Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Blade Runner dal libro al film

Blade RunnerIn realtà il titolo vero non è Blade Runner, è Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Titolo che magari potrebbe spiazzare (nell’originale è identico: Do Androids Dream of Electric Sheep?), una volta però affrontata la lettura se ne comprende il senso. È un romanzo dello scrittore Philip K. Dick, che non avevo apprezzato in Ubik e che invece mi ha conquistato con quest’opera.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? ci porta in un futuro distopico, che sinceramente non vorrei vivere. Il mondo è popolato da automi, la Terra ha subito dei cambiamenti e il tutto è descritto così bene e con così poche parole che il lettore entra immediatamente in quell’atmosfera, grazie anche a un incipit che funziona.

Blade Runner è un film diretto da Ridley Scott, uscito nel 1982, con gli attori Harrison Ford, nella parte di Rick Deckard (il protagonista del romanzo e del film) e Rutger Hauer, nella parte di Roy Batty, nella parte di un automa.

Blade Runner dal libro al film non rappresenta pienamente le tematiche affrontate da Dick, ma il film è solo liberamente ispirato al romanzo dello scrittore. Ma è un buon film di fantascienza che ricordo con piacere e che rivedrò, dinamico, con una scenografia ben realizzata e bravi attori.

Il film è incentrato sugli androidi, mentre il romanzo punta le luci su tutta la società, toccandone i vari aspetti, quello religioso, quello della vita domestica, quello ambientale anche. In Blade Runner siamo invece in un mondo futuro oscuro, che riesce sì a coinvolgere lo spettatore, ma a cui manca quella completezza che solo il romanzo ha saputo dare.

Consiglio di leggere Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Del film, secondo me, ritroverete ben poco. Leggendo il romanzo ho potuto cogliere solo qualche elemento del film. Due opere, comunque, insuperabili.

Avete letto questo romanzo? Quanti hanno visto invece il film Blade Runner?

17 Commenti

  1. Cristiana Tumedei
    14 dicembre 2012 alle 10:07 Rispondi

    Personalmente, ogni volta che mi capita di guardare un film di cui ho letto il libro rimango spiazzata e, a tratti, delusa. Sarà perché la lettura è un’attività che stimola fortemente la mia fantasia.
    Ad ogni pagina, i personaggi e le ambientazioni si fanno più chiari. E mi pare, quasi, di vederli.
    Ed è ovvio che la rappresentazione data dal regista sarà ben diversa dalla mia! Il risultato? Mi sembra quasi di subire un torto, di vivere un’esperienza alienante e riduttiva.
    Ad ogni modo Blade Runner di R. Scott non mi è dispiaciuto affatto. Anche se, devo ammetterlo, preferisco sempre il romanzo!

    • Daniele Imperi
      14 dicembre 2012 alle 10:55 Rispondi

      L’hai letto anche tu? Beh, in questo caso il regista si è ispirato anche ad altre opere, ma non ricordo quali.

  2. Cristiana Tumedei
    14 dicembre 2012 alle 11:06 Rispondi

    La cosa ti stupisce?! :D
    In effetti, il titolo del film mi pare sia stato scelto ispirandosi ad un racconto di Alan E. Nourse (The Bladerunner, appunto). Una scelta che non ritrova nessun collegamento nella trama. Se non ricordo male, R. Scott la fa pensando che starebbe bene come nome in codice per il suo personaggio!
    Le altre opere a cui fai riferimento non le ricordo nemmeno io. Mi sembra, però, che vi siano anche delle influenze derivanti da un fumetto di fantascienza dell’epoca. Ma proprio non mi sovviene quale!
    Come vedi, anche la mia memoria inizia farmi qualche scherzo! :D

    • Daniele Imperi
      14 dicembre 2012 alle 11:20 Rispondi

      Ma no, non mi stupisce :)
      Sì, vero il titolo è ripreso da quell’opera. Difficile dire se ho preferito il romanzo o il film: ho apprezzato entrambi.

  3. Romina Tamerici
    14 dicembre 2012 alle 11:26 Rispondi

    Il titolo originale è molto più interessante di quello conosciuto. Non ho letto il libro e non so nemmeno se ho visto il film. Ne ho sentito parlare molto, ma non mi ricordo se l’ho visto…

    • Daniele Imperi
      14 dicembre 2012 alle 11:29 Rispondi

      Sì, il titolo è originale e anche curioso, forse pure azzardato, nel senso che potrebbe non attirare il lettore. O forse, invece, succede proprio il contrario.

  4. Salomon Xeno
    14 dicembre 2012 alle 12:06 Rispondi

    Il titolo originale non ha senso per il film, dato che hanno tolto quasi tutta la parte sugli animali (e molto altro). Sono due opere molto diverse e forse preferisco il film, uno dei pochi casi in cui posso dirlo.

    • Daniele Imperi
      14 dicembre 2012 alle 12:13 Rispondi

      Sì, per il film non ha senso quel titolo. Il film è più dinamico, d’azione, forse. Il romanzo dà altre sensazioni, che il film, se fosse stato fedelissimo, non sarebbe riuscito a dare secondo me.

  5. franco zoccheddu
    14 dicembre 2012 alle 20:01 Rispondi

    Blade Runner è il film dei miei diciotto anni: sogni, poesie, profondità, oscurità, speranze. Non posso essere obiettivo: per me è come la madeleine di Proust, una sola scena e salgo sulla macchina del tempo. E’ un meraviglioso sogno ad occhi aperti.

  6. Il Moro
    15 dicembre 2012 alle 01:33 Rispondi

    Paradossalmente, in genere preferisco i film tratti dalle opere di Dick rispetto ai romanzi. Il suo stile non riesce proprio ad andarmi giù. “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” non l’ho ancora mai letto, quindi in questo caso non posso pronunciarmi…

    • Daniele Imperi
      15 dicembre 2012 alle 08:09 Rispondi

      So che Dick non piace a molti, me per primo quando ho letto Ubik, che proprio non ho digerito. Mi sono ricreduto con quest’altro romanzo.

  7. Nella mia libreria #25
    4 gennaio 2013 alle 15:01 Rispondi

    […] Ho preso Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick perché avevo apprezzato Blade Runner. Il romanzo m’è piaciuto molto, più del film forse, perché più […]

  8. Bruna Athena
    28 aprile 2014 alle 09:40 Rispondi

    Preferisco non anticiparmi, ma posso cominciare col dire che il film mi ha alquanto delusa….

  9. Bruna Athena
    28 aprile 2014 alle 09:42 Rispondi

    A dire il vero la questione non è la trama, ma l’atmosfera: troppo cupa per i miei gusti. E dire che sono un’amante del gotico!

  10. fausto
    17 settembre 2014 alle 11:26 Rispondi

    Amante del film ho deciso di leggere il romanzo.
    In qualche modo le trame vengono riprese, ma viene tralasciata una gran parte riferita alla fauna scomparsa e a quanto si senta il bisogno di avere un animale “vero”, un po per esigenza personale un po per status, escludendo anche io lato religioso e sociale di una società devastata e oppressa.
    Però Scott fa un lavoro a dir poco eccellente nelle ambientazioni e nei personaggi e facendo perno sul dilemma interiore dell’essere un androide o meno e del loro bisogno di longevita, riesce secondo me a far vivere un esperienza unica!

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.