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Nessuno spazio prima dell’apostrofo

Grammatica

Un altro errore in cui incorre chi scrive è mettere uno spazio prima dell’apostrofo. Ho verificato questo errore soltanto nel web, a dire il vero, in articoli comparsi in alcuni blog.

A che cosa serve un apostrofo? A dirti che là prima c’era una vocale. Dove la vocale cade, là nasce un apostrofo. E l’apostrofo lega indissolubilmente le due parole.

È una questione di scorrevolezza nella lettura. Le parole sono separate da uno spazio ed ecco che si viene a creare una piccola, lieve pausa fra una parola e l’altra.

Non è scorrevole leggere “lo apostrofo”, “lo asino”, “la amica”, ecc. In questi casi la pausa è ancora più sentita e la lettura più difficoltosa e rallentata.

Se invece scriviamo “l’apostrofo”, “l’asino”, “l’amica”, la lettura è veloce e fluida, senza intoppi né inutili pause. L’apostrofo lega quindi le due parole, trasformandole in una.

È per questo che non va messo nessuno spazio prima dell’apostrofo. Perché altrimenti saremmo costretti a imporre una pausa nella lettura.

2 Commenti

  1. Mauro
    7 marzo 2011 alle 09:39 Rispondi

    È interessante che invece è ammesso l’apostrofo a fine riga, che la Crusca considera preferibile al reinserimento della vocale (e, sarà l’abitudine, ma anche a me piace più di cose come “dello/operaio”, se non altro, incontro vocalico a parte, perché “dell’/” dice che segue una vocale, mentre dopo “dello” mi aspetto una consonante).

  2. Daniele Imperi
    7 marzo 2011 alle 09:51 Rispondi

    Bella precisazione, Mauro. In effetti sono parecchi anni che c’è quella regola, mi ricordo che la mia insegnante al liceo ci disse che non si usava più mettere la vocale.

    In qualche rara occasione vedo che qualcuno ancora termina gli articoli con la vocale quando deve andare a capo.

    Hai ragione, ci si aspetta una consonante dopo, se non ci fosse l’apostrofo, e questo blocca o rallenta la lettura.

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