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12 nuovi modi per inventare storie

Usa tutta la creativià possibile scrivere i tuoi racconti
12 nuovi modi per inventare storie

Quando mancano le idee per scrivere racconti e romanzi si rischia di essere colpiti dal blocco dello scrittore, che tempo fa ho sfatato perché alla fine è solo questione di metodo. In un mio vecchio post avevo pubblicato 7 modi per scrivere storie e adesso ne propongo altri 12.

Ho voluto raggrupparli per piccole sezioni. Ho già sperimentato i modi 1, 4, 6, 7, 12 e degli altri metodi mi interessano molto il 5, l’8, il 9 e l’11.

Inventare storie come esercizio di scrittura

Le seguenti 5 idee possono essere usate per fare dei normali esercizi di scrittura, anche se ovviamente ne potranno nascere racconti validi.

  1. Scrivete una storia spin-off: il termine spin-off indica una storia nata da un personaggio o un evento citati in un’altra storia. Facciamo l’esempio del fumetto Batman: è nata la serie dedicata a Robin e poi quella su Catwoman. Non sono personaggi principali in Batman, ma comprimari e nemici. Pensate, per esempio, a un racconto sull’ispettore Lestrade, personaggio della serie su Sherlock Holmes, o alle avventure di Legolas de Il signore degli anelli e così via. Potete usare come spin-off un vostro racconto oppure un personaggio di un romanzo che vi ha colpito.
  2. Sfruttate le storie incompiute: è il momento di finire quei racconti che avete iniziato e non siete riusciti a concludere. Rileggeteli e dategli una nuova forma, oppure cambiate un personaggio. Da qualche parte della storia esiste un elemento che vi ha bloccato.
  3. Trasformate un viaggio in un’avventura: noi come protagonisti. Un giorno mi deciderò a scrivere il racconto di spionaggio “Quel maledetto giorno a Måloy”, la più inutile e brutta città della Norvegia, in cui sono rimasto bloccato per 12 ore senza poter fare nulla (era domenica) né avere la possibilità di andarmene. Ho passato 2 di quelle 12 ore a parlare con un ubriaco…
  4. Leggete l’enciclopedia delle morti: Stecchiti e censiti di Michael Largo è “L’enciclopedia illustrata di tutti i modi in cui si passa a miglior vita”. Geniale. Un saggio di 500 pagine sulle morti più tragiche e assurde. Non è questione di essere macabri o di grattarsi cose nascoste, ma se scrivete horror, poliziesco, gialli, thriller, beh, allora comprate quel libro.
  5. Usate le mappe mentali: ho iniziato a usare le mappe mentali nel blogging, ma perché non usarle nella scrittura creativa? Come? Non ne ho idea, davvero, ma il metodo delle mappe è applicabile a qualsiasi problema, dunque anche alla narrativa.

Inventare storie con intrecci complessi

Ora che abbiamo letto cinque metodi facili facili per scrivere racconti, andiamo sul difficile e vediamo tre metodi utili per scrivere storie complicate. A me questi 3 metodi piacciono da morire e li sto usando e studiando.

  1. Usate le cornici narrative: una cornice narrativa è come fosse una storia dentro una storia, un racconto che fa appunto da cornice ad altre storie, come ne Le mille e una notte. Trovo molto stimolante per la mia creatività usare le cornici narrative, perché permettono di collegare fra loro storie che non hanno nulla in comune.
  2. Usate le realtà parallele: siamo nel Fantastico. Mai sentito parlare di universi paralleli? Mentre leggete questo post esiste una copia di voi che lo legge, ma decide di lasciar perdere queste sciocchezze e esce per andare ad ammazzare qualcuno. Voi sorridete, ma c’è qualcuno che crede nelle realtà alternative. Sono teorie e magari esistono davvero le realtà parallele. Di sicuro, però, possono esistere nei vostri racconti.
  3. Usate il transmedia: pochi di voi avranno sentito nominare il transmedia storytelling e la comunicazione transmediale. Il transmedia è usato molto nel cinema, ma anche in pubblicità, per promuovere un film già prima della sua programmazione, creando curiosità e aspettative nel pubblico. Come usarlo nella narrativa? Io ci sto pensando e non dico che sia facile, anzi non lo è per niente. Il transmedia usa la scrittura creativa: perché non fare in modo che sia la scrittura creativa a usare il transmedia?

Inventare storie studiando la Storia

In queste ultime quattro idee c’è di mezzo la Storia. Possiamo quindi parlare di romanzo storico, ma anche di storia alternativa.

  1. Riscrivete la Storia: viene chiamata ucronia o anche storia alternativa. Qualcuno dice che siano due cose differenti, ma ora a noi non interessa. Prendete un fatto storico e chiedetevi “E se le cose fossero andate diversamente?” Un giorno mi sono divertito a cambiare il corso della Storia, riscrivendo l’ultima parte del viaggio di Cristoforo Colombo. Io sono sempre stato dalla parte degli Indiani dei Nativi.
  2. Scrivete un romanzo biografico: di un personaggio che amate. Da bambino ero innamorato di Muzio Scevola e volevo sempre raccontare alla suora – sì, ho fatto le elementari dalle suore… – la sua storia. Non mi stancavo mai. Magari un giorno scriverò un romanzo su questo personaggio, chissà?
  3. Sfruttate i misteri insoluti: l’Italia è piena di reperti archeologici di cui si sa poco e niente, come la Porta Alchemica che ho vicino casa, per esempio. O la Sedia del Diavolo, sempre a Roma. Non serve arrivare all’isola di Pasqua per trovare il mistero e immaginare una storia attorno a esso. Ho trovato molto interessante l’opera in due volumi Guida all’Italia leggendaria, misteriosa, insolita, fantastica, che regione per regione vi farà immergere in un’Italia che non sospettavate. Ma anche Gnomi, Fate, Folletti e altri essere fatati in Italia di Dario Spada potrà illuminarvi.
  4. Cambiate ambientazione: usate la preistoria, i futuri impossibili, i passati probabili. A quanto vedo, ci sono sempre le stesse ambientazioni storiche e geografiche nelle storie. Eppure la Terra è grande e il tempo trascorso dalla sua formazione a oggi è enormemente vasto. Un po’ di fantasia, diamine!

L’unico modo inutile per inventare storie

Iniziare a scrivere. Ma cosa? Gli americani la fanno facile: just write! Vorrei proprio vederli davanti a un foglio a scrivere non si sa cosa. No, seriamente, lasciate perdere questo consiglio che ho sempre giudicato un classico tappabuchi nel classico elenco delle classiche cose da fare.

Le vostre idee

  1. Prima di tutto: come vi sembrano le mie e quali vi attraggono di più o avete già usato?
  2. Secondo: che cosa potete aggiungere di nuovo?

23 Commenti

  1. “Just write”: perché è importante scrivere | Scrivere per caso
    12 gennaio 2014 alle 11:17 Rispondi

    […] ho letto un interessante articolo di Penna Blu con una lista di metodi per inventare storie. È sempre interessante vedere come un altro scrittore approcci il problema: dopo tutto per me la […]

  2. MikiMoz
    12 gennaio 2014 alle 13:48 Rispondi

    Oddio, pensa… io sono proprio il tipo da Just write! XD
    Non così riduttiva, la cosa, ma credo che se hai da scrivere… la scrittura ti esce… boh!

    Moz-

    • Daniele Imperi
      13 gennaio 2014 alle 07:50 Rispondi

      Guarda, dubito che si possa scrivere un racconto semplicemente mettendosi a scrivere senza un’idea in testa.

      • MikiMoz
        13 gennaio 2014 alle 14:04 Rispondi

        Ti giuro che a me è successo.
        Certo, racconti brevi, ma mi sono messo a scrivere magari partendo da una situazione, non da un’idea.
        E la cosa è venuta così.
        Mentre scrivevo le idee venivano.

        Moz-

  3. Michele Scarparo
    12 gennaio 2014 alle 13:56 Rispondi

    Anche io penso che il “Just Write” sia una buona cosa… Ed alla fine ne ho fatto un post: http://wp.me/p3YONr-5Q

    • Daniele Imperi
      13 gennaio 2014 alle 07:52 Rispondi

      Ho letto il post. Ma inventi un racconto solido senza neanche una mezza idea in testa?

      • Michele Scarparo
        13 gennaio 2014 alle 08:24 Rispondi

        Di sicuro ci copro tutti i “buchi di trama”. Ma la mia idea di fondo è produrre materiale: il racconto solido viene poi fuori (sperabilmente!) durante l’editing.

  4. Tenar
    12 gennaio 2014 alle 18:40 Rispondi

    Sono solo io che ho sempre più storie che tempo per scriverle?

  5. Leonardo Boselli
    12 gennaio 2014 alle 22:45 Rispondi

    Io ho usato 1, 6 e 7. Gli altri consigli li trovo stimolanti e, prima o poi, ne proverò qualcuno.
    Però trovo impossibile il 2, cioè se una storia è andata male non c’è verso che riesca ad aggiustarla, anche stravolgendola.
    Eppure, se devo iniziare una storia di corsa (per qualche concorso di scrittura “veloce”), mi è utile partire dall’incipit di qualche racconto che ha funzionato, per poi magari stravolgerlo quando la storia acquista vita propria.
    Boh! Contraddizioni :)

    • Daniele Imperi
      13 gennaio 2014 alle 07:55 Rispondi

      Ciao Leonardo,
      sai che mi chiedevo che fine avesse fatto il professore che scriveva racconti storici? :D

      Sul 2 ti do ragione, non credo che funzionerebbe con me, ma magari per altri è diverso.

      Il metodo che usi per la scrittura veloce mi pare buono.

  6. Salvatore
    13 gennaio 2014 alle 12:32 Rispondi

    Ti sembrerà strano o arrogante, ma io faccio proprio così per i racconti: inizio a scrivere la prima frase che mi viene in mente e continuo facendone nascere un racconto. Non uso questo metodo per scritti lunghi, ma per i racconti brevi (10.000 caratteri) funziona e aggiunge quella nota di curiosità e stupore che altrimenti manca, perché mentre scrivi crei qualcosa che prima non conoscevi. Non ti sto a sottolineare la meraviglia di vedere nascere un racconto da una pagina bianca senza aver programmato assolutamente niente e, lo puoi immaginare, non funziona sempre. Ci sono giorni in cui ho poca voglia e poca fantasia, ma non mi è mai capitato (negli ultimi sei mesi…) di lasciare una pagina in bianco o di non terminare un racconto iniziato in questo modo.

    Per quanto riguarda i consiglia che hai descritto, li trovo molto interessanti. I tuoi post sono sempre stimolanti e aggiungono conoscenza. Tuttavia mi sembrano molto meccanici. Sei tanto quadrato, tanto metodico; forse bisognerebbe sciogliere un po’ le briglie. Non mi fraintendere, sei bravissimo nella tua meticolosità, ma a volte è necessario fare anche delle cose a c****, solo per farle. Si rimane stupiti dei risultati, soprattutto se dietro c’è l’allenamento del metodico.

    Detto questo, tu magari lo fai e io non lo so, per carità, dico solo ciò che traspare da quanto scrivi. Argomenti comunque come sempre interessanti.

    • Daniele Imperi
      13 gennaio 2014 alle 13:10 Rispondi

      Non mi pare di essere così metodico. Quando scrivo una storia, ho un’idea in mente e faccio una scaletta, al massimo, che poi non rispetto totalmente.

      • Salvatore
        13 gennaio 2014 alle 14:06 Rispondi

        E’ solo la mia impressione, magari sbagliata. :)

  7. 12 consigli di scrittura creativa
    19 gennaio 2014 alle 05:02 Rispondi

    […] scorsa è stata la volta di 12 consigli su storie da scrivere. Oggi replico col numero 12 – ma è davvero un caso! – e propongo consigli per migliorare la […]

  8. Kinsy
    26 gennaio 2014 alle 14:09 Rispondi

    Senza alcuna coscienza penso che molti (se non tutti) hanno usato queste tecniche per inventare storie. Ne aggiungerei un’altra: partire da un evento, un piccolo episodio, e poi costruirvi attorno un’intera storia, per contestualizzarlo o per dargli la giusta importanza.

  9. Ichthys
    7 febbraio 2014 alle 18:42 Rispondi

    Io sto cercando (faticosamente) di scrivere una storia, e ho alcune idee in mente… in particolare trovo molto interessante e stimolante l’utilizzare le “cornici narrative”. In quanto al “just write” concordo, può certamente essere utile per sfogare la propria creatività del momento, ma è difficile riuscire a crearci una storia ben strutturata. Una volta ho provato a farlo e mi sono uscite due-tre pagine scritte carinamente, ma solo il giorno dopo, passato il rush iniziale, avevo terminato tutte le idee…

    • Daniele Imperi
      7 febbraio 2014 alle 20:04 Rispondi

      Ciao Ichthys, benvenuto/a nel blog :)

      Le cornici narrative stimolano molto, hai ragione. Alla fine è come se scrivessi più di un racconto in una storia, però non è più faticoso di scrivere racconti tradizionali.

  10. thomas
    22 gennaio 2016 alle 18:17 Rispondi

    Buona sera Daniele, ti avevo già scritto tempo fa, perdonami se mi ripeto, io ho provato a scrivere una mia storia, ma ogni volta che rileggo lo cestino, praticamente quando incomincio a scrivere arrivo ad un massimo di 4/5 pagine e sul momento va bene, ma poi rileggo tutto e incomincio a tagliare fino a cancellare tutto, so di non essere uno scrittore, ma ho sta storia che continua a girarmi in testa e non so come fare… ti ringrazio in anticipo del tempo che hai dedicato a questo messaggio e buona serata

    • Daniele Imperi
      25 gennaio 2016 alle 08:25 Rispondi

      Ciao Thomas, stai scrivendo un racconto o un romanzo?
      Forse dipende dalla trama, non saprei, prova a lavorare sulla trama, che deve funzionare, poi inizia a scrivere. Comincia con dei racconti brevi, se ti senti così insicuro. Poi magari falli leggere in qualche forum.

  11. Eleonora Cristina
    5 febbraio 2016 alle 20:22 Rispondi

    Buona serata. Mi sono imbattuta per caso in questo sito e ho cominciato a leggere con vivo interesse.
    Scrivo molto: fan fiction, racconti fantasy, storie legate ad esperienze personali, persino poesie, ma… non sono mai soddisfatta.
    Appena confronto uno dei miei lavori con qualcosa prodotto da un vero scrittore, immediatamente, mi demoralizzo.
    Le idee non mi mancano, leggo e rileggo ciò che scrivo curando la forma e la sintassi, ma, alla fine, mi sembra di aver sprecato carta ed inchiostro.

    • Daniele Imperi
      8 febbraio 2016 alle 09:06 Rispondi

      Ciao Eleonora, benvenuta nel blog. Secondo me è sbagliato confrontarsi con gli scrittori che pubblicano, perché ci sono tantissimi elementi che hanno portato quegli scrittori alla pubblicazione.
      L’unico modo per sapere se è valido quello che scrivi è pubblicare da qualche parte le tue storie.

      • Eleonora Cristina
        8 febbraio 2016 alle 15:14 Rispondi

        Ho mandato alcune mie storie a dei forum. Sono piaciute, alcune si sono classificate nei concorsi indetti dai siti, probabilmente sono io che ho paura a “gettarmi nella mischia”.
        Buon pomeriggio e grazie per il benvenuto.

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