un commento

  1. Romina Tamerici
    8 giugno 2012 alle 00:54 Rispondi

    E se lo sono mangiato… io sarò troppo orientata sulle fiabe, ma mi immaginavo un finale diverso. Stile che in realtà gli “gnomi talpe” erano buoni esseri che tenevano gli uomini a vivere con loro sottoterra al riparo dalla stupidità dilagante del genere umano, a sorseggiare te (ok, questo fa molto “Alice nel paese delle meraviglie”)… in effetti però non sarebbe stato da te un finale del genere. La tua versione è migliore, anche se più drammatica!

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