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Perché un blog non deve imitare la TV

Perché un blog non deve imitare la TV
Il #blogging come la televisione? Troppo spesso sì

Perché la TV è spazzatura. Ma un post di 5 parole sarebbe stato troppo sintetico, credo. Allora, se vi va, seguitemi in questo excursus televisivo.

Ma prima spegnete il televisore.

L’invasione degli ultraspot

TVAvete mai visto la televisione? Che domanda. Avevamo vinto un referendum contro le interruzioni pubblicitarie, non più di due a film, ed ecco che sono aumentate. Ma non contenti di questo, ora si sono inventati la pubblicità in mezzo al film, in basso a sinistra dello schermo, ancora più invasiva e irrispettosa.

Ci sono blog in cui è quasi impossibile leggere gli articoli. Appena entri ecco che parte il video che hanno messo nella barra laterale e che, per qualche misteriosa diavoleria, si ingrandisce e ti copre mezzo schermo.

Poi ne apri altri e ti appare la finestra per diventare fan su Facebook. Ma se io non ho ancora visto il tuo blog, perché dovrei diventarne fan?

E quelli che, per leggerne i post, ti fanno attendere su una pagina bianca per vedere il messaggio promozionale.

Ma i peggiori, secondo me, sono quelli che inseriscono gli annunci pubblicitari in mezzo al testo e tu pensi che ne faccia parte, ma ti suona strano, perché stai leggendo altro.

La nascita dei gemelli diversi

TVNasce un programma di cucina ed ecco che ne spuntano altri. Ok, l’Italia è la patria del cibo, ma che gli italiani siano ora tutti cuochi provetti a me pare strano. Cambia il nome, cambiano i personaggi, ma la musica resta quella: stai sempre vedendo gente che cucina e altri che mangiano.

Avete mai provato a cercare un’informazione in rete? Faccio un esempio: Facebook cambia le dimensioni dell’immagine di copertina. Risultato? Ne parlano 20 blog. Dico: le dimensioni quelle sono, base per altezza e nemmeno diviso due. A cosa serve che ne scrivano in 20?

Questi sono contenuti uguali, anche se scritti con toni e stili diversi. Voi direte: “e allora perché hai scritto articoli sul blocco dello scrittore e su come scrivere il titolo di un post?” Leggili e vedrai che sono differenti.

Ma i post sulle dimensioni di Facebook e altri post simili, nati appena esce una modifica in uno dei mille social media, sono contenuti identici, perché hanno le stesse informazioni.

Un palinsesto di 24 ore

TVLa televisione non conosce pausa. Inizia alle sei di mattina, forse pure prima, e va avanti fino a tarda notte. Quanti programmi si salvano in quel calderone? Ben pochi. Per me nessuno, io, a parte Castle, Criminal Minds e NCIS non guardo TV.

Lo scorso anno sono arrivato a pubblicare 17 post in una settimana. E per diverse settimane ho pubblicato svariate volte un post anche nel pomeriggio. Arrivavano idee su qualcosa letto nei commenti o sui social media o altrove e la smania di scrivere e condividere prendeva il sopravvento.

È stato uno sbaglio. Per molti è anche uno sbaglio che io pubblichi ogni giorno, ma non sono l’unico che lo fa e non obbligo nessuno a leggermi.

Trasmetto ogni ora? Trasmetto ogni giorno. Però mi impegno a non pubblicare contenuti scarsi. Non pensate che io pubblichi tutto ciò che scrivo, perché ho perfino messo in pubblicazione dei post per poi cancellarli.

Chi tardi arriva, male blogga

TVQuante volte mi sarà capitato di sentire una notizia al telegiornale e averla già letta online almeno 12 ore prima? Il web è immediatezza. Entri su Twitter e sai che è morto quell’attore, che il governo sta per cadere ma purtroppo s’è rialzato, che l’acqua forse si pagherà e quindi anche la birra costerà più cara.

E qui mi riallaccio ai gemelli diversi. Ai contenuti identici. Il blogger deve essere veloce a cogliere quell’attimo che fugge prima di dire “pronto?” (quanti coglieranno la citazione?) e altri blogger devono essere intelligenti (onesti?) a non approfittare dell’onda equina e lasciar perdere quel post che avrà lo stesso sapore di un altro.

Cucinate ricette differenti. Siate cuochi per palati fini. Di trash il web è pieno e così anche le discariche.

Il mondo non è dei furbi

TVCi sono stati casi in cui qualche TG ha copiato una notizia presa online. O ha perfino spacciato un video di Youtube per qualcos’altro. Ovviamente poi quelli di Striscia li hanno beccati. Ma qui stiamo parlando di grossi nomi, di emittenti colossali.

Ogni tanto scopro che qualcuno ha ripubblicato per intero qualche mio articolo. Così, per sport. Alcuni l’hanno fatto senza capire che non è una buona pratica, hanno chiesto scusa e hanno eliminato il post. Ma altri lo hanno fatto in mala fede.

Copiare i contenuti altrui significa rubare. Punto. Non si è ladri soltanto quando ci si appropria di un oggetto. Io posso ricomprarmi una macchina, un libro, un cellulare. Quei furti sono danni temporanei.

Ma il furto di contenuti è un danno permanente. Ho visto i miei articoli rubati uscire fra i risultati di Google prima dei miei originali. Erano notizie più fresche.

Mi abbuoni l’abbonamento?

TVChi possiede un televisore è costretto a pagare un’assurda tassa che risale al 1938, addirittura. Come per dire: quello che vi fa comodo, di certi periodi, ve lo tenete stretto gelosamente. Non si sa bene perché si debba pagare una tassa per un televisore, ma così è.

Qualcuno, mesi fa, propose un canone mensile anche per i blog. Ci fu abbastanza polemica, perché basta dire che non sei d’accordo su questo e quello e in Italia scoppia la polemica.

Un blog è una risorsa gratuita. Se vuoi scrivere contenuti a pagamento, allora devi seguire certe regole.

  • Mi stai dando contenuti veramente utili e introvabili? Altrimenti lascia perdere.
  • Mi darai una ricevuta? Se ti entrano soldi, il Fisco sarà un tuo caro amico.
  • È professionale il tuo blog? L’immagine è importante, altrimenti sei un venditore ambulante.
  • Hai considerato che quei contenuti saranno un prodotto commerciale?

Insomma, ci sono tutta una serie di punti da tenere bene a mente e studiare. Uno non può alzarsi la mattina e dire: “oggi, se vuoi leggere il mio blog, devi pagare”, perché io vado a leggermi milioni di altri blog tutti gratuiti.

La carica dei ruminanti

TVParlavamo del canone, vero? Tassa su un oggetto che, stranamente, paghi a una precisa emittente. Misteri della vita. Beh, cosa succede a questo punto? Tu paghi e vuoi vedere programmi nuovi e freschi, no? No. Si sono inventati Rai Rewind per riproporti serie TV e altro già trasmesso.

Che c’entrano i ruminanti? Mangiano quello che hanno già masticato. Come quando mangi i peperoni e ti si ripropongono per i due giorni successivi.

C’è un blog che seguivo con grande interesse, Problogger. Ma ultimamente è un po’ decaduto, secondo me. Qualche giorno fa ho trovato una chicca: il Problogger Reboot.

Che cos’è? Il Rai Rewind dei blog. Già. Ripubblicano gli stessi post apparsi in passato, con un paragrafo di introduzione.

Mi chiedo il senso di tutto questo. E lì c’è uno staff che scrive e chissà quanti guest blogger in attesa di poter pubblicare nel blog.

L’arte del riciclo che non muore mai.

Perché un blog non deve imitare la TV?

Io lo so. E voi?

25 Commenti

  1. ferruccio
    8 febbraio 2014 alle 08:45 Rispondi

    Per farti pagare come blogger devi svolgere un servizio e se la rete si accorge che tu fai un servizio prima o poi arriva a pagarti: blog o non blog, parere mio. Per quanto riguarda il blogging televisivo… be’ la mia idea è quella di un blog dove i contenuti sono simili a un programma televisivo (come lo vorrei fare io) indirizzato a un target specifico. I miei post nascosto anche da richieste che mi arrivano per posta, specialmente quando parlo dei social. Quando qualcuno mi scrive e mi dice ho letto sul tuo blog che e via di seguito… io so che sono sulla strada giusta

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2014 alle 11:48 Rispondi

      Hai detto bene: servizio. Ma non devi più pensare al tuo blog, ma a un prodotto commerciale.

      • ferruccio
        8 febbraio 2014 alle 15:20 Rispondi

        non esagero nel dire che l’ottanta per cento di chi apre un blog lo fa con la speranza di fare un po’ di soldi :-)

  2. Ivano Landi
    8 febbraio 2014 alle 08:53 Rispondi

    Bella invettiva, Daniele, ben articolata e benvenuta. Anch’io parto dal presupposto di offrire contenuti il più originali possibile e dare il massimo ad ogni post, ma non so quanti di noi lo fanno effettivamente. E se il prodotto finale mi appare troppo al di sotto delle mie aspettative preferisco non pubblicare e rielaborare ancora o passare ad altro. L’idea poi di realizzare dei contenuti che siano dei semplici riempitivi la scarto subito senza esitazioni: preferisco il niente al poco più che niente.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2014 alle 11:49 Rispondi

      Grazie, Ivano.
      Credo in pochi si preoccupino della qualità e anche dell’originalità.

  3. MikiMoz
    8 febbraio 2014 alle 09:55 Rispondi

    Ahaha, praticamente io allora sbaglio tutto! XD
    Ok, tu hai parlato dei lati negativi della tv, ma per fortuna non esistono solo quelli.
    Su questa cosa divergiamo molto: per te è spazzatura punto, per me (anche se ne fruisco poco) no. Come in letteratura e in altri ambiti c’è lo schifo, ma non solo lo schifo.

    Il mio blog imita la tv. Nel senso che è, nell’impostazione, un mix tra una rivista e un palinsesto televisivo. Non ho tutte le coglionate che giustamente condanni, ma ad esempio non fornisco nemmeno contenuti di qualità ed introvabili XD
    Ah, ho anche il rewind, anzi due: sia il Goldies -dove ripubblico in versione originale i post più significativi di ogni stagione commentandoli oggi- sia il remix, dove reimposto alcuni articoli del passato riprendendone i concetti di base.
    Insomma, sono il male :D

    Moz-

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2014 alle 11:52 Rispondi

      A me, visti i commenti che ricevi, non pare stia sbagliando.
      La TV io non la reggo.

      I contenuti che offri – come, per dirne uno a caso, l’intervista a Daniele Imperi – mi sembrano unici. Dove li trovi altrove?

      Parli di quello che ti viene in testa, quindi è originale. Hai un blog di intrattenimento, che piace.

      Riguardo ai post che riproponi, c’è una bella differenza fra te, e il tipo di blog che hai, e i professionisti, che non dovrebbero trovare certe soluzioni.

      • MikiMoz
        8 febbraio 2014 alle 14:13 Rispondi

        Ahaha che paraculo! E scusa per il “para” :p
        Però è stato un piacere averti da me e forse ho davvero trovato cosa scrivere da te… così anche io sarò finalmente a imbrattare il tuo spazio! :D
        Oh, quindi giustifichi le mie scelte replicose :p
        Io non ci vedo nulla di male, specie se l’argomento può essere ancora attuale e non tutti, all’epoca, hanno avuto modo di leggerlo…

        Moz-

        • Daniele Imperi
          8 febbraio 2014 alle 14:32 Rispondi

          Più che giustifico, non le reputo così negative. Il tuo blog è giocoso, di divertimento. Ma quando lo fanno i professionisti, su blog professionali, allora non mi sta bene.

          • MikiMoz
            8 febbraio 2014 alle 17:00

            Vuol dire che non potrò mai fare del gioco e del divertimento una professione? :D

            Moz-

  4. Roberto Gerosa
    8 febbraio 2014 alle 11:23 Rispondi

    Bellissimo, tutto vero, sottoscrivo tutto quanto!

    Comunque parere personale: Daniele, riesci nella titanica impresa di abbinare quantità e qualità! Scrivi ogni giorno ma sempre contenuti interessanti, sei un mito!

    Ci sono altri autorevoli blogger del settore “social media” che scrivono ogni giorno ma con una qualità bassina, eppure piacciono e sono considerati autorevoli! Così come ad alcuni, non certo al sottoscritto, piacciono i blog con la mega pagina “lascia il mi piace su Facebook”…de Gustibus!

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2014 alle 11:54 Rispondi

      Grazie, Roberto :)

      Vediamo finché dura :D
      E da lunedì inizio anche un secondo blog…

      Nel settore social media ho visto poca qualità, a dire la verità. Il problema, credo, è che qualcuno campi “di rendita”. Vero?

  5. Luca Sempre
    8 febbraio 2014 alle 11:41 Rispondi

    17 post in una settimana?
    Scusa mi presti un pezzetto del tuo cervello che mi sento inadeguato?
    ;-)

  6. Roberto Gerosa
    8 febbraio 2014 alle 14:50 Rispondi

    Sì Daniele, è proprio come dici, qualcuno campa di rendita nel campo dei social media, è tende a scrivere articoli sempre uguali.

  7. helenia
    8 febbraio 2014 alle 14:52 Rispondi

    Complimenti Daniele veramente bello quello che tu scrivi!Ma tornando all ‘articolo .la televione negli anni 50veniva usata cm scuola per insegnare hai ragazzi e bambini come leggere e scrivere,al quel tempo c’era un maestro che ora nn ricordo il nome ma insegnava a tutti coloro che nn potevano andare a scuola.si portava alla conosceza di tutto.Brutto vedere come e diventata demenziale ora la tv.Forse qualche programma ancora d cultura se fatto bene si salva.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2014 alle 14:59 Rispondi

      Grazie, Helenia :)

      Sì, credo ci sia qualche programma culturale, ma ha poco spazio.

  8. Alessandro Madeddu
    8 febbraio 2014 alle 15:00 Rispondi

    :D Se i blog sono come la tv, la mia è la tv degli anni ’30: trasmette solo quando c’è qualcosa da trasmettere. Non curo un blog per riempire la giornata a chi non sa cosa fare (perché alla fine le trasmissioni 24 ore su 24 a questo servono, no?)

  9. Ryo
    9 febbraio 2014 alle 00:31 Rispondi

    Mi piace pensare che la citazione del “pronto” sia questa: http://www.youtube.com/watch?v=qNzHeUxxKYY :-)

  10. Silvia Schwa
    10 febbraio 2014 alle 23:53 Rispondi

    Bell’articolo (seguo da poco il blog, molto interessante).
    Vorrei aggiungere due cose sulla pubblicità nei blog/siti: viene usata in modo insensato. Molti la inseriscono per dare un valore economico al blog e su questo nulla da dire se vogliono guadagnarci ne hanno il diritto. Solo che non sanno proprio piazzarla. Perché non capiscono che se la pubblicità appare subito prepotente e gigante ciò non mi invoglia a iniziare (non continuare) la navigazione sul sito?
    Ho abbandonato diversi siti per questo motivo, tra i primi Repubblica, perché lo trovo estremamente fastidioso da lettrice.
    Altra pubblicità abbastanza odiosa è quella infilata in mezzo al testo: molto subdola e ingannatrice.
    Secondo me la pubblicità nel blog/sito ci può stare, però mi domando quanto guadagno porti effettivamente: vale la pena rischiare i possibili lettori?

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 08:00 Rispondi

      Ciao Silvia, benvenuta nel blog.

      Anche io ho abbandonato parecchi siti e blog per lo stesso motivo: appena li apri, la prima cosa che vedi è la pubblicità. Quella è mancanza di rispetto per i lettori.

      Il guadagno, sia coi banner, sia con le affiliazioni, sia con Adsense ce l’hai soltanto se il tuo sito o blog fa migliaia e migliaia di visite al giorno. Altrimenti ricevi spiccioli.

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