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Blogging fuori dal blog

Blogging fuori dal blog

Responding is marketing, is business, is an opportunity. How often aren’t you responding? How often aren’t you marketing? Chris Brogan su A Response is Marketing.

Un blog è comunicazione, ma il blogger comunica sempre? È davvero un comunicatore? Un blog è un ponte di contatto fra blogger e lettore. E in un ponte non esistono porte, si passa senza ostacoli.

Se ti scrivo, tu rispondi. Se commento, tu rispondi. Rispondere è marketing, certo, ma inteso in modo molto più ampio e non certo limitato alla commercializzazione del professionista. Rispondere è un’opportunità, perché permette scambio di idee, dialogo, permette di entrare in altri mondi, di trovare qualcosa di ignoto.

Quanto spesso non rispondi come blogger? Quanto spesso non ti mostri come un comunicatore, come ciò che dovresti essere?

It’s amazing how many times people say to me this: “I can’t believe you replied to me!” Every time, it’s like I’ve performed an act of magic.

Vero. Quasi sempre, quando rispondo in giornata – spesso anche dopo pochi minuti – a un’email che mi arriva dal blog, la frase con cui ribattono alla mia risposta è molto simile a quella che ho citato: “Grazie per avermi risposto” o “Grazie per avermi risposto subito”. Non stento a crederlo, non so quante volte ho scritto a persone, dalla loro pagina Contatti, e non ho ricevuto risposta.

Rispondere è un atto di magia. In un mondo sempre più farcito di input e dubbi, sovraccarico di informazioni e distrazioni, si perde il senso di umanità che un tempo era più forte. Siamo blogger e ce ne stiamo dietro la nostra tastiera a perdere tempo coi numeri delle visite e delle condivisioni, quando invece dovremmo guadagnare rispondendo a chi ci scrive.

Lo stesso Chris Brogan che ho citato – con quasi 260.000 persone che lo seguono su Twitter e migliaia di altre iscritte alla sua newsletter, risponde personalmente alle email. Perché non puoi farlo anche tu?

Il blogging non si riduce alla pubblicazione di un post, ma deve sviluppare una relazione fra blogger e lettore. Altrimenti è editoria, non blogging. È giornalismo, non blogging.

Rispondi sempre a chi ti scrive dal blog? E a chi commenta i tuoi post?

27 Commenti

  1. Calliope
    10 novembre 2013 alle 07:48 Rispondi

    Si ma non è detto che lo si possa fare sempre. Il tempo, gli impegni, esiste una vita fuori dal blog fatta anch’essa da contatti, dialoghi e scambi. Interagire non è sinonimo di immediatezza. Se ci si riesce bene, altrimenti si aspetta. Non è mai una questione di vita o di morte. Il blog deve essere un piacere non un dovere, scrivere e leggere con tutti i nostri sensi e con tutti gli impedimenti che possiamo avere. Ciao e buona domenica :)

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2013 alle 14:34 Rispondi

      Secondo me basta organizzarsi. E poi parliamoci chiaro: non credo che un blog italiano riceva centinaia di email e commenti al giorno, quindi il blogger può riuscire benissimo a rispondere a tutti.

      • Calliope
        11 novembre 2013 alle 07:49 Rispondi

        Concordo sull’organizzarsi ma non sul fatto che il blogger possa rispondere solo perchè i commenti non sono centinaia. Nello scrivere, il blogger può anche essere incoerente ma nel rispondere ai commenti non dovrebbe discriminare tra le quantità :) tutti o nessuno! I lettori sono importanti tutti, o no? Forse no o forse sono proprio quelli che pensiamo “no”, quelli piú stimolanti nelle risposte. Scusami mi sono persa nei meandri delle mie elucubrazioni :(
        Calliope moschettiera tutti per uno uno per tutti ahahahah
        Ciao Daniele buona giornata.

        • Daniele Imperi
          11 novembre 2013 alle 08:11 Rispondi

          Non mi sono spiegato: intendo che al limite sarebbe comprensibile non trovare tempo per rispondere a 100 commenti al giorno. Io lo farei però.

  2. Luisa Rex
    10 novembre 2013 alle 11:05 Rispondi

    Sei proprio un grande!
    Mi complimento per la professionalità e ti seguo già da un pò di tempo…già perchè essere Blogger non è per nulla semplice ma al contrario bisogna essere molto presenti e costanti nello scrivere ma anche interagire attraverso Social, Community ecc ecc
    Sto imparando a seguire molti buoni consigli che dai.
    Buona domenica :)

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2013 alle 14:35 Rispondi

      Ciao Luisa, benvenuta nel blog. Grazie, hai ragione, non è così semplice essere blogger.

  3. Valeria
    10 novembre 2013 alle 11:06 Rispondi

    Mi è capitato di twittare proprio questa cosa proprio stamattina, un’ora fa, e non ero ancora passata di qui: vedere che il tuo post del giorno prima ha un certo numero di condivisioni, ma nessun commento fa anche piacere, ma snatura le ragioni stesse del blog che è sì condivisione, ma non solo.
    Il blog dovrebbe essere anche interazione, anche nel momento in cui le esperienze o gli interessi siano diversi tra blogger e lettore, ma il lettore ha piacere di leggere ciò che scrivi.
    Sono d’accordo con Calliope quando dice che non sempre i riscontri sono immediati, ma mi chiedo: se non c’è interazione, a che serve il blog? Domanda seria! :-)

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2013 alle 14:36 Rispondi

      Io preferisco avere 0 condivisioni e un solo commento, che 100 condivisioni e 0 commenti.

      • Valeria
        11 novembre 2013 alle 16:57 Rispondi

        Beh, Daniele… Quel che intendevo è sostanzialmente questo, appunto. Le condivisioni di ciò che scrivi fanno piacere, ma la cosa più bella è che le persone ti scrivano due parole nei commenti; è da questo che parte l’interazione, che per me è il senso stesso del blog che si fa più con lo scambio nei commenti che con il post che si pubblica.
        Per il resto posso dire che nei tempi d’oro, quando il mio blog era su Splinder, ricevevo anche 30-40 commenti al giorno e rispondevo indistintamente a tutti; la sera, dopo cena, non c’era serata migliore che mettermi lì e rispondere a tutti, uno ad uno. Rispondere immediatamente lo trovo difficile: al momento sono a casa e ricevo immediatamente notifica della pubblicazione di un post di chi seguo o di un commento sul mio blog, quindi posso andare a vedere pressoché subito, ma quando lavoro sono in ufficio anche fino alle otto di sera, quindi dedicare un po’ della mia serata alle risposte ai commenti mi pare più che bene.
        Personalmente adoro quando qualcuno ti commenta un post e da quello ne nasce un ulteriore discussione nei commenti, tra te blogger, il commentatore ed eventuali nuovi lettori. Mi rattrista, invece, quando il blogger risponde entusiasticamente al tuo primo commento sul suo blog e poi piano piano, post dopo post, ti “abbandona”. Questo ti porta a non commentare più, anche se magari continui a seguire quel blog con interesse.

        • Daniele Imperi
          11 novembre 2013 alle 17:43 Rispondi

          Ho capito. Sì, se poi si perde l’entusiasmo, allora anche il lettore va a perdere la voglia di commentare.

    • Calliope
      11 novembre 2013 alle 08:01 Rispondi

      Ciao Valeria, anche io come te leggo i commenti di altri e credo che anche questo sia interagire al fine di aumentare, integrare e migliorare pensieri e idee. Condividere o dissentire fa parte di me e non è mai una polemica ma un volere capire. Le critiche costruttive o distruttive sono sempre esistite e conviverci fortifica.
      Condividere, commentare arricchisce, tutti. Chi legge e chi scrive. E non è detto che chi non commenta o non condivide non abbia “ap-preso” nulla da noi. Io preferisco spargere anche silenziosa le mie parole pensando che anche solo una persona le abbia portate con se, non su un blog, ma nella sua vita. Non è immodestia ma sogni clandestini di una scrittrice sconosciuta che diventerá famosa, cioè io :)
      Ciao Valeria.
      Vado a vedere il tuo blog :) sono una curiosa.
      Ciao Daniele.

      • Valeria
        11 novembre 2013 alle 18:05 Rispondi

        Ieri sera un’amica ha definito il mio blog (e il suo) come “blog di nicchia” però è un’espressione che non ho mai sentito quindi non la so giudicare.
        Mi sento di dire, invece, che blog come il mio dovrebbero indurre al dialogo e allo scambio fra i lettori a partire dalle mie esperienze personali, da domande sottese e non dirette. In passato i riscontri erano molteplici, oggi meno, ma è la società stessa che è cambiata. Personalmente noto anche in me una mia evoluzione da quando bloggo, ma non riesco ad essere diversa da quella che sono… E quindi a pormi sempre un sacco di domande e a vivere soprattutto di emozioni più che di materiale vita vera cioè di fatti.
        Quindi non penso che il mio blog personale sarebbe diverso oggi, perché blog personale è; penso invece che tranquillamente potrei aprirne un altro relativo più ai miei interessi (scrittura, lettura, traduzione letteraria), anche se qualche racconto l’ho già pubblicato sul mio attuale blog.
        Seguo con piacere ed interesse Daniele perché il suo blog è sulla scrittura e perché i suoi post sono sempre molto pratici, ne seguo altri sul coaching, sul lavoro freelance, sulla motivazione, e li trovo interessanti per ciò che voglio fare in futuro, ma in primis per la mia crescita come persona.
        Tutto sta nel capire che blog come il mio, che non è un mero “raccontare i fatti miei” bensì trasmettere emozioni e sotto sotto dei messaggi positivi, è un tipo di blog che attira sempre meno lettori. Ma serve a me stessa, anche se un eventuale interazione coi lettori sarebbe l’ideale.

  4. Lucia
    10 novembre 2013 alle 11:16 Rispondi

    Interessante questo post :)
    Personalmente ho un blog che cerco di aggiornare con un nuovo post 2 volte a settimana da circa 6 mesi…anche se non sempre ci riesco.
    Tuttavia non ricevo commenti, SE mi scrivono rispondo sempre fornendo le informazioni richieste o ringraziando.
    Mi è venuto il dubbio che il taglio sia troppo “commerciale”…essendo un blog collegato al sito la possibilità è reale.
    Sono assolutamente d’accordo che sia fondamentale scrivere contenuti di qualità, credo però che non sempre sia abbastanza. No?

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2013 alle 14:46 Rispondi

      Ho visto il tuo blog, Lucia, e ti dico ciò che penso non vada bene.

      – Innanzitutto i post non sono ben leggibili. Il carattere usato non lo è, oltre che troppo piccolo. La “e”, la “a” e la “o” si confondono una con l’altra.
      – Il taglio dei post è troppo commerciale, come hai detto. Sembra che stai descrivendo un prodotto, mentre devi parlare direttamente ai lettori.
      – Ho letto due post a caso e entrambi terminano con un’esortazione ad acquistare i tuoi mobili, mentre dovresti esortare i lettori a commentare.

      Queste sono le prime impressioni che ho avuto. Neanche io commenterei, te lo dico sinceramente. Prova a cambiare e vedi cosa succede. Dopo che hai cambiato approccio nei tuoi post, inizia a condividerli nei social, ma creando una discussione per ogni condivisione.

  5. MikiMoz
    10 novembre 2013 alle 12:51 Rispondi

    Ahaha, la cosa che citi è successa in modo simile anche a me tre-quattro mesi fa! Mi sono fermato su un blog, mi è piaciuto e ho lasciato il commento. La risposta è stata di sorpresa, tipo “non mi immaginavo che tu avessi tempo di passare negli altri blog” – una cosa del genere.
    Chissà che idea si era fatta di me la persona in questione Oo

    Perché io rispondo sempre a TUTTI i commenti che ricevo, anzi… è proprio quello che voglio, più dello scrivere il post in sè! I commenti prolungano il post, sono l’interazione che cerco, puoi scherzare, cambiare continuamente tono, divertirti direttamente con gli altri!!
    Mi da fastidio chi invece non risponde. Ultimamente ero approdato su un blog, segnalatomi da un amico, l’ho visitato e ho lasciato anche più d’un commento su un argomento. Non ho ricevuto nemmeno il saluto di benvenuto.
    Via, non ci sono più passato.
    Si vede che non aveva bisogno di me come lettore.

    In ogni caso… se non si risponde ai commenti… che senso ha avere un blog? Tantovale disattivarli e scrivi a senso unico.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2013 alle 14:48 Rispondi

      A me è successo qualche settimana fa. Approdo nel blog di un guru che mi sta sulle scatole da parecchio, ma commento in modo educato (anche perché in generale concordavo con quanto aveva scritto).

      Il tipo ha risposto a tutti tranne che a me. Andasse al diavolo lui e il suo blog, non ci entrerò più.

      • MikiMoz
        10 novembre 2013 alle 14:53 Rispondi

        Mah… che cafonata!
        Queste cose non le capisco davvero… un guru, poi… manco fosse cristo in persona, per piacere… scendesse dalla pianta!!

        In ogni caso, ricordi quando ti scrissi “Io presto addirittura metterò un post dal titolo non italiano (e non intendo inglese… vedrai^^) ma che so essere una scritta facilmente riconoscibile da molti, magari non da tutti, ma da molti.
        Vedremo…”?
        Ecco, l’ho fatto ieri… è una scritta che per noi vale più come impatto grafico che linguistico in senso stretto :)

        Moz-

  6. Sara Durantini
    11 novembre 2013 alle 14:10 Rispondi

    E me è capitato spesso seguendo una persona di cui ho (ancora oggi) stima che risponde solo ad “amici” e colleghi mentre ai miei commenti (e anche a quelli di altri, ho potuto notare) avrà risposto si e no due volte. Premetto che ho sempre commentato in modo educato e non ho mai dato contro al suo pensiero (e se anche fosse basta farlo con educazione ed eleganza, non c’è bisogno di offendere) anzi mi sono sempre trovata d’accordo con quanto scrive. Indipendentemente dal fatto che possa innervosire un comportamento del genere (a me sinceramente è indifferente, lo seguo perché ho da imparare tranne che sul contatto umano :) ) credo Daniele che un comportamento del genere faccia però venir meno la credibilità di questa persona. Quindi, non sapendo di cosa tratta questa persona nel suo blog credo sia meglio stare alla larga da tipi che, magari, si definiscono anche e soprattutto comunicatori (fatta eccezione per chi, come nel caso della persona letta e commentata dalla sottoscritta, scrive di dati schemi analisi di cui mi servo per lavoro)

    • Daniele Imperi
      11 novembre 2013 alle 14:40 Rispondi

      Io avrei da tempo smesso di seguirlo :)
      Rispondere è educazione, soprattutto.

  7. Gioia
    11 novembre 2013 alle 14:40 Rispondi

    Io adoro i commenti e mi piace ancor più rispondere. Il commento ti mostra quanto sei riuscito a “entrare” nel cuore delle persone, quanto sei riuscito a farti capire. La condivisione, spesso e purtroppo, è solo un atto condizionato, “Lo condivido perché lo ha condiviso Tal dei Tali”

  8. Sara Durantini
    11 novembre 2013 alle 16:33 Rispondi

    Mah, come ti dicevo il materiale che pubblica mi serve per lavoro e quindi lo leggo e lo seguo perché ho molto da imparare ma (ripeto) non su come si instaurano rapporti umani :)

    Però il mio consiglio è quello di non farsi venire il sangue cattivo. Al limite, smetti di leggerlo, come hai già fatto

  9. Francesco
    15 novembre 2013 alle 10:35 Rispondi

    Ciao Daniele, e complimenti per le tua capacità di copywriter. Io mi sto cimentando da poco scrivendo contenuti per l’azienda per cui lavoro e non è sempre facile trovare spunti quanto si deve “bloggare” per un settore industriale molto specifico… continuerò a leggerti… ciao.

    • Daniele Imperi
      15 novembre 2013 alle 11:05 Rispondi

      Ciao Francesco, benvenuto nel blog.

      Ho visto il tuo settore e concordo che non sia facile. Devi creare un piano editoriale, ossia un documento in cui definire una strategia di contenuti: cosa scrivere, su cosa puntare, quali obiettivi hanno i post, con quale frequenza scrivere, ecc.

  10. Dany
    10 dicembre 2013 alle 10:30 Rispondi

    Ciao, anche noi abbiamo un blog aziendale con un target molto settoriale (odontoiatria)… non è facile bloggare su un argomento così specifico… cosa ci consigliate di fare per trovare nuovi spunti che possano interessare gli utenti?

  11. Ciro
    14 gennaio 2015 alle 10:35 Rispondi

    Il tuo post si inserisce in una serie di riflessioni che caratterizzano il mio lavoro come social media manager per un’attività in campo medico. Secondo me sarebbe già un grande passo avanti capire che dall’altra parte dello schermo ci sono persone e non solo informazioni.

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