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Björn Larsson: un ritratto

Björn LarssonIl 19 gennaio scorso è venuto a Roma, alla Facoltà di Lingue Nordiche, lo scrittore svedese Björn Larsson. Studiando norvegese a quella facoltà, sono andato anche io, nonostante non abbia letto nessuna delle sue opere.

Avevo saputo che Larsson conosceva l’italiano – è anche sposato con un’italiana – imparato per poter parlare coi suoi lettori italiani. La conferenza si presentava quindi interessante.

In quella occasione ha presentato il suo ultimo romanzo, I poeti morti non scrivono gialli, titolo che in un certo senso, per la sua stranezza, non m’invogliava a leggere. Dopo la conferenza ho deciso di leggere Björn Larsson.

Quel romanzo ha rappresentato una sfida per lo scrittore, che non aveva mai scritto gialli, una sfida nata dalla richiesta del suo editore francese. Larsson parla abbastanza bene l’italiano, si fa capire, ha detto che non sarebbe riuscito a intrattenere i presenti che per pochi minuti e poi ha dato banco per quasi due ore.

Ne è emerso uno scrittore simpatico, che non si limita a parlare dei suoi libri, ma dell’intero panorama letterario. Ha criticato la moda dei gialli svedesi, ha parlato di realtà e finzione nella storia, dei compiti del narratore.

Il suo ultimo romanzo si distingue totalmente dagli altri gialli svedesi, sia per ambientazione geografica sia per temi trattati. Ha inoltre raccontato degli aneddoti, di come alcune scene delle sue storie siano poi accadute realmente e ci ha mostrato gli articoli di giornale.

Forse due ore sono state troppe, ma sono passate velocemente. E magari ha guadagnato qualche lettore in più, o almeno uno, io.

Da quell’incontro sono tornato a casa con quattro articoli in mente da scrivere. Uno l’avete appena letto.

Un commento

  1. Marco
    26 marzo 2012 alle 06:45 Rispondi

    Il libro “Bisogno di libertà” lo ha scritto in francese. Lo consiglio per lo sguardo che ci offre alla realtà non solo svedese.
    Che fosse sposato a una italiana lo ignoravo. Ero a conoscenza che avesse cambiato imbarcazione (quella nuova acquistata presso un cantiere navale di Marsiglia) e che da anni vive sulla terraferma (prima risiedeva… sulla barca, esatto!).

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