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Content marketing e automazione dei contenuti

Automazione contenuti
Con i numerosi strumenti online che abbiamo a disposizione siamo ormai abituati a velocizzare la condivisione dei contenuti sui social media. Applicazioni varie, Feedburner, Hootsuite, tanto per citarne alcuni, ci permettono di pubblicare automaticamente su fan page, business page, profili Twitter e Linkedin.

  • Ho usato Feedburner per creare tweet automatici che condividessero i miei post su Twitter
  • Ho usato un’app di Linkedin per condividere lì i miei post in automatico
  • Uso l’app di Facebook RSS Graffiti per pubblicare i miei post sulla fan page (che non gestisco più io)
  • Uso Hootsuite per pubblicare i miei post sulla pagina di Google Plus
  • Usavo la condivisione automatica di Instagram per condividere le foto anche su Twitter

Quanto valgono questi pseudo-contenuti? Zero.

Il content marketing non è condivisione, ma creazione

Non chiamateli contenuti, perché non lo sono. Ho da poco aperto un mio blog su Linkedin e ne ho visto subito le potenzialità rispetto al silenzio di Google Plus. Un lettore mi ha commentato lamentando la scarsa interazione che ha invece ricevuto nel suo blog di Linkedin.

Perché questa scarsa interazione? Perché non aveva pubblicato contenuti, ma pseudo-contenuti, ossia pubblicava la prima parte dei post del suo blog personale e invitava poi i lettori a proseguire la lettura altrove.

Quel contenuto vale zero, perché non ha valore, utilità, non genera coinvolgimento. Ha valore se intero, completo, se davvero offre informazioni utili al lettore.

Il social media marketing non è condivisione, ma costruire relazioni

Qualcuno confonde la mera condivisione dei post sui social media con l’attività di social media marketing. Secondo la definizione data da Search Engine Land:

Il social media marketing si riferisce al processo di azioni volte a acquisire traffico e attenzione attraverso i siti di social media.

Certo, condividere i propri post su Twitter significa aumentare il proprio traffico, nessuno può negarlo. Ma è sufficiente? Oppure l’intera strategia sui social media deve fondarsi su ben altro?

I social network non sono il posto dove fare i Narcisi e passare il tempo a specchiarsi. Non usarli per condividere i link alla tua pagina prodotti e servizi e non condividere solo ed esclusivamente i post del tuo blog. Francesca Mattia su Content marketing che conversa e converte. La ricetta di una copywriter.

Content marketing significa creare contenuti unici

So che, specialmente per un freelance che lavora nel web, questo significa dover dedicare parecchio del suo tempo libero a definire una strategia di contenuti sia nel blog personale sia nei suoi profili sociali. Per un’azienda, invece, potrebbe essere più “semplice”, perché si affida ai vari social media manager e community manager oppure ha uno staff al suo interno che se ne occupa.

Ma l’unico modo per instaurare relazioni sui social media è parlare con le persone, non affiggere annunci virtuali in continuazione, perché un tweet o un aggiornamento di stato qui e là con il nostro bel post è soltanto un annuncio virtuale affisso in una qualche bacheca della rete.

Ma non parla con le persone, non è conversazione. Non è un contenuto. Lo è, dal punto di vista “logistico”, soltanto perché inserito in un contenitore, che sia Twitter o Facebook o altro. Ma un vero contenuto parla, ha una voce, quella della persona che l’ha creato.

Come fate content marketing sui social media?

Vi limitate ad automatizzare i vostri post o state costruendo relazioni? Create contenuti unici per i vostri profili sociali?

2 Commenti

  1. Francesco Magnani
    27 giugno 2014 alle 15:08 Rispondi

    Io ho solamente impostato da feedburner un tweet per l’articolo pubblicato sul blog, per il resto non automatizzo nulla. Mi piace pubblicare manualmente, in maniera diversa su ogni social e sfruttando il potere delle immagini.

    Cerco di costruire relazioni ogni giorno, mi piace conoscere persone nuove, soprattutto quando sono cordiali e possono insegnarmi qualcosa. Non pretendo mai nulla in cambio, ma mi innervosisco quando non ricevo neanche un grazie dopo una o più condivisioni. Ci sono alcuni blogger che predicano bene e razzolano male.

    • Daniele
      27 giugno 2014 alle 15:34 Rispondi

      Io penso di automatizzare il tweet solo quando sarò fuori d’estate.

      Ecco, io oggi non ti ho ringraziato :D
      Ultimamente ci sto poco su Twitter, però anche a me capita, ma non solo sui RT, che magari può sfuggirti o puoi non avere tempo, ma di più per email, gente che mi chiede consigli, li riceve e poi non si fa sentire…

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