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Anno 3000

Un racconto di fantascienza per il nuovo anno

Anno 3000

Era giunto l’ultimo giorno dell’anno. Le strade erano piene di luminarie che a intermittenza disegnavano figure e messaggi augurali sui muri. Davanti ai negozi, robot vestiti da Babbo Natale davano il benvenuto ai clienti in dieci lingue e cartelloni digitali trasmettevano ologrammi natalizi per tutto il giorno.

La gente si apprestava a celebrare la festa più importante dell’anno, il passaggio al quarto millennio. Tremila anni se ne erano ormai andati, consumati fra le strade del tempo, in parte dimenticati, ma comunque vissuti.

Al Ministero del Tempo c’era aria di festa, come in ogni casa del paese. Agdar, Sottosegretario alle Provvigioni Temporali, era l’unico a non provare quella felicità che sembrava aver contagiato tutti. A lui non piacevano le feste ma, oltre a questo, aveva sulle spalle una delle più grandi responsabilità al mondo.

Si occupava della gestione del tempo. Ogni volta che finiva un anno, Agdar era pronto a prenderne un altro nella Cronoteca, attivandolo alla mezzanotte in punto. Era l’unico sul pianeta a non poter mai festeggiare l’ultima notte dell’anno.

Ultimamente il Governo Mondiale aveva dovuto tagliare parecchi fondi ai suoi ministeri, a causa della più grande crisi economica che s’era abbattuta sulla Terra dalle sue origini.

Il sottosegretario uscì dalla Cronoteca e raggiunse il Ministro nella sala principale.

«Agdar!» lo salutò il Ministro. «È la prima volta che ti godi la mezzanotte di questo giorno.»

«E le mie orecchie danno già segni di turbamento con tutte queste esplosioni.»

«Buttiamo via l’anno vecchio, la tradizione dei botti va ormai avanti da secoli.»

«Dunque, avete proprio deciso di buttare via quest’anno?»

«Ma certo! Ancora pochi secondi e il 3000 sarà finito per sempre! Perché?»

Agdar guardò gli ultimi fuochi artificiali che esplodevano nel cielo, pochi attimi prima della mezzanotte. «Perché non ne abbiamo un altro con cui sostituire quello vecchio…»

4 Commenti

  1. Michela
    1 gennaio 2011 alle 03:02 Rispondi

    Mi piacciono un casino le storie che acquistano senso leggendo l’ultimissima riga…

    Carina questa!
    Mi piace anche la morale, caso più unico che raro. “Cerchiamo di non buttare via il tempo dando per scontato che ce ne sarà dell’altro dopo”… molto profondo :)

    Oh “dovrei” aver attivato l’opzione sul mio blog per cui commentato una volta dovresti poter commentare sempre liberamente!

    Buon principio :)

  2. Daniele Imperi
    1 gennaio 2011 alle 08:46 Rispondi

    Un commento alle 3 di notte non è frequente… ah, ma era l’ultima notte dell’anno :)

    Grazie :)

  3. Fabrizio Urdis
    20 ottobre 2013 alle 19:52 Rispondi

    Ciao Daniele,
    visto che riguarda questo racconto riscrivo una parte del mio commento sul post http://pennablu.it/3-domande-scrittura/

    ” Proprio ieri ho letto Anno 3000 e l’ho adorato.
    Tocchi degli aspetti molto interessanti parlando dell’alienazione dell’uomo che obbedendo a un sistema malato arriva a dover comprare anche il tempo ( magari può sembrare anche assurdo ma non è quello che facciamo con l’acqua?).
    Il finale poi l’ho trovato geniale e mi ha strappato un sorriso.”

    Sperando di aver fato cosa gradita ti auguro buona domenica :-)

    • Daniele Imperi
      21 ottobre 2013 alle 07:24 Rispondi

      Ciao Fabrizio,
      grazie della lettura e per aver apprezzato il racconto :)

      Appena riesco leggo il tuo orso ;)

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