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Quando mettere l’apostrofo all’articolo un (e quando no)

Grammatica

Ennesimo errore che si commette nella lingua italiana. Talvolta, c’è chi mette l’apostrofo in maniera arbitraria, senza badare alla logica di quello che fa.

A differenza di quanto accade per l’articolo determinativo, che vuole l’apostrofo ogni volta che ha davanti una parola che inizia per vocale, l’articolo indeterminativo vuole l’apostrofo solo se la parola che comincia con la vocale è di genere femminile.

Articolo determinativo singolare

L’articolo determinativo singolare ha 3 varianti:

  • Il: resta invariato.
  • Lo: la vocale cade quando ha davanti altre vocali (lo asino=l’asino, lo acciaio=l’acciaio).
  • La: idem come sopra (la anatra=l’anatra, la elsa=l’elsa).

Articolo indeterminativo

L’articolo indeterminativo (sempre singolare) ha anch’esso 3 varianti:

  • Un: è maschile e va usato soltanto davanti a parole maschili che iniziano per vocale o che non creano intoppi nella pronuncia. Non si scriverà “un scivolo” né “un zoccolo”, ma si scriverà “un asino“, “un cavallo“, “un bue“, ecc.
  • Uno: è maschile e va usato davanti a parole che iniziano per S impura, Z o davanti a PS, GN, PN. Si scriverà “uno scivolo”, “uno zoccolo”, “uno psicologo”, “uno gnomo”, “uno pneumatico”, ecc.
  • Una: è femminile e va usato per tutte le parole femminili. Se una parola inizia per vocale, allora la “a” di “una” cade e allora ci va l’apostrofo.

Quando va messo l’apostrofo all’articolo “un”?

L’apostrofo va messo soltanto quando la parola dopo l’articolo indeterminativo è femminile e inizia per vocale.

È giusto scrivere:

  • un’immagine
  • un’altra
  • un’anatra.

È sbagliato scrivere:

  • un’altro
  • un immagine
  • un’inizio.

La differenza fra articolo determinativo e indeterminativo è semplice. Mentre non esiste l’articolo “l”, perché quella “l” è soltanto un “lo” o una “la” che hanno subito una troncatura, esiste però l’articolo “un”, che non ha subito troncatura alcuna e può vivere felice senza apostrofo, ma soltanto per il maschile.

Le femminucce, invece, e non per discriminazione, dovranno continuare a indossare l’apostrofo che, anche se non è rosa, dà il giusto colore alla frase.

81 Commenti

  1. Fini tocchi Alati
    4 febbraio 2011 alle 3:29 pm Rispondi

    Be’, poi mi dovrai spiegare chi è che ti ha detto che l’apostrofo non è rosa.

    • koko
      8 maggio 2015 alle 3:24 pm Rispondi

      Si scrive un ulteriore problema o un’ulteriore problema?

      • Daniele Imperi
        8 maggio 2015 alle 3:37 pm Rispondi

        Problema è una parola maschile.

        • Maurizio Candido
          28 giugno 2016 alle 9:36 am Rispondi

          che centra “problema”, semmai è “ulteriore” la parola dopo un

          • Daniele Imperi
            28 giugno 2016 alle 9:54 am

            Certo che è “ulteriore” la parola dopo “un”, ma ulteriore è un aggettivo riferito a problema, parola maschile.
            “Centra” si scrive “c’entra”.

  2. Daniele Imperi
    4 febbraio 2011 alle 3:46 pm Rispondi

    Perché quello rosa sta soltanto fra le parole “t’amo”, come dice quella frase di non so chi :D

    • liliana buatta
      31 gennaio 2013 alle 7:22 pm Rispondi

      perchè si dice una iena e non un’iena?

      • Daniele Imperi
        31 gennaio 2013 alle 7:37 pm Rispondi

        Perché è impronunciabile e cacofonico “un’iena” e perché non c’è contrasto fra la “a” finale dell’articolo e la “i” iniziale del sostantivo.

    • Giuliana Mariani
      7 luglio 2015 alle 4:22 pm Rispondi

      La frase è tratta dal “Cirano di Bergerac” di Rostand

      • Daniele Imperi
        7 luglio 2015 alle 4:43 pm Rispondi

        Ecco chi l’aveva detta :D
        Benvenuta nel blog.

    • Marialaura petrino
      11 gennaio 2016 alle 8:24 pm Rispondi

      Ti amo sei bello. “T’ amo
      Ciao rispondimi

      • Daniele Imperi
        12 gennaio 2016 alle 9:33 am Rispondi

        Rispondere a cosa?
        T’amo è corretto, ma va scritto senza lo spazio, ovviamente.

  3. MAURIZIO
    5 febbraio 2013 alle 3:34 pm Rispondi

    Ciao,
    perchè su libri e giornali l’articoli indeterminativo viene usato arbitrariamente ad. es. “una improvvisa disposizione?” grazie.

    • Daniele Imperi
      5 febbraio 2013 alle 3:36 pm Rispondi

      Perché la lettura è scorrevole sia scrivendo “una improvvisa disposizione?” sia “un’improvvisa disposizione?”

  4. melchiorre schifano
    31 ottobre 2013 alle 3:27 pm Rispondi

    Quando il dubbio sull’utilizzo o meno dell’apostrofo mi ha assalito, non pensavo di leggere un tuo post, cosi ben fatto come ogni cosa che scrivi. Grazie Daniele :-)

    • Daniele Imperi
      31 ottobre 2013 alle 9:09 pm Rispondi

      Grazie a te, Melchiorre :)

      • Giulio Salvatori
        30 gennaio 2016 alle 6:21 am Rispondi

        Grazie, non Ti conoscevo, busserò spesso alla tua porta

        • Daniele Imperi
          1 febbraio 2016 alle 9:12 am Rispondi

          Ciao Giulio, benvenuto nel blog :)

  5. Michele
    10 dicembre 2013 alle 11:02 am Rispondi

    Molto interessante l’articolo, fatto anche in modo chiaro e semplice.

  6. Salvatore Sirena
    3 gennaio 2014 alle 3:58 pm Rispondi

    si dice l’uomo oppure l uomo ? grazie

    • Daniele Imperi
      3 gennaio 2014 alle 4:01 pm Rispondi

      Ciao Salvatore,
      la lettera “l” da sola non esiste come articolo. Quindi si scrive “l’uomo”.

      • Salvatore Sirena
        4 gennaio 2014 alle 2:19 am Rispondi

        grazie…..una discussione che avevo con un amico……avevo ragione io….Grazie…….:)

  7. Francesca
    13 febbraio 2014 alle 5:44 pm Rispondi

    Grazie….ricordavo che l’articolo indeterminativo si usava con l’apostrofo solo nel femminile ma scrivendo mi son sorti dei dubbi che grazie a te non ho più….

  8. Deborah Berti
    17 febbraio 2014 alle 10:23 pm Rispondi

    Ciao come si scrive “un’apostrofo” o “un apostrofo”? Gara fra amici ;-) grazie

  9. Giulia
    23 maggio 2014 alle 11:23 pm Rispondi

    Volevo sapere, ma se il nome è sia maschile che femminile come ad esempio “Angelo” e al maschile si scrive “Un angelo”, se la parola è riferita ad una donna..si apostrofa?

    • Daniele Imperi
      24 maggio 2014 alle 7:25 am Rispondi

      Angelo è maschile, quindi non va apostrofato. Si scrive quindi “quella donna è un angelo”.

  10. VERONICA
    4 giugno 2014 alle 12:28 pm Rispondi

    Scusami ma un ultima oppure un’ultima?

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2014 alle 12:44 pm Rispondi

      Ciao Veronica, benvenuta nel blog.

      Se leggi il post, troverai la risposta. È molto chiara.

  11. gaetano
    26 luglio 2014 alle 10:18 pm Rispondi

    salve sono un uomo di 62 anni e vorrei documentarmi e sapere di più sulla scrittura italiana soprattutto nella punteggiatura come apostrofo dove si deve mettere o non si deve mettere, comunico che io o fatto la 5 elementare ma mi piace aggiornarmi sarei felice di un suo aiuto in attesa di una sua risposta le do i miei saluti

    • Daniele Imperi
      28 luglio 2014 alle 7:44 am Rispondi

      Salve Gaetano, benvenuto nel blog. A questa pagina: http://pennablu.it/grammatica/ ci sono altri articoli sulle regole grammaticali che possono esserle utili, sia sull’apostrofo sia sulla punteggiatura. Mi faccia sapere se le sono stati utili.

  12. Alessia
    19 settembre 2014 alle 3:53 pm Rispondi

    Salve,
    Sempre in merito all’articolo indeterminativo: se tra l’articolo e il sostantivo si aggiunge un aggettivo la regola è la stessa? Ad es.
    “un’importante fonte di guadagno” o “un altissimo albero”?

    • Daniele Imperi
      19 settembre 2014 alle 4:01 pm Rispondi

      Ciao Alessia, benvenuta nel blog.

      Certo, perché l’aggettivo è sempre declinato al femminile. Quindi “un’amara risposta”, “un astuto ladro”, “un’esatta deduzione”, “un’estenuante corsa”, ecc.

  13. Elisabetta
    16 ottobre 2014 alle 3:28 pm Rispondi

    Per caso ho trovato questo blog. Sono italiana ma nata e cresciuta in Germania e quindi sull’italiano ho più di qualche dubbio. Comunque il tuo blog mi sembra una rivelazione. Grazie!

  14. gianfranco
    16 novembre 2014 alle 6:41 pm Rispondi

    da quando c’e internet non leggo più………..e ogni tanto mi assalgono dubbi atroci ! grazie al post ne ho dissipati alcuni

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2014 alle 7:05 pm Rispondi

      Ciao Gianfranco, benvenuto nel blog.
      Se clicchi sl tag Grammatica a fine post, troverai altri articoli che magari ti saranno di aiuto.

  15. patrizia
    19 novembre 2014 alle 11:23 am Rispondi

    bello semplice utile!
    Pat

  16. Sara
    7 dicembre 2014 alle 12:33 pm Rispondi

    Ciao Daniele,

    Fortunatamente non ho mai sbagliato gli apostrofi, evidentemente i miei maestri di scuola elementare hanno fatto un buon lavoro.

    Ho sempre avuto dei dubbi, però, sull’utilizzo dell’apostrofo quando, tra l’articolo e il sostantivo, vi è un aggettivo. Ti faccio un esempio per spiegarti meglio:

    Un ulteriore cambiamento
    Un’ulteriore catastrofe

    Per logica penso di dover utilizzare l’apostrofo basandomi sul genere del sostantivo, quindi come scritto sopra, ma è corretto? Oppure a fare la differenza, è proprio l’aggettivo e in questo caso “ulteriore”? Gli aggettivi però non hanno “sesso”…

    Riusciresti a risolvermi questo dubbio? Grazie mille, Sara

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 11:38 am Rispondi

      Ciao Sara,
      l’aggettivo, in quel caso, deve concordare con il sostantivo a cui si riferisce. Quindi ulteriore diventa femminile davanti a catastrofe: Un’ulteriore catastrofe.

  17. Sara
    20 dicembre 2014 alle 9:17 am Rispondi

    Grazie mille Daniele,
    Dubbio risolto una volta per tutte! Gentilissimo. :)

    Sara

  18. raffaele
    8 gennaio 2015 alle 12:13 pm Rispondi

    Salve
    discussione con figli e nipoti per la scrittura esatta di ” un altro” ; corretto , come dico io e come leggo qui.ma lo strano è che un nipote ha consultato internet (non so quale sito ma sto indagando) e la risposta è stata : un’ altro!!!!!!!

    • Daniele Imperi
      8 gennaio 2015 alle 12:44 pm Rispondi

      Ciao Raffaele e benvenuto nel blog.
      Bisogna consultare una grammatica o un dizionario, internet è troppo vago e soprattutto è aperto a tutti, ignoranti compresi. “Un altro” si scrive senza apostrofo.

  19. Giovanni
    10 gennaio 2015 alle 9:32 am Rispondi

    Io invece sono capitato su questo sito cercando qualche eccezione mentre stavo leggendo un articolo su ansa che riporta “un’articolo” :-)

    “L’ho scritta io, così come anche un’articolo che ha aumentato le pene rispetto al testo previsto dal Tesoro”.

    Fonte:
    ansa.it/sito/notizie/politica/2015/01/09/-fisco-renzi-norma-sul-3-lho-scritta-io-_9efe5eda-f1e2-456f-a6ba-21c239d4261a.html

    • Daniele Imperi
      10 gennaio 2015 alle 10:45 am Rispondi

      Ciao Giovanni e benvenuto.
      Bisogna vedere se l’errore è del cosiddetto premier o del giornalista. Se il giornalista ha sentito quella frase dal premier e l’ha scritta, allora è un ignorante, come lo è il premier se l’ha scritta lui :)

  20. Daniela Vighesso
    11 gennaio 2015 alle 8:20 am Rispondi

    Buongiorno.Io sono capitata per caso su questo blog, mentre cercavo di capire se l’articolo indeterminativo davanti alla parola estraniamento (senza aggettivi) vuole l’apostrofo. Mi è sembrato di capire di no.
    Questo blog è utilissimo e molto ben fatto con delle spiegazioni chiare e brevi. Io ho già pubblicato un libro e solo quando finalmente ( dopo tanta fatica!) l’ho avuto tra le mani mi sono accorta di aver commesso molti errori, soprattutto di punteggiatura. In questo periodo sono in fase di revisione del testo in prospettiva di una ristampa; terrò presente questo blog.

    • Daniele Imperi
      11 gennaio 2015 alle 8:46 am Rispondi

      Ciao Daniela e benvenuta.
      Si scrive infatti un estraniamento, perché la parola è maschile.
      Per quanto riguarda il tuo libro, ti consiglio di farlo visionare a un editor prima di pubblicarlo.

  21. rosalba adamo
    6 aprile 2015 alle 4:57 pm Rispondi

    Molto interessante. Io sono scolastica mente ignorante (scolastica mente viene fuori dalla tastiera divisa in sue parole) però leggo tantissimo. Ieri stavo leggendo quando mi son ritrovata la parola un automobile. ..mi sono automaticamente bloccata e il dubbio atroce mi ha assalita “ma nn ci vuole l’apostrofo? Mi son detta di si poi….il dubbio. Ho letto il tuo articolo ed ho capito di aver ragione, vero?

    • Daniele Imperi
      7 aprile 2015 alle 8:35 am Rispondi

      Ciao Rosalba, benvenuta nel blog.
      Sì, su un’automobile ci vuole l’apostrofo. Un tempo però no, perché automobile era una parola maschile. In un romanzo si Salgari, credo, ho trovato “gli automobili”.

  22. koko
    8 maggio 2015 alle 4:05 pm Rispondi

    Essendo una persona molto insicura, a volte mi vengono dei dubbi atroci sulla punteggiatura e sui verbi. Mi capita spesso di bloccarmi davanti alle persone mentre parlo, perché mi vengono dei dubbi sui verbi e mi si blocca il cervello. Non puoi capire quanto soffro su questa cosa!!! Come posso risolverla?
    Grazie per il suggerimento e buona giornata.

    • Daniele Imperi
      8 maggio 2015 alle 4:10 pm Rispondi

      Il problema dei verbi si risolve leggendo molto e anche ripassando la grammatica, dove ci sono esempi. Ma nella lingua parlata di solito si passa sopra ai vari errori. Io con gli amici parlo in modo quasi sgrammaticato…

  23. Bianca Zingara
    22 luglio 2015 alle 10:23 am Rispondi

    Avete scritto una cosa contraddittoria “immagine” e’ elencata nel giusto e nell’errato

    È giusto scrivere:

    un’immagine
    un’altra
    un’anatra.
    È sbagliato scrivere:

    un’altro
    un immagine
    un’inizio.

    • Daniele Imperi
      22 luglio 2015 alle 12:52 pm Rispondi

      Ciao Bianca, dove vedi “immagine” inserito nel giusto e nello sbagliato? Il tuo elenco è identico al mio.

  24. Maurizio
    14 agosto 2015 alle 1:38 pm Rispondi

    Complimenti. Articolo chiaro, semplice e ben scritto.

    • Daniele Imperi
      14 agosto 2015 alle 2:18 pm Rispondi

      Grazie e benvenuto nel blog.

  25. Isabella Grande
    30 settembre 2015 alle 12:04 am Rispondi

    Grazie moltissimo, Daniele!
    È un piacere consolidare le origini della lingua! Isabella

  26. marco
    3 novembre 2015 alle 11:39 pm Rispondi

    Per me con la storia della cacofonia, hanno reso la lingua italiana ancora più incasinata, di quello che poteva essere già di per se: Un’anatra, una iena, oppure un secondo, uno scoiattolo. Ma che bel casino animalesco, una lingua animalesca.

    • Daniele Imperi
      4 novembre 2015 alle 9:05 am Rispondi

      Ciao Marco, benvenuto nel blog. Non capisco perché dovrebbe essere incasinata la nostra lingua. Il problema è la scorrevolezza delle parole. “Una anatra” è meno scorrevole di “un’anatra” e “un’iena” non è certo scorrevole da pronunciare rispetto a “una iena”.

  27. Daniela Vighesso
    4 novembre 2015 alle 9:19 am Rispondi

    Non capisco questo commento di Marco (benvenuto), sono forse più scorrevoli “uno secondo” e “un scoiattolo”? Lingua animalesca? Forse Marco confonde l’incasinatura di una lingua con le eccezioni? Quanto al numero di eccezioni, l’italiano mi sembra molto povero rispetto, per esempio, al francese, dove le eccezioni non riguardano solo l’eufonia e la scorrevolezza ma anche gli accenti e l’ortografia .

  28. Nicola
    19 novembre 2015 alle 12:54 pm Rispondi

    Scusami una domanda.
    Ci va l’apostrofo sella parola sei un’incivile?

    • Daniele Imperi
      19 novembre 2015 alle 12:56 pm Rispondi

      Dipende: chi è incivile, un uomo o una donna?
      In base alla risposta potrai capire se ci va o meno.

      • Nicola
        19 novembre 2015 alle 12:59 pm Rispondi

        Il discorso è fatto tra me e un uomo. Gli ho scritto che per me lui è un’incivile. Lui ha iniziato a dirmi che dopo un, non ci va l’apostrofo.
        Io da quello che mi ricordo le parole che finiscono con e ed a sono parole che ci vanno l’apostrofo davanti. Ma potrei sbagliarmi

        • Daniele Imperi
          19 novembre 2015 alle 1:07 pm Rispondi

          Una domanda: hai letto l’articolo? Perché nell’articolo che ho scritto ho spiegato quando va usato l’apostrofo.

          • Nicola
            19 novembre 2015 alle 1:10 pm

            Scusa non avevo visto bene

  29. Anna
    5 gennaio 2016 alle 2:52 pm Rispondi

    Ciao Daniele,
    complimenti per il prezioso aiuto che offri a chi lo cerca.

    Il mio dubbio arriva da un testo che sto studiando. Ora, nell’introduzione leggo: Vittoria Colonna era un’autorevole giudice.
    Lì per lì mi si sono drizzati i capelli perché l’articolo un è riferito a giudice che, pur avendo valore semantico neutro, rimane maschile.
    Però, riflettendoci, è anche vero che un precede autorevole, comunque neutro, ma connotabile nel genere proprio grazie all’articolo indeterminativo che, se usato al femminile, necessita ovviamente dell’elisione.

    Dunque, una autorevole giudice o un autorevole giudice?

    Io, d’istinto userei un perché, ovviamente, non si dice una giudice, tuttavia l’aggettivo nel mezzo lo richiede.

    Mi sono detta che se l’aggettivo fosse anziana, noi diremo comunque – rispetto a una donna- : è un anziano giudice, non un’anziana giudice…

    Dunque che si fa? …Un giudice autorevole? :D
    È evidentemente la soluzione più corretta, ma se volessimo lasciare la frase così com’è?

    Purtroppo il testo non è tratto da un manuale, ma dagli appunti di un’amica.

    Grazie e perdona il delirio!

    Anna

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2016 alle 3:02 pm Rispondi

      Ciao Anna, grazie e benvenuta nel blog.
      Bella domanda. Secondo me la frase corretta è “Vittoria Colonna era un autorevole giudice”. Autorevole è un aggettivo che deve concordarsi con il sostantivo a cui è riferito, quindi in questo caso al maschile. Il Treccani ne parla qui: http://www.treccani.it/vocabolario/giudice/ e dice che il femminile è di uso familiare, quindi non propriamente corretto (forse è limitato alla lingua parlata).
      Allo stesso modo io potrei scrivere: “Mario Rossi è un’ottima sentinella”, non posso scrivere “Mario Rossi è un ottimo sentinella”, perché è sbagliato e suona anche male. Non sto dando a Mario una connotazione femminile, come non ne do una maschile a Vittoria.

      • Anna
        5 gennaio 2016 alle 3:14 pm Rispondi

        Dunque dobbiamo voler bene all’istinto, perché porta quasi sempre sulla strada giusta.
        Ragionandoci, sì, si arriva a questa conclusione.

        Treccani rules! :)

        Grazie, mi hai tolto un’incertezza.

        Buon lavoro!
        E complimenti, accidenti, fai un sacco di cose!

  30. Barbara
    17 gennaio 2016 alle 10:39 am Rispondi

    Grazie Daniele complimenti !

    • Daniele Imperi
      18 gennaio 2016 alle 9:16 am Rispondi

      Ciao Barbara, grazie a te e benvenuta nel blog :)

  31. Konstantina
    23 febbraio 2016 alle 9:10 pm Rispondi

    Ciao Daniele.
    Scrivi “Uno: è maschile e va usato davanti a parole che iniziano per S”. Questo è parzialmente vero. Per esempio si dice uno scivolo, ma non si dice uno sapone. Penso che sia più giusto dire che l’articolo uno va usato davanti alle parole che iniziano per S impura (sp, st ecc.). Nella stessa categoria rientrano anche le parole che iniziamo per PS e GN.
    Grazie e complimenti per il blog,

    Konstantina

    • Daniele Imperi
      24 febbraio 2016 alle 8:22 am Rispondi

      Ciao Konstantina, benvenuta nel blog.
      Hai ragione, è troppo generico come ho scritto. Modifico, così è più chiaro. Uno va usato anche nella parola “pneumatico”.

  32. ROMINA
    29 aprile 2016 alle 10:43 am Rispondi

    Ciao, come si scrive se devo dire : degli angeli opp degl’angeli??
    Grazie
    Romy

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2016 alle 11:55 am Rispondi

      Ciao Romina, di solito è meglio scrivere “degli angeli”. Usi l’altra forma in poesia.

      • ROMINA
        29 aprile 2016 alle 3:40 pm Rispondi

        Grazie immaginavo , ma la maestra di italiano di mia figlia continua ad insistere che si apostrofa…

        • Daniele Imperi
          29 aprile 2016 alle 3:55 pm Rispondi

          La maestra è un po’ troppo poetessa :)
          Se segnala come errore “degli angeli”, sta sbagliando di grosso. Certi insegnanti dovrebbero imparare la grammatica e soprattutto come si insegna.

  33. DANIELE MAURIZIO
    4 giugno 2016 alle 9:52 am Rispondi

    “esiste però l’articolo “un”, che non ha subito troncatura alcuna e può vivere felice senza apostrofo,….”: in quel “subito” ci va l’accento sulla i!

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2016 alle 9:01 am Rispondi

      Ciao Daniele, benvenuto nel blog. L’accento in mezzo alle parole non ci va. Nell’italiano l’accento va messo sempre sull’ultima lettera, come in città, più, ecc.
      Nella frase che hai citato, poi, è impossibile confondere il participio del verbo subire con l’avverbio.

  34. Ale
    23 giugno 2016 alle 10:43 am Rispondi

    Domandina.
    Ricordo che a scuola mi dissero anni fa (secoli fa) che l’apostrofo non va usato in casi particolari, quando alcune parole iniziano con il dittongo “io”, come “iodio”.
    E’ giusto scrivere “all’iodio” o è più corretto “allo iodio” , “l’iodio” o “lo iodio” ? Il dubbio mi viene in quanto nel parlato non è eliso.
    Ultimamente nei siti ministeriali mi sono imbattuto in “Cassano all’Ionio” invece dello storico “Cassano allo Ionio”, cosa che ha creato alcuni problemi alle banche dati.
    Grazie.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2016 alle 11:06 am Rispondi

      Ciao Alessandro, benvenuto nel blog. In quei casi infatti non è corretto scrivere “l’iodio”, perché non facilità la lettura, e neanche nella lingua parlata si dice così. È più scorrevole dire “lo iodio”. I siti ministeriali avrebbero bisogno di un buon copywriter.

  35. Michele
    17 agosto 2016 alle 11:49 pm Rispondi

    Si scrive un’invenzione , una invenzione un invenzione? Io credo con l’apostrofo. …..grazie

    • Daniele Imperi
      18 agosto 2016 alle 4:36 pm Rispondi

      Ciao Michele, benvenuto nel blog. Le prime due sono corrette.

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