Il blog è la tua casa

Il blog è casa tua

Scrivere nel proprio blog è come vivere in casa propria. Un blog è un luogo in cui il blogger ripone i maggiori sforzi, un luogo che nessuno può portargli via. Nel mio guest post per Il piacere di scrivere, dove spiegavo perché i blog non moriranno mai, parlavo delle enormi differenze fra blog e social network.

  1. Un blog non ha termini da accettare: le regole sono quelle che lo stesso blogger si autoimpone quando scrive.
  2. Un blog non chiude se non per volere del blogger.
  3. Un blog è completamente sotto il controllo di chi ci scrive.

È in un blog che il blogger crea il suo nome, forma la sua comunità di lettori e mostra la sua esperienza: scrivendo articoli di qualità. È nel blog che il blogger può essere contattato sempre: come a casa sua.

Possiamo dire lo stesso dei social network? No. Non possiamo considerare casa nostra un semplice account aperto su Twitter, Facebook o altrove. Anche se scriviamo su quelle piattaforme, quei profili non saranno mai nostri: sono proprietà dei social network.

Dunque, ha davvero senso scrivere su un social network e non su un blog? Professionisti che aprono un profilo su Twitter e non hanno un blog fanno davvero la scelta giusta?

Blogging e social network: integrazione

Il blogging è scrivere articoli che approfondiscono gli argomenti che ci sono cari: scrivendo nel nostro blog mostriamo all’intera rete – o almeno a quella che parla la nostra lingua – ciò che conosciamo, ciò che possiamo insegnare, ciò che ci appassiona.

Scrivendo su Twitter o su Facebook mostriamo a quella frazione della rete ciò che conosciamo, ciò che possiamo insegnare, ciò che ci appassiona. Una frazione, dunque, non l’interezza.

La funzione dei social network non è quella di permettere all’esperto, all’amatore, all’azienda di scrivere e rafforzare la propria presenza. Il social network rappresenta soltanto un’integrazione.

Essere presenti su Facebook equivale ad avere uno stand presso una fiera: il pubblico che la frequenta sa che potrà trovare anche lì la sua casa editrice preferita, il suo scrittore più amato, il professionista che ha risolto parecchi suoi problemi, la persona coi suoi stessi interessi, ecc.

I social network come avamposti del blog

Siamo giunti al vero significato di social network: quello di avamposto. Il blogger scrive nel suo blog, ma semina qui e là nella rete i suoi satelliti: essi saranno sempre presenti e veicoleranno il nome del blogger.

Non delegate a una piattaforma esterna ciò che è vostro. Usate quella piattaforma per rafforzare la vostra proprietà. Eppure c’è ancora chi preferisce il cosiddetto microblogging.

Il microblogging, o l’antiblogging

Nel guest post che ho menzionato ho definito il microblogging “antiblogging”: una forma di scrittura online che non resta nella storia. In breve tempo tutto ciò che avrete scritto su Facebook, su Twitter, su Google+ sparirà: non perché sarà cancellato, ma perché si tratta di contenuti non organizzati, perché quelle sono piattaforme non strutturate.

L’unica vera scrittura online che conosco è il blogging: la creazione di contenuti che sono e saranno sempre di valore ai lettori, perché rintracciabili nella rete e nel blog. Perché sempre presenti.

Proteggere la propria scrittura

Chi scrive per lavoro o per passione deve proteggere i contenuti che immette online. Se scrive solo nei social network affida i suoi contenuti – affida la sua scrittura – a terze parti: agli amministratori e detentori di Twitter, Facebook, Linkedin, ecc.

Terze parti che possono fare ciò che vogliono di quei contenuti: cancellarli, perché magari hanno violato per qualche oscuro motivo il regolamento o semplicemente perché Facebook ha deciso di chiudere i battenti.

Se scrivete nei vostri blog, i contenuti saranno sempre vostri: la vostra scrittura sarà protetta, perché gestita soltanto da voi.

Dove preferite scrivere?

Avete mai scritto post di valore su un social network e non sul vostro blog? Potete rintracciare in pochi secondi quei contenuti? Come usate i social network per rafforzare la presenza del vostro blog?

Categoria postPublicato in Blogging - Data post6 maggio 2013 - Commenti13 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Cristiana Tumedei 6 maggio 2013 at 08:45

    Mi è piaciuto molto questo post perché spesso si usa l’espressione abitare la rete e pensare al blog come una casa da costruirsi su misura per sé è davvero stimolante.

    Provo a rispondere alle tue domande: non ho mai scritto post di valore sui social, che intendo come un mezzo per veucolare i miei contenuti e comunicare. Su Twitter, però, provo a rendermi rintracciabile utilizzando gli hashtag che in parte funzionano.

    Come uso i social? Ho limitato la presenza su quelli che mi rappresentano maggiormente, Twitter e G+. Quello che faccio è condividere contenuti, miei o di altri, che ritengo interessanti. Inoltre cerco di interagire. Ho persino provato a utilizzare Twitter per chiedere opinioni e consigli. Il risultato mi ha stupita perché, se alcuni si sono mostrati disponibili e felici di rispondere, altri sono stati reticenti. Alcuni persino critici, nonostante si sia sempre pronti a parlare dei social come luogo di confronto e condivisione.

    E tutto mi fa tornare all’idea del web come prosecuzione e, in alcuni casi, estremizzazione della vita reale.

    • Lino Milita 6 maggio 2013 at 08:54

      forse più che estremizzazione, parte della vita e delle interazioni che abbiamo tutti i giorni, con coloro che condividono interessi, altri che per motivi contingenti o per carattere appaiono superficiali, altri ancora che denigrano, certuni che pontificano, molti che ascoltano. Insomma come in una piazza di un paese.

      • Cristiana Tumedei 6 maggio 2013 at 16:26

        @Lino: Ciao Lino, sai perché parlo di estremizzazione in alcuni casi? Perché credo che il filtro esercitato dal monitor del pc serva a esasperare certi atteggiamenti innati. Una riflessione sulla quale ho già pronto un post, che pubblicherò a fine mese.

        La mia impressione è che le medesime dinamiche che regolano la vita sociale fuori dal web, si ripropongano in rete come aplificate. Sono convinta che la nostra personalità emerga sempre, anche quando siamo convinti di essere abili comunicatori. In sostanza credo si finisca sempre per mostrarsi per quello che si è, a dispetto dei tentativi per mascherarsi :)

        • Daniele Imperi 6 maggio 2013 at 16:28

          Credo tu abbia ragione: ci si sente protetti dallo schermo e allora si alzano i toni. E è vero anche alla fine emerge sempre il nostro lato.

    • Daniele Imperi 6 maggio 2013 at 08:56

      Grazie :)

      Uso i social anch’io alla stessa maniera e anch’io Twitter e Google+ perché li trovo più decenti di Facebook. Concordo inoltre con il concetto che i social network siano una prosecuzione della realtà e, anzi, come hai intuito tu, una sua estremizzazione: tutti si sentono in diritto di attaccare e insultare pesantemente dalla sicurezza dell’anonimato o della loro irraggiungibilità. Quelli che chiamo i leoni da tastiera.

      Ho visto come usi Twitter: mi era piaciuta la Twitter-intervista che avevi condotto. Ho provato anche io un paio di volte a chiedere consigli e opinioni e non ho visto seguito, alla faccia dell’interazione e del coinvolgimento. Essere critici verso chi propone stimoli su Twitter mi sembra molto grave e sottolinea la pochezza di certi utenti-persone.

      • Cristiana Tumedei 6 maggio 2013 at 16:28

        Ah, grazie. A dire il vero quando ho chiesto consigli, suggerimenti o pareri ho sempre ricevuto qualche risposta. In un caso avrei voluto scriverci un post ma, siccome non avevo informato gli interessati in anticipo, non ne ho fatto nulla. Credo che in futuro svilupperò quest’idea. mi sembra interessante, soprattutto per realizzare quell’interazione tra blog e social di cui parli anche tu.

  • Lino Milita 6 maggio 2013 at 08:51

    La propria casa è il blog, da tenere pulita e ospitale per chi vuole accedere, e visto che è dotata di finestre e porte sulla piazza del paese, è necessario occuparsi anche dei passanti che transitano nei marciapiedi twitter e fb

  • [...]   [...]

  • franco zoccheddu 7 maggio 2013 at 21:07

    Si, sono del tutto d’accordo: il mio blog è appena nato, come una casa nella quale mi sono appena trasferito, vuota, senza arredi. Ma è solo mia, ne sono già orgoglioso. Non ho ancora nulla da offrire ma mi farà piacere se verrete ogni tanto!

  • Romina Tamerici 7 maggio 2013 at 23:25

    Preferisco scrivere nel mio blog piuttosto che nei social network proprio per le ragioni che hai evidenziato tu. Poi uso i social per pubblicizzare un po’ i post, ma non per molto altro.

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