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10 scrittori che non mi stanco di leggere

10 scrittoriCi sono scrittori che ci fanno sognare, di cui compriamo eleggiamo tutto. Ci sono scrittori che ci fanno entrare in altri mondi, in altre realtà, che hanno un modo di scrivere che ci affascina e ci cattura.

Qui ci sono i dieci scrittori che non mi stanco mai di leggere, anche se un paio di loro non ci sono più, ma hanno scritto tantissimo. Li ho elencati in ordine cronologico: l’ordine in cui li ho conosciuti.

  1. Emilio Salgari: è il romanzo d’avventura, quella vera, che ci porta in ogni parte del mondo e ci fa conoscere posti e personaggi unici. Emilio Salgari è uno scrittore particolare, di quelli forse senza tempo. Ricordato soprattutto per la saga di Sandokan, Salgari ha però scritto storie ambientate anche in Africa, al Polo e perfino nel Far West.
  2. Len Deighton: scrittore versatile, conosciuto soprattutto per romanzi di spionaggio. Ha scritto anche saggi di guerra e perfino libri di ricette. L’ho conosciuto da ragazzo. Ha uno stile sobrio, deciso, ma sa come coinvolgere il lettore e le sue storie sono ben realizzate. Sono stati prodotti dei film su alcuni suoi romanzi.
  3. Isaac Asimov: il maestro della fantascienza. Di lui ho letto la saga sulla Fondazione e tantissimi racconti. È capace di rendere credibile qualsiasi tecnologia e le sue storie immergono il lettore in mondi affascinante. Il suo stile contiene anche una buona dose di ironia, che rende i suoi lavori più gustosi.
  4. Bernard Cornwell: maestro del romanzo storico. Ha scritto saghe e romanzi a sé stanti. Divoro sempre i suoi libri, sia quelli ambientati nel Medioevo, i miei preferiti, sia quelli sulle guerre napoleoniche. Su quest’ultima serie, incentrata sul personaggio Sharpe, è stata realizzata una serie TV.
  5. George R.R. Martin: grande autore fantasy, le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono tra i miei romanzi fantasy preferiti. Un mondo brutale, ma anche magico, quello creato dallo scrittore americano, che ha saputo tessere trame intrecciate e sorprendenti. Anche su questa saga è nata una serie TV, ben realizzata.
  6. Joe R. Lansdale: autore prolifico, che ci porta in un Texas duro e spietato. Ecco come sono le sue storie: dure e spietate. Con personaggi veri e credibili. Storie noir, ma anche drammatiche. Mi ha catturato dalle prime pagine lette e so che ogni volta che aprirò un suo libro non sarò deluso.
  7. Richard Matheson: è uno scrittore che sa creare delle storie veramente originali. Il suo Io sono leggenda è diventato un mito, su cui sono stati girati alcuni film. Persino storie che solo a pensarle sembrerebbero prive di interesse, in mano a Matheson riescono a imporsi nel lettore e a stupirlo.
  8. Riccardo Coltri: un altro scrittore del nostro paese. Ha uno stile inconfondibile, evocativo e magico, che sa adattarsi a storie horror e fantasy. Ho già letto tutte le sue opere. Ha messo in campo il folclore e le leggende italiani dando al fantasy un nuovo volto e rinnovandolo. Soprattutto, possiamo finalmente leggere un vero fantasy nostrano.
  9. Jack Ketchum: scrittore più spietato di Lansdale. Mi è bastato un suo romanzo per classificarlo e per farmelo apprezzare. Scrive storie terribili, che nessuno vorrebbe augurare a se stesso. Sbatte in faccia al lettore il dolore e il crimine nella loro più cruda dimensione. Le sue sono storie impossibili da dimenticare.
  10. Cormac McCarthy: uno dei massimi scrittori del secolo, e di quello passato, secondo me. Ha uno stile unico e la lettura dei suoi libri non è per tutti. Ricordato per non usare le virgolette nei dialoghi, McCarthy ci racconta sempre un mondo che nasconde una sua apocalisse. E l’apocalisse dei personaggi che mette in campo.
  11. Bonus: Andrea Camilleri. Ho parecchi libri di Camilleri. Anche le sue opere, in dialetto siciliano, forse non sono per tutti, ma io riesco a capirlo bene e divoro sempre i suoi romanzi. Sui casi di Montalbano è stata realizzata una serie TV, che non voglio vedere perché personaggi e luoghi che ho figurato nella mia testa sono diversi da quelli messi su pellicola.

Quali sono i vostri dieci scrittori che non vi stancate mai di leggere?

27 Commenti

  1. Marco
    6 settembre 2012 alle 08:06 Rispondi

    Tolstoj, Dostoevskij, Zola, Simenon, Cormac McCarthy, Raymond Carver, Flannery O’Connor, Ignazio Silone, Melville, Sciascia.
    Sì, ci sono tutti, ma in realtà sono un po’ di più. Un paio di svedesi, un islandese almeno, più altri…

  2. Daniele Imperi
    6 settembre 2012 alle 08:21 Rispondi

    Ne abbiamo solo uno in comune :)
    Ho provato a leggere Melville, ho letto Simenon e Sciascia. Ho opere di Tolstoj, Dostoevskij, Zola e Silone, ma ancora da leggere.

  3. franco zoccheddu
    6 settembre 2012 alle 08:49 Rispondi

    I dieci autori che mi rimangono più impressi per le loro “narrazioni” sono tutti scienziati che hanno descritto la realtà fisica riuscendo a usare le parole con la stessa potenza con cui avevano prima usato le equazioni. Richard Feynman, grandissimo. Poi tanti altri.

  4. Romina Tamerici
    6 settembre 2012 alle 09:39 Rispondi

    Degli autori del tuo elenco ho letto solo un libro di Cormac McCarthy, “La strada”. Tra l’altro l’ho letto dopo averne sentito parlare in un tuo post (anche se lo conoscevo già prima). Mi è piaciuto molto! Direi dunque che ho molto da leggere visto questo elenco!

  5. Ryan
    6 settembre 2012 alle 13:05 Rispondi

    bellà Daniè… io direi sicuramente Buzzati, Pirandello, Sciascia, King, Camilleri, Dostoevskij, Alexandre Dumas, Baricco (mea culpa), Lansdale e Jack London. Bonus extra romanzo: Leopardi, Frank Miller e Alan Moore.

  6. franco zoccheddu
    6 settembre 2012 alle 13:30 Rispondi

    Si, anche romanzi: Stevenson, McCarthy, Clarke (“Rendezvous with Rama”, maestoso!!), Verne (assolutamente, ritorno ragazzo ed è fantastico), Vargas Llosa (non tutto), Baricco (no, scusate: Baricco proprio NO!), Eco (solo il primo, poi è partito per la tangente scambiando la moglie per un cappello, se mi capisci…), e tanti, troppi altri che rileggerei mille volte se fossi immortale. Dimenticavo Joyce (rileggo “The dubliners” in maniera compulsiva, una droga), Le Carré (“The Russia House”: non so quante volte. Il film con Connery e Pfeiffer, vediamo: venti?). No, guarda: è doloroso dover scegliere, alla fine tutto quello che leggo fa parte di me.

  7. Lucia Donati
    6 settembre 2012 alle 17:29 Rispondi

    Molta saggistica per me. Autori di letteratura? In questo momento penso a Wilde, Sir Arthur Conan Doyle, E. A. Poe, Maugham, Montaigne.

    • Daniele Imperi
      6 settembre 2012 alle 18:21 Rispondi

      Poe e Doyle, del primo ho letto tutto, del secondo abbastanza.

  8. Alessandro C.
    6 settembre 2012 alle 17:31 Rispondi

    Ti ho amato quando ho visto che non avevi inserito S. King nella lista.

  9. Ryan
    6 settembre 2012 alle 22:22 Rispondi

    @Daniele: ok, allora leviamo Baricco e mettiamo buona parte della produzione di Ammanniti :)

  10. ferruccio
    7 settembre 2012 alle 08:07 Rispondi

    ci credo che non ti stanchi di leggerli, io però aggiungo Hemingway

    • Daniele Imperi
      7 settembre 2012 alle 08:11 Rispondi

      Dopo la delusione e la noia a leggere Il vecchio e il mare non credo che leggerò ancora Hemingway…

  11. mirko
    7 settembre 2012 alle 10:20 Rispondi

    – Doyle (ha scritto anche belle avventure oltre Sherlock Holmes)
    – Asimov (fantascienza raffinata, ma ha scritto anche gialli e molti saggi)
    – Verne (odiato da piccolo assieme a tutti i libri costretto a leggere a scuola ma amato con consapevolezza da grande, la lettura è una passione che mi è nata – con rammarico – da grande)
    – Salgari (il corsaro nero è fantastico, coinvolgente – non riesco ancora ad iniziare il ciclo di Sandokan forse per colpa degli sceneggiati RAI)
    – Tolkien (ho iniziato a leggere con il Signore degli Anelli, prima abbandonato poi riletto d’un fiato)

    – Mi piacerebbe molto iniziare Cormac McCarthy, mi intriga ma mi sembrano troppo cari i libri…
    – George R.R. Martin mi sembra ottimo ma mi ha frenato il trattamento dalla casa editrice italiana (traduzioni mal fatte, libri spezzettati e poi riuniti in un librone da 1601 pagine x 1,5 kg ma senza revisione). Vediamo nel futuro

    • Daniele Imperi
      7 settembre 2012 alle 11:27 Rispondi

      Condivido per Doyle (ho letto altro di lui oltre Sherlock) e Verne, Tolkien.
      Su McCarthy: cari i libri? Non mi pare, anzi. Io li ho presi tutti scontati, anche in libreria. E sono tutti in brossura, poi.

      • mirko
        7 settembre 2012 alle 12:30 Rispondi

        Beh, Fondazione e Terra di Asimov 532 pagine viene 10,50 € (prezzo copertina). Effettivamente non è molto robusto, a volte devo incollare le pagine col vinavil, in estate col caldo si scolla.

        La strada 218 pagine 12,00 € (prezzo copertina). Non so, devo analizzare meglio col libro in mano, presi in libreria mi sembravano minuti.

        Certamente il valore di un libro non si misura in soldi o lunghezza ma a volte le case editrici sono ignobili.
        E il costo dei libri sembra sempre più in salita…

  12. Carlo
    7 settembre 2012 alle 22:38 Rispondi

    Li butto lì a manciate (con rispetto parlando): Simenon, Yehoshua, Potok, Franzen, Roth (sia Philip che Joseph), R. Ford, Joyce Carol Oates, J. Coe, De Lillo, Faulkner, Calvino, Carver, R. Yates, malamud (assoluto e geniale), Singer, e poi, e poi.. non so, altri cento o mille. Lansdale lo trovo un po’ un duro di maniera, McCarty è grandissimo, anche se ho letto solo “Non è un paese per vecchi” e “Cavalli selvaggi”, di MAteson ho letto “Ghost”, originale e interessante, molto ben scritto ma non è il mio genere, e poi mi piace molto anche Nicola Lecca, ho letto sia “Hotel Borg” che “Il corpo odiato”, molto raffinati, davvero.

    • Daniele Imperi
      8 settembre 2012 alle 08:09 Rispondi

      Ho letto Calvino, insuperabile, Carver (ma solo il saggio sulla scrittura), Faulkner e anche Simenon del tuo elenco.

  13. Marco B.
    25 novembre 2012 alle 07:44 Rispondi

    Daniele Imperi
    Dopo la delusione e la noia a leggere Il vecchio e il mare non credo che leggerò ancora Hemingway…

    Noo, uno dei miei libri preferiti. Modello d’ispirazione anche se altri libri di Hemingway m’hanno un po’ deluso.

  14. Kentral
    24 marzo 2013 alle 12:24 Rispondi

    Leggo da parecchio il blog, ma questo post mi era sfuggito. Mi intrometto in ritardo.
    Uno su tutti Stendhal.
    A seguito Sciascia, Bufalino, Pirandello, Brancati.
    Di riflesso Sepulveda, Coloane, Pessoa, Marquez..
    In continuo Celine e McCarty.

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2013 alle 10:41 Rispondi

      Ciao,
      Stendhal piace anche a me. Dei tuoi ho letto Sciascia, Pirandello e Marquez.

  15. paolo orlando
    18 agosto 2014 alle 11:21 Rispondi

    Direi Celine,vargas LLosa (solo la guerra della fine del mondo),garcia Marquez (solo cent’anni),Mc Ewan,irwine welsh ,Mccormack ciaooo

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