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L’ambientazione storica e geografica

L'ambientazione storica e geografica

Non scrivere un romanzo se non conosci la storia e la geografia.

Quando si inizia a scrivere un romanzo – e per scrivere intendo progettare una trama e una struttura – bisogna innanzitutto pensare a quando e dove ambientare la storia. Forse l’ambientazione storico-geografica viene in mente assieme all’idea stessa della storia, o forse no.

In fondo, una storia potrebbe avere diverse ambientazioni storiche e geografiche, anche se queste possono influenzare sensibilmente la storia stessa. Prendiamo come esempio I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Ci sono parecchie implicazioni che avrebbero reso il romanzo privo di significato se fosse stato scritto e ambientato al giorno d’oggi.

Scrivere una storia e ambientarla nel proprio paese e in tempi odierni è abbastanza facile, anche se comunque un minimo di documentazione è necessaria – non si può conoscere tutto e una storia presenta comunque dettagli che possono sfuggire allo scrittore. Ma scrivere una storia ambientata nel passato e perfino in un paese estero richiede un grande lavoro di documentazione.

Ambientazione storica

Quando si svolgeranno i fatti? È la prima domanda che uno scrittore deve porsi. Ogni periodo storico è caratterizzato da leggi e costumi che influenzano i personaggi. I personaggi, anzi, sono la conseguenza delle leggi e dei costumi di un’epoca.

E i personaggi, non bisogna dimenticarlo, sono la nostra storia. Lo scrittore deve quindi documentarsi sul periodo storico in cui ambientare il proprio romanzo, deve conoscere la situazione politica e sociale di quei tempi, perché sono informazioni che non solo renderanno la sua storia valida e credibile, ma costituiranno anche una sorta di guida per la trama.

Ai tempi di Renzo e Lucia c’erano i bravi, c’erano le grida, c’erano personaggi come Don Rodrigo e l’Innominato e la monaca di Monza, c’è stata la rivolta del pane. Che cosa sono in realtà? Sono impedimenti, ostacoli e aiuti che hanno reso la storia più viva e corposa e hanno permesso ai personaggi di prendere strade diverse e cambiare e trasformare soprattutto una banale storia d’amore in un capolavoro storico.

Ambientazione geografica

Dove si svolgeranno i fatti? È la seconda domanda da porsi. In realtà le due domande, sul quando e sul dove, possono nascere contemporaneamente. Ogni paese ha le sue leggi e le sue abitudini, i suoi costumi e la sua geografia, appunto.

Un romanzo ambientato ai nostri giorni ma all’estero non è così difficile da scrivere, perché oggi grazie al web e alla televisione siamo informati su tutto ciò che avviene nel mondo. Ma se la nostra storia è ambientata all’estero e al passato il discorso cambia.

Lo scrittore dovrà conoscere che cosa succedeva in quel preciso paese nei tempi in cui vuole ambientare la sua storia. Non può improvvisare, poiché i suoi personaggi vestiranno e vivranno secondo i costumi e le tradizioni del loro paese e della loro epoca.

Il romanzo storico come lettura di studio

La lettura dei romanzi storici aiuta lo scrittore a entrare nel mondo che vorrebbe narrare. Non basta come documentazione leggere alcuni romanzi storici, ma è necessario leggerli per conoscere il genere narrativo, come già discusso nel precedente articolo.

Lo scrittore potrà così farsi un’idea di come viene trattata la materia e strutturata la storia, di quale stile viene usato, del dettaglio e di come vengono presentati i personaggi. Potrà conoscere soprattutto quanta documentazione c’è stata dietro la stesura del romanzo storico.

La mia esperienza nella documentazione sull’ambientazione storico-geografica

Sto progettando – e questo significa che non c’è neanche una trama completamente abbozzata – ben due romanzi di genere fantastico, ma che hanno uno sfondo storico reale. Il primo è ambientato sul finire dell’800 e in un paese estero (ma in piccola parte c’entra anche l’Italia), il secondo invece è ambientato in Italia, ma nel XV secolo.

Per tutti e due mi serve una buona documentazione, specialmente per il primo. Com’erano i confini di quel paese all’epoca della mia storia? Chi comandava? E in Italia? E per il secondo vale lo stesso discorso.

Sto quindi cercando informazioni storiche sui due periodi e ho perfino reperito una rivista online che parlava proprio dell’evento di cui dovrò trattare nel secondo romanzo. Purtroppo non mi è stata molto utile, ma fa parte del “gioco”.

È mia intenzione, quindi, leggere pubblicazioni storiche sui due periodi e ritrovare anche antiche carte geografiche, che mostrano vecchi confini e località che nel tempo possono aver cambiato nome o anche non esistere più.

Risorse

Potete leggere la mia intervista allo scrittore Bernard Cornwell su come scrivere un romanzo storico e vi sarà anche utile quella a Luigi Leonardi su come scrivere un saggio storico.

Avete mai scritto storie ambientate nel passato o in un altro paese? Vi siete documentati prima di scrivere? Siete d’accordo con le mie osservazioni?

18 Commenti

  1. Salomon Xeno
    12 settembre 2012 alle 10:16 Rispondi

    Anch’io ho un mezzo progetto fantastico di metà 800 in Italia. Prima di passare alla trama, dovrò documentarmi su quel periodo. Fortunatamente ho già individuato chi può consigliarmi qualche lettura! ^^
    Altrimenti il rischio è di scrivere tutto il romanzo e poi accorgersi che uno dei dettagli da modificare è proprio quello che dà il punto di svolta alla storia.

    • Daniele Imperi
      12 settembre 2012 alle 10:51 Rispondi

      Io ho abbandonato per ora quello sul XV secolo: troppo impegnativo due romanzi storico-fantastici :P

      Sulla trama: per il mio non è influente molto la documentazione, quella mi serve per diversi dettagli.

  2. Dalailaps
    12 settembre 2012 alle 11:12 Rispondi

    Sto studiando un sacco – davvero un sacco – per una storia vagamente fantasy ambientata nella Londra vittoriana.
    Oltre ai libri sto trovando molto utili alcuni film e telefilm della BBC, quasi sempre storicamente impeccabili.

    • Daniele Imperi
      12 settembre 2012 alle 11:57 Rispondi

      Se i film sono storicamente validi, allora va bene. Ne dirò di più in un prossimo post della serie :)

  3. Lucia Donati
    12 settembre 2012 alle 11:13 Rispondi

    Ho scritto un racconto breve ambientato nel passato (1840) ed uno lungo (un mezzo romanzo, se mi passi l’espressione) in ambiente orientale (ma l’ambientazione era psicologica o, meglio, “filosofica”; tra l’altro aveva caratteristiche di un fantasy per certi versi: i famosi generi non collocabili di cui dicevamo tempo fa).
    In linea di massima sono d’accordo con quello che hai scritto sulla documentazione e sull’ambientazione geografica e storica.

  4. franco.zoccheddu
    12 settembre 2012 alle 12:58 Rispondi

    In un romanzo ho descritto due pranzi tra fisici, uno a Pisa, l’altro ad Eureka in California.
    Dopo mangiato i personaggi “gustano un buon caffè”. Dubbio: ma negli USA si beve il caffè dopo pranzo?
    Sono andato a chiarirmi le idee.
    Concordo: se si vuole essere credibili bisogna conoscere ciò di cui si parla.

  5. Romina Tamerici
    12 settembre 2012 alle 13:23 Rispondi

    Ho scritto pochi testi ambientati nel passato e nessuno ambientato all’estero (se ovviamente si escludono altri pianeti o cose simili). Uno dei difetti dei miei romanzi è sempre stata la scarsa collocazione spaziale. In parte è una cosa voluta nel senso che quando scrivo testi che puntano sulla psicologia dei personaggi e molto introspettivi mi piace lasciare molte cose indeterminate (ho scritto molti testi in cui i protagonisti non hanno nemmeno un nome, come se fossero persone qualsiasi, e detto così non è molto chiaro, ma il discorso è lungo…). In parte invece dovrei focalizzare più la mia attenzione su certi aspetti. Per il romanzo che sto scrivendo ci penserò bene e mi documenterò. Grazie per i consigli.

    • Daniele Imperi
      12 settembre 2012 alle 13:42 Rispondi

      Inserire una collocazione spaziale e temporale è un lavoro in più, ovvio, e in alcuni casi anche di non semplice risoluzione, ma rende poi una storia più completa.

  6. Alessandro C.
    12 settembre 2012 alle 15:51 Rispondi

    Per un racconto che sto ultimando ho dovuto studiarmi un bel po’ di storia dell’Inghilterra del Sedicesimo secolo.
    Il consiglio che posso dare è quello di guardare anche dei film, per visualizzare le ambientazioni, capire in che modo la gente dialogava (basti pensare al “voi” che i figli rivolgevano ai genitori sino a qualche anno fa in Italia) e rafforzare il corpus delle proprie competenze coinvolgendo sensi che la semplice lettura non comprenderebbe.

    • Daniele Imperi
      12 settembre 2012 alle 21:00 Rispondi

      Il film, se ben realizzato, fornisce un buono spunto fotografico :)

  7. Fabrizia
    12 settembre 2012 alle 17:23 Rispondi

    Dato che sono molto insicura, cerco sempre di documentarmi prima di scrivere. La prima cosa da fare per me è chiarire le incertezze e rafforzare le certezze, così capita che vado a controllare entrambe. Sono consapevole che è un lavoro estenuante, ma a me piace perché può servire a ispirarmi. Per adesso non mi sono cimentata in narrazioni che si svolgono in altre epoche storiche o nel futuro,ma presto cercherò di farlo.

    • Daniele Imperi
      12 settembre 2012 alle 21:01 Rispondi

      Alle volte le certezze possono nascondere qualcosa di sbagliato, quindi è sempre meglio controllare :)

  8. Marco B.
    14 settembre 2012 alle 15:06 Rispondi

    Forse non è strettamente a tema, ma nel caso uno volesse affrontare la scrittura di un libro di fantascienza, è consigliabile documentarsi sulla “scienza” o dar sfogo alla fantasia?

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2012 alle 15:17 Rispondi

      La fantascienza implica comunque una scienza. Quindi devi sapere cosa stai scrivendo. Se la tua storia parla di poteri paranormali, psichici, dovrai documentarti su quegli argomenti. Se tratta di voli interstellari, dovrai conoscere a quali problemi vanno incontro mezzi e astronauti durante un volo nello spazio.

  9. Luca bcw
    17 settembre 2012 alle 13:12 Rispondi

    Post che non fa una piega… come sempre molto utile. :)

  10. Donatella
    19 maggio 2014 alle 19:00 Rispondi

    Il XV secolo in Italia è una domanda troppo generica, dipende da quale zona dell’italia, come ben sai la storia italiana non è omogenea, ma diversissima da regione a regione.

    • Daniele Imperi
      19 maggio 2014 alle 19:30 Rispondi

      Sì, certo, almeno nel mio caso si tratta di luoghi precisi nel nord Italia.

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