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Quando mettere l’acca al verbo avere (e perché)

Grammatica

Un altro errore che si commette spesso è quello di non indovinare quando il verbo avere vuole la lettera acca (H) davanti. Lettera che non serve per rendere aspirata quelle forme verbali.

La lettera acca è un retaggio delle origini della lingua italiana, che deriva dal latino. Il verbo avere in latino è habere. Dunque vediamo quando il verbo avere deve avere l’acca.

La lettera H nel verbo “avere”

  • Ho: prima persona singolare, tempo presente. Vuole l’acca. Potrebbe essere confuso con la congiunzione o. In latino era habeo.
  • Hai: seconda persona singolare, tempo presente. Vuole l’acca. Potrebbe essere confuso con la preposizione plurale ai. Ma esiste anche la parola aio, creata nel 1538, che significa istitutore. In latino era habes.
  • Ha: terza persona singolare, tempo presente. Vuole l’acca. Potrebbe essere confuso con la preposizione a. In latino era habet.
  • Hanno: terza persona plurale, tempo presente. Vuole l’acca. Potrebbe essere confuso con il sostantivo anno. In latino era habent.

Un’acca in meno può cambiare il senso di una frase.

“Ho tutto o niente” è diverso da “O tutto o niente” e da “Ho tutto e ho niente”.

“Hai gatti” è diverso da “Ai gatti”.

“Ha ragione” è diverso da “A ragione”.

“In che hanno sbagliato?” è diverso da “In che anno sbagliato?”

Sono soltanto quattro le forme verbali del verbo avere che vogliono l’acca davanti. Facili da ricordare, no?

10 Commenti

  1. Sekhemty
    14 gennaio 2011 alle 12:29 Rispondi

    Beh, non sapere queste cose però è parecchio grave ;)

  2. Daniele Imperi
    14 gennaio 2011 alle 12:35 Rispondi

    Sì, ma a molti ogni tanto sfugge l’acca, o per dimenticanza o per ignoranza. :)

  3. VITO
    24 luglio 2011 alle 00:18 Rispondi

    Sono capitato per caso su questo interessante sito, e mi è venuta voglia di chiedere, (se è lecito), una conferma: su SHAREDTALK, una chat di lingue, una persona ha detto questo: ” Roberto, Svizzera · Perché nelle lingue neolatine il futuro deriva da una perifrasi composta da infinito + forme contratte del verbo avere, quindi in italiano “avrò” deriva da “aver+habeo (contratto)”.
    Chiedo se la cosa è giusta, perchè non so come controllarla. Grazie, e complimenti per il sito. Vito, Ravenna.

    • Daniele Imperi
      24 luglio 2011 alle 18:52 Rispondi

      Ciao Vito e benvenuto,
      non sapevo di questo, ma mi informerò e ti farò sapere.

  4. vito
    26 luglio 2011 alle 23:12 Rispondi

    beh, comunque mi sembra una cosa strana: “aver + abeo” ma scusa, non sono tutte e due la stessa parola ?
    Cioè avere?
    ed inoltre, questa al limite è una parola composta, non una PERIFRASI …
    Boh!
    Se avrò una risposta, sarò felice di poter rispondere a questo swizzero.
    Vito, Ravenna.

  5. Biogas - Pagina 79
    7 aprile 2013 alle 16:16 Rispondi

    […] […]

  6. Roberto Baietti
    27 febbraio 2016 alle 13:15 Rispondi

    Esiste in realtà anche un’alternativa, desueta ma oltre che corretta in realtà più consona alle scelte stilistiche e grafologiche della lingua italiana, ossia l’uso degli accenti: io ò, tu ài, egli à ed essi ànno.
    Si scrive àncora per diversificare il termine da ancòra e si scrive riò, riài,rià e riànno (da riavere).

    Collegamenti:
    http://www.homolaicus.com/linguaggi/verbo-avere.htm
    http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/h-etimologica-grafie-nno-per

    • Daniele Imperi
      29 febbraio 2016 alle 08:09 Rispondi

      Ciao Roberto, benvenuto nel blog.
      Non si scrive àncora, non ho mai visto questa parola accentata e non può certo essere confusa con ancora.
      Inoltre la questione delle forbe verbali accentati è solo una proposta, nessuno scrive quelle forme in quel modo e non ho mai visto da alcuna parte “io ò, tu ài, egli à ed essi ànno”.

  7. Maika
    21 febbraio 2017 alle 16:10 Rispondi

    Ciao, sito molto interessante!
    Posso per cortesia fare una domanda a nome di una mia Amica Bruna che scrive poesie?
    Ha un dubbio sul verbo avere in scritto nella poesia , perchè di solito si scrive con l’acca davanti…
    La frase è questa:
    “con me an festeggiato”
    Grazie da lei

    • Daniele Imperi
      21 febbraio 2017 alle 16:23 Rispondi

      Ciao Maika, benvenuta nel blog. Poesia o no, il verbo avere in quel caso ha l’acca. Perché dovrebbe essere diversamente?

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