Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Che cosa volete sapere da uno scrittore?

Ovvero: l’annoso problema del blog di un autore

Blog autore

È passato poco più di un anno da quando ho pubblicato la mia idea del blog perfetto per uno scrittore e adesso mi ritrovo ad affrontare lo stesso argomento. L’idea è nata quando ieri ho letto il post di Serena sulle 10 cose da tenere presenti se apri un blog e sei uno scrittore.

In particolare l’idea di tornare su questo tema è stata ispirata da una di quelle 10 cose elencate, su cui io, come ho già scritto, non sono d’accordo:

… identificate i temi ricorrenti dei vostri libri. Parlate di quei temi nel vostro sito o blog. Ai vostri lettori interessano due cose: voi, gli autori, e i vostri argomenti. Parlate di quelli e i lettori vi troveranno. Google vi darà una mano. E piano piano costruirete l’unica cosa che, oggi, sembra funzionare per non trovarsi a scrivere nel vuoto: creare un legame con i vostri lettori.

Ho voluto quindi approfondire la tematica e ho cercato online, nel mondo anglosassone, per leggere altre riflessioni sull’argomento. Ovviamente non ho trovato la risposta esatta al problema (il problema è: se sei uno scrittore, di cosa diavolo devi parlare nel tuo blog?), perché ognuno ha le sue idee e sono tutte condivisibili e confutabili allo stesso tempo.

Due verità su cui ragionare

In un suo articolo Joel Friedlander ha scritto due importanti verità:

  1. molti autori di narrativa che hanno un blog attraggono altri autori di narrativa
  2. la gente legge romanzi per diverse ragioni, rispetto a quando legge articoli informativi

Eh, sì, su questi due punti ci potremmo scrivere un libro. Partiamo dal primo: lo dicono in molti, se sei uno scrittore e nel tuo blog parli di scrittura, attirerai altri scrittori emergenti, aspiranti, amatoriali che vogliono imparare e trovare consigli. Naturale che sia così. Come è altrettanto naturale che qui io abbia attirato anche chi non scrive.

Il secondo punto è quello su cui punterei di più l’attenzione. Facciamo un esempio spiccio: io ora sto leggendo due libri, Le querce di Albion, fantasy di Marion Zimmer Bradley, e La Repubblica di Platone.

Nel primo posso individuare come temi le conquiste romane in Britannia e le antiche religioni. Nel secondo si disquisisce su una forma perfetta di Stato.

Sono interessato a conoscere a fondo questi temi? No, per niente. Di politica mi disinteresso totalmente, ma leggo Platone perché amo i classici antichi. Mi piacciono però l’Impero Romano e anche le leggende nordiche, ma sono temi di cui leggerei solo per documentarmi per una storia da scrivere.

Ecco cosa vuol dire quel secondo punto: come lettore io leggo romanzi per motivi diversi rispetto a quando leggo un articolo informativo.

Dunque, siamo davvero sicuri che sia la soluzione giusta parlare nel nostro blog dei temi che affrontiamo nelle nostre storie?

Autori di narrativa e saggisti: due mondi differenti

Per chi scrive saggistica trovare idee per il proprio blog è molto semplice: il saggista deve parlare dei suoi temi.

Prendiamo per esempio scrittori come Giampaolo Pansa o Alessandro Barbero: entrambi sono specializzati in precisi argomenti (il primo è un revisionista sulla Seconda Guerra Mondiale e il secondo è specializzato in storia militare e storia del Medioevo) e per loro sarebbe semplice avere un blog, perché coi loro articoli attirerebbero lettori interessati alle loro opere.

Prendiamo il caso opposto: un blogger che si fa conoscere come esperto in una certa materia e poi scrive dei libri. Ecco Darren Rowse, un’autorità nel blogging. Nel suo blog «Problogger» parla solo di blogging e ha scritto libri sul blogging.

Parlare di temi e argomenti presenti nelle mie storie

E adesso spendo due parole per me. Come ho già spiegato qui e ho ribadito nel post di Serena, io non so identificare argomenti e temi presenti nelle mie storie. E il motivo è semplice: non esistono temi ricorrenti e/o in molti casi non so proprio come identificarli.

Ora ho 3 storie in corso d’opera:

  1. il “famoso” romanzo di fantascienza P.U. (che abbisogna di più documentazione): parla di potere assoluto sul mondo e sull’Universo; questo potrebbe essere il tema portante.
  2. L.U.C., racconto lungo (supera le 100 pagine) di fantascienza in revisione: potrei definirlo letteratura di consumo, anche se potrebbe piacere agli animalisti.
  3. R., racconto lungo/romanzo breve di fantascienza post-apocalittica in stesura: il tema portante può essere il rapporto uomo/macchina.

Bene. Ora ditemi di cosa dovrei scrivere nel mio blog sulla base di queste 3 storie. Dovrei davvero parlare di poteri politici, di specismo, di rapporti fra l’uomo e le macchine? Ma a chi potrebbero interessare?

A me, di sicuro, non frega proprio nulla parlare di questa roba. Mi annoierebbe a morte, sia scriverne sia leggerne.

Identificare un pubblico specifico di lettori

È quello che dicono tutti quando parlano di come aprire un blog. Un blog è un contenitore di articoli suddivisi per argomenti principali. Quindi un blog si rivolge ai lettori interessati a quegli argomenti.

Ma chi stabilisce quegli argomenti? Il blogger, naturalmente.

Qual è il pubblico specifico di lettori per le mie storie? Per quanto mi riguarda, è un pubblico che legge fantascienza, fantasy, horror, polizieschi, avventura, western, ecc. Non è un pubblico che legge storie d’amore o drammi psicologici o tragedie familiari.

Come vedete sono tanti i generi che mi piacciono, di cui mi piace scrivere e che leggo.

Guru e influencer non valgono per gli scrittori

Lasciateli perdere. Nella maggior parte dei casi parlano bene e razzolano male. E non sono scrittori famosi con alle spalle un blog in cui si mostrano come scrittori.

Se siete scrittori e volete un blog, leggete articoli sul blogging per imparare come scrivere e come gestire un blog.

Idee per scrittori: cosa scrivere nel blog

Ecco qualche idea su contenuti che possono funzionare nel blog di un autore di narrativa.

  • Serializzare un romanzo: tempo fa avevo parlato dell’idea di pubblicare un romanzo a puntate nel blog. Salvatore Anfuso lo sta facendo, per esempio, Ferruccio Gianola lo ha fatto anni fa. E io ho una mezza idea di farlo (ma solo mezza, per ora). Lo ha fatto, e con enorme successo, Andy Weir, che ha serializzato il suo romanzo The Martian e è stato notato da una casa editrice e quindi poi dall’industria cinematografica.
  • Pubblicare racconti per il blog: ci sono buoni motivi per pubblicare storie nel blog, se siete scrittori. I racconti sono un ottimo esercizio di scrittura, sono contenuti validi per il blog di un autore e vi permettono di costruire un pubblico di lettori interessati.
  • Parlare del “dietro le quinte” di una storia: cosa che non ho mai fatto, credo, o forse al massimo una volta o due. Ma dovrei cominciare, se trovo un modo interessante per parlarne. Vedremo.
  • Commenti e recensioni di libri e film: uno scrittore è soprattutto un lettore. Dimostrate di leggere. Diffondete il piacere della lettura. E poi finirete per parlare di libri e film (di storie, quindi!) dei generi che amate scrivere.
  • Interviste ad altri autori: perché ogni professionista prima o poi finisce per intervistare un collega.
  • A che punto è il tuo libro?: qualche blogger che seguo ogni tanto parla dei lavori in corso, come Chiara Solerio, Maria Teresa Steri e Antonella Mecenero. E me ne sfugge qualcuno di sicuro. Create curiosità attorno alle vostre opere.

Che cosa volete sapere da uno scrittore?

Ossia: che cosa volete leggere nel blog di un autore di narrativa? Rispondete come lettori, anche se siete scrittori.

La questione è, come ho detto nel sottotitolo al post, annosa e non finirà di certo qui.

60 Commenti

  1. Grilloz
    22 settembre 2016 alle 08:22 Rispondi

    Premetto che attirare lettori è una delle cose più difficili :P
    Credo che non possa esistere un’unica ricetta, ogni autore è diverso e ogni lettore è diverso.
    Cosa vorrei sapere io di uno scrittore? Come scrive, quindi ben vengano i racconti e cosa gli piace, quindi che parli di quel che legge, ma anche di quel che guarda al cinema delle serie che lo appassionano, e perchè no anche della musica che ascolta. Poi ci sarebbero le curiosità, com’è fatta la sua scrivania, in che angolo si mette a scrivere, come procede, se ha dei rituali, dove trova le idee per i suoi personaggi ecc. ecc. Ed infine, ovviamente, informazioni sulle prossime uscite.
    Però se si trattasse di un autore fantasy, ad esempio, mi piacerebbe trovare mappe del mondo dove ambienta le sue storie, la lingua usata dagli elfi, schemi di armature e fortificazioni e disegni di castelli e palazzi, magari delle illustrazioni da usare come sfondo (anche se forse non va più tanto di moda), storie parallele che si svolgono in quel mondo, cronologia della storia del mondo e atre cose così. Se Tolkien scrivesse oggi e avesse un blog tutto quello che c’è nell’appendice al signore degli anelli sarebbe ottimo materiale per il blog ;)

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2016 alle 13:33 Rispondi

      Hai detto bene: ogni lettore è diverso. A me di cosa ascolta uno scrittore che mi piace e di cosa c’è nella sua scrivania non interessa minimamente :D
      Poi ogni genere narrativo attira curiosità sue.

  2. Grilloz
    22 settembre 2016 alle 08:22 Rispondi

    P.S. non trovo più la casellina per iscriversi ai commenti, dov’è finita? :O

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2016 alle 09:59 Rispondi

      Mi sa che era saltato aggiornando il plugin… ora c’è di nuovo :)

  3. Maria Teresa Steri
    22 settembre 2016 alle 09:22 Rispondi

    Non è una questione semplice, forse dipende anche dal tipo di romanzo e dagli argomenti che si trattano. Mi vengono da fare due esempi, uno è il blog di Cristina Cavaliere, che scrive romanzi storici e ogni tanto propone articoli di personaggi o epoche storiche; il secondo è quello di Rita Carla Monticelli, anche lei vedo che spesso scrive articoli relativi agli argomenti dei suoi romanzi. Mi sembra che in entrambi i casi il trattare temi che possono interessare i lettori riesca. Però è vero che non si può generalizzare, in alcuni casi si finirebbe di parlare di cose che non interessano a nessuno, né ai lettori abituali del blog (che magari vengono per altro) né ai potenziali lettori. Magari neppure a noi stessi va di approfondire, come hai detto tu.
    Mi viene da riflettere anche su un altro aspetto. Ma i lettori dei blog sono anche lettori di narrativa? Secondo me no. A me è capitato di indagare su questa questione con alcuni lettori del mio romanzo che ho conosciuto al di fuori del web, per capire se potevano essere interessati a seguirmi sul blog. Ed è venuto fuori è che non hanno l’abitudine di frequentare blog, non li seguono in modo regolare, se non leggiucchiando qua e là. Quindi non bisogna dare per scontato che un lettore di narrativa sia interessato in automatico a seguirci.
    In ogni caso ho in progetto un post per approfondire un tema del mio romanzo. Sono molto in dubbio, a dire la verità, perché il rischio è che non interessi a nessuno. Però me lo hanno chiesto in modo specifico diverse persone e quindi ho deciso di fare questo esperimento. Magari sarà un fiasco totale, ma voglio provare e vedere che succede.
    Scusa se mi sono dilungata così… si vede che è un argomento che mi preme :)

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2016 alle 13:38 Rispondi

      Nei casi che citi, però, una scrive solo romanzi storici e l’altra solo fantascienza, giusto?
      Ma dipende poi dall’autore, se io scrivessi solo fantascienza, non parlerei mai di scienza e tecnologia.
      Anche secondo me molti lettori di narrativa non leggono blog. I lettori poi hanno tutte le età e non tutti amano frequentare il web.
      Fai bene a fare quell’esperimento, specialmente se te lo hanno chiesto.

      • Maria Teresa Steri
        22 settembre 2016 alle 16:10 Rispondi

        Sì, vero sono autrici di un genere preciso.
        Senti Daniele, non c’entra nulla ma da quando ho cambiato nome per commentare non mi arrivano più le notifiche dei commenti e non riesco più ad accedere all’area per gestire le mie iscrizioni ai post… sai come posso rimediare?

        • Daniele Imperi
          22 settembre 2016 alle 16:33 Rispondi

          Prima era sparita la casella per iscriversi ai commenti, ma ora dovresti vederla. Nella pagina delle iscrizioni c’è la tua email.

          • Maria Teresa Steri
            22 settembre 2016 alle 18:56

            Niente da fare… non mi mostra il link, viene fuori questo: [manager_link]
            Vediamo con il prossimo post che succede…

          • Luisa
            24 settembre 2016 alle 23:44

            Ciao Daniele a me all’inizio arrivavano le email che mi avvertiva se qualcuno rispondeva al mio post da un pò di tempo non mi arrivano

    • Ventoh
      22 settembre 2016 alle 19:52 Rispondi

      Mi piace la riflessione di Maria Teresa alla quale ne affiancherei un’altra piè specifica: chi compra libri di autori emergenti, legge i blog? Io credo che un lettore che acquisti libri di questo tipo sia indubbiamente più legato al suo autore. Se poi questi fili vengano annodati con il blog, la pagina facebook, la newsletter, ecc,ecc sarebbe interessante da sapere. Dico solo che il rapporto tra lettore-autore emergente potrebbe essere dal rapporto tra lettore-autore famoso e questo avrebbe come conseguenza anche un diverso comportamento di acquisto e di abitudini.

  4. Bonaventura Di Bello
    22 settembre 2016 alle 10:12 Rispondi

    Anche se può suonare ‘freddo’ a chi vede la scrittura soprattutto come un’arte e una passione, il blog di uno scrittore spesso svolge la funzione di ‘marketing’ riguardo alle sue opere.
    Eh già, perché alla fine i lettori sono coloro che ‘acquistano’ l’opera, a meno che questa non sia offerta gratuitamente, ovvio.
    Alla luce di ciò, un blog in molti casi ha la funzione di ‘coltivare’ il pubblico dei potenziali lettori, ma ciò presuppone che gli argomenti di cui si parla trovino un riscontro, un interesse fra la gente, e in questo senso diventa anche un ‘barometro’ con cui misurarlo (attraverso l’interazione, ovvero i commenti).
    Ciò, ovviamente, è particolarmente vero e appropriato per quei casi in cui gli argomenti saranno poi il ‘succo’ dell’opera successivamente pubblicata.
    Almeno, è così che la vedo da autore oltre che da blogger (e content marketer, in un certo senso).

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2016 alle 13:43 Rispondi

      Il blog deve fungere anche per il marketing, che piaccia o meno.
      Sugli argomenti dei libri resto sempre scettico. Nel mio caso specialmente. Resta solo da dire che un blog è personale e ogni autore deve seguire da sé la sua strada.

  5. Simona
    22 settembre 2016 alle 10:31 Rispondi

    Guarda, io ti seguo e lo farei indipendentemente dalla tua attività di scrittore. Leggo il tuo blog, perché ci trovo argomenti interessanti per chi come me cerca di muovere qualche passo in questo mondo complicato del libro. Ma non leggo ne seguo blog o profili social di scrittori, nemmeno dei miei preferiti. Adoro Ammaniti ma conosco solo i suoi libri. idem per Murakami e altri. Non so perché, ma lo scrittore-imbonitore mi fa passare la voglia di leggerlo.

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2016 alle 13:45 Rispondi

      Neanche io seguo i miei autori preferiti nei loro blog, anche perché quasi nessuno ne ha uno e i pochi che ho visto non mi interessano proprio da leggere :)
      Lo scrittore-imbonitore fa passare la voglia anche a me di leggerlo.

  6. Silvia
    22 settembre 2016 alle 10:41 Rispondi

    Non è facile rispondere alla domanda perché nel tempo è mutato (e continua a mutare) ciò che cerco in un blog.
    Inizialmente (ed è il motivo per cui sono approdata sul tuo) cercavo informazioni tecniche sulla scrittura di un romanzo. Tant’è che quando ho iniziato a seguirti ho poi letto all’indietro i post che soddisfacevano questa mia necessità.
    Poi, dopo qualche mese, questa “sete di conoscenza” si è placata e ho cominciato a cercare temi di discussione di più ampio respiro in tutti i blog che seguo.
    Sinceramente nei blog cerco più questo che racconti, anche se li leggo volentieri.
    Ora sono in una fase il cui quelli che chiami “retroscena” mi incuriosiscono molto perché mi aiutano a capire le mie difficoltà e a cercare di superarli.
    Ma per quanto riguarda i temi, secondo me il discorso è più ampio. Certo, sicuramente nel tuo caso non è facile trovare i temi di cui tratti, ma sono anche convinta che scavando in profondità (cosa che peraltro non è obbligatoria) li troveresti. Voglio dire, ognuno di noi in fondo ha dentro di sé qualcosa che lo spinge a scrivere un romanzo piuttosto che un altro. Quelli sono i suoi temi. E al lettore piace conoscerli. Secondo me questo è quello che intendeva Serena.

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2016 alle 13:47 Rispondi

      I retroscena possono essere utili, certamente, ma forse solo io non riesco a parlarne o almeno non tanto da farne un post di lunghezza decente.
      Posso provare a scavare, come dici, per trovare questi temi, ma non sono sicuro di trovare qualcosa :)

  7. Elisa
    22 settembre 2016 alle 11:26 Rispondi

    forse ho un’opinione un po’ antiquata, ma penso che ciò che uno scrittore desidera esprimere lo esprime già nel libro. Il resto sono chiacchere. A volte è meglio il libro che la vita e le paranoie dello scrittore.
    So che i blog di cui si parla sono “costruiti” a scopo pubblicitario. Ma preferisco il canale tradizionale della casa editrice. Poi ok se questa mi fa aprire una pagina facebook o twitter o blog vari. Ma è una cosa diversa se sei già famoso.
    Se case editrici non ce ne sono meglio l’oblio. Ma svendere la mia persona mai!

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2016 alle 13:48 Rispondi

      La vedo anche io così, tant’è che non riuscirei mai a parlare al pubblico di un romanzo che ho scritto. Se sei già famoso, cammini su altre strade.

  8. Kinsy
    22 settembre 2016 alle 19:49 Rispondi

    Secondo me ognuno deve trovare la sua ricetta. Il tutto dipende da cosa scrive e dall’esperienza che ha accumulato. Ciò che vale per uno scrittore non vale per un altro.
    Forse il blog potrebbe anche essere uno spazio di sperimentazione…

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2016 alle 08:12 Rispondi

      Sono d’accordo, ogni autore è fatto a modo suo e ha le sue esigenze.

  9. Andrea
    22 settembre 2016 alle 20:35 Rispondi

    Buona vita. È la prima volta che commento in un blog e la cosa non dovrebbe essere strana, se non fosse che da poco ho celebrato l’inizio di uno “mio”.
    Sono alcuni mesi (forse anche più di un anno) che leggo i post di Penna blu, e finalmente mi son deciso a prendere confidenza col mondo del blogging (diciamo che adesso che ne gestisco uno sono anche un po’ costretto a farlo).

    Mi presento brevemente dicendo solo che non mi reputo uno scrittore, anche se ho molto, molto, molto da dire. Per questo alcuni anni fa ho fatto entrare l’arte dello scrivere nella mia vita, ed è stata quest’arte a portare la mia attenzione su Penna blu.

    Riferendomi al post, uno scrittore che nasce come saggista, può offrire argomentazioni molto interessanti, informazioni che generano nuovi pensieri nella mente degli altri, a differenza di uno che fa narrativa.
    Lo scrittore che racconta delle avventure, se non parla dei suoi libri, può parlare di scrittura (come nel tuo caso) o, sempre che ne abbia, di alcune sue passioni che forse interessano a pochi.

    Sia chiaro, se uno è talmente bravo da riuscire a incollare il lettore con una storia più o meno commerciale e nel mentre, lasciare impronte indelebili all’interno della sua mente, allora questo è da preferire. Eppure penso che lo sappiate tutti quanto questo sia desiderabile da qualunque scrittore.

    Da lettore mi piacerebbe visionare un blog che analizzi più argomentazioni possibili, ma so che in questo caso io non faccio testo. È la mia natura eclettica a trarre piacere in questo.

    Buona vita.

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2016 alle 08:15 Rispondi

      Ciao Andrea, benvenuto nel blog. La saggistica infatti è diversa: se leggo un saggio, è perché amo il tema che affronta, quindi è normale che io voglia approfondire quel tema nel blog del suo autore.
      Con la narrativa secondo me questo non avviene.
      Che intendi per un blog che analizzi più argomentazioni possibili?

      • Andrea
        23 settembre 2016 alle 09:46 Rispondi

        Col mio discorso, forse un po’ disordinato, intendevo che mi piacerebbe uno spazio, un blog che sia incentrato su un tema specifico (dipingere quadri) che però regala molte informazioni, le quali non sembrano attinenti, ma che invece possono aiutare nel miglioramento di quest’arte.
        Ad esempio: -Fare jogging un paio di ore prima di mettersi a dipingere aiuta a vuotare la mente e a far fluire idee originali.
        -Esercizi mentali di visualizzazione creativa.
        -Film che hanno per protagonista grandi pittori o l’arte in sé.
        -Come l’alimentazione può influire sul tuo stato d’animo e quindi sulla bellezza delle tue opere.
        Chiaramente il tutto deve essere prima sperimentato concretamente da qualcuno.
        Ecco cosa intendo, anche se di tanto in tanto vorrei leggere qualcosa che vada anche totalmente fuori tema, giusto per staccare dall’argomento principale. Ma come ho già detto forse questa è una mia caratteristica; come si suol dire faccio troppe cose e nessuna fatta bene :)

        • Daniele Imperi
          23 settembre 2016 alle 10:04 Rispondi

          Ho capito che vuoi dire e in passato ho scritto alcuni post del genere, ma alla fine sono argomenti molto limitati e finiresti per ripeterti subito.

          • Andrea
            23 settembre 2016 alle 20:42

            Sì, capisco benissimo quali sono le difficoltà. Qua però si può vedere chi veramente ha vissuto ciò che scrive o chi ha semplicemente fatto copia e incolla da altri scritti o articoli simili.

        • Luisa
          25 settembre 2016 alle 19:52 Rispondi

          Ciao Andrea che sollievo mi hanno dato le tue parole : “come si suol dire faccio troppe cose e nessuna fatta bene”, quante volte mi sono accorta di fare lo stesso (“errore”? ) ma, anche per me è un pò così, concentrarmi solo su una cosa mi è quasi impossibile. E’ bello sentire parlare di quadri in un blog dedicato alla scrittura. Per me la scrittura è il mio incontro con l’anima, la pittura il mio incontro con D’io ( lo so, qualcuno potrebbe dire che ho sbagliato …che quell’apostrofo non ci vuole)

          • Andrea
            25 settembre 2016 alle 20:46

            Sì, potresti aver sbagliato, ma in quel D’io si può percepire l’esplosione creativa di una persona che ha il bisogno di uscire dai classici schemi. Anche io infatti, tra le tante cose, mi diletto tra scrittura e musica. Ci sono troppe cose da fare nella vita per poterne vivere soltanto una, e dato che non posso essere sicuro della reincarnazione mi do da fare adesso :)

  10. Serena
    22 settembre 2016 alle 21:51 Rispondi

    Come ti dicevo da me, nel tuo caso sviluppare i temi di ciò che scrivi è parecchio complicato, sei troppo poliedrico :P Se ti ricordi bene, ho detto anche che le vendite di un libro non sono legate direttamente al blog. E ho anche parlato di blog oppure SITO STATICO. La cosa che conta, secondo me – e non solo secondo me – è essere trovati. A me piace andare su Google e trovare le cose che mi interessano, autori inclusi, se ho delle curiosità. E mi farebbe anche piacere essere trovata da potenziali lettori e avere modo di chiacchierare con loro online, se fa piacere anche a loro. Le cose sono cambiate molto in pochi anni, siamo veramente in molti a scrivere ed esistere nella rete è importante.
    Ma l’articolo che ti ho linkato ieri lo hai letto?
    E ci sono scrittori famosi che bloggano perché gli va così. Neil Gaiman è un esempio, ha sito e journal, poi potremmo parlare di John Green e fratellino col canale Youtube e tanti altri.
    Poi ognuno può fare come gli piace, mia nonna diceva che non tutti i gusti sono alla menta^^
    Io ho pubblicato un articolo a tema lupesco e ho un’altra storia di lupi da raccontare, la metterò nel blog personale, dove ho parlato anche della nascita di mio figlio e del mio albero di limone. E allora? :)

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2016 alle 08:20 Rispondi

      Col blog non si vende direttamente, certo. Conta anche per me essere trovati, poi ognuno si fa trovare a modo suo.
      Il sito statico non mi piace molto. Anche se rimetterò in piedi danieleimperi.it, ma solo come sito-biglietto da visita.
      L’articolo linkato l’ho letto e ho anche commentato, ma non mi dice nulla, a dire la verità. La tipa dice che devo parlare dei temi che tratto nelle mie storie, perché così posso acquisire i lettori, visto che quei lettori amano quei temi. Per me questo non è assolutamente vero. Nel mio caso specialmente, che non porto avanti dei temi precisi.
      Neil Gaiman è famoso e non fa testo. Potrebbe parlare di ciò che vuole e avrebbe pubblico.
      Riguardo ai tuoi post sui lupi: leggerò il tuo libro, ma, senza offesa, dei post sui lupi non me ne faccio nulla :)
      Leggerò dei lupi solo se dovrò documentarmi sui lupi.

  11. Ventoh
    23 settembre 2016 alle 09:14 Rispondi

    Daniele credo che il problema non debba essere quello di identificare temi e argomenti presenti nelle tue storie, quanto invece quello di parlare al tuo target di riferimento. Tu scrivi di western, fantascienza, ecc. Allora perché non parlare nel tuo blog di come questa mattina sei andato in posta e istantaneamente ti è sembrato di ritornare nell’800 in un ufficio postale stile western. E potresti parodiare gli impiegati delle poste e la loro lentezza. E la sfida tra te e loro nel pagare il bollettino. E analogamente potresti invece istantaneamente essere teletrasportato in ufficio postale del 2075 in cui gli impiegati sono sostituiti da androidi robot super efficienti ma senza anima.
    Che io legga o non legga di fantascienza o di western, se il post è ben fatto come minimo mi strapperesti un sorriso. Penso che significhi proprio questo entrare in sintonia con i lettori, no? Certo bisogna essere bravi a raccontare ed esseri creativi, ma non è questo che fa lo scrittore?

    • Daniele Imperi
      23 settembre 2016 alle 10:03 Rispondi

      E qual è il mio target di riferimento? Non ne ho uno specifico. Parlare di una mattinata in posta esula dai miei temi e poi a chi vuoi che interessi? :)
      A me no davvero. E cosa scriverei? Insomma, questo non è un argomento valido di cui discutere.

      • Ventoh
        23 settembre 2016 alle 11:01 Rispondi

        Beh credo Il fatto che comunque tu non lo conosca non implica che tu non ne abbia uno. Letture che possano andare bene per tutti credo non esistano o che siano rare. E comunque ci sarà sempre una porzione di pubblico prevalente sulle altre. Naturalmente identificarlo non è facile, servirebbe una profilazione dei lettori e i dati di acquisto. Inoltre servirebbero delle interviste.
        La mattinata in posta ovviamente era solo un esempio per dire come da un episodio di attualità, si possa passare a un post potenzialmente interessante per un lettore nel tuo target di riferimento.
        Dici che a te non interessa? Legittimo, ma la domanda che tu avevi posto non era cosa potesse interessare a te quanto ai tuoi lettori. Poi secondo me rimane sempre l’equivoco tra blog che parlano di scrittura e blog per i lettori. Sono due target di riferimento (di nuovo) diversi. Un post del genere qui dentro probabilmente non interesserebbe nessuno, ma in un blog di fantascienza o western pensato per i lettori?

  12. Barbara
    23 settembre 2016 alle 15:51 Rispondi

    Io ho già risposto a questa domanda nel blog di Serena. Aggiungo che secondo me tu scrivi già dei tuoi “temi” solo che magari non li identifichi come “temi”: penso ad esempio al post dei libri che hai letto dopo aver visto il film; quelli identificano le tue preferenze di lettura (e credo di scrittura). Quindi interessano i tuoi potenziali lettori futuri.
    Forse il problema è poi legato alla tempistica: un conto è trattare gli argomenti di un libro dopo averlo pubblicato (e sai che un certo tipo di lettore ne va alla ricerca); un’altra fatica è scriverne prima di aver terminato il libro, per cui in realtà stai cercando di creare il gruppo dei tuoi futuri acquirenti.
    Cosa curiosa: era un anno fa circa quando io sbattevo la testa sul muro cercando di capire di che cosa dovevo scrivere sul mio blog…mò com’è che adesso ti fai la stessa domanda tu per il tuo blog? Devo ripescare la risposta di allora! :P

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 08:42 Rispondi

      Vero, nel caso dei film presi dai libri quelli riflettono i miei gusti da lettore e autore. Non ci avevo pensato :D
      Mi pongo la domanda perché Serena ha scritto quella lista e io sono totalmente in disaccordo su uno dei punti. Quello dei temi dei romanzi, appunto.

  13. Tenar
    23 settembre 2016 alle 21:47 Rispondi

    Dipende dallo scrittore, suppongo. Come autrice/lettrice mi piace conoscere altri come me con cui poter confrontare le esperienze, ma anche approfondire ciò che uno scrittore pensa. Alla fine ogni storia è un punto di vista sul monto e se mi piace quel punto di visto vorrei avere altri scorci di come lui/lei vede il mondo.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 08:12 Rispondi

      È vero quello che dici, ma il problema è tradurre tutto questo in un piano editoriale, ergo trasformare ciò in una serie periodica di articoli. Per me questo è impossibile.

  14. Andrew Next
    24 settembre 2016 alle 05:54 Rispondi

    Dietro le quinte, assolutamente.
    Ho trasformato le schede dei personaggi in “note biografiche”, ho scritto la mia versione del “De rerum magiae”, descritto un mondo a 6 dimensioni e qualche altra cosetta tipo “Sei tu forse un dio?” paragonando un prete a un lettore Mp3. Ghghghgh.

    Il motivo? Puro divertimento, il mio. E, come hai predetto tu, ho attirato un bel po’ di scrittori o aspiranti tali.

    Ciao e buon W.E.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 08:14 Rispondi

      Hai avuto riscontri positivi da quei post, quindi.

  15. Stefania Crepaldi
    25 settembre 2016 alle 12:47 Rispondi

    Io sono una lettrice onnivora. Ho una dipendenza letale per i romanzi, e l’unico modo per sentirmi felice è leggerne 150 all’anno.
    Faccio questa premessa perché molti dei romanzi che scelgo sono di autori emergenti.
    Proprio qualche giorno fa ne ho terminato uno davvero carino. Un romanzo d’esordio di una perfetta sconosciuta. Da nuova fan mi sono messa subito alla ricerca di un suo blog o di un posto dove reperire informazioni su di lei. Non ho trovato nulla. Zero. Nemmeno una micro pagina Facebook o un profilo Google+.
    Quando leggo un romanzo che merita un complimento o una recensione positiva io cerco subito un blog dell’autore. Quello che cerco è un luogo virtuale dove complimentarmi, avere uno scambio di opinioni e sapere qualcosa di più dell’autore in questione.
    Amo gli scrittori che fanno storytelling mentre la storia nasce. Magari in quel momento non li leggerà nessuno, ma se la storia funziona i lettori arriveranno.
    A me piace curiosare su come è venuta un’idea o su quali ricerche sono state fatte per terminare un romanzo.
    Mi piace anche sapere qualcosa di più sull’autore e se sta pensando di scrivere altro.
    Condividere qualcosa di sé aiuta a fidelizzare chi ti segue, secondo me.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 08:17 Rispondi

      E riesci a leggerne 150 l’anno? :|
      Comunque anche io sono romanzo-dipendente. Anche io cerco info online sull’autore, quando scopro un suo libro.
      Quanto dici è senz’altro giusto, ma per me vale per un autore con un po’ di pubblicazioni alle spalle. Io personalmente non mi metterei a parlare di questo, preferisco aspettare di avere qualche libro di narrativa pubblicato.

      • Stefania Crepaldi
        26 settembre 2016 alle 10:38 Rispondi

        Ehm, sì. Ne leggo 150 l’anno.
        Ma giuro che ho anche una vita e leggo pure altre cose per lavoro! ;)
        Leggendo così tanto a me non interessa se l’autore che mi ha colpito è alla prima o alla seconda o alla terza pubblicazione.
        Perché una volta finito quel romanzo, che ha scritto e che è fruibile, io desidero conoscere qualcosa di lui o lei che mi si stampi nella testa. Ogni autore ha stili motivazioni e bagagli culturali differenti: se uno ha finito un buon romanzo, ha sempre qualcosa da dire secondo me.
        Diversamente, siccome escono 60.000 libri l’anno… beh, se non conquisti subito l’attenzione di un lettore forte che dà il via al passaparola, hai perso una grande occasione.

        • Daniele Imperi
          26 settembre 2016 alle 11:30 Rispondi

          Beata te :D
          Io quest’anno mi sono imposto di leggerne almeno 70 e dovrei riuscirci.
          Che cosa vuoi conoscere dell’autore che hai letto?
          Non sono sicuro che quando uno ha scritto un romanzo abbia ancora da dire. Forse dipende dagli autori.

          • Stefania Crepaldi
            26 settembre 2016 alle 20:49

            Per esempio mi piace sapere perché scrive. Quando ha trovato il coraggio di iniziare e finire un romanzo. Perché ha scelto l’argomento del libro… Se ha fatto delle ricerche particolari. Il backstage. Conoscere l’uomo o la donna dietro alle parole.
            Sembrano aspetti da gossip, ma per me è importante scorgere il lato umano oltre a quello tecnico. Alcuni esordienti sono bravissimi a scrivere, ma pochi riescono a emozionare. Non parlo solo di romanzi “strappalacrime”. Anche un ottimo fantasy mi emoziona, o un giallo dalla trama originale. :)

          • Daniele Imperi
            27 settembre 2016 alle 10:22

            Perché scrivo è un argomento che ho affrontato parecchio tempo fa. Perché ho scelto l’argomento di una storia può essere interessante, ma così rischio di dire troppo e rovinare la sorpresa, se poi viene pubblicata. Qui, come ho detto prima, ho temi ben precisi, quindi non posso, e neanche voglio, parlare di me come persona, perché andrei fuori tema e soprattutto perché sono molto riservato.

  16. Luisa
    25 settembre 2016 alle 19:15 Rispondi

    Penso che adesso più che in passato bisogna crearsi “un pubblico” dei fan… cosa non facile, lo vedo con la mia pag. fb. Probabilmente c’è chi sa come “intrattenere” mettendo argomenti che incontrano i gusti di molti
    Per il blog ci vuole costanza (qualità che in me scarseggia) e poi bisogna essere abili a renderlo interessante, alcuni di quelli che vedo sono poco coinvolgenti, altri invece mi incuriosiscono, da cosa dipenda non so bene, però penso che la grafica del sito- blog sia fondamentale.
    Qual’è la differenza tra racconto-racconto lungo- romanzo? (scusate la domanda banale per molti che seguono il blog) in teoria lo so, ma vorrei una definizione più esatta

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 08:20 Rispondi

      Ne ho parlato qui: http://pennablu.it/lunghezza-testi-narrativi/

      • Luisa
        30 settembre 2016 alle 01:45 Rispondi

        Ho letto attentamente lunghezza-testi-narrativi e girovagando su google ho trovato un bell’articolo di Romina Tamerici dove parla di te e della sfida di un racconto in 200 caratteri
        Sto studiando tutti questi aspetti pratici e tecnici per realizzare al meglio (delle mie possibilità) un buon romanzo

  17. Grazia Gironella
    25 settembre 2016 alle 20:40 Rispondi

    Difficile quesito. Se penso a come deve essere il blog di uno scrittore mi vengono in mente tutte le svariate cose che si sentono dire in giro, tutte giuste, ma utili fino a un certo punto; se invece mi domando cosa mi piacerebbe trovare, da lettrice, sul blog di un autore, mi viene da dire: 1) Non mi interessa particolarmente che l’autore abbia un blog, e se ce l’ha difficilmente lo cerco. 2) Se la prima risposta è troppo drastica, un po’ mi piacerebbe capire che persona è lo scrittore al di fuori della scrittura, se tratta bene il suo cane, se fa sport e quale, oppure si ammazza di noccioline davanti alla tivù. Niente che gli faccia vendere i suoi prodotti, probabilmente. Non traggo conclusioni, ma come vedi non la trovo facile nemmeno io.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 08:22 Rispondi

      Vedi? Ognuno ama leggere cose diverse sui propri autori preferiti.
      C’è una cosa da aggiungere: all’inizio io ho creato questo blog solo perché mi piaceva parlare di scrittura e da qui la scelta del dominio pennablu.it.
      Ergo: qui non posso esulare da certi temi. Diverso sarebbe stato – e è – aprire un blog con il proprio nome nel dominio. In quel caso puoi spaziare su tutti i temi che vuoi.

  18. Chiara
    26 settembre 2016 alle 17:21 Rispondi

    Grazie per la citazione! :-)

    A me le interviste annoiano un po’, tutto il resto lo leggo volentieri. In genere prediligo i post che parlano sì di scrittura, ma con un taglio personale. Le “lezioni” mi piacevano di più all’inizio, quando dovevo ripassare un po’ la tecnica. Ora che ho un rapporto più individuale con gli autori prediligo i post che suscitino riflessioni e dialogo. Io stessa, sul mio blog, sono passata da articoli più asettici ad altri più personali. Di scrittura si parla sempre. Anche se a volte vado un po’ fuori tema, cerco di non esagerare… addirittura giovedì ho scritto un post e poi non l’ho pubblicato perché non ne ero soddisfatta: mi ero lasciata prendere la mano a tal punto che non c’entrava niente con lo scopo del blog… e tu mi avresti massacrato, perché era astrologia pura. ;) Siccome non avevo nient’altro di pronto, ho bigiato. Spero che mi perdoniate. :D

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2016 alle 18:02 Rispondi

      Le interviste possono annoiare se vengono poste sempre le stesse domande. Tu hai il “difetto” del nome del blog, come il mio, Appunti a margine, quindi troppo in là con la scrittura non dovresti andare :D

  19. Chiara
    27 settembre 2016 alle 08:34 Rispondi

    Infatti, quando affronto dei discorsi che deviano un po’ (per esempio quelli astrologici) cerco sempre di “infilarci” la scrittura, penso sia giusto così. Quelli del Jolly, invece, parlano di scrittura in senso lato, perché sono più focalizzati sul ruolo dello scrittore nei confronti della società, come quello sulla disinformazione che ho pubblicato di recente. In due anni non mi è mai successo di scrivere un post e poi lasciarlo perdere perché non adatto. Quello di giovedì è stato un caso unico… che spero non si ripresenti mai più. A nessuno piace perdere tempo. :)

  20. simonetta
    6 ottobre 2016 alle 10:46 Rispondi

    Carissimo Daniele,
    e carissimi tutti voi frequentatori di Penna blu. Volevo semplicemente dire che questo blog mi è servito tanto. Questa estate ho deciso di volerne creare uno mio e qua, ho trovato un sacco di informazioni, ma soprattutto di consigli intelligenti. Allora…domani, verso le 13.00, ho scritto un articolo su come ho aperto il blog in cui ho ringraziato chi di voi mi ha sostenuta senza saperlo in questi mesi: primo tra tutti Daniele Imperi. Quindi, se vorrete passare a dare un’occhiata, mi farebbe piacere…non so. Ho pensato fosse carino citare questo sito e far sapere che ciò che rimane qui non è semplicemente gettato su internet. Qualcuno lo legge con attenzione.
    Il blog lo trovate a questo link: http://www.mezza-penna.it/ e, per stare aggiornati, mi sono azzardata a gestire pure la pagina fb https://www.facebook.com/mezzapenna/. Penso sia tutto. Se vi va, fate un salto.
    Ancora grazie.

    Simonetta.

  21. Francesco Gnutti
    4 novembre 2016 alle 19:47 Rispondi

    Definirmi autore è un parolone molto grosso per me, io sono più un aspirante scrittore di libri, se così si possono chiamare, come dicono tutti sono brillante, la mia fretta di pubblicare ciò che scrivevo, quindi non avevo idea di cosa fossero le correzioni di bozze, errori e orrori di grammatica, anche se li mettevo in vendita sapevo che nessuno li avrebbe mai comprati senza sapere che un giorno avrei avuto la possibilità di scrivere il mio libro come si deve e quindi godere di quella reputazione che, purtroppo a causa della mia fretta mi sono bruciato, ora ho libri senza errori di grammatica e ortografia, con un senso logico ma non ho lettori che si fidano di me, malgrado i temi che io amo scrivere.
    Cosa vorrei sapere da uno scrittore?
    Come riesce a motivarsi, darsi forza per non scoraggiarsi e continuare a creare nuove immaginazioni con la propria penna, come passa i momenti difficili uno scrittore.
    Questo vorrei sapere.
    Di nuovo complimenti un blog ben fatto, semplice ma anche molto umile è un piacere leggere e interagire con lei, un abbraccio.

    • Daniele Imperi
      5 novembre 2016 alle 09:32 Rispondi

      Ciao Francesco, benvenuto nel blog. Motivarsi è difficile, almeno per me. Io continuo a scrivere, sperando di poter pubblicare. Tutto qui.

  22. Francesco Gnutti
    5 novembre 2016 alle 10:59 Rispondi

    Ciao Daniele, io non so se ti ricordi di me tempo fa mi ero iscritto poi ho avuto problemi al pc e a un discorso di privacy ed ho dovuto cambiare le email ma sono sempre io un tuo affezionato lettore, sei una persona molto cordiale ed è un piacere leggerti, sei uno dei pochi Blogger Italiani che seguo :) bellissimo sito e ottimo lavoro continua così:)

    • Daniele Imperi
      5 novembre 2016 alle 11:24 Rispondi

      Sì, ora ricordo, grazie :)

  23. Francesco Gnutti
    5 novembre 2016 alle 11:45 Rispondi

    :) spero di crescere e migliorare con voi:)

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.