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Pensare a un blogging professionale

Che aprire un blog sia facile è risaputo. In 5 minuti siete online e non dovrete più preoccuparvi di nulla. Sono ormai quasi nove anni che mi occupo di blogging e la prima volta ho scelto la piattaforma Blogspot, ma più per pigrizia, avevo sentito parlare di WordPress ma non mi decidevo a imparare a installarlo.

Poche settimane dopo ero online con la mia installazione e un tema personalizzato, anche se non potevo certo definirmi un blogger professionista.

Scegliere la piattaforma giusta

Se volete farvi le ossa nel mondo del blogging, se all’inizio non vi interessa comprare un dominio e avere un indirizzo tutto vostro, allora piattaforme come Blogspot e WordPress vanno bene. A me non piacciono, perché non mi piace proprio l’idea di non essere veramente in casa mia, ma gli utenti di quelle due piattaforme sono tantissimi e questo significa che a loro sta bene così.

Se però pensate di dedicarvi a un blogging professionale – e gestire un blog aziendale è proprio questo, così come se siete liberi professionisti e volete un vostro blog – allora la scelta della piattaforma è uno dei primi passi da seguire.

Quali caratteristiche per una piattaforma professionale di blogging?

Io uso WordPress da anni, da sempre anzi. È una piattaforma molto versatile e con alcuni plugin può essere potenziata e rispondere alle esigenze del blogger. Quando ho aperto questo blog, volevo avere una piattaforma in grado di darmi visibilità e di darla ai miei articoli.

In realtà il mio è un ibrido, poiché sito e blog convivono nella stessa piattaforma. Ma a me questo serviva.

  • Home page personalizzabile: non è necessario, certo, ma con WordPress è possibile farlo. Se poi acquistate alcuni temi, troverete tante soluzioni per rendere la vostra home page unica e originale.
  • Pagine statiche: sono importanti, proprio perché il vostro è un blog professionale. Avete bisogno di una pagina in cui vi presentate ai lettori, di pagine che illustrino i vostri servizi, di pagine informative sull’uso del blog, ecc.
  • Contatti: dovete poter creare una pagina di contatti efficace e soprattutto completa. Fatevi contattare attraverso un form e non con un’email messa in chiaro. Faciliterete il compito ai lettori.
  • Plugin: come ho detto prima, potenziano il vostro blog. Io cerco di non esagerare, ora, e di limitarne l’uso allo stretto indispensabile.
  • Tema responsive: questo oggi fa un’enorme differenza. Io da anni ho creato da me i temi per i miei siti e blog realizzati con WordPress, ma non sono in grado di crearne responsive, così ne ho acquistato uno e l’ho personalizzato.

Creare il blog dalla base

Adesso non state più giocando, avete fatto la vostra gavetta, avete aperto il vostro blog in 5 minuti e avete cominciato a scrivere quello che vi passava per la testa. Ma se volete un blog professionale, allora deve entrarvi in testa il concetto di piano e calendario editoriale.

Quella è la base del vostro blog. E anche la vostra salvezza. Sì, perché grazie a quei documenti non avrete più problemi a trovare idee per scrivere. In realtà non è propriamente vero, io ogni giorno studio la rete e ciò che ho scritto per cercare idee.

Ma avere un piano editoriale significa sapere con esattezza di cosa parlare nel blog, di come parlare, di quando e quanto pubblicare. Il piano è la vera progettazione del vostro blog, che trova la sua messa in pratica nel calendario.

L’elasticità del piano editoriale

A me non piace ingabbiarmi in una struttura rigida senza scampo. Mi piace dare delle regole al mio blog, linee editoriali che seguo su come scrivere, rispondere ai commenti, accettare guest post, ecc., ma questo non deve essere per me sintomo di soffocamento.

Nel mio blog Penna blu pubblico un racconto ogni due settimane, ma una settimana è saltato e non è morto nessuno. Il giorno del racconto è il martedì, ma questa settimana è apparso invece il giovedì e il blog non si è mica rotto per questo.

Prepararsi a modificare la struttura del blog

Da quando ho aperto il mio blog sulla scrittura creativa, Penna blu, il piano editoriale è già cambiato quattro volte. Più di una volta all’anno. Forse è esagerato, forse no, nessuno può dirlo, perché il cambiamento non dipende dal fattore tempo, ma dal fattore blogger.

Perché l’ho cambiato? Perché stavo cambiando io grazie o a causa del mio blog. E questo non deve spaventare, anzi, è un incentivo a lavorare meglio. Quando c’è aria di novità, è come se ci fosse aria di festa: siamo tutti più arzilli e pieni di voglia di fare.

Cambiare il piano editoriale non significa stravolgere la tematica del blog, non avrebbe senso. Significa – almeno nel mio caso – dare al blog una direzione di obiettivi precisa, pubblicare meno frequentemente, stabilire – ma con elasticità – giorni precisi per i vari argomenti.

Questo blog è nato il 10 febbraio e aveva di partenza 3 categorie, che ora sono diventate 5, tanto per fare un altro esempio.

Scrivere come un professionista

Parliamo di professionalità, giusto? A me davvero non interessa di cosa si occupino un’azienda o un freelance. No, a me interessa che ci sia una scrittura professionale nei loro blog. Ognuno ha il suo stile e questo è più che accettabile, ma non tollero errori grammaticali negli articoli né una tipografia amatoriale e post illeggibili.

Che cosa significa scrivere per un blog in modo professionale?

La comunicazione online non è per tutti, punto. Scrivere per il web significa conoscere determinate regole, che non si possono imparare in un giorno. O, meglio, sono poche e si possono certo memorizzare in breve tempo, ma la scrittura online richiede molta pratica.

Perché non si tratta soltanto di scrivere un post e poi pubblicarlo, ma di saperlo scrivere in modo che sia facilmente trovato online. Sapete che anche la url del post va scritta in modo corretto? La scrittura per il web richiede conoscenze specifiche che includono concetti come SEO, web marketing e social media.

Imparare l’arte della revisione

Scrivere e pubblicare: ecco il modo peggiore di fare blogging. Imparate a revisionare i vostri post. Nessuno è perfetto e io stesso ho scovato refusi vari in alcuni miei articoli anche dopo alcuni giorni dalla pubblicazione.

Tendo a rileggere spesso i periodi che scrivo: in questo modo posso tagliare il superfluo, rendere più comprensibile una frase o un periodo e anche trovare qualche errore. Rileggo il post anche dopo l’impaginazione: l’anteprima online mi fa capire come rendere più leggibile il mio articolo, oltre a farmi trovare altri errori.

Dare forza ai propri articoli

Non solo scrittura, quindi, ma anche linguaggio. Si parla di tono di voce, che ci identifica come persone e fa presa sul lettore. Ma bisogna parlare anche di dinamismo del post: un’impaginazione dinamica, viva quindi, che spezzi in modo determinante la monotonia del testo.

State pensando a un blogging professionale?

Se la risposta è sì, allora non abbiate fretta. Se però siete freelance o aziende, allora il blogging professionale è un’esigenza.

6 Commenti

  1. MikiMoz
    28 marzo 2014 alle 12:37 Rispondi

    Mi sa che non sarò mai, dunque, un blogger professionista.
    Per molte cose sono d’accordo con te, ma alle altre (SEO ecc) manco ci bado.
    Ti quoto la frase del blog destinato a fallire, applicabile forse a qualsiasi contesto.
    P.s. ma sulla carta d’identità posso scriverci che sono un blogger? :D

    Moz-

    • Daniele
      28 marzo 2014 alle 15:17 Rispondi

      Ciao Miki, beh, dipende sempre da cosa vuoi ottenere dal tuo blog, no?
      E sulla SEO sono d’accordo: se scrivi in un blog che tratta di argomenti disparati, secondo me è impossibile pensare a posizionarlo: come farai? Tratti ogni argomento possiibile e il motore di ricerca stesso ha difficoltà a capirne il tema.

      E no, non puoi scrivere blogger, perché non è riconosciuta come attività professionale :D

      • MikiMoz
        29 marzo 2014 alle 02:11 Rispondi

        In realtà non è che tratto ogni argomento possibile, il mio blog ce l’ha una linea orizzontale di fondo. Ma, è vero, è un sacco ampia.
        P.s. ok, blogger no, tu ad esempio cosa hai scritto?^^

        Moz-

        • Daniele
          29 marzo 2014 alle 07:16 Rispondi

          La mia carta d’identità è scaduta da parecchio e non l’ho più rinnovata, ma neanche ricordo quello che c’era scritto :)

          • MikiMoz
            29 marzo 2014 alle 12:32

            Praticamente equivali ad un extracomunitario :p

            Moz-

  2. Daniele
    29 marzo 2014 alle 18:00 Rispondi

    No, ciccio, equivalgo a un italiano che ha patente e passaporto ;)

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