Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Il blog perfetto per uno scrittore

Blog per scrittori

Quando ho aperto Penna blu, non mi interessava avere un blog come scrittore, ma solo un blog per parlare di scrittura, una mia passione. Avevo ripreso a scrivere da poco, da due anni, e da un poʼ solleticavo lʼidea di aprire un mio ennesimo blog.

Pian piano Penna blu si è evoluto, introducendo nuove sezioni e ampliando gli argomenti. Oggi Penna blu è il mio blog da scrittore? Aspetto di avere un libro pubblicato per dirlo. Ma quando avrò quel libro, Penna blu servirà anche per promuoverlo.

Alcuni lettori hanno più volte chiesto quale debba essere il blog ideale per uno scrittore, quali articoli pubblicare, e mi sono ripromesso di scrivere un post per parlarne, perché non è facile, così su due piedi, capire che cosa deve scrivere uno scrittore sul suo blog.

4 domande lecite sul blog dello scrittore

Iniziamo a porci delle domande e poi a dare una riposta. Si parte sempre dalle domande quando dobbiamo aprire un blog, è utile per riflettere, per arrivare alle risposte più logiche.

  1. Devʼessere un blog sulla scrittura?
  2. Deve pubblicare solo racconti?
  3. Devʼessere un blog personale?
  4. Deve parlare di temi apparsi sui suoi libri?

Secondo me la risposta a tutte queste domande è no. Perché? Perché ognuno di questi 4 blog ha pro e contro, ognuno può sembrare a prima vista perfetto, ma in realtà è molto limitato.

E adesso vediamo perché.

Considerazioni sui contenuti e i lettori del blog

Prima di parlare di quali argomenti trattare nel blog di uno scrittore, dobbiamo riflettere su un concetto importante, che spesso sfugge a chi vuole aprire un qualsiasi blog.

Un blog è fatto di contenuti. I contenuti tematizzano il blog, lo fanno cioè catalogare entro precise nicchie, come vengono definite. Quando aprite un blog, quindi, e scegliete una serie di argomenti da trattare, saranno quegli argomenti a tematizzare il vostro blog e a farlo rientrare in una nicchia più o meno estesa.

Vediamo quindi, blog per blog, che cosa succederà a parlare di certi argomenti.

I contenuti di un blog sulla scrittura

Sarà soltanto uno: la scrittura creativa, appunto. Le tecniche di narrazione, le regole della narrazione, la grammatica, la costruzione dei personaggi e dellʼambientazione, consigli di scrittura creativa, ecc.

Quali lettori avrà un blog sulla scrittura creativa?

Altri scrittori, come ha fatto notare tempo fa una lettrice in un commento, chi è interessato a migliorare nella scrittura o vuole comunque discutere di scrittura.

Quali sono i pro e i contro di questo blog?

  • Pro: sarà tematizzato nella scrittura, avrà una sua nicchia precisa e neanche tanto abusata. Sui motori di ricerca, se pubblicherà buoni contenuti e ben ottimizzati, si posizionerà per quei temi.
  • Contro: come abbiamo visto, attira scrittori emergenti o alle prime armi. Possono essere questi i suoi lettori? Anche, perché no? Ma chi entra nel suo blog, è interessato principalmente a migliorare la sua scrittura.

I contenuti di un blog di racconti

Questa è facile: saranno soltanto racconti. A questo punto io mi chiedo: ha davvero senso, per uno scrittore non ancora conosciuto, pubblicare soltanto i suoi racconti nel blog?

La risposta è no. Se nessuno vi conosce, perché dovrebbe leggere i vostri racconti? Nessuno mette in dubbio che non siano storie valide, ma è un problema di percezione, innanzitutto: il pubblico preferisce andare sul sicuro e leggere i suoi autori preferiti, anziché un autore ignoto.

Passiamo a vedere i pro e i contro di un blog di soli racconti.

  • Pro: il blog diventa il portfolio dello scrittore, chi legge si fa unʼidea di cosa scrive, può apprezzarlo e comprare un suo eventuale libro.
  • Contro: come viene trovato un blog di racconti? Come si posizionano sui motori di ricerca i racconti? Come riuscirà quel blog ad attirare lettori? Soprattutto, quanto spesso riuscirà a pubblicare al mese?

I contenuti di un blog personale

Dove si parla di tutto. Il classico blog generalista, il diario personale, comʼerano quelli di un tempo. Davvero questa può essere una soluzione per lo scrittore? Parlare soltanto della sua vita privata?

Da lettore, a me non interessano questi blog, ma comunque hanno un seguito. Dipende da ciò che si pubblica e da come si scrive.

  • Pro: lo scrittore si fa conoscere come persona. Può riuscire a emozionare, a far riflettere su certi temi. Ma riuscirà a far leggere i propri libri?
  • Contro: il pubblico conosce la persona, non lo scrittore. Come troveranno un blog del genere sui motori di ricerca?

I contenuti di un blog sui temi delle proprie opere

Qualcuno sostiene che uno scrittore dovrebbe parlare dei temi che tratta nei suoi libri. Un giallista finirebbe per parlare soltanto di crimini e delitti e il suo blog si trasformerebbe in un notiziario di cronaca nera.

Su un blog del genere sono molto scettico. Se sono appassionato di gialli, davvero può interessarmi il crimine come argomento? Se leggo horror, invece, mi piacerebbe conoscere qualche oscura leggenda. E se leggo solo mainstream? Che cosa troverò nel blog di un autore che ne scrive?

  • Pro: ne vedo soltanto per chi scrive saggistica. In quel caso allora un blog dovrà trattare degli argomenti dei propri saggi.
  • Contro: alla massa, al pubblico, interessa la storia, ben pochi sono spinti a conoscerne i retroscena, ad approfondire gli argomenti letti nei romanzi. Cʼè anche da dire che non è facile scrivere articoli con continuità sui temi trattati nei propri romanzi.

Il blog e gli obiettivi dello scrittore

Iniziamo con altre domande.

  • A che serve veramente un blog? A comunicare. Poi possiamo dare il valore che vogliamo a questa parola. Ma con un blog comunichiamo qualcosa agli altri. La comunicazione avrà caratteristiche differenti in base agli obiettivi del blog.
  • Che cosa vuole ottenere uno scrittore? Deve pensare ai suoi obiettivi, cioè a trovare lettori per i suoi libri, ma anche colleghi, quindi altri scrittori.

Lo scrittore, non dimentichiamolo, è un professionista della parola e della narrazione. Come ogni altro professionista, nel suo blog deve mostrare e dimostrare le proprie competenze.

Non è sbagliato attirare altri scrittori. I SEO, i social media manager, i fotografi, i fumettisti, i copywriter non attirano soltanto clienti nei loro blog, ma anche altri professionisti come loro. Creano relazioni, imparando gli uni dagli altri e rafforzandosi a vicenda.

Il blog perfetto per uno scrittore

Devʼessere un blog che mostra le competenze dello scrittore, deve avere un portfolio, affinché i lettori si rendano conto di ciò che scrive, deve relazionarsi con i suoi colleghi e parlare di sé. Detto questo, secondo me il blog ideale di uno scrittore dovrebbe pubblicare i seguenti contenuti:

  • Argomenti che riguardano la sua passione: la scrittura e la pubblicazione, perché, come abbiamo visto, hanno una doppia utilità.
  • Racconti e ebook gratis: sono il portfolio dello scrittore.
  • Opere in fieri: creano curiosità e sono contenuti che dimostrano il lavoro dellʼautore.
  • Libri e letture: non mere recensioni, ma articoli più personali.
  • Segnalazioni di opere pubblicate: perché anche questi sono contenuti da blog e perché il blog serve anche a promuovere i propri prodotti.
  • Il lato umano: anche se sono contrario ai post sulla vita privata, tuttavia si possono contestualizzare allʼattività di scrittura o anche essere del tutto estranei alla scrittura.

Il blog perfetto per uno scrittore è un blog orizzontale.

  • Se parlasse solo di scrittura, sarebbe perfetto per un editor o per un docente di scrittura creativa.
  • Se parlasse solo di libri letti, sarebbe come un qualunque blog letterario, non emergerebbe la figura dello scrittore, ma solo quella di un lettore qualsiasi.
  • Se parlasse solo di vita privata, sarebbe come uno dei tantissimi blog personali e nessuno riconoscerebbe in quel blogger uno scrittore.
  • Se parlasse degli argomenti trattati nei suoi romanzi o saggi, il suo blog diventerebbe una piccola enciclopedia.

La mappa degli argomenti di Penna blu e le loro relazioni

Quando ho aperto Penna blu, io volevo parlare di scrittura a 360°, perché ero stufo di leggere strafalcioni e orrori grammaticali online. Poi, come ho detto, il blog ha subito unʼevoluzione, inevitabile secondo me, e ho iniziato a parlare di temi correlati alla scrittura.

Mappa contenuti

Tutto sembra avere un nesso. Lʼargomento Scrittura comprende la scrittura in senso generale, la grammatica, la narrativa, il copywriting. Lʼargomento Blogging ha una correlazione con il copywriting e la creazione di contenuti. Scrittura e Editoria sono legate e allʼargomento Editoria sono legati anche il self-publishing e la promozione editoriale. Chi scrive legge, quindi non si può non parlare di Lettura. E i Racconti, come abbiamo detto, sono il portfolio del blog.

Almeno è così che a me piace vedere il mio blog, che è partito con una sua verticalità, ma ha poi acquisito una certa orizzontalità.

“Quindi, caro Daniele, stai dicendo che il tuo è il blog perfetto per uno scrittore?”

Sì, perché no? Questo è il blog perfetto per me, ma non può esserlo per ognuno di voi. Qui parlo delle mie competenze e delle mie passioni. Non svelo troppo di me, ma questo dipende dal carattere di ognuno.

Ora tocca a voi: il vostro blog si avvicina a quello perfetto sulla vostra attività di autori? E che cosa pensate dei tipi di contenuti che secondo me dovrebbe pubblicare il blog ideale per uno scrittore?

65 Commenti

  1. Sabrina
    22 giugno 2015 alle 07:29 Rispondi

    Come sempre, il tuo articolo si rivela estremamente utile per me e illuminante. È la domanda che mi sono fatta più spesso e che continuo a farmi, cosa fare del mio blog. Sono d’accordo, l’orizzontalità è la chiave per un blog organico che sia originale e interessante, ma rimane aperta per me la questione del trovare qualcosa da scrivere e pubblicare ogni settimana. Che siano racconti, pagine di diario, riflessioni, sono scritti di un blog e come tali devono avere una certa lunghezza e struttura. Non posso limitarmi a prendere a caso uno del migliaio di file word che popola il mio computer. Nonostante anche io abbia cercato di trovare una certa gamma di sezioni che ha ampliato le possibilità del mio blog, la partita è ancora aperta.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:04 Rispondi

      Grazie. Dipende da che file word hai nel tuo computer :)
      Ma comunque dici bene: i post devono avere una loro lunghezza e struttura, ma anche un certo filo logico che si connetta al blog.

  2. Banshee Miller
    22 giugno 2015 alle 07:47 Rispondi

    Sì, hai reso l’idea. Il blog perfetto è il massimo che chi lo gestisce può fare in base alle competenze che ha. Parlando di scrittura gli argomenti sono quelli per forza. Per assurdo però, uno scrittore che gestisce un blog, completo come il tuo, potrebbe ampliarlo anche in altri ambiti esterni, se ne avesse le conoscenze. Che ne so, se uno è anche apicoltore, di tanto in tanto potrebbe inserire post su quell’argomento, se i post sono scritti bene, e sono competenti, non credo che farebbero male. Il punto centrale sono sempre le competenze.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:08 Rispondi

      Prendendo il tuo esempio, un post sull’apicoltura non ci azzeccherebbe nulla qui, come anche uno sul mosaico o sulla scultura. Io parlo di una “certa orizzontalità”, altrimenti finisci per parlare di tutto.
      Il problema è che alcuni argomenti attraggono determinati lettori: un post sull’apicoltura non attrae di certo un potenziale lettore, anche se potrebbe esserlo. Secondo me i temi devono essere in un certo senso contestualizzati.

  3. Salvatore
    22 giugno 2015 alle 09:09 Rispondi

    Secondo me un blog da scrittore, cioè aperto da uno scrittore con lo scopo di farsi pubblicità, dovrebbe essere gestito in modo tale da mettere in mostra la personalità, le idee e le passioni dello scrittore stesso. Se riesce a mettersi in gioco così tanto, troverà qualcuno che ha i suoi stessi interessi, che odia le sue stesse cose, che la pensa in modo simile a lui. Si sarà così guadagnato un lettore. Quel lettore potrebbe essere uno solo o una folla, dipende da troppe variabili, ma fondamentalmente il blog di uno scrittore non dovrebbe essere dissimile da un diario in cui lo scrittore annota quello che gli preme annotare. Potrebbero essere racconti brevi, opinioni sui libri o altri autori, o dubbi e scoperte sulle tecniche di scrittura creativa; sempre però con un tono intimo e confidenziale.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:09 Rispondi

      Quindi tutto riferito comunque a libri e scrittura, se ho capito bene. O parli in generale?
      Perché, per esempio, a me non interessa sapere come certi autori che seguo la pensano politicamente, perché quasi di sicuro finirei per non leggerli più.

  4. Chiara
    22 giugno 2015 alle 09:11 Rispondi

    Per la tipologia di argomenti che uno scrittore “dovrebbe” pubblicare, sono d’accordo con te. Però sono un po’ negligente, perché mi manca ancora il portfolio.
    So di aver promesso la pubblicazione di racconti, ma il poco tempo libero va ancora alla stesura del mio romanzo (che procede lentissima) e non riesco a dedicarmi ad altri progetti. Quindi, chi mi segue, per il momento si accontenterà di essere aggiornato sul work-in-progress del mio libro.
    Articoli tecnici ci sono: hanno meno commenti di altri, ma un buon posizionamento. Affronto anche le tematiche del mio romanzo, quando parlo di post-modernità e di spiritualità. E la biografia subentra solo se funzionale alla mia attività di scrittura. Sono contenta di parlare di me, primo perché nella mia vita quotidiana la libertà di espressione è ridotta all’osso; secondo perché dietro lo schermo, in fondo, c’è una persona, non un’entità astratta. E l’aspetto relazionale è fondamentale, per il mio modo di fare blogging. :)

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:11 Rispondi

      Da te infatti la sfera privata viene sempre inserita nel contesto della scrittura. In che senso nella tua vita quotidiana la libertà di espressione è ridotta all’osso? Al lavoro?

      • Chiara
        22 giugno 2015 alle 16:27 Rispondi

        Sì… come ho evidenziato più volte anche nel blog, faccio un lavoro “particolare” in un contesto “particolare”… se vuoi ti racconto meglio in privato, perché non vorrei rischiare che il mio commento fosse letto da persone sbagliate ;)

        • Daniele Imperi
          22 giugno 2015 alle 16:37 Rispondi

          Ok, quando vuoi :)
          In effetti qualche blog ha questo “rischio”…

  5. LiveALive
    22 giugno 2015 alle 10:02 Rispondi

    Ma noi vogliamo sapere tutto sulle vita privata di Daniele Imperi! Su, prossima settimana un articolo con la biografia breve di Daniele Imperi.
    ***
    …e come si fa ad avere un blog di pura scrittura che non attiri solo autori alle prime armi ma super-espertissimi?
    ***
    Credo che il blog di uno scrittore possa usare anche una strategia obliqua, cioè raggiungere una certa popolarità senza necessariamente porsi come scopo assoluto il far conoscere sé e le sue opere. Per esempio, ci sono molti autori che parlano poco di sé e di scrittura pura, e si concentrano di più sulla discussione su certi temi elevati.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:12 Rispondi

      Della mia vita privata non sa tutto neanche mia madre :)
      Per attirare super-espertissimi dovrai scrivere super-articoli sulla scrittura.
      Che intendi per temi elevati?

      • LiveALive
        22 giugno 2015 alle 13:56 Rispondi

        Cose tipo: se esiste un principio femminile nella scrittura; se la legge sul copyright sia giustamente applicata; se il libro sia da considerarsi un oggetto artistico, una pura idea artistica, o una “idea informata”. …cosa, insomma, che sono solo parzialmente legate alla scrittura in sé.

  6. Serena
    22 giugno 2015 alle 10:09 Rispondi

    Ciao Daniele, ti stavo rispondendo questa mattina presto dal cellulare, ma poi mi sono interrotta per eccesso di parole XD
    Questo è un tema caldissimo per me: il mio blog ha 7 mesi e mezzo e molte cose sono ancora in fase di test e regolazione. A giorni farò una modifica abbastanza importante, nata proprio per rispondere ad una delle esigenze che hai segnalato tu nel tuo post odierno. Ne avevo parlato anche a Marco Freccero, commentando questo suo bell’articolo: https://marcofreccero.wordpress.com/2015/05/22/il-blog-che-fa-la-differenza/ Incollo il commento-domanda che feci, perché, come scrissi allora, può servire ad altri, mi sembra pertinente a questo dibattito e magari mi date qualche buon consiglio su cosa fare :P . Eccolo qui:
    “Sto costruendo MOLTO faticosamente una mailing list, come avrai visto. Il punto è: sono sicurissima che ad una buona fetta delle persone in quella lista non interessa quello che scrivo, ma più gli articoli “tecnici”. E ad un’altra fetta di quelle persone non può fregare di meno degli articoli (tecnici) su SP, tecniche di scrittura eccetera. Così mi sento continuamente a disagio nell’inviare le mail cosiddette di broadcast; l’unica che parte, al momento, è quella che informa della pubblicazione di un nuovo post. E siccome i miei al momento sono quasi tutti post tecnici, sono sicura che le mie lettrici nemmeno le aprono, lo vedo dai numeri. In sostanza, non sto andando da nessuna parte nella costruzione di uno “zoccolo duro” di lettori del mio prossimo libro (che sarà lanciato ad ottobre, n.d.r.). Sono io la prima ad essere bloccata nel proporlo, perché avverto che su quel blog è fuori luogo. In quel blog io indosso il tailleurino o il completo pantalone che porto per le riunioni in azienda; ho gli occhiali, sventolo un tablet con un foglio Excel aperto e parlo di numeri. Come scrittrice, e come lettrice, io cammino a piedi nudi, parlo da sola quando non con cani e gatti, mi commuovo per niente e rotolo sul tappeto con mio figlio e i miei nipoti, in uno spettacolare casino di merendine spiaccicate, giocattoli e peli di animali assortiti. E mi vesto di arancione, non di grigio.
    In un blog “arancione” mi sentirei io per prima più libera. Ci mettere pezzi del mio WIP, altri pezzi dalle montagne che ho nel PC e parlerei di sogni, più che altro, non di numeri né di tecnica.
    Non sei il primo che mi dice “ma… sei sicura?” Però credo anche che mi sarebbe più semplice tenere aggiornato il “blog arancione”. I miei post che contengono citazioni di articoli, libri e statistiche mi prendono ore di tempo, ci metto tantissimo a scriverli perché controllo tutto. Per scrivere come mi sono sentita quando è morta la mia amica Melissa, gatta norvegese e Valchiria in incognito, ci metto meno di mezz’ora, secondo me.”
    Marco mi rispose che forse c’erano parti della mia scrittura che non accettavo, e avrei dovuto rifletterci. Io ci ho riflettuto, e continuo a pensare – almeno fino ad oggi – che va benissimo un blog orizzontale, probabilmente è la soluzione più giusta, ma rischia di cozzare con la miglior gestione di chi è interessato solo a leggere narrativa. Così come credo stuferei i miei lettori (maschi soprattutto!) con le storie “al femminile” che scrivo, allo stesso modo penso che alle mie lettrici femmine e non scriventi non possa fregare di meno di un articolo di marketing.
    Voilà. Attendo ansiosamente XD
    PS Non mi sento sminuita nel dichiarare che scrivo Women’s fiction, narrativa al femminile. Ho trovato una bella definizione nella presentazione della WFWA, della quale sono membro: la narrativa per donne non è chick-lit, o lo è in minima parte. Si tratta di raccontare “il viaggio emozionale di una donna”. Quindi per i miei temi è perfetto.
    Scusa il super-papiro.
    E buona settimana :D

    • Marianna Montenero
      22 giugno 2015 alle 11:22 Rispondi

      Ciao Serena, permettimi, permettetemi, di lasciare un’opinione. Scrivere di marketing può servire per il lavoro, ma come autrice devi pensare ai lettori o meglio “lettrici”. Senz’altro meglio separare i due contesti in due blog diversi, fermo restando che una mail di pubblicità di un libro in un blog sempre tuo è lecita. Pensa quante donne d’affari vivono il tuo stesso dissidio grigio/arancione…

      • Serena
        22 giugno 2015 alle 14:06 Rispondi

        Uh, grazie mille, Marianna. Il tuo intervento conforta la mia decisione. Ed essendo un’opinione che proviene da una donna e scrittrice, mi conforta ancora di più.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:19 Rispondi

      Ciao Serena, ora mi tocca leggere tutta sta pappardella che hai scritto :D
      Sulla mailing list il problema è che non potrai mai accontentare tutti gli iscritti, a meno che di non usare un form di iscrizione che preveda una scelta degli argomenti da ricevere.
      Non credo però di aver capito il tuo problema…
      Tu vorresti parlare anche di fatti personali (blog arancione) ma non ti decidi a farlo?
      Riguardo alla narrativa al femminile, ti dico che neanche so cosa sia :)
      Una narrativa del genere, però, ti taglia una bella fetta di lettori (gli uomini) e secondo me anche parte delle donne.

      • Serena
        22 giugno 2015 alle 14:12 Rispondi

        Diciamo che vorrei sentirmi libera di promuovere la mia scrittura, ma non credo che il blog “grigio” – chiamiamolo così – con il taglio che ha e il tipo di articoli che ospita sia il luogo giusto per farlo. Si deve essere contenti in due, come nei matrimoni, io di proporre con spontaneità e, chi riceve, di leggere. Ho la sensazione che Marianna qui sopra abbia centrato il punto (grazie ancora :* )

        • Marianna Montenero
          23 giugno 2015 alle 00:30 Rispondi

          È un piacere :-)! Segui il tuo istinto, accontentare tutti e non essere letti da nessuno non ti darebbe alcuna soddisfazione.

  7. Erin Wings
    22 giugno 2015 alle 10:14 Rispondi

    Un articolo utilissimo. Mi ha fatto riflettere molto, proprio come dovrebbe fare un articolo. Mi sono reso conto che non ho sbagliato tantissimo con il mio blog. All’inizio volevo pubblicare solo racconti, ma poi mi sono resa conto che non poteva funzionare. Chi mi conosceva, appunto?
    Allora mi sono messa a scrivere anche recensioni, articoli vari su libri e film (dato che amo anche il cinema). Quindi pubblico citazioni, recensioni, ma sempre, penso, restando in tema. E aggiungendo i miei racconti.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:21 Rispondi

      Grazie. Secondo me sono molto utili anche gli articoli sul cinema, perché comunque ha attinenza con la narrativa e la scrittura.

  8. Tenar
    22 giugno 2015 alle 10:42 Rispondi

    Bene, ho un mix di tutte le tipologie di post da te indicate. Ritengo ancora che il blog sia e debba essere principalmente un divertimento. L’aspetto promozionale un po’ viene da sé e un po’ il mercato editoriale si muove per strani e misteriosi canali. Insomma, un blog aiuterà sicuramente la promozione delle proprie opere, ma è meglio non caricarlo di troppe aspettative.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:23 Rispondi

      D’accordo anche io che il blogger debba divertirsi a tenere il suo blog. Da una parte è vero non aspettarsi troppo dal blog (dipende da quanto seguito hai), però l’aspetto promozionale va studiato per bene.

  9. pierluigi tamanini
    22 giugno 2015 alle 12:56 Rispondi

    Lo sai che anch’io me lo sto chiedendo? Non ho ancora capito cosa sia il mio blog… http://www.pierluigitamanini.com/blog

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 13:24 Rispondi

      Ho dato un’occhiata e finora hai scritto di scrittura e basta, giusto?

  10. Ferruccio
    22 giugno 2015 alle 14:14 Rispondi

    Nel mio caso serve per comunicare e divulgare le passioni che caratterizzano la mia vita, cercando di mettere alla base un denominatore comune (gli aspetti culturali che ruotano attorno ai libri e i libri), in modo che chi legge non rimanga sbalestrato. Più passano gli anni più sono sicuro di come mi presento e di come ci sia un’impronta personale ben precisa. La scrittura e la mia attività di scrittore, fattori che mi hanno spinto a crearlo, non sono altro che conseguenza

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 14:40 Rispondi

      Nel tuo blog si nota la tua impronta personale, nel taglio dei post e nel linguaggio e col tempo anche nei contenuti.

  11. Simona
    22 giugno 2015 alle 18:20 Rispondi

    Ho impostato il mio blog immaginando, da lettrice, come vorrei che fosse il sito del mio autore preferito, quali informazioni vorrei trovarci, quali risposte alle mie domande sui suoi libri e sulla sua vita di scrittore.
    In parte, quindi, lo uso come vetrina per presentare i miei libri, segnalare eventi che li riguardano (nuove uscite, presentazioni, idee per i futuri romanzi), creare un archivio di articoli, recensioni e interviste apparsi su altri siti. In parte, i miei post parlano di scrittura e pubblicazione, ma non mi sento così esperta da insegnare ad altri. Ne parlo in termini di esperienza personale, racconto le mie scelte, le mie opinioni e le cose che sto imparando col tempo. Non so quanto possa essere utile ad altri scrittori, forse è più rivolto a lettori curiosi.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 18:22 Rispondi

      Mi sembra una buona idea quella di rapportare il proprio blog a quello di uno scrittore famoso. Almeno come vorremmo che fosse, visto che spesso restiamo delusi.
      Nel blog non devi per forza insegnare. Io qui quasi sempre scrivo le mie riflessioni sulla scrittura o pubblico mie esperienze.

  12. Lisa Agosti
    22 giugno 2015 alle 18:44 Rispondi

    Questo post ha suscitato più domande che risposte, non mi esprimo perché non sono sicura di come la penso, ci devo riflettere. A caldo, mi sento di dire che chi apre il primo blog non può sapere esattamente che tipologia e che contenuti pubblicherà dopo un anno o due. L’esperienza è l’unico modo per scoprirsi, anche come blogger.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2015 alle 19:53 Rispondi

      Un post deve soprattutto lasciare con più domande :D
      Hai ragione sui contenuti: io non immaginavo certo cosa avrei pubblicato dopo un anno o due o più, anche perché il blog evolve.

      • LiveALive
        22 giugno 2015 alle 23:37 Rispondi

        È dimostrato che più la scienza progredisce più diventiamo ignoranti, nel senso che più cose scopriamo più aumenta il numero di domande senza risposta che ci poniamo.

  13. Grazia Gironella
    22 giugno 2015 alle 21:38 Rispondi

    Non so dire quanto il mio blog si avvicini a quello ideale, ma quella che proponi è la strada che scelgo, almeno per ora. Non sono d’accordo sullo splittare i blog, per esempio uno in cui parli di te e uno per promuovere i tuoi libri. I doppioni sono molto difficili da seguire con uguale cura, e poi la persona è una sola, tutta intera, con il suo vissuto personale e i suoi aspetti professionali. A Serena suggerirei di diventare un’insegnante in arancione e mantenere unite le sue diverse nature. In fin dei conti un blog può avere diverse sezioni. Sfrutterei quelle per creare l’orizzontalità. Articolo interessante. :)

    • Serena
      22 giugno 2015 alle 22:01 Rispondi

      …e mi ri-precipiti nel dubbio *piange*

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 08:12 Rispondi

      I doppioni anche per me sono difficili, prova ne è il mio secondo blog che dopo 6 mesi ho eliminato.
      Su Serena concordo: dovrebbe trovare il modo di unire le due parti, contestualizzandole a vicenda.

      • Alessia Savi
        24 giugno 2015 alle 22:10 Rispondi

        Concordo. Niente doppio: il tempo si spezza e nessuno dei due blog ne trarrà giovamento.
        Uno unico, in arancione o rosa, e via.
        Basta sfruttare le mille potenzialità di WordPress, Serena!

        • Serena
          25 giugno 2015 alle 08:27 Rispondi

          Nah. Ho avuto qualche notte di dubbio ma ora ho proprio deciso, passo al lato oscuro della Forza. Saranno due blog. Se conto anche quello del laboratorio di scrittura, tre :P E poi vediamo cosa succede.

          • Daniele Imperi
            25 giugno 2015 alle 08:29 Rispondi

            Guarda, se trattano temi decisamente diversi, per me è meglio la separazione netta. Io alla fine ho eliminato il secondo perché quei temi posso affrontarli anche qui. Ma se volessi parlare di cibo, per esempio, apro un altro blog.

  14. Francesca Lia
    22 giugno 2015 alle 22:24 Rispondi

    In questi mesi sto pensando molto a questo argomento, e per questo ho in mente di cambiare un po’ cartatraccia, renderlo più orizzontale, smettere di parlare solo agli scrittori e concentrarmi sulla ricerca di lettori.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 08:15 Rispondi

      I tuoi post sono più incentrati su temi cari allo scrittore, è vero, ma puoi sempre trovare il modo di scrivere anche per i potenziali lettori. Nel tuo blog però manca un elenco delle categorie che tratti :)

  15. Poli72
    22 giugno 2015 alle 23:14 Rispondi

    Un blog che da ampio spazio a preziosi consigli sulla scrittura,attirera’ numerosi aspiranti scrittori,questo e’ ovvio. Come un blog che tratta di ricerca di funghi verra’ frequentato da aspiranti fungaioli. Scommetterei il classico braccio sotto la mannaia che la maggior parte di chi ti segue ha il suo sogno nel cassetto.Come razzolatore di internet da vecchia data, a mio avviso il tuo blog emerge molto positivamente dal mucchio.
    In primo luogo apprezzo il fatto di non dover sorbire i soliti 15 secondi di videopubllicita’ introduttivi per fruire di un articolo.Cosi come non devo fare lo slalom col puntatore del mouse fra banner e trafiletti per evitare che mi si attivi qualche seconda finestra dove mi propongono 8000 euro al mese operando con Forex o nuova Panda ad interessi zero.Ma, sopratutto, e’ ben fatto esteticamente , ben organizzato e i post sono qualitativamente buoni.Daniele per me scrivi bene.Un aspirante scrittore ,qui trova molto materiale da studiare,buoni consigli e puo’ scambiare opinioni con altri che hanno i suoi stessi interessi.Credo, inoltre ,che difficilmente uno scrittore “Blasonato”si spenderebbe in un blog cosi’ onesto.Molti di loro sono pieni di se’ ,considerano i propri segreti e le proprie tecniche un bene troppo prezioso da divulgare GRATIS alla massa.E’ certo pero’ che mi sono gia’ sparato i tuoi racconti brevi nell’apposita sezione, molti mi piacciono e qualora pubblicherai un romanzo lo acquistero’ .Seguiro’ il blog anche se ti saltasse in mente di inserire qualche banner pubblicitario .Pochi spero!
    Il BLOG PERFETTO DELLO SCRITTORE ,e’ quello dove puoi arricchirti tecnicamente e professionalmente coi consigli di uno che ha sgobbato sodo per apprendere quelle stesse cose che magicamente ti regala . Personalmente non seguirei mai un blog dove tizio parla delle sue conferenze ,presentazioni e ti bombarda con foto e strafoto delle copertine ultrameravigliose dei suoi inarrivabili capolavori letterari.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 08:19 Rispondi

      Sì, mi seguono soprattutto scrittori e blogger. La pubblicità non c’è mai stata qui, è stata una decisione presa fin dall’inizio e resterà così.
      Uno scrittore blasonato non ha più bisogno, dal punto di vista del marketing, di seguire blog come il mio, anche se a molti scrittori, anche famosi, farebbe bene confrontarsi con i lettori nei loro blog.
      Grazie per aver letto i racconti :)
      Un blog troppo autopromozionale e autocelebrativo stanca, anche se di un autore conosciuto.

  16. Gianni Galli
    23 giugno 2015 alle 01:03 Rispondi

    Ciao Daniele,
    oggi ero a casa di un amico e ho visto un libro molto interessante per il tuo amore: la scrittura. E, subito, ho pensato a te. Forse lo conosci già, o forse no: Libro, un saggio di Gian Arturo Ferrari edito da Bollati Boringhieri. Si può considerare la storia del libro, divisa in tre parti: il manoscritto, il libro stampato e quello elettronico. Le sue conclusioni sul futuro del libro sono ottimistiche: ” Fare libri sta diventando e sempre più diventerà, una cosa molto diversa da quello che è stato fin qui. Il campo che si apre all’invenzione, alla fantasia, alla capacità imprenditoriale è immenso”. Infatti, vincerà chi avrà le idee migliori e più nuove. Uno stimolo per la creatività e la cultura…” Questo è il vero dono che ci ha fatto l’ebook. L’ultimo, in ordine di tempo, tra i doni del libro “.
    Buona Notte Grande!

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 08:21 Rispondi

      Ciao Gianni,
      non conosco quel libro. Sono però d’accordo sul fatto che vincerà chi sarà innovativo.

  17. Ilario Gobbi
    24 giugno 2015 alle 19:32 Rispondi

    Ciao Daniele,
    il tuo articolo è stato per me davvero illuminante!
    E’ come se, per la prima volta, avessi trovato scritto a video ciò di cui avevo sempre avuto “il sentore che fosse così” ma mai inquadrato nel suo complesso.
    Trovo particolarmente utile le distinzioni e precisazioni che hai realizzato, che consiglierò sicuramente agli scrittori in cerca di consigli per il proprio blog.
    Per il discorso della tematizzazione estrema (parlo esclusivamente di crimini perché scrivo gialli) penso che in certi estremi casi possa anche andare bene, principalmente se si ambisce a diventare un’autorità solamente in una cerchia davvero ristretta e non si vuole vederla “contaminata” dalle visite di lettori generici.

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2015 alle 08:09 Rispondi

      Ciao Ilario,
      mi fa piacere che ti sia riconosciuto nel post. Sono d’accordo sulla tematizzazione, se vuoi diventare un’autorità in un certo settore.

  18. Barbara
    24 giugno 2015 alle 20:19 Rispondi

    Da mesi mi interrogo sulla questione: blog o non blog? E che tipo di blog?
    Adesso ho pure un dominio da “riciclare” alla svelta, solo che il suo nome suggerisce a tutti qualcosa di fantascienza…e siamo proprio fuori strada. :(
    Però l’idea del verticale potrebbe rappezzare il tutto.
    L’unica cosa che non riesco a concepire è di aprire l’ennesimo blog che parli di scrittura creativa: siete già in tanti, che motivo c’è di scrivere anch’io -male- quel che voi spiegate meglio da tempo?!

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2015 alle 08:12 Rispondi

      Che dominio hai? Se puoi dirlo :)
      Sulla questione della scrittura creativa io ti rispondi che puoi parlarne a modo tuo, in base alla tua esperienza, ecc. E diversificare gli argomenti.

      • Barbara
        9 luglio 2015 alle 22:04 Rispondi

        …ecco, mi pareva di aver lasciato indietro un commento :)
        webnauta.it che non viene usato da almeno 7/8 anni…nel lontano 2000 doveva essere un portalino…poi riciclato in vetrina/palestra. O diventa un blog o lo chiudo. Ma mi spiacerebbe perdere il nome, anche se non ha nulla a che fare con la scrittura.

        • Daniele Imperi
          10 luglio 2015 alle 08:04 Rispondi

          Ma è ancora tuo quel dominio? Perché ho visto che c’è un sito aziendale, adesso.

          • Barbara
            10 luglio 2015 alle 08:56 Rispondi

            Si, si, era il nome con cui sviluppavo vari cms in php. Ora non è più il mio business :)

  19. Alessia Savi
    24 giugno 2015 alle 22:08 Rispondi

    Credo tu abbia affrontato molto bene il discorso. Il blog orizzontale, come lo definisci, è la chiave per uno scrittore. Tuttavia credo che la “zona letture” sia ad alto rischio. La maggior parte dei blog che tratta di lettura finisce con il costruire recensioni, più che trarne accorgimenti o lezioni. Io, dei pochi libri che ho raccontato sul mio blog, ho cercato di trarre insegnamenti di scrittura. Il resto lo lascio ad altri. Trovo invece sia fondamentale pubblicare racconti, estratti, work in progress. Si instaura un dialogo con i lettori: c’è sempre qualcuno che li cerca. Sul mio blog, per esempio, una delle chiavi più ricercate è “racconti horror”! E ne sono felicissima, per altro! Significa che ho lavorato bene sotto l’aspetto del posizionamento su quell’argomento con un semplice ebook free e una serie di post sul blog tour collegato. Credo sia fondamentale parlare ai lettori, non agli scrittori. Spesso gli scrittori si arroccano sulle proprie posizioni, traggono e lurkano il prossimo alla ricerca di qualche buona idea di cui usufruire. Non sono tutti così, ovviamente, ma ci sono moltissimi scrittori che non leggono (sono ancora traumatizzata da questa scoperta). Per questo trovo che il blog dello scrittore debba mostrare lo scrittore in quanto tale, e che la parte più tecnica non debba essere quella predominante. Si può emozionare parlando anche del quotidiano, di qualcosa che ci è rimasto dentro. Per questo spesso, mi sembra che in fatto di blog di scrittura stiamo andando un po’ tutti a caccia di lettori-scrittori, e nessuno di lettori puri, che abbiano solo voglia di leggere, senza nutrire il desiderio di scrivere. Mi piacerebbe che ci fosse qualcuno, un giorno, a cui possono servire i miei post sulla scrittura, ma al contrario. Che mi dica “Ehi, ho letto quello che hai pubblicato, mi è piaciuto e ho deciso che voglio scrivere anch’io!”. Per me, questa, è la vittoria più grande per uno scrittore. Ed è la vittoria che spero di ottenere, un giorno. Utopia? =P

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2015 alle 08:16 Rispondi

      Anche io qui scrivo di insegnamenti di scrittura tratti dai libri letti. Le recensioni vere e proprie mi hanno stufato e poi non portano a buone discussioni.
      Credo sia difficile creare un blog sulla scrittura mettendo come parte dominante la tecnica, a meno di non pubblicare una volta a settimana.

  20. Tommaso
    24 giugno 2015 alle 22:54 Rispondi

    Fino ad ora per il libro che ho scritto con l’aiuto di un mio amico scrittore ho ricevuto quattro offerte di pubblicazione. Mi domamdo perché devo acquistare un certo numero di copie? E pagare queste copie delle cifre molto alte. Secondo me e parlo da inesperto c’è molta poca serietà fra le case editrici ,almeno quelle che mi hanno contattato dietro mia richiesta, io ho venduto con il fai da te 350 copie ad un prezzo accessibile che tra l’altro tolte le spese il restante va in beneficenza .loro invece mi propongono delle percentuali bassissime pretendendo che acquisti a prezzo pieno le copie .tutto ciò non lo capisco, ma come ripeto sono alle prime armi.

    • Serena
      25 giugno 2015 alle 01:05 Rispondi

      Per carità, Tommaso, tu i tuoi libri non li devi comprare, li devi vendere! Non dare un euro a nessuno! Mai sentito parlare di EAP? Leggi qui: http://bookblister.com/no-e-a-p/ e tieni i tuoi soldi in tasca. Al massimo, investili in un editor di cui ti fidi e in una copertina professionale.

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2015 alle 08:18 Rispondi

      Forse ti hanno contattato case editrici a pagamento, lasciale perdere. Un editore ti paga una percentuale sulle vendite. Poi, se tu ne vuoi acquistare qualche copia, ti fa un certo sconto, fra il 30 e il 50% ho visto. Ma nessun editore serio ti obbliga a compare copie.

  21. Federico
    25 giugno 2015 alle 13:24 Rispondi

    Grazie Daniele per i tuoi consigli!! Ne farò tesoro… :)
    Buona continuazione.

  22. Loredana
    18 agosto 2015 alle 16:41 Rispondi

    Ah, che belle domande. Sono mesi che m’interrogo sull’evoluzione del mio Blog. Gli manca qualcosa, ma ancora non ho capito cosa. Il tuo articolo mi ha dato qualche spunto di riflessione, e una bussola da usare nella nebbia. Potrei anche rileggermelo un paio di altre volte, tanto per essere sicura!

  23. Davide Piccolo
    9 febbraio 2016 alle 23:30 Rispondi

    Ciao Daniele,
    Il tuo articolo risponde esattamente a una domanda che mi sto ponendo da tempo. Da poco tempo ho autopubblicato un libro e ho pensato di aprire un blog, allo scopo di promuovere ciò che ho scritto e di soddisfare il mio istinto alla scrittura.
    Prendendo spunto dalla tua idea di blog orizzontale, ho pensato di dividere il futuro blog in sezioni che mi consentano di sviluppare in modo ordinato il mio progetto.
    Sicuramente una sarà dedicata alla scrittura creativa e una all’editoria e al self-publishing.
    Ad esse, ho pensato di affiancare una sezione che tratti di musica. Per intenderci, non ho intenzione di trattare argomenti tecnici, che non rientrano nelle mie competenze, ma di analizzare, commentare e confrontare i testi dei brani.
    Questa idea è dettata dalla mia passione per questa forma d’arte e dal fatto che nel capitolo chiave del mio romanzo d’esordio “Il senso del coraggio” cito “I giardini di marzo” di Lucio Battisti. Inoltre, altre canzoni sono state per me fonte di ispirazione o esprimono il mio parere riguardo temi trattati nel libro.
    Pensi possa essere coerente con la tipologia di blog che intendo impostare o che quest’ultimo collegamento sia forzato?

    • Daniele Imperi
      10 febbraio 2016 alle 08:33 Rispondi

      Ciao Davide, benvenuto nel blog. Non credo sia forzata questa sezione, visto che parlerai dei testi delle canzoni. In fondo, anche quella è una forma di narrazione. Col tempo poi ti renderai conto se quella sezione darà risultati. Io qui ho chiuso delle categorie e delle rubriche che non portavano commenti, quindi non interessavano.

      • Davide Piccolo
        10 febbraio 2016 alle 14:19 Rispondi

        Grazie del consiglio, Daniele. Effettivamente sperimentare alcune sezioni e valutare l’interesse di chi legge è un modo di procedere molto intelligente e di cui mi servirò.

  24. Stefano Dalpian
    26 marzo 2017 alle 19:42 Rispondi

    Ciao, Daniele,
    ho trovato tante risposte sul tuo sito e anche una guida per tutto ciò che viene dopo la pubblicazione di un libro. Insomma, dopo aver pubblicato ti accorgi quanto lavoro di marketing devi fare (magari insieme alla casa editrice) e tu mi hai fornito tante ottime idee.
    Grazie di cuore.
    A tale proposito vorrei chiederti cosa ne pensi di aprire un blog che analizzi la scrittura creativa e parli dei propri interessi attraverso i libri letti. Ad esempio, leggo “Romanzo criminale” e parlo di come usare il dialetto in un romanzo, oppure leggo un libro di Bauman e scrivo alcuni commenti sulla società in cui viviamo.
    Cosa ne pensi?

    • Daniele Imperi
      27 marzo 2017 alle 07:29 Rispondi

      Ciao Stefano, benvenuto nel blog. L’idea mi sembra buona. In realtà non esiste un blog perfetto per lo scrittore, nel senso che ognuno deve trovare la sua strada: qualsiasi consiglio dato può funzionare oppure portare a un insuccesso.

  25. Africa Saffo
    27 aprile 2017 alle 20:51 Rispondi

    Da un mese a questa parte ho questo “pallino” di aprire un blog e come scrittrice alle prime armi penso proprio che mi convenga. I punti che hai elencato secondo me sono perfetti poi, ovviamente, vengono aggiustati secondo i propri schemi personali ma come base è ottima. Esiste la base ma non lo schema perfetto secondo cui uno scrittore debba gestire il suo blog ed è questo il bello: proprio grazie i gusti e gli obbiettivi dello scrittore un blog sarà sempre diverso da altri blog!
    P.s. seguo i tuoi articoli da mesi e sei davvero un grande!

    • Daniele Imperi
      28 aprile 2017 alle 07:25 Rispondi

      Ciao Africa, grazie e benvenuta nel blog. Uno scrittore secondo me è un professionista che esula da qualsiasi modello. I professionisti parlano del proprio lavoro nei loro blog, quindi è normale per me che lo scrittore parli di scrittura e pubblichi qualche racconto. Per molti questo è sbagliato, perché così si attirano altri scrittori. Ognuno deve trovare la sua strada, alla fine.

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