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Addio al booktrailer

Addio al booktrailer

Tempo fa avevo inserito il booktrailer fra le strategie di marketing editoriale. Sapete tutti cosa sia: un video nato per coinvolgere i potenziali lettori e invogliarli a comprare il libro. Ma funziona davvero questa pensata?

Il post è nato dopo aver letto, nel giro di due giorni, due articoli che non parlavano certo bene dei booktrailer. Li troverete a fine post e ne consiglio la lettura.

Costi e fattibilità del booktrailer

Due anni fa avevo creato un booktrailer con Moviemaker, il programma gratuito di Windows, per un racconto che non avevo ancora scritto. Era solo una prova, un esperimento, anche inutile se vogliamo, visto che il racconto sarebbe apparso nel blog.

Ma quanto può costare un booktrailer? È davvero fattibile questo prodotto?

Che intendo per fattibilità? Intendo un ritorno economico dopo aver sostenuto la spesa per realizzarlo. Per un ebook che costa 2,99 euro vale davvero la pena spendere decine di euro (cifre a caso) per creare un booktrailer?

Quando si spendono soldi in pubblicità di qualsiasi tipo, bisogna quanto meno avere buone probabilità che centrino il bersaglio.

Per realizzare un booktrailer occorrono:

  1. soggetto e sceneggiatura da scrivere: dopo aver letto la storia, bisogna estrapolarne i punti chiave e tradurli in una trama da sceneggiare. Sì, perché il booktrailer è un video, un filmato, anche se breve, quindi bisogna conoscerne tutte le “scene”.
  2. Preparazione delle immagini: siano esse fotografie, illustrazioni, fotomanipolazioni, spezzoni di filmati, vanno scelte, create e inserite in un corpus omogeneo.
  3. Preparazione dei suoni: voci, musiche, rumori, quello che serve per accompagnare il corto.
  4. Montaggio: sulla base della sceneggiatura e del materiale iconografico e acustico si deve montare tutto per produrre un video.

Quanto costa tutto questo? Io avevo scelto immagini e musiche gratuiti, ma per una casa editrice è bene avere materiale originale, unico, che comporta quindi una spesa.

Quanti editori possono permettersi questa spesa? In un articolo americano del 2011 si parlava di un costo compreso fra i 350 e i 2000 dollari per booktrailer.

Perché un booktrailer non funziona

A me sinceramente non hanno mai attirato. Ne ho visto qualcuno, certo, ma non ho mai acquistato un libro grazie a un booktrailer visto.

Qual è il vero senso del booktrailer? Quello di creare un contenuto virale, che venga cioè diffuso più velocemente possibile e porti visite e quindi potenziali acquirenti. Può davvero essere virale un booktrailer?

Nel lettore c’è la stessa percezione che si ha nei trailer dei film? Perché il booktrailer è nato per emulare il trailer cinematografico, ma…

  • quando guardiamo un trailer, stiamo effettivamente guardando spezzoni del film che sta per uscire
  • quando guardiamo un booktrailer, stiamo semplicemente vedendo sotto forma di filmato una specie di quarta di copertina

Non c’è quindi un vero legame, collegamento fra il booktrailer e il libro.

E se creassimo un booktrailer… testuale?

Idea nata durante la stesura del post. Facciamo di nuovo il raffronto fra trailer/film e booktrailer/libro. Nel primo caso, come ho detto, c’è un filmato creato con spezzoni reali del film. Il pubblico viene stuzzicato dalle scene viste e incuriosito.

Ebbene, credo che per un libro il discorso sia lo stesso. Oltre la classica anteprima, possiamo creare un minibook, ossia un breve ebook che contiene brani presi qui e là dal libro.

Pensate possa funzionare?

Il booktrailer visto da…

Concludendo…

A quando il booktrailer del vostro romanzo? Per voi è ancora funzionale la diffusione dei booktrailer? Li vedete mai?

61 Commenti

  1. Nani
    23 settembre 2014 alle 06:12 Rispondi

    Onestamente: anch’io non ci credo troppo. Come non credo troppo nemmeno al booktrailer testuale. :) Il trailer dovrebbe funzionare perche’ e’ visivo, e’ piu’ immediato e scatena reazioni che leggendo un estratto non si mettono in moto. Ritrasformarlo in ulteriori estratti sarebbe eliminare le caratteristiche che dovrebbero renderlo efficace.

    Pero’, per curiosita’, qualche tempo fa mi sono andata a vedere il video-intervista di Tenar sul suo romanzo e mi ha convinta. Tanto che appena torno in Italia me lo vado a comprare. (Tenar! Vedi a cosa servono gli e-book? A farsi comprare anche dall’altra parte del mondo! : D )

    Sarebbe bastato solo quel mezzo per convincermi?
    No, non credo. Mi sono andata a vedere quel video perche’ ho conosciuto la scrittrice qui, grazie al tuo blog, e mi ha messo curiosita’ la sua voce, il suo modo di parlare.

    Quindi, serve? Non serve? Boh, forse e’ stata la spinta finale, ma da solo non sarebbe bastato. E, ripeto, non e’ nemmeno un trailer, ma qualcosa di piu’ sensato, perche’ non e’ pura pubblicita’.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 08:16 Rispondi

      Scordati un mio video in cui parlo del mio romanzo :D

      Ti dico la verità: a me proprio non piace guardare video. Per me Youtube potrebbe anche fallire. Vado al cinema e vedo qualche film in tv, ma non chiedermi di vedermi anche 3 minuti di video online ché mi rompo.

      Per alcuni libri tempo fa avevano adottato una sorta di mini libro: il primo capitolo impaginato come fosse il romanzo in miniatura. Era una bella idea, come anche quella delle promocard, ma credo abbia costi elevati, quindi è solo per pochi editori.

      • salvatore
        23 settembre 2014 alle 15:36 Rispondi

        Io un video di te che parli del tuo libro lo vedrei invece. Anzi, adesso che ne hai paventato la possibilità (pur negandola) non se ne può proprio più fare a meno! :)

        • Daniele Imperi
          23 settembre 2014 alle 16:00 Rispondi

          Ahah, no, mi dispiace, odio farmi fotografare e peggio filmare :D

  2. MikiMoz
    23 settembre 2014 alle 08:51 Rispondi

    Secondo me un booktrailer deve durare massimo un minuto. Ma un minuto è già tanto.
    Lo si deve realizzare con oggetti, frasi, non spezzoni di film ecc…
    Lo dovrebbe realizzare lo scrittore stesso, magari facendosi aiutare dai suoi amici (sia per la recitazione eventuale sia per questioni tecniche).

    Moz-

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 09:36 Rispondi

      Se però viene troppo amatoriale, risulta una mezza schifezza e allora addio alla promozione.

      • MikiMoz
        23 settembre 2014 alle 15:45 Rispondi

        Eppure anche nell’amatorialità può esserci forza e bellezza, se ben utilizzata…

        Moz-

  3. wawos
    23 settembre 2014 alle 08:55 Rispondi

    Non potrebbe bastare il riassunto (credo fatto dalla casa editrice) che troviamo sulla copertina. Magari si potrebbe ampliare a cura dell’autore, sin dall’inizio.

  4. Chiara
    23 settembre 2014 alle 09:17 Rispondi

    Non ho mai visto un booktrailer ma concordo con te sul fatto che la diversità dei due supporti lo renda assolutamente inutile: si tratta di modalità comunicative completamente diverse. È bella, invece, l’idea di fare un booktrailer testuale in quanto non si creerebbe lo squilibrio di cui sopra. E un’immagine collage con aforismi tratti dal libro? Anche questa è un’idea nata su due piedi ma ignoro se possa funzionare o meno

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 09:40 Rispondi

      Secondo me uno deve mettersi nei panni del lettore: cosa mi farebbe incuriosire di un libro? L’idea della video intervista di Tenar non è male – anche se non fa per me.

  5. Luciano Dal Pont
    23 settembre 2014 alle 09:53 Rispondi

    Sinceramente non ho mai pensato di fare un booktrailer per promuovere il mio libro, e concordo in pieno con Daniele sulle motivazioni della sua inutilità. Ottime invece le altre idee che sono emerse, booktrailer testuale, l’immagine collage con aforismi tratti dal libro proposta da Chiara, anche la video intervista secondo me potrebbe funzionare, ma solo se inserita in un contesto di più ampia e variegata promozione, da sola invece non credo sarebbe molto utile. Ora mi organizzo… ;-)

  6. GiD
    23 settembre 2014 alle 09:57 Rispondi

    Ma in realtà la distinzione fra booktrailer “visuale” e “testuale” non credo abbia senso, considerato che la principale caratteristica di un video, a livello mediale, è proprio quella di racchiudere entrambe le componenti, ovvero sia immagini che testi.
    Semmai va detto che occorre strutturare il trailer di un libro in maniera diversa rispetto a quello di un film. Come in un trailer cinematografico si lascia ampio spazio alle scene, che sono parte del film che si sta promuovendo, così in un booktrailer deve esserci una predominanza della voce narrante che legge passi del romanzo in questione.

    Per quanto riguarda il lato marketing, sono in parte d’accordo. Credo che un bel booktrailer possa effettivamente incuriosire, anche se non al punto di diventare virale, ma considerati i costi di realizzazione resta comunque un azzardo.
    Ciò che è sicuro è che il booktrailer o lo si fa bene, affidandosi a dei professionisti, o non lo si fa. Su questo non transigo. I booktrailer alla meno peggio servono solo a far fare una pessima figura all’editore e all’autore.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 14:59 Rispondi

      Per testuale intendevo cartacea.

      Leggendo i passi del romanzo verrebbe troppo lungo, credo.

      • GiD
        23 settembre 2014 alle 16:54 Rispondi

        Ah, scusa, ho frainteso. Pensavo parlassi di video col testo a scorrimento o simili.

        Per quanto riguarda i passi tratti dal romanzo, invece, non credo rendano in automatico un trailer troppo lungo. Occorre fare una selezione, certo, ricordando che lo scopo del booktrailer non può essere quello di mostrarti lo stile dell’autore (per motivi di tempo, appunto) ma quello di incuriosirti e darti un’idea dei temi e dei toni del romanzo.

        Prendi per esempio “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”; i dialoghi sono ricchi di frasi a effetto che si adatterebbero bene e dei booktrailer, dal “al gioco del trono si vince o si muore” di Cersei al “Un Lannister paga sempre i propri debiti” di Tyron.

        E poi, se fatto bene, un booktrailer può durare anche un minuto, secondo me.

  7. Alessandro
    23 settembre 2014 alle 10:16 Rispondi

    Io parto da un semplice paragone con ciò che accade nel cinema: più è curato e spettacolare il trailer, più deludente sarà il film.
    Di conseguenza, da lettore ho forti pregiudizi nei confronti di chi utilizza uno strumento simile per la vendita di un libro.

    PS: grazie per la citazione!

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:00 Rispondi

      Non hai tutti i torti. Alcune volte i pezzi migliori del film erano nel trailer.

  8. LiveALive
    23 settembre 2014 alle 10:55 Rispondi

    Mai visto un booktrailer, né capisco perché dovrei XD se voglio informarmi su un testo, cerco info su siti appositi, non mi metto a guardare video.
    Credo che il motivo sia il cercare di suscitare una qualche emozione tramite il video, così, pensano, magari si è più propensi a provare il testo (soprattutto in quei casi in cui l’estratto,magari, non renderebbe).
    Ma non so, non mi pare una cosa furba. È come una qualsiasi pubblicità, così, mentre da un trailer mi aspetto anche qualcosa in più, qualche assaggio. Almeno del film vedo qualche immagine, non sono i minuti in anteprima ma è già qualcosa.
    Non credo però che sia possibile un vero equivalente libresco. La cosa migliore, secondo me, è lasciare un estratto del libro da leggere, magari i primi tre capitoli, o qualche altra parte scelta dal l’autore perché considerata migliore ed esemplare.

    P.S.: Ho appena scoperto “libri da leggere”. Già dal titolo stavo pensando male, “guarda, ha messo un titolo pleonastico: certo che sono libri da leggere, mica da mangiare”. Poi ho visto che il blogger era un capellone barbuto di mia conoscenza XD

    P.P.S.: e leggi Stoner, di John Williams. Tu non hai idea di quanto sia bello.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:03 Rispondi

      Anche secondo me l’estratto da leggere è il modo migliore per incuriosire.

      “Libri da leggere”, come puoi vedere, è abbandonato da tempo :)
      Sto pensando di cambiarlo totalmente.

      Stoner e anche Augusto li ho messi nella Lista desideri di Amazon. Ho letto gli estratti e mi sono piaciuti. Grazie :)

  9. Emilio
    23 settembre 2014 alle 11:30 Rispondi

    Di lavoro faccio il filmaker (lavoro??) e posso dire che se non si investe un budget decente, il booktrailer fatto in casa dallo scrittore va solo ad ingrassare la mole di video amatoriali su youtube.
    A monte di ciò, credo che il booktrailer sia un mezzo che non ha mai tirato, poco utile dal punto di vista del marketing librario, a meno che non sia pompato on line (o magari in tv) a suon di euro. Insomma, una possibilità riservata a grandi gruppi editoriali che se lo possono permettere, che può funzionare solo con una diffusione virale (investendo forti cifre) o televisiva (idem).
    Ogni tanto si ritorna a parlare di booktrailer come se fosse la novità del momento, un po’ come la silent disco o il veganesimo, ma ricordo di aver visto i primi quasi dieci anni fa.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:04 Rispondi

      Ecco, un commento da uno del mestiere :)

      Penso anche io che richiede parecchi soldi, sia realizzarlo sia diffonderlo, quindi il gioco vale per pochi.

  10. enri
    23 settembre 2014 alle 12:02 Rispondi

    Ho letto entrambi gli articoli citati e ho pianto dal ridere leggendo i commenti sotto il post di Alessandro.
    Non solo non ricordo di averne mai visto uno, ma non ne avevo neanche sentito parlare.
    Ho visto bellissimi trailer di film di cui attendevo l’uscita, che poi erano cagate pazzesche (Prometheus, uno su tutti)
    Così, a spanne, un breve book trailer lo vedrei magari utile negli Store, a fianco o sotto l’anteprima o l’item in sé -nel caso in cui si voglia utilizzare l’altrui immaginazione per visualizzare alcuni passi della storia.
    Non ne conoscevo l’esistenza prima e non ne sento il bisogno adesso. Ma ora mi avete incuriosito, accidenti a voi. Mi toccherà “inTubarmi” :-)

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:05 Rispondi

      Prometheus non è piaciuto neanche a me.

      Buona visione, allora :)

  11. Moonshade
    23 settembre 2014 alle 12:56 Rispondi

    Ciao!
    Effettivamente i book trailer non mi hanno mai personalmente attirato, anzi {forse perché tendono a metterci le scritte rotanti…}. Però mi è stato chiesto di lavorare su un b.t., abbiamo fatto un progettino escludendo i pro e i contro e alla fine è venuta fuori una cosa piuttosto diversa da quelli che si vedono in giro, anche se ancora non ci siamo messi su.
    I Book trailer più brutti però sono quelli delle case editrici di fumetti – marvel e varie francesi- che usano come ‘book trailer’ una roba che anima i personaggi nelle vignette, col risultato piuttosto brutto di vedere innanzitutto TUTTA la sequenza di eventi, ma anche di vedere i personaggi a ‘rallenty’: Iron Man che decolla lentamente non si può vedere. Io non lo vorrei mai un booktrailer, ma nel fantamondo degli unicorni sarebbe una cosa alla rimontaggio di”Up” versione “Michael Bay” come sta andando in queste settimane.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:07 Rispondi

      I migliori booktrailer, che poi non sono tali, sono quelli realizzati dalla Fantagraphics, fai un salto nel sito e vedine qualcuno. In pratica c’è una persona che ti sfoglia il libro davanti e puoi vederlo ad alta risoluzione.

  12. Luca Sempre
    23 settembre 2014 alle 13:35 Rispondi

    Alcune precisazioni:

    1) Il Booktrailer dovrebbe durare un minuto, un minuto e mezzo al massimo. Il 99% di quelli che circolano in rete (amatoriali e realizzati da piccole case editrici) durano invece tempi spropositati e sono penosi.

    Questo non vuol dire che un BT non possa essere un valido strumento di marketing.

    2) Ultimamente molti BT ri-usano spezzoni di film che richiamerebbero le atmosfere del libro. Questo è illegale, e infatti ogni volta che m’imbatto in qualche scrittore furbetto con ambizioni hollywoodiane lo segnalo a YouTube per violazione di copyright.

    Questo non vuol dire che un BT non possa essere un valido strumento di marketing.

    3) Anch’io penso che usare molte citazioni o elementi testuali possa essere più efficace di un racconto per immagini. Ma in questo caso basterebbero anche 30 secondi. L’importante ė incuriosire, non sostituire il libro.

    ;-)

  13. Giordana
    23 settembre 2014 alle 13:44 Rispondi

    Non sono sicura di capire cosa intendi per minibook, ma credo che possa essere interessante, forse più della classica anteprima del primo capitolo. Permane il problema di fondo: non si riuscirebbe a raggiunge un pubblico ignaro dell’esistenza del prodotto.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:11 Rispondi

      In pratica erano opuscoli di piccole dimensioni, che ho trovato dentro alcuni libri, in cui potevi leggere il primo capitolo del romanzo.
      Mai visti? Non credo di averne conservato qualcuno, ma provo a cercare.

      • Giordana
        24 settembre 2014 alle 00:12 Rispondi

        Ora che mi ci fai pensare, mi è capitato di trovarne uno all’interno di una rivista. Non era stata una brutta idea.

  14. Giordana
    23 settembre 2014 alle 14:00 Rispondi

    Ah, e ovviamente grazie per la citazione!

  15. Gabriele Mercati
    23 settembre 2014 alle 14:35 Rispondi

    A mio avviso si potrebbe creare un video che contenga il montaggio in ridotto di parti di una presentazione-intervista relativa al libro da pubblicizzare. Già dal prossimo giovedì in occasione dell’inizio in Ravenna della rassegna letteraria che ho io stesso ho organizzato (prevede autori di ogni genere letterario, c’è ancora posto), Farò fare ad un amico delle riprese di tutta la presentazione del mio romanzo “Matilda, in Live. Ma non sarebbe male neppure utilizzando le tecniche di presentazioni brevi come sosteneva Dele Carnagie, filmare una presentazione di 5 minuti che enunci solo i momenti salienti dell’opera.
    staremo a vedere…………………….

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:13 Rispondi

      Secondo qualcuno sarebbe interessato alle presentazioni-intervista?

      E quanto ti vengono a costare?

  16. Gabriele Mercati
    23 settembre 2014 alle 14:38 Rispondi

    Dimenticavo io il minibook con stralci di “Matilda” l’ho fatto, è su FB nel gruppo Il piacere di di leggere, in file, ma non so dirvi in quanti l’abbiano scaricato, mah…..

  17. salvatore
    23 settembre 2014 alle 15:18 Rispondi

    A me non sono mai piaciuti e ho sempre storto il naso guardandoli. C’è da dire che se fosse Martin Scorsese a realizzarne uno potrebbe anche valerne la pena, ma come dici giustamente tu che legame ci sarebbe tra un trailer e un libro? Secondo me molto poco. I trailer vanno bene per i film. Per i libri, volendo realizzare comunque un filmato, si potrebbe usare come sfondo la copertina (oppure il nero), una musica azzeccata di sottofondo (azzeccata) e un brano tratto dal libro (ad esempio l’incipit) che scorra. In alternativa una voce narrante fuori campo che legga (bene). Ma ne vale la pena? In termini di costi/risultati intendo. Secondo me solo se il libro è destinato a diventare un bestseller.

  18. Ivano Landi
    23 settembre 2014 alle 15:38 Rispondi

    Io che sono un fanatico di cinema e vedo un film al giorno, non potrei mai rinunciare al tentativo di fare un book-trailer. Ho già sceneggiato il mio. Poi si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e potrebbe fare la stessa fine del mio progetto di graphic novel (che, come ti ho detto in un commento precedente, è nel limbo per assenza di disegnatore).
    P.S. Odio i book-trailer con intervista all’autore. Ho dovuto vederne due per lavoro e ho quasi vomitato.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:58 Rispondi

      Anche a me piace il cinema, ma non vedrei dei booktrailer, perché non mi comunicano nulla. Sono stati una novità, e altri ne usciranno, ma dubito che facciano leggere di più.

  19. Grazia Gironella
    23 settembre 2014 alle 15:51 Rispondi

    Il booktrailer secondo me è un optional carino, che però non convince le persone a comperare il libro, e soprattutto fa l’effetto contrario se malriuscito. Molti trailer sono lunghi, noiosi, con musiche soporifere e immagini vaganti a caso. Per arrivarci, poi, devi già essere a conoscenza dell’esistenza del libro, perché su Youtube la gente non naviga a caso. Il booktrailer può giusto servire a far pendere il piatto della bilancia quando il potenziale lettore è in dubbio sull’acquisto… e in tal caso si spera sia ben fatto!

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2014 alle 15:59 Rispondi

      Uno dei problemi infatti è come arrivare al booktrailer. Finora li ho visti sulle schede del libro, ma a quel punto fammi leggere un estratto.

  20. Sebastiano
    23 settembre 2014 alle 20:09 Rispondi

    Ho visto solo un booktrailer in tutta la mia vita. Essendo ignorante al riguardo, ho pensato che stesse uscendo, oltre al libro, anche il film correlato. Poi compresi che non sarebbe mai accaduto – e che non ci sarebbe stato un seguito del libro.
    Dal mio punto di vista, un booktrailer va bene quando escono sia il libro che il film correlato. Usare degli attori (che siano famosi o meno) per rappresentare un libro danneggia la raffigurazione mentale del lettore dei personaggi. (Non che i film non lo facciano, ma un booktrailer, in assenza di questi, viene creato appositamente per rappresentarlo. È questa la differenza che non accetto.)
    Citazione: “Ebbene, credo che per un libro il discorso sia lo stesso. Oltre la classica anteprima, possiamo creare un minibook, ossia un breve ebook che contiene brani presi qui e là dal libro.”
    Non so se tu ti sia ispirato a una fonte, ma un Gruppo Editoriale (non cito prima di spammare senza volerlo) ha già pensato a questo, includendo in una rivista i “minibook” di due romanzi in attesa di pubblicazione.

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2014 alle 08:10 Rispondi

      Vero, alcune volte ho visto anche io booktrailer con attori e la cosa non mi era piaciuta.

      Sui minibook non mi sono ispirato, m’è venuto in mente scrivendo. Di’ pure di quale gruppo editoriale si tratta. Quelli che ho visto io avevano solo il primo capitolo.

      • Sebastiano
        24 settembre 2014 alle 09:55 Rispondi

        Gruppo Editoriale Mauri Spagnol. La rivista “Il Libraio” presenta due inserti di due libri che, talvolta, consiste in un mix di brani più importanti del libro per accattivare il lettore. È successo, per esempio, nell’estratto del libro “Cose da salvare in caso di incendio” di Tanner Haley. Oppure, se non erro, in “L’amore è un difetto meraviglioso” di Graeme Simsion.

  21. Giacomo
    21 ottobre 2014 alle 10:00 Rispondi

    Sono d’ accordo. Non ho mai pensato al booktrailer per la promozione dei miei e-book, proprio perchè, per fare qualcosa di decente, si deve spendere troppo. Se il budget è quello che è, meglio lasciar stare, altrimenti con une presentazione scadente si rischia di fare peggio!

    • Daniele Imperi
      21 ottobre 2014 alle 12:48 Rispondi

      Ciao Giacomo e benvenuto. Hai fatto bene a non pensare al book trailer. Non solo per via dei soldi, ma anche per via della sua utilità ai fini della promozione.

  22. Raffaella R.
    29 ottobre 2014 alle 14:42 Rispondi

    Grazie a tutti per questa interessantissima pagina con i Vostri commenti e consigli. Anch’io non ho mai visto un book-trailer, sinceramente me lo sono sempre immaginato stile testo che scorre, assolutamente non un video come un trailer cinematografico. Io sono una neo-scrittrice e a febbraio uscirà il mio primo libro (un giallo).
    Nel mio piccolo ho dovuto creare un estratto, in quanto sto collaborando con il Liceo Artistico della mia città per la creazione della copertina ed ovviamente gli studenti avevano bisogno di una base su cui lavorare. Ho quindi creato un booklet con degli estratti dai primi quattro capitoli. Già da questo lavoro riuscirò a capire che cos’hanno recepito del mio romanzo. L’ho mandato anche ad una mia amica che recensisce libri e che non sa nulla della trama. E’ rimasta molto incuriosita e penso che possa essere un buon modo per invogliare un possibile lettore. E’ come se fosse una quarta di copertina amplificata.
    Tornando al discorso book-trailer, io pensavo di provare a farlo, coinvolgendo mio fratello musicista per la colonna sonora ed un amico di mio marito che lavora come tecnico all’Auditorium di Roma.. Ce la metterei tutta per avere l’obiettività di giudicarne la realizzazione, ovviamente sarei la prima a non metterlo in rete qualora non mi piacesse.
    Buon proseguimento a tutti.

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2014 alle 08:15 Rispondi

      Ciao e benvenuta. Il tuo libro sarà autopubblicato, immagino. Per l’estratto del libro secondo me è meglio dare i primi capitoli, le prime 15-20 pagine, ma non brani presi qui e là, che non riescono a coinvolgere.

  23. David Proh
    30 ottobre 2014 alle 01:20 Rispondi

    In quello del mio romanzo ci credo abbastanza: realizzato a costo zero con immagini e musica liberi da diritti, ho puntato tutto sulla brevità (dura solo una ventina di secondi, contro i 3/4 minuti di quelli standard) e soprattutto – cosa abbastanza inconsueta – solo sul ritmo delle immagini riducendo al minimo i testi.

    In gergo cinematografico più che un trailer è un teaser, eppure credo di aver catturato bene l’atmosfera del romanzo e spero funzioni bene nel generare curiosità (ho pubblicato il mio ebook soltanto ieri e quindi ho appena iniziato a muovermi per promuoverlo).

    Non voglio spammare, ma se volete vederlo vi basta andare sul mio sito.

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2014 alle 08:17 Rispondi

      Ciao e benvenuto. Ho visto il booktrailer, ma non mi ha coinvolto, a dire la verità. Ci sono immagini che scorrono molto veloci e quindi, secondo me, non riescono a essere memorizzate.

  24. David Proh
    30 ottobre 2014 alle 08:49 Rispondi

    Grazie dell’osservazione. In effetti la durata delle immagini in sincronia con la musica prende solo il tempo necessario a far percepire che cosa rappresenta ogni singolo frame ma senza soffermarsi oltre, facendoli volutamente sovrapporre nella mente di chi lo guarda. O almeno, così mi hanno confermato gli amici a cui l’ho fatto vedere in anteprima.

    Il fatto è che molti booktrailer sembrano delle presentazioni aziendali in power-point, con “slide” che durano anche 5 o 6 secondi ognuna e testi chilometrici, montati in modo lento e noioso. A me interessava generare proprio l’opposto, un senso di ritmo e mistero a scapito di altri elementi, come in un teaser appunto.

    Del resto, anche i booktrailer che ti fanno il riassunto del libro o sono smaccatamente pubblicitari a me non piacciono. I migliori, come già detto sopra da altri, restano quelli con materiale originale girato da professionisti, ma per quelli appunto serve il budget di un piccolo cortometraggio e pochissime case editrici hanno la possibilità di spenderlo. Se poi sei un autore “indie” e anche un po’ squattrinato…

  25. Giuse Oliva
    14 novembre 2014 alle 23:32 Rispondi

    Riprendendo un po’ questa vecchia discussione, mi e` tornata in mente un vecchio episodio legato a eragon il primo libro della saga.
    Navigando per la rete, moltissimi anni fa, quando ancora eldest doveva fare il proprio esordio a natale e quando ancora l’idea di quel film truzzo non era nemmeno stata formulata, mi imbattei per caso sul sito che prmuoveva quel libro. Il primo capitolo e mezzo era disponibile a chiunque volesse leggerne le parole.
    Lo lessi in un secondo e quando arrivai alla fined quelle poche pagine volevo leggere il resto!
    Anche il secondo libro di Licia Troisi era stato pubblicizzato cosi`, certo non si puo` essere sicuri che tutti comprino il libro, ma questo mi sembra un metodo diretto, efficacie e lascia nel lettore quel senso di curiosita` e vuoto necessari secondo me!

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2014 alle 10:28 Rispondi

      L’anteprima del libro, secondo me, funziona decisamente meglio del booktrailer. Purtroppo non tutti gli editori la mettono a disposizione online.

  26. Stefy Blu
    24 febbraio 2015 alle 17:49 Rispondi

    Ciao Daniele!
    Non mi ripresento perché già mi ero presentata in altri post e commenti!
    Sai che non hai una pagina per i ringraziamenti? Quindi ne approfitto e li infilo qui! Zan-Zan! (questo è il sonoro mentale di accompagnamento alla frase “ne approfitto e li infilo qui”).
    Giusto per essere ripetitiva, la prima cosa che volevo fare è proprio quella di ringraziarti: il tuo blog/sito è utilissimo ed interessante (sì, ho scritto “ed” beh? problemi? ;) ).
    Adesso arrivo anche al tema, topic, argomento o a quella roba che è scritta lì sopra.
    “Benedetti” BookTrailer: quelli che ho visto io, ed ultimamente ne guardo parecchi (arridaje con “ed”), sono decisamente imbarazzanti. Non parlo solo di quelli amatoriali. Parlo anche di alcuni prodotti da case editrici. In pratica è come voler andare al cinema ed ascoltare solo l’audio del film, giusto per rimanere in tema, oppure è come voler andare in piscina a nuotare…con le scarpe da ginnastica, o voler andare a cavallo per fare trotto..mangiando un gelato. Quelli che ho visto finora non rendono minimamente l’idea del contenuto. E vogliamo parlare delle interviste? Beh allora chiamiamole, aspetta che cerco il termine adatto…. Ah sì!! INTERVISTE, non BT. Forse il fatto che io sia anche una grafica mi porta ad essere davvero di parte, davvero però li vedo imbarazzanti. Parlo dei BT italiani che finora ho visto. Non ho visto BT stranieri. L’unico che ho apprezzato perché penso sia fatto bene, non pacchiano e a tema con il libro ed il target al quale si rivolge è di una self-publisher siciliana. Proprio per questo, in finale, penso che per i BT ci siano margini di miglioramento. Forse si tratta di dover capire esattamente quale sia il metodo efficace per costruirli? che ne pensi?
    Ciao
    Stefy Blu

    • Daniele Imperi
      24 febbraio 2015 alle 18:10 Rispondi

      Ciao Stefania, una pagina per i ringraziamenti mi sembra esagerata :D
      Hai ragione, i booktrailer non danno idea del contenuto. Non so se siano migliorabili, forse è proprio sbagliata come idea. Però mi hai dato un’idea per un prossimo post: proporrò alcune alternative al book trailer, quindi grazie a te ;)

  27. Luca Fadda
    14 maggio 2016 alle 10:22 Rispondi

    Ciao, sono capitato per caso su questo articolo che, devo ammetterlo, mi era sfuggito. Nel frattempo credo che siamo arrivati alle stesse conclusioni, tanto che ho ideato, per la mia serie noir-ironica, un prodotto più affine. L’ho chiamato “Booklip” e rappresenta la versione “narrativa” o letteraria del trailer cinematografico. Un lavoro più affine al formato del prodotto che si pubblicizza. Se posso (ma puoi censurarmi tranquillamente) ti presento il risultato finale: http://www.bisestimorgiarete.lucafadda.it/?p=366
    Se il collegamento non ti è gradito, cancella pure.
    A presto
    Luca

    • Daniele Imperi
      16 maggio 2016 alle 08:14 Rispondi

      Ciao Luca, benvenuto nel blog. Ho visto il pdf del booklip. Mi sembra migliore come idea del booktrailer, ma è comunque quella che chiamo anteprima del libro.

      • Luca Fadda
        16 maggio 2016 alle 10:34 Rispondi

        Sì, è un’anteprima, è vero, ma non le prime pagine, come è solito leggere in giro. Si tratta di una selezione per “scene”. Si va nel cuore del libro, come nel trailer di un film, come il booktrailer fa per immagini. Ho solo adattato la cosa togliendo le immagini e fornendo il testo in un formato più consono al libro. Sinceramente non saprei come altro rappresentare un “invito all’acquisto” per un libro, se non così. Questo è, a tutti gli effetti, un volantino pubblicitario. Niente di più, è vero. Ma l’altra soluzione sarebbe quella di entrare a casa di qualcuno e costringerlo a comprare il libro. :D :D

  28. Luca Fadda
    14 maggio 2016 alle 10:24 Rispondi

    PS: se ti va posso parlarti della mia idea, anche se non ho ancora capito quanto sia originale. Diciamo che aver trovato un articolo risalente a un anno prima del lancio mi fa pensare.

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