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Audiolibri: una riflessione

Audiolibri

Non ho mai acquistato un audiolibro. Né ho mai pensato a scrivere un mio pensiero su questo nuovo formato editoriale, se posso chiamarlo così. Ma un lettore mi ha segnalato un articolo in cui il Re (Stephen King) li elogiava.

E allora ho buttato giù qualche idea e alla fine ho visto che avevo qualcosa da dire su questi audiolibri, anche se – e la cosa non meraviglierà – non è nulla di positivo.

Ascoltare un audiolibro non significa leggere

Significa, appunto, ascoltare. E sono due cose diverse. Non so se ascoltare un audiolibro migliori la scrittura. Nel mio caso credo di no. Tendo a ricordare ciò che leggo, se mi colpisce, ma a dimenticare ciò che ascolto. Non proprio della serie “da ’na parte me entra e dall’altra me esce”, ma ci siamo vicini.

E questo è un problema con l’universo femminile, le cui appartenenti non mancano di rinfacciarmi questo e quello, che io puntualmente ho scordato.

Nell’articolo pubblicato su EW.com “Stephen King on why he loves a good audiobook”, lo scrittore ha scritto:

In some ways, audio perfects reading.

Ma non mi trovo d’accordo. Perché l’audio dovrebbe perfezionare la lettura? Per dare il giusto ritmo alla frase? In quel caso sì, sono d’accordo. Ora non voglio fare il presuntuoso, ma penso di saper leggere – anche se non ad alta voce.

Una sola voce per narrazione e dialoghi?

Quando leggo, imposto una voce per il narratore e tante voci quanti sono i personaggi. Mi capita anche, se prima di leggere un romanzo ne ho visto il film, di usare le voci degli attori.

Non so se venga usata una sola voce per gli audiolibri. Chi ne sa qualcosa, può dirlo nei commenti. Ma produrre un audiolibro ha un costo e più attori si richiedono e più il costo lievita. In alcuni siti di vendita di audiolibri, però, si parlava di un solo attore e anche King ha parlato di una sola voce narrante.

Problemi di dizione

Gli italiani non sanno leggere né parlare. Sbagliano quasi tutti gli accenti delle parole. Un esempio sono i giornalisti nostrani, che non ne azzeccano uno. Provate a sentire come parla l’inviata RAI di New York: è osceno il modo in cui si esprime. Per non parlare di certi doppiatori.

Quando sento dire bósco e non bòsco, córpo e non còrpo, battéri e non battèri, pói e non pòi, ancòra e non ancóra o, peggio, lòro (che detto così significa “l’oro”, metallo prezioso) e non lóro, divento idrofobo. Anzi, idròfobo.

Problemi di voce

E se la voce narrante a me non piace? Metto in conto anche questo. Non è così facile trovare delle anteprime da ascoltare.

Gli audiolibri necessitano di tecnologia

E questa è una particolarità che a me non piace. Per me la lettura e la tecnologia non vanno d’accordo, non posso farci niente. Se per leggere ho bisogno di caricare un dispositivo, di acquistare batterie, di infilare una spina in una presa, a me passa la voglia di leggere.

Un libro si può portare ovunque e funziona sempre. Lo apri e leggi. Per trovare un ebook nel Kobo ci metto una vita.

Ascoltare richiede attenzione

Che io non ho. Posso passare due ore filate a leggere, senza problemi, ma il mio livello di attenzione per la lingua parlata si aggira sulla manciata di minuti. Al telefono dopo 120 secondi io inizio a passeggiare avanti e indietro, come i leoni in gabbia.

Non esiste un momento, nelle mie giornate, in cui io possa ascoltare un audiolibro. C’è chi li ascolta mentre guida, ma io, che guido pochissimo e mi distraggo in continuazione, quando guido non ascolto neanche musica.

E, se devo dirla tutta, sentire nell’orecchio una voce estranea a me dà alquanto fastidio. La lettura è bella perché circondata dal silenzio. E io adoro il silenzio. Un audiolibro crea rumore – la voce è rumore.

Ascoltate audiolibri?

Questa la mia riflessione sugli audiolibri. E la vostra su questo prodotto? Avete in mente di comprare e ascoltare audiolibri?

58 Commenti

  1. Caterina
    21 settembre 2017 alle 07:28 Rispondi

    Anch’io ho un limite con gli audiolibri. Non ne ho mai ascoltati. Ho ascoltato, però, le puntate di un podcast in cui un’attrice (credo lo fosse) leggeva “Lessico familiare” e mi piacque molto. Non mi dispiacciono le letture ad alta voce, forse perché mi piacerebbe impararne l’arte per leggere libri ai bambini. Nonostante faccia parte dell’universo femminile, capisco il fatto di non ricordare le cose solo sentite. Ho lo stesso limite. Mia madre si è sempre lamentata di questo. Mettiamola così: non è un nostro limite; è che uno seleziona le informazioni importanti da quelle meno importanti, onde evitare di andare in corto circuito. Servirebbe un’espansione di memoria. :-D

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 09:31 Rispondi

      Leggere libri ai (propri) bambini piacerebbe anche a me, e penso sia l’unico motivo per cui leggerei ad alta voce.
      Se dovessi rispondere a una donna che non ricordo ciò che ha detto perché io seleziono le informazioni importanti da quelle meno importanti, come andrebbe a finire, secondo te? :D

      • Caterina
        21 settembre 2017 alle 09:37 Rispondi

        L’importante è che lo sappiamo noi che il problema non è nostro! Puoi sempre dare la colpa all’era dell’Informazione (troppi stimoli). Mi sto arrampicando sugli specchi, ve’? ;)

        • Daniele Imperi
          21 settembre 2017 alle 09:44 Rispondi

          Seguirò il tuo consiglio, quando ricapiterà l’occasione. Prega che funzioni :D

    • nuccio
      22 settembre 2017 alle 10:35 Rispondi

      a proposito perché non ascolti piccolaradio in podcast. Sono numerosi racconti famosi e piacevolissimi.

      • Caterina
        22 settembre 2017 alle 10:56 Rispondi

        Che bello, non lo conoscevo! Grazie! :-)

        • nuccio
          22 settembre 2017 alle 11:22 Rispondi

          C’è anche piccolaestate sempre nel sito di piccolaradio.

  2. Azzurropillin
    21 settembre 2017 alle 07:29 Rispondi

    Ho ascoltato un unico audiolibro: “il buio oltre la siepe” ed è stata un’esperienza fantastica dato che l’ho ascoltato durante lunghe sessioni di corsa (quelle per preparare la maratona, allenamenti di due-tre ore consecutive). Non penso che ascolterei audiolibri in altre circostanze, anch’io preferisco leggere per conto mio, ma ho un ottimo ricordo di questa esperienza. Il libro era molto bello e non vedevo l’ora di andare a correre per poter sapere cosa sarebbe successo!

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 09:32 Rispondi

      Correre mi piacerebbe, a patto di farlo su un sentiero montano, ma non ho mai amato roba infilata nelle orecchie per ascoltare musica, quindi un motivo in più per non apprezzare gli audiolibri :)

  3. sandra
    21 settembre 2017 alle 07:45 Rispondi

    Il mercato degli audio libri ha segno positivo in un mondo dove non si legge.
    Non è lettura? Mah, mìimporta poco. Sto valutando di farlo del mio ultimo libro, l’editore me l’ha proposto e io ho rifiutato perchè, per contenere i costi, avrei dovuto leggermelo io.
    Ma da quando ho scoperto i messaggi vocali tutti mi dicono che asoltarmi è bello, ho una voce molto nitida, e insomma proprio ieri facevo queste considerazioni perchè è una chance in più che si dà al testo. C’è chi li ascolta in auto alternandoli ai cd, o facendo i mestieri a casa.
    Sono davvero a favore.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 09:34 Rispondi

      È senz’altro una possibilità di vendita in più, ma poi venderà? Se non vendono audiolibri di autori famosi, come venderanno quelli di autore emergenti o sconosciuti?

    • Barbara
      21 settembre 2017 alle 13:31 Rispondi

      Sandra, io ricordo la tua lettura a quella riunione di autori per GoWare (c’era il video m mi pare su Facebook, giusto? Un passaggio di Le affinità affettive). L’avevi proprio fatta bene! Perciò anch’io a favore di un audiolibro letto da te! ;)

    • nuccio
      22 settembre 2017 alle 10:27 Rispondi

      L’audiolibro è piacevole se la voce è bella. Perché non farlo? Barbara conferma, quindi..Mi hai fatto pensare che debbo mettere sul mio blog wordpress anche le letture di quattro poesie mie che ho inserito anni fa in youtube come nucciopoesia. Grazie per avermici fatto pensare. Buona giornata.

  4. patrizia auriemma
    21 settembre 2017 alle 08:00 Rispondi

    Le cose da dire sono molte, ma sarò sintetica. Ascolto con grande piacere audiolibri se “BEN FATTI” voglio dire che il cosiddetto “lettore” è ovviamente FONDAMENTALE. Che vuol dire essere un buon lettore? essere in grado da solo di farmi sentire le voci di tutti, trasmettermi i loro caratteri, ritmi e tempi interiori. Essere capace di stringere da subito con me il patto di accettazione e credulità, io devo accettare di credere e aderire a quanto lo scrittore racconta, devo poterci stare dentro ad una storia. Ho ascoltato/letto pochi audiolibri che mi hanno fatto sentire così. Parliamo dei buoni lettori: per lo più dovrebbero essere ATTORI, professionisti del comunicare emozioni mentre le si prova (non la realtà ma come nella realtà!! diceva qualcuno di cui non ricordocon certezza il nome); ma non basta essere attori, alcuni di loro, senza il corpo che veicola una parte importante della loro capacità comunicativa, sono assolutamente INASCOLTABILI. Altri invece sono addirittura più bravi come lettori che come attori, quando il corpo, troppo determinato, definito e poco malleabile agli “eventi narrati” li impaccia più che aiutarli. Di tutti gli audiolibri comprati (50 +o meno) ne salvo 5 o 6 e sono generosa ma quelli li ascolto e riascolto, magari in un momento in cui ho voglia di distrarmi, di ridere, di pensare, di fantasticare.
    Mi piacerebbe dare un consiglio a chi realizza audiolibri, visto che fa un lavoro serio ed importante poer molti:
    1) ascoltateli…davvero…. prima di editarli; se non rimanete fermi in una macchina già parcheggiata perchè dovete finire l’ascolto del capitolo…. qualcosa non funziona !!!
    2) rispettate il valore della lettura ad alta voce e sopratutto imparate a conoscerne le caratteristiche e potenzialità che nulla o quasi hanno a che vedere con la lettura di un libro edito a stampa. Non voglio fare dichiarazioni, ma molto si è scritto e si sà sul valore dell’una e dell’altra forma di “lettura” che si completano l’una con l’altra e non si elidono o sostituiscono a vicenda;
    3) impedite agli scrittori di leggere personalmente i propri libri: non ne sono capaci (e perchè mai dovrebbero?) e spesso sono troppo affezionati ai propri testi per riuscire a nascondere un che di affettato che fortemente disturba nell’ascolto e distrae.
    Tirando le somme, io ascolto audiolibri e leggo libri in tempi e secondo modalità e spinte diverse, ma oggi il prodotto “audiolibro” non è sufficientemente di qualità. Non si ascolta un audiolibro perchè si può farlo mentre si fa altro, anche, ma quell’ascolto dovrebbe essere in grado di stimolare in noi modalità di comprensione/acquisizione che utilizzano parti diverse del nostro cervello ed evocano diverse sensibilità.
    Nella speranza di avere audiolibri che valga davvero la pena di ascoltare, io non demordo…e li acquisto sperando in una evoluzione positicva del settore…
    Grazie a Daniele per avermi permesso di condividere queste riflessioni, fino ad ora, solitarie. Patrizia

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 09:36 Rispondi

      Ciao Patrizia, benvenuta nel blog.
      Un solo lettore come può far sentire le voci di tutti? Un lettore uomo che legga il dialogo di una donna per me è strano e non credibile, e viceversa.
      Sono d’accordo che un autore non dovrebbe leggere i propri testi.

      • patrizia auriemma
        21 settembre 2017 alle 10:52 Rispondi

        Prova ad ascoltare “Donne dagli occhi grandi” della Angeles Mastretta letta da Lella Costa. Per quanto mi riguarda non ho mai sentito il bisogno di una voce maschile.. era già lì nella voce di lei… Ma parlo di grandi interpreti….

        • Daniele Imperi
          21 settembre 2017 alle 11:09 Rispondi

          Ci ho appena provato… no, non fa per me. La voce non mi piace, la narrazione è anche troppo lenta (io leggo molto più velocemente), e infine quella musica deprimente di sottofondo è fastidiosa e non c’entra nulla con la lettura, che per me si associa al silenzio.
          Gli audiolibri non fanno proprio per me :)

    • nuccio
      22 settembre 2017 alle 11:15 Rispondi

      A proposito di autori che leggono i propri testi, ho sentito molti autori leggere, più che altro, loro poesie, ma devo dire che non ne sono molto entusiasta perché hanno comunque una voce non allenata alla lettura e una dizione pessima se non dialettale (V. Fahrenheit Le Poesie alle ore 16,55). Purtroppo non si può, di colpo, leggere senza inflessioni o senza la necessaria partecipazione motiva. Purtroppo molti autori s’impappinano con le loro stesse parole e non è una bella impressione che danno. Un testo, se letto con le giuste pause e inflessioni può diventare meraviglioso, se è sostenibile di per sé. A proposito: non lavoro in Radio ma Fahrenheit lo seguo, anche se non sempre.

      • nuccio
        22 settembre 2017 alle 11:16 Rispondi

        Errata corrige:Emotiva e non motiva come scritto per la fretta.

  5. Bonaventura Di Bello
    21 settembre 2017 alle 08:18 Rispondi

    Gli audiolibri hanno una storia abbastanza lunga, se consideriamo le versioni su nastro che negli Anni Ottanta approdarono anche in Italia (precedute dalla narrazione radiofonica, peraltro, a volte condotta a più voci), e secondo me hanno un loro perché, visto che la narrazione, tutto sommato, nasce ancora prima della scrittura e poi della stampa, quindi risponde a un “istinto” che spesso ci portiamo ancora dentro. Rispetto al film o al fumetto, che ci “depriva” dell’immaginare luoghi, scene e personaggi della “veste” immaginifica attribuita dalla nostra personale fantasia, l’audio-narrazione lascia ancora spazio al contributo del lettore, oltre a offrire modalità di fruizione che in alcune situazioni rappresentano una soluzione brillante e in generale permettono un maggior rilassamento e un minore affaticamento della vista. Detto ciò, e condividendo ovviamente l’opinione che “non è per tutti”, riguardo alle “voci” dei personaggi e di quella narrante, ti segnalo una splendida iniziativa nata qualche anno fa, ovvero quella dei LibriVivi, dagli un “assaggio” se ti va: http://www.librivivi.com/

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 09:38 Rispondi

      Mi ricordo da ragazzino e bambino i programmi radio in cui si leggeva un romanzo, ma c’erano tante voci, per i personaggi e per il narratore. Ben diverso dall’audiolibro.
      Grazie della segnalazione, darò un’occhiata al sito.

  6. MammaLupa
    21 settembre 2017 alle 09:05 Rispondi

    Articolo molto interessante. A me non piace ascoltare i libri, mi piace la mia voce, le mie pause e i miei sbagli di dizione durante la lettura. Mi piace potermi soffermare di più in un punto particolare o magari accellerare la lettura, per giungere a fine capitolo o saltare quel pezzo che proprio non mi piace. Da quello che so, la maggior parte degli audiolibri hanno una o al massimo due voci, ammetto di non averne mai acquistato uno. Tuttavia di recente un autore e sceneggiatore che conosco, Ezio Forsano, ha ideato una brillante proggetto al riguardo: non si tratta di libri parlanti, ma di film “ciechi”. Ovvero sceneggiare il libro come se si trattasse di un film o di un’opera teatrale, con suoni di scena e diversi voci che recitano appunto, non leggono. Ecco, penso sia molto diverso e che un prodotto di questo tipo mi potrebbe interessare. Per appure le parole del Re, non mi resta altro che provare ad ascoltare un suo audiolibro in lingua originale: la mia scarsa conoscenza dell’inglese mi permettere di non diventare idròfoba per eventuali sbagli di dizione della voce narrante.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 09:41 Rispondi

      Ciao Mammalupa e benvenuta nel blog. Hai introdotto un altro problema: se è un altro a leggere al posto tuo, tu devi rinunciare al tuo modo di leggere.

  7. Roberto
    21 settembre 2017 alle 09:13 Rispondi

    Per quel che mi riguarda, la lettura è anche apprendimento del costrutto delle frasi. A volte, mi ispirano; e comunque, mi piace analizzare la punteggiatura. Magari, soffermandomi, e rileggendo. Credo che l’audiolibro fomenti ancor più la pigrizia a leggere e, magari, imparare un po’ a scrivere. Meglio usare il cervello attraverso gli occhi, durante una lettura, che non tramite l’udito (a quello recitato, preferisco quello interiore… mi spinge più lontano).

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 09:42 Rispondi

      Sono d’accordo. Inoltre io tendo a segnarmi le frasi che mi piacciono, da usare in futuro come citazioni. Con un audiolibro non posso farlo.

  8. Serena
    21 settembre 2017 alle 09:41 Rispondi

    Da poco seguo il blog, ma non avevo ancora interagito commentando.
    Approffito di questo argomento, molto interessante per me.
    Seguo un laboratorio da qualche anno di lettura interpretata e vi porto la mia esperienza al riguardo. Per leggere ad alta voce non serve avere solo una “bella voce” ma la capacità di far arrivare emozioni attraverso la parola letta. Sembra facile, ma non lo è per niente. Intanto perchè quasi tutti noi non abbiamo chiaro le emozioni che proviamo e che spesso vengono travisate o scambiate le une con le altre, per questo i “veri audiolibri” dovrebbero essere letti da “grandi attori”, altrimenti l’ascolto risulterebbe noioso o addirittura rumoroso.
    Il tempo, Daniele ha ragione quando dice che non potrebbe mai ascoltare un libro tanto quanto riuscirebbe a leggerlo. Proprio perchè i sensi attivati sono diversi. L’ascolto, purtroppo, tende ad essere distratto più facilmente, ed è per questo che funzionano i racconti letti in radio, sono a puntate e non superano mai i quindici minuti, che sono già tanti per rimanere concentrati.
    Un audiolibro, a mio parere, per avere senso di esistere, dovrebbe essere alla pari di un vinile, ovvero ti fermi, chiudi gli occhi e ascolti, rilassato, comodo in poltrona.
    La voce ti deve accompagnare nell’immaginazione, proprio come quando si legge un bel libro che ti prende e ti porta lontano, via dai pensieri, via dal quotidiano.
    Io amo la carta stampata, i quaderni le biro e le matite. Non uso i Kobo e cose del genere perchè credo sia freddo, a differenza di sentire la ruvidità della carta sulle dita e il profumo della stessa che mi accompagna, forse è solo romanticismo, ma non posso farne a meno. Tuttavia amo anche la tecnologia quando mi permette di superare dei limiti, in questo caso, se posso sentire leggere un bravo attore, una storia che mi appassiona, posso apprezzarlo, ma in maniera diversa dalla lettura . Sono due cose diverse per me.
    Ricordo che da bambina ascoltavo le favole che mia mamma mi comprava (forse in edicola?) libro e 45 o 33 giri… ne ho un buonissimo ricordo, anche se oggi penso che, magari, avrebbe potuto provare a leggermele lei e probabilmente avrebbe avuto un impatto ancora più forte sui miei ricordi…
    Ringrazio tutti per avermi concesso di condividere con voi il mio sentire e soprattutto Daniele per questo blog davvero fuori dal comune.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 09:49 Rispondi

      Ciao Serena, benvenuta nel blog. Sono d’accordo, per leggere ad alta voce, oltre ad avere una bella voce e una corretta dizione, bisogna saper interpretare il testo.
      Verso carta stampata, biro e matite la penso allo stesso modo.

  9. Mirko
    21 settembre 2017 alle 09:53 Rispondi

    Ciao Daniele, non ho mai sentito l’esigenza di comprare audiolibri, preferisco comprare libri cartacei e leggerli.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 10:04 Rispondi

      Anche tu come me, insomma.

      • Mirko
        21 settembre 2017 alle 10:40 Rispondi

        Ciao Daniele, sì.

  10. Teresa Minhot
    21 settembre 2017 alle 10:18 Rispondi

    Condivido in tutto l’ opinione di Daniele. Ognuno ha un modo di leggere e di vivere le storie narrate, la nostra immaginazione compone le figure, i gesti, la voce. Dover ascoltarne quelle imposte,non sempre ci accontenta, anzi può accadere di provocare un certo disagio. L’ attenzione, nel mio caso, non resiste più di un’ora nell’ascolto. Poi mi piace percorrere i caratteri e soprattutto, per me che sono una argentina che sta imparando la lingua italiana, è fondamentale leggere per imparare a scrivere meglio.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 10:21 Rispondi

      L’audiolibro ti priva di una parte dell’immaginazione, in effetti.
      Per uno straniero è importante parlare perché così può esercitarsi con la lingua, ma anche leggere per capire bene la costruzione delle frasi e imparare più parole.

  11. Delia
    21 settembre 2017 alle 10:30 Rispondi

    No, mai ascoltati audiolibri. Ma spesso mi è venuto il desiderio di provarci, per un solo motivo: mancanza di tempo per leggere. Per un lungo periodo ho dovuto fare in auto 45 minuti due volte al giorno, e mi ero stancata di ascoltare radio e musica, che in effetti sono pur sempre un po’…”vuoti”.

    Per un altro periodo, quando ancora facevo sport, mi ero accorta che oltre i 50-60 minuti non riuscivo a camminare, perché mi sembrava di rubare tempo ad altre cose, come lettura, formazione, approfondimenti di cose che mi interessano. In quel periodo ho provato ad ascoltare dei podcast ma poi ho capito che mi ero semplicemente stancata di camminare.

    Quindi sì…ci ho pensato spesso, ma mai fatto. Anche a me fa tanta impressione l’idea di essere costretta ad ascoltare una voce narrante a un ritmo obbligato e con un suono che non posso scegliere. In effetti leggendo da sé si assapora una libertà totale di ritmo e interpretazione e forse è proprio quella che piace e che soddisfa tanto i lettori.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 10:37 Rispondi

      Oltre a quanto hai detto, per me la lettura è personale, è qualcosa da fare da soli, per conto proprio, coi propri ritmi e con la propria immaginazione.

  12. Noemi
    21 settembre 2017 alle 10:35 Rispondi

    Io non la vederi tanto come un genere VS l’altro: per me è sempre stata una questione di comodità e voglia del momento. Amo leggere da sola in silenzio e mi piace ascoltare una voce narrante che dà vita alle parole. Per me poi che ho gli occhi sempre affaticati gli audiolibri sono un buon modo per dedicarmi senza troppo sforzo ad un’attività cui non potrei mai rinunciare. Sono iscritta ad Audible e sarei contenta di avere a disposizione un catalogo sempre più ampio. La lettura è un piacere, a cominciare dal supporto, e per fortuna oggi abbiamo tanta scelta. :)

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 10:39 Rispondi

      Ecco una che li apprezza :)
      La varietà di scelta, oggi, ci permette di leggere nei supporti che ci danno più comodità.

    • nuccio
      22 settembre 2017 alle 11:18 Rispondi

      D’accordo.

  13. Barbara
    21 settembre 2017 alle 13:36 Rispondi

    Avendo io memoria visiva, fatico a concentrarmi su quello che ascolto, rispetto a quello che vedo. Per dire: ho appena ascoltato un webinar, ma siccome stavo guardando altro, mi toccherà risentirlo guardandolo, perché non mi ricordo già più nulla… Però non posso fare a meno di notare che il problema è mio, gli altri attorno a me gli audiolibri se li gustano eccome! Audible sta iniziando a macinare profitti, sento sempre più amici che si sono abbonati. Oppure c’è chi invece di leggere gli ebook se li fa leggere da alcune app (certo lì la voce è davvero impostata, perché è un lettore automatico stile navigatore stradale) però così leggono. Altrimenti dicono che “non hanno tempo”…

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 14:14 Rispondi

      Certo, è un problema nostro.
      E alla mancanza di tempo io non ci credo :)

  14. Nuccio
    21 settembre 2017 alle 15:01 Rispondi

    Non compro audio libri , perchè preferisco acquistare quelli che ritengo mi interessino. Ascolto invece il programma “Ad alta voce ” in Fahrenhite di radio tre. Lo trovo piacevole. Sono riuscito a seguire anche I promessi sposi nell’estate 2014. Si tratta di un lettore che varia per ogni testo. Ci sono anche le audio clips sul sito.

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 15:14 Rispondi

      Di sicuro il programma radio è più economico dell’audiolibro :)

  15. Ha Joso
    21 settembre 2017 alle 17:35 Rispondi

    Preferisco di gran lunga la scrittura su carta

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2017 alle 07:28 Rispondi

      Come me. Non riesco a leggere in altri supporti.

  16. Elena
    21 settembre 2017 alle 19:48 Rispondi

    Curioso, doveva uscire domani un mio post sulle tema. L’ho rinviato perché domani ho bisogno di parlare di una cosa che ritengo più urgente. Vedremo quando ricalendarizzarlo. Di sicuro sarà di segno opposto. Trovo gli audiolibri un’altra risorsa meravigliosa, piacevole e nuova.
    Forse la tua proverbiale lontananza dalla tecnologia ti porta a giudicare duramente uno strumento che permette a molte persone, per esempio i non vedenti, di poter ascoltare le loro opere preferite. Se non costasse un botto, pubblicherei in quel formato tutto quello che ho scritto. Per me è un bel pezzo di futuro del mercato dei libri

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2017 alle 07:26 Rispondi

      Bene. leggerò la tua opinione sugli audiolibri :)
      Per i non vedenti vanno bene, ma io qui ho parlato in senso personale, non generale dell’utilità degli audiolibri.

  17. pirkaf76
    21 settembre 2017 alle 20:07 Rispondi

    Oggi forse non li ascolterei, ma durante l’infanzia ascoltavo volentieri gli audiolibri di fiabe e molte di esse le ricordo ancora nonostante siano passati moltissimi anni.
    Credo che comunque nel suolo italico non siano considerati granché, ma molti romanzieri americani citano gli audiolibri persino nei loro romanzi.

    • Daniele Imperi
      22 settembre 2017 alle 07:27 Rispondi

      Io ricordo in edicola piccoli libri spillati di fiabe con allegata la musicassetta.

  18. Grazia Gironella
    23 settembre 2017 alle 21:19 Rispondi

    La voce è rumore, lo penso anch’io; o perlomeno è un suono che interferirebbe con la realtà che si crea nella mia mente leggendo (ma per me il silenzio è d’oro sempre, o quasi). Posso capire che secondo King l’audiolibro dia qualcosa in più, perché in effetti si aggiunge un tramite umano, ma personalmente non ne sento né il bisogno, né il desiderio. Immagino che invece l’audiolibro sia fantastico per chi non riesce a leggere, come nel caso delle persone anziane.

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2017 alle 06:43 Rispondi

      Hai detto bene: non ne sento il bisogno né il desiderio nemmeno io.

  19. luisa
    24 settembre 2017 alle 23:58 Rispondi

    ” Gli italiani non sanno leggere né parlare” sono d’accordo (italianissima) :-)
    Non ho letto tutti i commenti,quindi mi limito al post,anche se non ho ancora fatto questa esperienza trovo che potrebbero essere utili quando si è occupati con le mani , come nel mio caso quando dipingo, di solito ascolto qualche conferenza. Un romanzo o comunque libro non so, effettivamente il timbro della voce è importante, la maggior parte hanno una voce (come dice uno dei miei figli : da parrocchietta) monotona e noiosa proprio come chi parla in chiesa o come alcuni politici (spero di non suscitare la permalosità di qualcuno)
    Non sono d’accordo sul fatto che la voce è rumore in alcuni casi può essere musica, specialmente se ami chi sta parlando e magari sussurra parole …affettuose. Mi fermo quì la mia fervida immaginazione sta già creando “scene” …
    Comunque come tutte le novità all’inizio incuriositi si venderanno poi nel tempo si deciderà se soppiantare il cartaceo o no.

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2017 alle 06:45 Rispondi

      Quando disegno (nei rari casi in cui lo faccio), ascolto musica, ma quasi mai, ora. Ascoltare un romanzo non mi riuscirebbe, perché, appunto, tendo a dimenticarmi ciò che ho ascoltato la sessione prima.

  20. Giuliana
    26 settembre 2017 alle 08:07 Rispondi

    Concordo, su tutto.
    A parte il fatto che anche io sbaglio gli accenti nel parlare (difetto dato dalle mie origini e accentuato dal cambiare spesso città), ma non mi azzardo a registrare un audiolibro conoscendo i limiti della mia dizione. Pertanto, io sono per il cartaceo/e-book. Ma ritengo che la qualità degli audiolibri – per gli amanti del genere – dovrebbe comunque essere elevata, con ottimi interpreti e voci differenti per ciascun personaggio.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2017 alle 10:09 Rispondi

      D’accordo sulla qualità, ma a quanto salirebbe il prezzo?

  21. luisa
    27 settembre 2017 alle 14:36 Rispondi

    Ogni commento dice qualcosa da prendere in considerazione, decisamente d’accordo con la qualità di chi narra, che dovrebbe avere soprattutto un timbro di voce stimolante ( senza essere necessariamente un attore) altrimenti potrebbe far cadere l’interesse del racconto.

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2017 alle 07:07 Rispondi

      Ho paura che il timbro di voce sia una questione di gusti personali.

  22. Sharon
    27 settembre 2017 alle 16:21 Rispondi

    Ciao Daniele, volevo segnalarti che ti ho nominata per il Liebster Award 2017, sperando di fare una cosa gradita. Qui il post: https://myblogscrittrice.blogspot.it/2017/09/il-liebster-award-2017.html.
    Ci tengo a precisare che non sei obbligato a partecipare e se non sei interessato, mi scuso del disturbo.

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2017 alle 07:07 Rispondi

      Grazie per la nomina :)

      • Sharon
        28 settembre 2017 alle 10:50 Rispondi

        Prego, figurati, te la meriti appieno!

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